Autore: Corrado Parona
Anno di Pubblicazione: 1881
Editore: Tipografia dei Fratelli Rechiedei, Milano
Laureato a Padova in medicina e chirurgia, Corrado Parona fu assistente di Giuseppe Balsamo Crivelli al laboratorio di zoologia. Dopo le prime pubblicazioni e collaborazioni, significativa quella con Leopoldo Maggi, divenne nel 1880 professore straordinario di zoologia e anatomia comparata all'università di Cagliari, per poi trasferirsi definitivamente a Genova nel 1883. Contribuì allo sviluppo della zoologia in Italia pubblicando un gran numero di lavori a carattere interdisciplinare, anche se i suoi principali interessi furono indirizzati alla microbiologia e all'elmintologia. Durante il soggiorno a Cagliari pubblicò alcuni interessanti studi sui protisti e sul corallo di Sardegna.
L'approccio di Parona alla biologia, come quello di Maggi, fu largamente influenzato dalle ipotesi di Haeckel, come attestano le prelezioni ai corsi universitari di zoologia, anatomia e fisiologia comparate e di zoologia medica, tenute a Cagliari nel 1881, e, in particolare, l'opera Importanza della protistologia e dell'elmintologia qui in esposizione. Secondo Parona, dagli unicellulari e dagli organismi coloniali si sarebbero evolute forme viventi via via più complesse, fino ai metazoi, che andrebbero considerati come “associazioni di cellule” che un tempo godevano di vita autonoma: «i diversi e spesso disparatissimi gradi di complicazione non derivano soltanto dal progressivo accrescersi di numero e di differenziazione, ma ancora dall'unione o aggregazione di parecchi individui, variamente complicati, che prima vivevano isolati ed autonomi […]. Ciascun animale o vegetale allora non risulterebbe che da una società formata da innumerevoli individui, che andrebbero gradatamente perdendo della loro autonomia».
La complessa organizzazione degli organismi superiori, caratterizzata dall'alto grado di specializzazione cellulare, è per Parona una conseguenza diretta del processo evolutivo: «un grande processo di divisione del lavoro, avente per causa meccanica la selezione naturale». Le prove di tale processo potevano essere individuate nella «filogenia (sviluppo genealogico)» e «nell'ontogenia (sviluppo embrionale)», che, in accordo con la legge biogenetica fondamentale di Haeckel, «altro non è che una ricapitolazione della filogenia». Così, gli stadi dello sviluppo embrionale ripercorrono le tappe della storia evolutiva delle specie: «la concatenazione degli esseri organizzati attualmente viventi con quelli che si trovano allo stato fossile, tradusse la paleontologia nella filogenia, ossia nella storia dello sviluppo della specie, che si ripete nello sviluppo individuale, dando questa in succinto quanto la prima produsse in tempo estremamente lungo».
Sviluppo embrionale nel gallo domestico. Vetrino realizzato da Fritz Meyer (1880 ca.) per la Stazione zoologica di Napoli (a), microfotografia del preparato (40x) (b).