Il distretto di Josefov nella Città Vecchia (Staré město), è la più piccola area catastale di Praga. Fino al 1850 Josefov era chiamato Città ebraica (Židovské město), ed ancor prima Ghetto ebraico (Židovské ghetto).
Oggi è un complesso ben conservato di importanti monumenti ebraici. Alla fine del 1880 il ghetto ebraico era un quartiere povero destinato alla demolizione.
Pochi edifici del Ghetto originale sono sopravvissuti, tra queste il Municipio ebraico (židovská radnice), il Vecchio cimitero ebraico (Starý židovský hřbitov) e sei sinagoghe: Klausová, Maisel, Pinkasová, Vecchia-Nuova (Staronová), Spagnola (Spaňelská) e la Sinagoga Alta (Vysoká Synagoga).
Durante la seconda guerra mondiale, gli ebrei del Ghetto finirono con l'essere deportati nei campi di concentramento nazisti. Gli edifici di Josefov, ormai abbandonati, furono utilizzati come magazzini dove venivano conservati i possedimenti confiscati agli ebrei del Ghetto.
Terminata la guerra, gran parte di queste proprietà finì in possesso del Museo ebraico, in quanto i legittimi proprietari non fecero mai più ritorno campi di sterminio nazisti. Il Museo ebraico divenne così il secondo museo ebraico più grande al mondo. Sebbene si siano conservati solo alcuni dei monumenti più importanti della secolare storia dela comunità ebraica di Praga, essi formano il complesso di monumenti ebraici meglio conservato di tutta Europa.
Pařížská è un viale che collega la Piazza della Città Vecchia (Staroměstské náměstí) con náměstí Curieových.