Il Monastero di Břevnov fu fondato alla fine del X secolo da Adalberto di Praga (Svatý Vojtěch).
Entrato in conflitto con il sovrano, Adalberto di Praga (Svatý Vojtěch) lasciò la Boemia nel 994 e fu Bretislao I che diede inizio alla costruzione di una chiesa in pietra.
Bretislao I portò al monastero i resti di Gontiero di Turingia, monaco dell'abbazia di Niederaltaich in Baviera.
Durante le guerre hussite nel 1420, l'abate ed i monaci fuggirono a Broumov e l'intero monastero, compreso il birrificio, venne quasi completamente distrutto.
Al termine della guerra dei trent'anni, tra il 1708 e il 1740 , sotto l'abate Othmar Daniel Zinke, venne realizzato un complesso monastico in stile barocco.
Il complesso venne realizzato secondo i progetti di Christoph Dientzenhofer. Gli interni degli edifici, tra i quali la Chiesa di Santa Margherita vennero progettati da Kilian Ignaz Dientzenhofer, figlio di Christoph.
Il monastero è arricchito anche dalle pale d'altare opera di Petr Brandl, un affresco di Cosmas Damian Asam e stucchi realizzati da Egid Quirin Asam.
Dopo l'occupazione nazista della Cecoslovacchia del 1938, il monastero fu sequestrato dalle forze della Wehrmacht.
Nel dopoguerra (1950) il monastero venne infine espropriato dal governo comunista cecoslovacco. L'abate Anastáz Opasek (1913-1999) venne condannato per alto tradimento e spionaggio in un processo farsa, il monastero venne chiuso ed i rimanenti monaci furono deportati.
Il complesso fu utilizzato fino al 1990 dalla StB.
Dopo la Rivoluzione di Velluto, il monastero è stato completamente riparato. Nel 1997 Papa Giovanni Paolo II visitò il monastero che venne elevato al rango di Arciabbazia.
Il monastero comprende un birrificio che ha riaperto i battenti nel 2011 dopo una pausa durata circa 120 anni.