2008 South Africa

...iniziamo con questa storia !!!

...volo ottimo, arrivati in orario con Egypt Air, “preso al volo” è dire poco, la coincidenza con la Kulula airline da JHB a Port Elizabeth. Un angelo mandato dal cielo ci ha fatto letteralmente “volare” verso il check-in. Alle 13,30 avevamo già l’auto e alle 14.00 eravamo già padroni di una VW Polo berlina proiettati verso la zona dell’Addo National Park. Bellissima la guesthouse ...il Chrislin con una luxury huts splendida.
Devo dire di essere stata davvero brava ad aver sopportato tutte queste ore tra voli e spostamenti. ...4 ore da Milano al Cairo, 9 ore dal Cairo a JHB e 2 ore da JHB a Port Elizabeth.
 
...da Port Elizabeth all'Addo National Park !!!
 
 
 
 
La sera cena al Lenmore suggerito da Margareth del Chrislin. La mattina del giono 15 prima colazione mitica e partenza per l’Addo.
Giornata all’insegna degli avvistamenti. Il primo enorme elefante quasi all’ingresso, da non credere. Poi due, tre, quattro fino a vederne quasi una cinquantina insieme con piccoli al seguito alla pozza dell’acqua. Animali avvistati ...kudu, facoceri, bufali, struzzi e springbok. Cena al Chrislin con barbecue. Già migliaia di foto.
 
...a Jeffrey's Baai !!!
 
 
Giorno dopo (16) partenza per Jeffrey's Baai, sosta per compere ai negozi dei surfisti e pranzo mitico in riva al mare. Panorama stupendo e un supertonno da favola nel piatto al Die Valkispper. ...mi sono persa in mezzo nella sabbia !!! ...ho scorazzato in una spiaggia tutta per noi !!!
 
...al Tsitsikamma National Park !!!
 
 
Ripartenza per il Tsitsikamma National Park dove otteniamo un capanno a dieci metri dall’oceano. Non si può chiedere di meglio, abbiamo una vista che solo nei sogni si può avere. Partiamo immediatamente alla volta degli scogli davanti a noi, dice mamma che incomincio davvero a dare i primi segni si essere figlia dei suoi genitori ....mah !!! comunque mi inerpico su quegli scogli come se fossi già una bambina grande. ...che soddisfazione !!! Che panorami, con una luna che la sera illumina ogni cosa quasi a giorno. La sera andiamo a mangiare al camp del parco. 
 
 
...ho saputo che quella sera mà e pà si sono concessi una memorabile fumata sotto la luna avvolti nella coperta nel terrazzino davanti all’oceano. Io dormivo tranquilla !!! ...ma non lo fate più !!!
Il mattino (17) colazione al ristorante del camp di nuovo con vista oceano !!!
Poi partiamo per la camminata all’Otter trail, mamma e papà camminano dietro di me lungo il sentiero che segue la costa ed è bellissimo, ma non possiamo proseguire a lungo.
Appagati torniamo indietro a malincuore salutiamo il Tsitsikamma N.P. Ci avviamo verso Platterberg bay...
 
...al Monkeyland !!!
 
 
...ma prima facciamo una sosta al Monkeyland !!! ...qui sono alle prese con scimmiette di ogni tipo ed anche con una simpatica tartaruga. 
E’ divertentissimo !!!
Scegliamo una bellissima guesthouse sul mare ...il Periwinkle.
...e così l’indomani decidiamo di fare uno spostamento enorme ma necessario per guadagnare tempo verso Cape Town...
 
...all' Highgate Ostrich Farm !!!
 
 
 Partiamo presto (18) direzione Outshoorn patria degli struzzi. La strada da George attraverso l’Ottenique Pass è davvero spettacolare così nonostante il tragitto sia lungo non ci annoiamo. 
Arriviamo finalmente all’Highgate Ostrich Farm e qui ci divertiamo un mondo. Facciamo visita guidata alla fattoria dove un simpatico ragazzo ci spiega tutto sugli struzzi e cosa si ricava da uova e piume
...ne sono affascinata ma anche papà e mamma. Saliamo anche sulle uova per constatarne la durezza.
Ma alla fine dulcis in fundo, cavalchiamo gli struzzi, tutti e tre !!! ...sì anche io !!! Non ho davvero paura di nulla !!! 
 
Facciamo pausa pranzo lì al volo e poi a malincuore lasciamo l’Outdtsoorn e i suoi struzzi, dobbiamo arrivare a Swellendam per la sera...
...percorriamo la route 62 davvero memorabile, anche qui come in America per i suoi panorami, che colori, che vegetazione e che luce incredibile !!!
Arriviamo a Swellendam ad un’orario ragionevole e troviamo un posticino carinissimo nella guesthouse “Old Mill Guest Cottages”.
Ceniamo anche lì. Mà e pà bevono del vino sudafricano e la sera fumano ancora il narghilè !!! ...ora basta !!!
 
...sino a Cape Agulhas !!!
 
 
 
 Al mattino (19) ripartiamo alla volta di Cape Agulhas il punto più a sud dell’Africa. Che emozione, qui è il punto in cui i due oceani si incontrano
…visitiamo il faro e quindi foto di rito !!!

...ad Hermanus, a caccia di balene !!!
 
 
 
 
Si riparte per Hermanus e qui riusciamo finalmente ad avvistare le balene. Una persino a 20 metri da noi. E’ enorme e rimaniamo ad osservare affascinati le evoluzioni. 
Anche qui ripartiamo a malincuore ma la tappa successiva è Cape Town.
Pernottiamo alla Port View Guesthouse. La sera stessa ci fiondiamo al Waterfront dove mangiamo al Citygrill. Ottima cena e ottima carne.
Abbiamo ancora la forza per un piccolo giro al Waterfront, anche perché ci sembra così carino…
Ci sono anche gli artisti che si esibiscono per strada con strumenti a percussione ed io ne rimango rapita al punto che mi metto a ballare. Infine crolliamo dal sonno…
 
...da Cape Town al Boulders N.P. !!!
 
 
 
Al mattino (20) ci spostiamo alla guesthouse accanto alla nostra perché in realtà dovevamo andare lì dall’inizio e la signora del Grewin Guesthouse ci dà informazioni preziose e fondamentali per la riuscita della giornata.
Purtroppo le Table Mountain e la Chapman’s peek drive sono chiuse. Pessima notizia ma la signora vista la giornata stupenda ci consiglia senza dubbio di andare al Capo di Buona Speranza. Lungo la strada sostiamo a Simon’s Town dove si trova la famosissima colonia di pinguini.
Ci divertiamo un sacco e alla Boulders beach ci bagniamo anche i piedi insieme ai pinguini. Che bello !!! E chi se lo scorda !!!
 
...al Capo di Buona Speranza !!!
 
 
 
 
Dopo questa bella sosta, ci avviamo verso il Capo di Buona Speranza. Qui facciamo sosta a Good Hope e ci inerpichiamo per vedre il panorama che ci si presenta davanti agli occhi !!! Pà ha una delle sue idee mitiche e decide di lasciare tre nostre foto nascoste per lasciare il segno del nostro passaggio.Da lì andiamo poi al vecchio faro. Per quello nuovo decidiamo di guardarlo dall’alto. Ci siamo fatti anche una bella sosta culinaria al ristorante del Capo. Riprendiamo a malincuore anche qui la via di casa. Per la sera torniamo al Waterfront e mangiamo a base di pesce al “Quay Four”. Davvero Ottimo. Si torna a casa stremati nella mitica stanza-casetta che ci ha riservato il Brewin.
 
...ai giardini Kirtenbosch !!!
 
 Il 21 partiamo per il Kirtenbosch, i giardini di Cape Town. Bellissimi, davvero ci rendiamo conto di quante specie di piante esistono in Sudafrica (circa duemila). Impressionante !!! Passiamo lì mezza giornata. L’altra metà sostiamo brevissimamente a Hout Bay e vediamo tutte le spiagge famose. Ma il tempo condiziona pesantemente giudizio e impressioni. La sera torniamo al “Quay Four” ...si mangia davvero bene. ...la sera è ancora narghilè ...non se ne può più !!!
 
...Cape Town !!! 
 
 
 
Il giorno dopo (22) facciamo un giro nella città, non ci esalta particolarmente. Direi che il suo fascino è data più dalla spettacolare Table Mountain, il Capo di Buona Speranza il Waterfront e le spiagge. La città in sé non sa di molto. Comunque riusciamo a fare un giro anche al Green Market per un po’ di shopping e tornando al Waterfront compriamo il coccodrillo di legno che avevamo visto il pomeriggio prima. Alle 16 volo per Upington. La prima parte della vacanza è finita.

...direzione Kgalagadi Transfrontier Park !!!
 
 
Si apre la seconda parte nel Kgalagadi. Sempre il giorno 22 prendiamo il fuoristrada prenotato (assolutamente necessario) e pernottiamo al Libby’s lodge. Carino ma freddo. Il giorno dopo (23) ci aspetta una giornata molto impegnativa. Spostamento Upington-Twee Riviren (270 km. di cui 30 di sterrato) e Twee-Rivieren-Nossob altri 170 ma di solo sterrato !!! Sapevamo della giornata intensa ma alla fine è andata benone. Ci siamo spostati tutto sommato velocemente ma soprattutto paesaggi e sensazioni hanno lasciato il segno e sanato ogni stanchezza
Da Upington a Twee-Rivieren il paesaggio ci è subito apparso selvaggio e a mamma e papà il ricordo dell’Australia è affiorato velocemente.
L’analogia che hanno trovato tra questo posto e la zona di Ayer’s Rock li ha lasciati senza parole. Le dune rosse sono proprio una caratteristica di queste parti e per fortuna ha appagato le tante ore di viaggio.
Io, devo dire di aver “tenuto” bene. Temevano una giornata ingestibile ma tra libri, musica e visorino si sono salvati alla grande.
Una volta arrivati all’ingresso del parco e sbrigate le formalità abbiamo fatto pic-nic con prosciutto di gomma e formaggio di plastica e via verso Nossob…
 
...verso Nossob !!!
 
 
Sin dall’entrata nel parco le emozioni e gli avvistamenti sono state immediate. Terra selvaggia e animali mai visti ...springbok, orici, gru i primi incontrati. Armati di binocolo e pazienza abbiamo percorso questo tratto di parco sperando anche nell’avvistamento del ghepardo o del leone, ma i predatori sono assai difficili da stanare. Arrivati alla nostra prima base, Nossob, abbiamo preso possesso del nostro primo cottage. Che bella la nostra prima serata nel parco in pieno deserto. C’era anche una pozza proprio nell’area dove c’erano tutti i cottage, qui era possibile accedergli anche in piena notte... tutti i cottage sono formati di cucina e barbecue esterno.
Così ci siamo organizzati la nostra cenetta, pasta al pomodoro (per la mia gioia), sotto le stelle. In più ci siamo fatti dare legna dai campeggiatori vicino a noi e abbiamo acceso il fuoco per scaldarci. Che sensazioni primordiali, bicchere di vino (ma e pà) e stellate infinite.
 
 
Quando sono crollata, mà e pà si sono fatti anche una delle prime mitiche fumate nel deserto sotto le stelle.
Ma quello che non scorderemo mai di quelle serate sono le stelle sopra di noi. Immense luminose e presenti fino all’orizzonte. Era così tanta la visibilità da vedere nitidamente anche la nebulosa.
Abbiamo fatto persino una scappata alla pozza. E’ stata la prima di una serie di nottate fantastiche nel deserto !!!
 
...da Nossob al campo base Mata Mata !!!
 
 
 
 
...il giorno dopo (24) ci siamo spostati verso il Mata Mata. Lungo la strada abbiamo avvistato finalmente i leoni. Erano in tre (una leonessa e due leoni) ma molto lontani. Rimarrà purtroppo l’unico avvistamento dei predatori, ma meglio che niente. Il percorso verso il Mata Mata, più accidentato, è diverso da quello di Nossob ma sempre bello. Quel giorno non sono stati moltissimi gli avvistamenti, ma come sempre il paesaggio ti prende allo stomaco e ti rapisce tutto il tempo. A pochissimi chilometri dal Mata Mata abbiamo fatto il primo avvistamento con le giraffe. Che belle !!! Che eleganza !!! Peccato un po’ distanti, ma per fortuna non sarà l’unico di questa vacanza.
Arriviamo al Mata Mata. Ci piace meno lo chalet assegnato ma va bene lo stesso.
Facciamo provviste, guardiamo il tramonto …piedino in Namibia (il confine è a due passi) e ci prepariamo un’altra pasta nel deserto per la mia gioia.
Ovviamente ai narghile-dipendenti non può mancare la fumata serale in compagnia di milioni di stelle e barbecue acceso per scaldarsi.
 
...al Kalahari Tent Camp !!!
 
 
…il giorno successivo (25) più soft perché gli spostamenti sono stati meno pesanti. Abbiamo cercato tenacemente sia i leoni sia la cheeta (ghepardo), ma di loro nessuna traccia. Questo giorno è stato comunque particolare e da ricordare perché abbiamo dormito al Kalahari Tent Camp, qui ci hanno assegnato una luxury tent. Bella, con arredamento africano, cucina completa di tutto e soprattutto in posizione fantastica con un paesaggio mozzafiato e una pozza d’acqua poco distante. La particolarità del campo è data dal fatto che non è difeso, nel senso che non ha la recinzione su tutto il perimetro del campo, ma ogni tenda ha la sua protezione adeguata, scarsa in realtà… Ci è piaciuto così tanto che a pranzo abbiamo deciso di fare una sosta. Ero eccitatissima all’idea di godermi un po’ questa tenda così diversa dalle precedenti “casette”.
Ci siamo fatti la solita pasta e questa volta mentre giocavo tranquilla deliziata dalla presenza delle manguste mà e pà hanno optato per un narghilè diurno. Ma la cosa bellissima è che mentre ci stavamo rilassando alla pozza è arrivato un gruppo enorme di gnu che ci hanno deliziato con la loro presenza. A descriverlo non rende l’idea ma tutto ciò ci ha trasmesso una serenità e una piacevolezza infinita.
 
 
Dopo il tramonto, che non ci siamo persi, avevamo deciso di comprare il pollo da fare sul barbecue. In realtà siamo rimasti un po’ scettici per la riuscita di questo braai, ma si deve provare tutto !!! La sera che freddo e che stanchezza, che emozione dormire in quella tenda . Di notte sentivano tutti i rumori, soprattutto le iene che erano vicinissime ed altri rumori che non siamo riusciti ad interpretare.
Forse il vento ??? …la notte abbiamo patito il freddo !!! In realtà sotto le coperte (tre) stavamo da Dio ed io ho dormito tra mamma e papà.
 
...ritorno al Twee Rivieren !!!
 
 
…il mattino seguente (26) lasciamo frettolosamente, ma solo per il freddo, la nostra bellissima tenda e via… questa volta verso il Twee Rivieren. Ancora paesaggi sconfinati del Kalahari. Cominciamo a renderci conto che è il nostro ultimo giorno in questo deserto selvaggio e ci piange il cuore.
Man mano che ci avviciniamo al campo gli avvistamenti degli animali sono sempre più numerosi, qui gruppi notevolissimi di springbok come non ne abbiamo mai visti. Arriviamo abbastanza presto al nostro cottage e questa volta nessuna cena fai da te. Ci godiamo un po’ questo cottage carino più simile a quello di Nossob.
Questo campo essendo all’ingresso del parco è molto più organizzato, dotato di ristorante e market, ma la nostra pasta nel deserto e le nostre colazioni arrangiate ci mancheranno.
Dopo il tramonto e la cena non rinunciamo certo a scaldarci con il nostro fuocherello che è diventato una piacevolissima abitudine. Purtroppo ultima notte nel deserto …e stellata mitica !!!
 
...Augrabies National Park I !!!
 
 
 
…il 27 partiamo alla volta di Upington dove sosteremo per il pranzo. Ma la nostra meta sono le Augrabies National Park.
Ci fermiamo nella guesthouse prenotata “The Falls”, bellissima, giusto il tempo di lasciare i bagagli e poi puntiamo verso il parco. Facciamo in tempo a fare un giro a piedi fino alle cascate.
Che belle e che bel percorso !!! ...mi aggiro tra pietre e ponticelli tutta eccitata. Riusciamo a vedere quattro punti panoramici delle cascate.
Restiamo fino al tramonto ma purtroppo Papà cade rovinosamente da una roccia e si fa male. Nulla di serio ma la caduta ci smonta un po’ il morale.
La sera ceniamo nel parco. Ci spiace molto non aver prenotato dentro. Stare nei parchi è una sensazione unica e ti sembra di vivere di più colori e profumi del paesaggio. Ma la nostra guesthouse è carinissima e non ci lamentiamo...
 
...a cavallo al Khamkirri !!!
 
Al mattino (28) decidiamo di fare un giro a cavallo. Il posto che organizza il giro è il Kamkirri, è un po’ sperduto e per arrivarci dobbiamo prendere la barca ed attraversare un fiume. Ma tutto ciò a noi diverte molto. Facciamo un giro a cavallo di una mezz’ora.
Io voglio un cavallo tutto per me ma il ragazzo che organizza ci fa trovare solo un solo cavallo per due …ma questo lo sa che è già la quinta volta che vado a cavallo ???
 
...Augrabies National Park II !!!
 
 
Ci organizziamo per tornare alle Augrabies e così ci compriamo due panini al volo ed iniziamo il percorso in macchina. Quello che ci si presenta è un paesaggio inaspettato. Per un momento percorrendo quella strada che portava ai vari punti panoramici abbiamo avuto la sensazione di aver fatto un viaggio nel tempo e di essere tornati indietro al duemilatre, al nostro mitico viaggio in Australia.
In alcuni punti sembrava di vedere i paesaggi delle Devil’s Murbles ed in altri punti Ayer’s Rock. Che emozione intensa !!! Tornando ai punti panoramici ognuno ci ha colpito per qualcosa. Moonrock ci è rimaso impresso perché sembrava un paesaggio lunare. Siamo saliti fino al punto più alto da cui si godeva una vista stupenda e li abbiamo fatto picnic. ...ragazzi che salita !!! ...non cammino sulle strade normali, ma su quelle accidentate ed impegnative dò prova di essere davvero un animaletto da deserto. Dopo non so quanti scatti abbiamo ripreso il percorso. Il secondo punto panoramico è Ararat. Ci lasciato senza parole.
Saliti fino in cima ci siamo trovati di fronte ad un panorama spettacolare con vista in due punti diversi della gola.
Terzo punto meno bello (forse solo perché arrivavamo dal precedente). L’ultimo punto detto Echo Corner era caratterizzato dall’eco della vallata, appunto. Sulla via del ritorno i miei genitori mi hanno perso (addormentata di schianto) dopo le fatiche delle varie salite e questo gli ha permesso di fare un’altra fumata che rimarrà tra le mitiche insieme ad altre della vacanza. Narghilè più vino ad Ararat. Che si può desiderare di più ??? 
 
Dopo questa parentesi fuori programma, ma piacevolissima, abbiamo deciso di lasciare anche le Augrabies per Upington, ma solo perché il giorno dopo ci attendeva il volo per JHB.
Siamo stati tentati di fermarci nel parco per la notte ma il buon senso ha prevalso. Peccato, non scorderemo mai i panorami del Kalahari, momento selvaggio e primordiale.
 
...al Pilanesberg National Park !!!
 
...il giorno seguente (29) dopo la sosta in una guesthouse anonima si prende il volo per JHB e inizia la terza parte di questa intensissima vacanza. Da segnalare la cena della sera prima a Upington al “The Must”, buonissima !!!
Arriviamo a JHB e quindi terza macchina. Partiamo subito alla volta del Pilanesberg Park dove abbiamo prenotato al Manyane Resort.
Ci danno il nostro chalet e ci rendiamo subito conto che gli animali sono già li vicino a noi, non quelli enormi e spettacolari, ma scimmie e cerbiatti sono ovunque.Per la sera ceniamo al ristorante. Come sempre mà e pà non rinunciano alla fumata e al fuocherello. E chi se li perde in un posto cosi ??? 
 
...il 30 inizia ufficialmente il giro nel Pilanesberg. Appena entriamo subito avvistiamo le zebre. Le attendavamo al Kalahari !!! Qui sono numerosissime, tanto che sono davvero ovunque.
Dopo poco una giraffa ci attraversa la strada davanti agli occhi per raggiungere le altre ferme da lì a poco.
Il paesaggio è completamente diverso dal Kalahari. All’inizio eravamo persino un po’ sconcertati perché la vegetazione ci sembrava fin troppo fitta ma poi viaggiando lungo i sentieri pian piano abbiamo capito meglio come era organizzato.
Questo parco è un insolito complesso di vulcani estinti. Ci sono affioramenti rocciosi nella parte centrale del parco, in particolare nell’area intorno al Mankwe Lake, un lago che è il cratere di un vulcano spento. Ci sono diverse postazioni nascoste da cui si possono osservare gli animali. E così più volte scendiamo dalla macchina per le varie soste. Prima di pranzo riusciamo anche ad avvistare da lontano un rinoceronte bianco. Ci sembra una cosa straordinaria... ma la giornata non è ancora finita. A pranzo sostiamo in un centro del parco molto ben attrezzato e nel pomeriggio si riparte subito per gli avvistamenti. Passiamo in un punto e finalmente vediamo anche gli ippopotami. Che buffi !!!
...durante questo viaggio ho fatto un grosso miglioramento, ora dico perfettamente “ippopotamo” che una volta era “ippocno”, ma devo ancora lavorare sulla parola “antilope” che per me è “antipolo”!!! Ci sono cinque o sei ippopotami che placidamente e pigramente dormono sulla riva del lago e altri due che escono dall’acqua. Qui gli avvistamenti rispetto al Kalahari sono davvero copiosi. Il parco è molto più piccolo e quindi è chiaro che è meno dispersivo come ambiente.
Sulla via del ritorno pensavamo che gli avvistamenti fossero finiti quando ad un tratto scorgo sulla mia destra con la coda dell’occhio ben tre rinoceronti a venti metri da noi. L’emozione è fortissima. Facciamo marcia indietro e ci batte forte il cuore !!! Qui sfruttiamo al massimo il tettuccio apribile per fare foto e guardare da vicino questi stupendi esemplari. Sono una famiglia !!! Mamma, papà ed un piccolo !!! Incredibile !!!
Torniamo al Manyane soddisfatti della giornata. Davvero tante le emozioni oggi.
Al ristorante del parco si mangia bene ma come sempre accade durante le nostre vacanze arrivata il “black day” !!! ...cos’è il “black day” ??? è il giorno o il momento in cui succede qualcosa di “terribile” !!! …e infatti la batteria della macchina ci molla. Papà ha lasciato le luci accese !!! Per fortuna nel bar vicino al ristorante abbiamo incontrato una persona gentilissima che siè procurato dei cavi e ha fatto ripartire il bolide
...dopo il mio crollo mamma e papà ...avete già capito ...ovviamente con stelle e fuocherello amico !!!
 
...tra Sun City e il Pilanesberg !!!
 
 
…il 31 ci si sposta verso il Bakubung dove alloggeremo la sera, si parte per Sun City che è vicinissima al parco. E’ una versione sudafricana di Las Vegas, con statue dorate di leoni, scimmie elefanti. Ettari di spiagge artificiali e tante slot machine.
E’ un complesso nato per divertire e lo scopo di mamma e papà quello di far passarmi una mattinata diversa. Devo dire che il complesso in sé è molto stonato messo così vicino al parco ed anche un po’ pacchiano, ma per passarci mezza giornata va più che bene.
Ma la nostra mente è sempre a quei paesaggi e agli animali e così nel pomeriggio siamo di nuovo al Pilanesberg. Appena rientrati avvistiamo subito degli elefanti con dei cuccioli. Davvero un’emozione !!! Facciamo un giro in zone dove non siamo ancora stati il giorno prima.
Ad un certo punto ci imbattiamo in un elefante che ha occupato la strada e non fa passare nessuna macchina nè da una parte nè dall’altra. E’ davvero arrabbiato, ogni tanto si fa minaccioso, avvicinandosi a qualche macchina. Dopo qualche minuto alcune macchine si spostano e ce lo ritroviamo proprio davanti. Ci viene incontro muovendo le orecchie …è proprio arrabbiato e per un attimo anche noi ci spaventiamo e facciamo velocemente retromarcia. Caspita che adrenalina vedere un esemplare così grande che quasi ti attacca.
Ritorniamo sulle vie tradizionali e dopo un  po’ quando il cuore ha ripreso i suoi battiti normali, vediamo tre enormi rinoceronti a dieci metri da noi. Non crediamo ai nostri occhi. Sono vicinissimi. Ci fermiamo e scattiamo un mare di foto. Tra l’altro siamo quasi al tramonto e c’è una luce stupenda. Sono bellissimi, sono tre rinoceronti bianchi. Chi l’avrebbe detto che saremmo riusciti a vederli così da vicino.
Ma le emozioni non sono finite sulla strada del ritorno verso il Bakubung ci imbattiamo in un numerosissimo gruppo di elefanti che attraversa la strada. Davanti a noi sfilano più di una ventina di elefanti di tutte le misure. Rimaniamo a guardare a bocca aperta. Bisogna davvero dire che è stato un pomeriggio emozionantissimo. Impazzisco di gioia quando vedo i piccolini con la mamma e il papà. Sembra di essere dentro un documentario, quasi si possono toccare.
 
...alla Lion Farm !!!
 
 
Arriviamo al Bakubung con le ali ai piedi. Anche il Bakubung sarà per noi una sorpresa. La cena al buffet è davvero spettacolare e anche il posto è davvero bello. Tutto in stile africano e perfettamente organizzato. Qui non abbiamo uno chalet ma una stanza molto grande. Mà e pà concludono la giornata con la solita fumata, questa volta nel terrazzino con vista sulla pozza abitata dagli ippopotami.
Al mattino (1) ci svegliamo e facciamo un ottima colazione all’aperto accompagnata da uccelli variopinti che Reb tenta inutilmente di inseguire. Anche la colazione si trasforma in un contatto con gli animali, incredibile !!! Davvero a malincuore abbandoniamo questo posto che ci ha regalato così tante emozioni. Non vorremmo più andare via. Ci avviamo verso la guesthouse che ci ospiterà per i prossimi due giorni, “l’Authentique”, gestita da un francese simpaticissimo. Lasciati i bagagli ci avviamo alla Lion Farm e anche qui comincia una giornata da incorniciare…
Visitiamo la fattoria accompagnati da una guida. Ci porta subito dai leoncini di due e tre mesi. Non ho più aggettivi… per descrivere l’emozione provata nell’accarezzare quei “gattoni”. Io mi ci avvicino timidamente ma quando vedo mamma e papà convinti, mi faccio coraggio e li accarezza con gioia. Non crediamo alle nostre orecchie quando la guida ci dice che possiamo prenderne uno in braccio per fare delle foto. Un cucciolo di leone in braccio… non è possibile, è proprio vero !!!
 
 
Anche io vorrei prenderlo ma il cucciolo è grande quanto me. Usciamo dalle gabbie e andiamo a vedere altri esemplari di età diverse. La guida ci spiega che da cinque mesi i leoncini non sono più avvicinabili perché già troppo aggressivi. Ne vediamo di tutti i tipi ed io rimango sbalordita quando vedo la guida lanciare una coscia di “antipolo” (come lo chiamo io) ai leoni più grandi.
Pensavamo fosse finito il giro, quando ad un certo punto la guida ci chiama per allattare i cuccioli. Mi mette in mano un biberon e quindi comincio ad allattare i cuccioli. Siamo tutti e tre senza parole !!! A turno tocca anche a mamma e papà. E’ davvero bellissimo !!! Quando usciamo da lì siamo ancora su di giri.

...ultimi avvistamenti al Pilanesberg !!!
 
 
Ci fermiamo a mangiare al ranch, buona cucina. Per il pomeriggio visto la vicinanza al Pilanesberg decidiamo di farvi un’altra puntatina e così altro giro e di nuovo un altro contatto con gli elefanti: torniamo verso il tramonto alla nostra guesthouse, davvero incantevole, somiglia nello stile al “Chrislin” del primo giorno.
 
...sui Quad nel parco del Pilanesberg !!!
 
 
La mattina (2) mega colazione e il nostro amico francese ci dà una bellissima notizia. Posso fare il giro con i Quad insieme a mamma e papà. Non pensavamo accettassero una bimba così piccola. Ovviamente siamo entusiasti e partiamo verso Sun City dove l’operatore ci porterà a destinazione.
L’esperienza si rivelerà entusiasmante anche e soprattutto perchè è il mio primo giro sui Quad. Non dimostro la minima paura, anzi mi diverto un mondo incalzando papà perché vada più veloce.
Ci divertiamo un mondo andando velocissimi su un percorso del parco, vario e accidentato. Ho un casco più grande di me. Alla fine del giro siamo tutti sporchi di polvere rossa, ma felicissimi. Ho superato anche questa prova. Sono davvero un mito !!!
 
...all'Elephant Sanctuary !!!
 
 
Dopo questa eccitante avventura andiamo a mangiare la pizza a Sun City da Leonardo e poi via a casa a farci un mega bagno. Io crollo durante il percorso del ritorno. Mamma e papà si concediamo un mega bagno nella vasca a due piazze del nostro “Africane” (questo è il nome della nostra “casetta”) e poi  mega fumata per chiudere il pomeriggio. In serata torniamo al ranch a mangiare. Lungo la strada accidentata che porta alla nostra guesthouse notiamo una lunga lingua di fuoco che occuperà tutti i miei discorsi per i giorni successivi. 
 
 
Il giorno dopo (3), l’ultimo ahimè, dopo i saluti al mitico francese, ci rechiamo all’Elephant Sanctuary. Anche qui, scortati dalla guida che ci spiega alcuni dettagli della vita degli elefanti, riusciamo ad avere un contatto unico con questi animali. Prima ci darà l’occasione di dare da mangiare ad uno di loro. E così io con la mia piccola mano metto del cibo nella proboscide dell’elefante. Sembro un topolino di fronte a questo esemplare enorme. Poi la guida ci permette anche di toccarne uno. La proboscide, le zampe, la pelle corrugata, le orecchie. Che contatto incredibile !!!
Alla fine facciamo anche una passeggiata tenendo l’elefante per la proboscide. Anche l’ultimo giorno fino all’ultimo sarà da ricordare. Chiudiamo la giornata lì mangiando su una terrazza che dà proprio sul punto in cui gli elefanti si muovono e giocano. E così anche mangiando abbiamo l’occasione di osservarli fino all’ultimo momento. Indimenticabile.
Ci avviamo ad Hartbeespoort Dam dove abbiamo letto che si trovano vari mercati dove si può comprare dell’artigianato locale. E così facciamo un giro per gli ultimi acquisti. Siamo davvero alla fine. Col magone ci rechiamo all’aeroporto.

E’ davvero finita questa meravigliosa avventura in terra africana. Ci porteremo nel cuore emozioni, colori, suoni, stati d’animo che non scorderemo mai. Abbandoniamo questo meraviglioso paese con la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di unico, anche per la presenza della nostra piccola che ci ha fatto vivere attraverso i suoi occhi un’emozione ancora più grande !!!
…adesso capiamo cosa vuol dire avere il mal d’Africa…

Nat

Comments