...(20 Lug) ...ci aspetta un super viaggio. Questa volta il volo è diretto. Quasi quattordici ore di volo e siamo a Tokyo.
Prendiamo i nostri posti. Il volo è di giorno pazienza. Tra film, letture e cibo da dimenticare, la Nippon Airways ci accoglie a braccia aperte per questa interminabile giornata...
...(21 Lug) ...Dopo ben quattordici ore di volo arriviamo a Tokyo. Un pò stravolti. Eh sì per noi è piena notte, invece qui è mattina presto. Dopo aver bypassato le varie formalità doganali prendiamo un trenino che ci porta verso il centro e poi cambiamo per prendere la metro.
Il primo impatto è strano, la metro è un gran casino nel senso che ci sono tredici linee metropolitane e una fiumana di gente che si muove ogni giorno. Da casa abbiamo scaricato la "Suica Card" che è una carta ricaricabile che ci serve per muoverci in scioltezza fra una linea e l’altra.
Usciti dalla metro nel quartiere di Shinjuku, ci accorgiamo subito che il caldo è devastante.
Arriviamo "all’Hundred Stay" dove lasciamo i bagagli. La stanza ce la danno alle 15:00. Ci laviamo come possiamo nel bagno della hall e indossiamo abiti leggeri.
Si esce all’esterno e proviamo a cercare di capire come orientarci.
Andiamo verso Kabuchi. Siamo un pò frastornati. E' tutto completamente diverso. Siamo incuriositi ma anche parecchio stanchi. Ci aggiriamo tipo zombie tra la voglia di vedere la stanchezza.
Entriamo ed usciamo da una serie di locali, supermercati (pieni di cose kitch) che attraggono la nostra attenzione. Pensavamo di andare al giardino di Shinjuku, ma il caldo ci frena e così ripieghiamo nell’edificio governativo che offre all’ultimo piano un panorama stupendo su tutta la città. Ci sembra una buona idea e così saliamo prima al piano intermedio e poi al 45º. Il panorama merita davvero. Facciamo le foto di rito e poi ripieghiamo verso l’albergo. Finalmente ci rilassiamo un pò.
Uscendo tutto è illuminato, perché ormai è sera e ci fa ovviamente un altro effetto. Siamo affamati così cerchiamo qualcosa che ci ispiri per cena. Vediamo vari locali e poi finalmente ne troviamo uno dove mangiamo ottimamente, maiale alla piastra, ramen buonissimo (il nostro primo) e poi gamberi con pancetta.
Soddisfatti e rifocillati torniamo in albergo e davvero il letto ci sembra un miraggio nel deserto...
...(22 Lug) ...dopo aver cercato vari bar per la colazione, finalmente ne troviamo uno, non tanto lontano dall’albergo dove fanno delle paste salate e dolci davvero ottimi.
Ci spostiamo con la metro nel quartiere di Asakusa, completamente diverso da Shinjuku. Questo è il quartiere in cui si trova uno dei templi più antichi di Tokyo, il Senso-ji. Il tempio è dedicato alla dea Kannon, la divinità buddista della compassione. Il tempio è stato costruito nel 648 d.C. per proteggere la città dalle calamità naturali e promuovere la spiritualità. In effetti si respira un’aria di forte spiritualità.
Nei pressi del tempio c’è la possibilità di estrarre a sorte dei bigliettini di buono o cattivo augurio. Io tiro a sorte il mio ed è di buon augurio, mentre quello di mamma e papà non lo sono e per esorcizzare il verdetto negativo devono "appenderli". Si chiama "Omikuji", ovvero i bigliettini della fortuna. Si paga 100 ¥, si pesca a caso un bastoncino e si estrae un foglietto da una scatola e si legge il responso. Esistono anche gli "Ema", tavolette di legno o altri materiali appesi in cui si scrivono desideri o una preghiera...
Facciamo un giro nel sito e tutto ci lascia senza parole, le lanterne, i decori, le guardie all’ingresso, la grossa pagoda affianco al tempio e la lanterna gigante.
Ci facciamo un sacco di foto e poi procediamo lungo "Kankamise", una via pedonale in cui si trovano un sacco di bancarelle.
Assetati e un pò sfiancati dal caldo, ripieghiamo sul nostro primo gelato al macha e annesso tè che però non ci suscita amore a prima vista...
Ci rechiamo poi a prendere la metro e saliamo sullo "Sky-tree", ben due soste, prima ad una certa altezza e poi al piano più alto. Il panorama è bellissimo.
Dopo questa visita la nostra prossima meta è il "TeamLab Planets". Avevamo già preso i biglietti in Italia. Si rivela da subito una bellissima esperienza sensoriale interattiva, fatta di giochi di luci, specchi e giochi di colori.
Si cammina scalzi dentro vasche di acqua tiepida e ci si ritrova circondati da fiori sospesi.
In alcuni ambienti perdi il senso del tempo e dello spazio e pensi di galleggiare.
Rimaniamo catturati in ogni ambiente in cui ci troviamo e ogni posto è una sorpresa. Sembra un pò di tornare bambini. Ad un ad un certo punto ci fanno anche colorare delle immagini che poi prendono vita in forma digitale. Davvero un posto dove ci perdiamo meravigliosamente per circa tre ore.
Torniamo in camera per rinfrescarci un pò fino all’ora di cena.
Stasera per cena andiamo a mangiare in un ristorante a base di sushi. Si trova dentro un edificio al quinto piano. Sembra anche un pò elegante.
Prendiamo il sushi classico e ci portano insieme anche delle zuppe strane che noi non comprendiamo. Ma il sushi è davvero buono. Purtroppo il conto è un pò salato…
Facciamo un giro nel quartiere di "kabukicho" e passiamo anche in un altro dove fanno lo street-food. Ci ripromettiamo di tornare un'altra sera. Ma non andiamo via senza andare in uno di questi strettissimi locali "super-cool" per bere qualcosa...
...(23 Lug) ...stamattina si torna a fare colazione al solito posto. Oggi abbiamo in programma il quartiere "Harajuku", con il santuario "Meiji", con i giardini.
Una breve passeggiata ci porta fino alla porta d'ingresso. Si passa sotto un imponente porta "Tori" che segna l'inizio del santuario. È incredibile pensare di essere a Tokyo visto la foresta che ci circonda.
Prima di arrivare al santuario vero e proprio, lungo il percorso vediamo delle grandi botti di sake che ci dicono essere le riserve dell'imperatore.
Una volta arrivati al santuario, anche qui si possono fare offerte, pregare e scrivere i propri desideri su una tavoletta o acquistare un portafortuna o un amuleto.
Fa davvero molto caldo e questo purtroppo non ci permette di goderci i bellissimi giardini. Facciamo una breve passeggiata dove vediamo dei bellissimi fiori di loto e poi andiamo a riprenderci in un bar...
Una volta esserci ripresi un pò, percorriamo la famosa "Takeshita Dorj", a quanto pare continua la mia fortuna che entro in un locale e vinco un biglietto in cui posso prendere oggettini e caramelle.
Questa via è molto caratteristica. Qui si concentrano negozietti di souvenir, fast food, bancarelle con cose trash, a me non sembra vero !!!
E' piena di giovani ed adolescenti anche vestiti in modo stravagante, con parrucche, coroncine e abiti sovrapposti.
Nelle vie laterali invece ci sono negozi decisamente più raffinati come in viale "Omotesando".
Per fortuna per pranzo papà trova un posto dove fanno ottimi Gyoza. Praticamente fanno solo quelli e si mangia benissimo spendendo poco. (Harayuki Gyozaru).
In "Omotesando" le case sono molto basse e i negozi sono di buon livello. Decisamente diverse da "Takeshita Dorj".
Decidiamo, visto il caldo, di fare una tappa rinfrescante per riprenderci un pò in albergo.
Tra una cosa e l'altra si fa quasi buio ma siamo già a "Shibuya", al famoso incrocio, il più trafficato del mondo, dove ad ogni semaforo verde centinaia di persone attraversano la strada contemporaneamente.
E' una cosa da vedere altrimenti sembra quasi una cosa folle e un pò lo è, ma come tante formiche ogni qualvolta scatta il verde c'è una folla disumana che attraversa insieme. E tutto intorno è un tripudio di luci e colori. Vale la pena vederlo.
Anche dall'alto è così, quindi andiamo al piano di Starbucks e ci godiamo lo spettacolo dall'alto…
Dopo ovviamente ci perdiamo un pò nei veicoli che si intrecciano uno con l'altro, scritte pubblicitarie tridimensionali che capeggiano sulle strade, immagini di moda o di cantanti giapponesi famosi. C'è davvero un pò di tutto…
Dopo un pò si è quasi ubriachi e così ci scegliamo un localino piccolino per mangiare un ottimo Ramen…
Tornati vicino all'incrocio famosissimo, facciamo la foto anche con il cane Hachiko a cui hanno fatto una statua, perché alla morte del suo padrone ha continuato per nove anni ad andare ad attenderlo davanti alla stazione.
Diventato simbolo di fedeltà, gli hanno eretto una statua per ricordarlo.
Infine torniamo in albergo stanchi…
...(24 Lug) ...Oggi dobbiamo andare a Kamakura.
E' molto comodo perché ci si arriva in un'oretta utilizzando una metro locale che si chiama Eloden. Scendiamo ad Hase e qui c'è un piccolo trenino locale con cui ci si sposta.
Noi appena scesi puntiamo subito al grande Buddha presso il tempio "Kotoku-in".
Entriamo e rimaniamo folgorati dalla bellissima statua in bronzo che raffigura Buddha. Entriamo persino dentro la statua. Per fortuna non è ancora troppo affollato e dopo sosta caffè molto carina…
Dopo la pausa andiamo a visitare il tempio di "Hase-Dera" che è uno dei templi buddisti più grandi di Kamakura, famoso per ospitare una grande statua lignea di Kannon, la dea della misericordia e per avere una meravigliosa vista sulla baia.
E'anche famosa per avere dei gradini in stile giapponese. In una parte del sito c'è una sala chiamata "Jizo-do", circondata da migliaia di piccole statue raffiguranti "Juzo". La funzione di questa statue e di confortare le anime dei bambini non ancora nati. Questo tempio c'è davvero piaciuto molto.
Dopo questo tempio facciamo una puntatina verso la spiaggia e ci bagniamo anche i piedi.
Prendiamo poi il trenino per spostarci in un'altra parte della cittadina. Ma visto che ora di pranzo io trovo un posticino buonissimo dove assaggiamo per la prima volta il "Tonkatsu", che è una buonissima cotoletta di maiale fritto.
Facciamo poi una passeggiata per la via dello shopping dove compro il diario in cui comincerò l'ossessione della raccolta degli stampi che si trovano nelle varie stazioni, templi e punti di interesse.
Visitiamo ancora il santuario "Tsurugaoka Hachimansu". Questo è un tempio shintoista famoso per la sua scalinata principale. Ha un vasto spazio aperto ed è immerso nel verde.
Dopo questa intensa giornata torniamo in albergo a Tokyo un pò stravolti per il caldo. Per stasera decidiamo di tornare a cenare nel locale della prima sera dove rimangiamo un ottimo Ramen ed un polpo piccantissimo…
...(25 Lug) ...stamattina facciamo colazione in una Bakery, giusto per cambiare.
Oggi abbiamo in programma il parco "Ueno". All'interno del parco ci sono diversi templi, musei e nel centro c'è un enorme stagno chiamato "Shinobazu", in cui si vedono piante galleggianti e fiori rosa molto suggestivi. Intorno svettano grattacieli.
Percorriamo poi una via di shopping e street food "Ameyoko", ma un pò perché stanchi e un po' perché esausti per il caldo, finiamo in un pessimo posto per mangiare.
Per fortuna abbiamo preso proprio due cosette e così ci rifacciamo in un posto dove mangiamo ottimi gyoza e mamma riesce a mangiare un "Dumpling" gigante rompendolo tutto, nonostante le mie istruzione…
Da qui ci spostiamo al famoso quartiere di "Akihabara", quello dei manga. Ma devo dire che per noi non hanno il fascino come per altri e ci rimaniamo il minimo indispensabile.
Passiamo quindi al quartiere di "Ginza", che meriterebbe una tappa più lunga. E' uno dei quartieri più cool di Tokyo ma purtroppo noi non abbiamo tanto tempo ed io ho chiesto a mamma e papà di visitare "Itayoca", che è una cartoleria a sette piani. Ragazzi che spettacolo !!!
Arriviamo in camera abbastanza stanchi, giusto in tempo per goderci un bel tramonto dalla finestra.
Stasera decidiamo di provare lo street food ad "Omoide Yokocho", la strada strettissima. E in effetti a pezzi quasi stracciati assaggiamo su sgabelli un pò improvvisati e traballanti dei buoni spiedini "Yakitori" di pollo, carne e verdure.
Infine piombiamo distrutti nelle braccia di Morfeo...
...(26 Lug) ...dopo la colazione al solito posto ci spostiamo in stazione per trasferirci con lo "Shinkansen" a Kanazawa.
Con questo famoso treno super-veloce nel giro di tre ore siamo a Kanazawa.
Prendiamo il pullman e lasciate le valigie in albergo il "Tmax City Hotel", ci fiondiamo in un ristorante di fronte all'albergo, dove mangiamo dell'ottimo sushi.
Il cibo lo ordini al tavolo e ti viene recapitato da carrellini/trenini che si muovono su e giù su delle rotaie: fighissimo e super efficiente !!!
Da qui partiamo per visitare il giardino "Kenrouen", considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone.
Una delle principali attrazioni è il grande lago artificiale al centro del quale si trova un isoletta.
Ci aggiriamo nel parco tra ponticelli e altarini scattando un sacco di foto.
Torniamo in camera per una doccia veloce e usciamo di nuovo per cercare il quartiere piccolo delle geishe ma a quest'ora è tutto chiuso e così dopo aver comprato birra e patatine andiamo a vederci i fuochi d'artificio sul fiume seduti sull'erba.
Infine torniamo stanchi in camera a riposare...
...(27 Lug) ...stamattina andiamo alla German Bakery…
Andiamo alla stazione da cui parte il nostro autobus (prenotato il giorno prima) per Shirakawa-go. Il tragitto dura un'ora e mezza.
Lungo la strada siamo assorbiti dal paesaggio che è perlopiù rurale.
Una volta arrivati procediamo a piedi lungo un sentiero.
L'attrazione principale è la visita di questo insieme di case tipiche "Gassho-Zukuri", che spuntano tra i vari campi di riso e orti.
Il nome deriva dalla forma particolare del tetto in paglia costruito molto spiovente per resistere alle forti nevicate. La forma ricorda quella delle mani giunte in preghiera dei monaci buddisti.
Ma prima di iniziare la visita delle case museo, andiamo sulla parte alta del villaggio (observatory) da cui si gode una bellissima vista.
La prima casa che vediamo è "Kanda House".
Per la prima volta da quando siamo in Giappone non moriamo di caldo, nel senso che è molto più accettabile (siamo nelle Alpi giapponesi).
Questo posto ha davvero un fascino particolare, il tempo sembra essersi fermato e questa valle tra le montagne, con questo verde intenso e l'azzurro del cielo ci fa dimenticare la città con i suoi ritmi frenetici. Qui sembra tutto più lento.
Le case che visitiamo hanno tutte un loro fascino e sono ben rappresentati i lavori e gli utensili dell'epoca.
"Kanda House" ad esempio ha circa centocinquanta anni.
Tra una casa e l'altra facciamo anche una pausa e compriamo del sake.
Ma la pausa più lunga e tradizionale la facciamo da "Nomura" dove mangiamo anche una buona zuppa.
Andiamo poi a visitare le altre case del villaggio.
Poi papà si inventa un percorso a piedi che ci sfianca, perché ovviamente il caldo comincia a farsi sentire e quindi facciamo pausa sulla "Main Street" spiluccando altre cose…
Dopo questa intensa e davvero immersiva esperienza nella natura, facciamo ritorno a Kanazawa.
Per cena purtroppo decidiamo di mangiare dietro l'albergo, in una specie di pub ma non rimaniamo soddisfatti. Stremati andiamo a nanna...
...(28 Lug) ...dopo colazione alla "German Bakery" ci rechiamo al castello di Kanazawa con i suoi relativi giardini.
In realtà rimaniamo più affascinati dal Santuario di Oyama che si trova poco distante dal castello ed è circondato da un bel giardino con stagni attraversati da passerelle di legno su cui ci divertiamo a farci un pò di scatti.
Da qui ci spostiamo nella zona di "Higashiyama" dove avvistiamo una geisha molto bella e rimaniamo molto colpiti dalla bellezza di piccoli negozietti di artigianato, di ottima fattura.
Ci fermiamo al Salon de thè "Kaikaro", che è una casa di thè rinnovata che esisteva più di duecento anni fa.
Ci sediamo e in questo ambiente subito sembra di fare un salto nel tempo o di essere nel bel mezzo di una scena da film. Prendiamo un thè e due supercoppe.
Uscendo facciamo un'altra sosta per assaggiare degli spiedini ottimi per poi spostarci nel quartiere dei Samurai.
Il quartiere storico dei Samurai è famoso per le sue case tradizionali in legno e i canali d'acqua.
Visitiamo anche una casa museo che conservano giardini e architettura originali. Ma forse per via dell'orario e del caldo non riusciamo ad apprezzare appieno il fascino del luogo.
Torniamo quindi in albergo per recuperare le valigie, visto che dobbiamo recarci in stazione per prendere il treno che ci porterà a Kyoto. Il biglietto lo abbiamo acquistato due giorni prima…
Arriviamo a Kyoto e ci rechiamo subito in albergo che per fortuna è poco distante dalla stazione.
Si chiama "Androoms" e ha anche un "Onsen" privato dedicato ai clienti. Ovviamente con uomini e donne separati. decidiamo di provarlo subito. Così una volta cambiati ci becchiamo al piano di sotto curiosissimi di provare questo famoso Onsen di cui tutti parlano.
Questi sono delle vasche in cui di solito si trova acqua termale (in Giappone sono ricchissimi di acque termali, grazie all'intensa attività vulcanica).
Non è solo un bagno ma per i giapponesi è un rituale di benessere e relax.
Prima di immergerci in queste vasche ci si deve adeguatamente lavare e poi godersi l'esperienza con un'acqua che di solito è molto calda. Certo nei periodi freddi è una manna dal cielo, ma noi ce lo siamo goduto come momento di relax. Nonostante il caldo delle giornate esterne.
E così Infatti io e mamma da una parte e papà da solo dall'altra abbiamo fatto la prima di una lunga serie di bagnetti nell'Onsen…
Dopo l'adeguata "cottura" usciamo e ci "spazzoliamo" una serie di ghiaccioli gentilmente offerti dall'albergo.
Infine cotti e stanchi mangiamo in un ristorante accanto all'albergo e assaggiamo anche lo "Okonmyaki", che sembra una specie di pancake chiamato anche la pizza di Osaka. Anche se ovviamente di pizza non ha assolutamente nulla, ma nel complesso mangiamo bene.
Poi ovviamente crolliamo nei nostri lettini...
...(29 Lug) ...stamattina inaspettatamente papà propone a mamma un giro in bici per Kyoto. Ovviamente escono molto presto perché altrimenti il caldo li può sfiancare e così prendono le bici e si va. Io continuo la nanna.
Provano a tuffarsi nel traffico ma è davvero un pò caotico. Provano a sfruttare le piste ciclabili, ma non fanno molti chilometri, in compenso riescono a prendersi un buon caffè all'Astrea.
La colazione vera la facciamo in albergo (buona) quindi prendiamo l'autobus bus per raggiungere il tempio "Kiyomizu-dera". Per arrivarci c'è una salita e la strada è costeggiata da negozi. Molti propongono anche il noleggio del Kimono, ma con questo caldo chi si sogna di indossarlo…
Il "tempio dell'acqua pura" da subito ci incanta per il suo fascino, anche se purtroppo è preso d'assalto dai turisti.
Il complesso è formato da vari templi e strutture minori. Lungo il percorso siamo rapiti dalla vista delle campanelline a cui sono attaccate preghiere e intenzioni delle persone che sostano nel tempio e che suonano al nostro passaggio.
In più ogni tempio ha anche un significato e in uno di questo ci fermiamo per una preghiera speciale.
La terrazza e la struttura principale sono state costruite in legno e senza l'utilizzo di neanche un chiodo.
Dalla terrazza c'è una vista magnifica su Kyoto.
Alla base del tempio principale ce la foce delle cascate "Otowa" e sembra che bere da una delle fonti porti vantaggi differenti, o una lunga vita, o vita amorosa intensa o successo a scuola.
Dopo questa bellissima visita, facciamo un giro nel quartiere sottostante che è pieno di negozi di ogni genere. Dovunque ti giri c'è qualcosa di interessante da vedere o da assaggiare. Ogni vicoletto è una sorpresa. Queste aree si chiamano "Ninenzaka" e "Sannenzaka".
Ci sono anche diverse case di legno, negozi tradizionali e case da tè.
Ci avviamo verso un altro tempio, il "Ryozen Kannon Temple", che è un solenne memoriale per quelli che hanno perso la vita durante la guerra nel Pacifico.
C'è un importante statua di ventiquattro metri di Kannon, la dea della Misericordia che domina sul panorama. Si può anche entrare nel corpo della statua dove ci sono diversi santuari dedicati e diversi segni zodiacali.
Dopo questa breve visita ci rechiamo nell'altro tempio che era una delle nostre mete della giornata: il Tempio di "Kodai-ji".
A differenza del precedente questo è antico e scenografico e rende omaggio a una delle figure più importanti del Giappone che ha portato all'unificazione del paese.
Curiosiamo nel tempio simbolo dell'amore e della disciplina Zen per i suoi bellissimi giardini.
Purtroppo la stanchezza comincia a farsi sentire per il gran caldo e non lo apprezziamo pienamente. Anche qui si trova una piccola foresta di bambù.
Uscendo cerchiamo un posto per il pranzo e per riposarci un pò. Troviamo un posto piccolo ma carino dove mangiamo noodles, riso fritto e Mochi.
Sulla strada ci troviamo a passare il bellissimo santuario di "Yasaka" ma sicuramente lo rivedremo con più calma.
Prendiamo il pullman e torniamo al nostro albergo, dove ci richiamo all'Onsen per riprenderci un pò e sostiamo in camera per un riposino.
Ritorniamo, prendendo il pullman, nel quartiere di Gion accanto al tempio di "Yasaka", visto che dicono che di sera ci sia un bel movimento e sia il posto in cui si trova il meglio di Kyoto.
Il quartiere è in effetti affascinante, lo chiamano il quartiere delle geishe. Gli edifici che si affacciano sulla strada del quartiere sono interamente realizzati in legno e sembra di fare un salto nel tempo.
Oggi questi edifici sono caffè, case da tè, ristoranti e negozi di artigianato. In molti punti del quartiere ci sono le lanterne accese e si crea un ambiente molto suggestivo.
A cena proviamo la carne "Wagyu" che ci piace molto, servita su piastra calda.
Sulla strada del ritorno ripassiamo dal tempio per vedere le lanterne accese ed infine stremati torniamo in hotel...
...(30 Lug) ...stamattina si fa colazione in stazione visto che abbiamo il treno per Nara. Compriamo delle brioches che mangiamo mentre aspettiamo il treno…
In un'oretta arriviamo a destinazione subito l'impatto è bellissimo perché dopo poco avvistiamo i primi cervi !!!
Lo sapevamo che Nara ne è piena, ma trovarsi lì intorno è davvero una cosa inspiegabile.
La leggenda dice: lo spirito del santuario (Kami) venne invitato a Nara e ci arrivò in sella ad una bellissima cerva bianca. Da quel momento i cervi vennero considerati i messaggeri dei Kami e quindi esseri sacri.
Oggi qui sono considerati monumenti naturali. Sembra ce ne siano circa 1.200 esemplari.
Subito acquistiamo dei cracker rotondi fatti apposta per loro e così ci ritroviamo letteralmente circondati. E' una sensazione bellissima, Io ne rimango entusiasta !!!
Prima di iniziare la visita vera e propria facciamo una pausa rifocillamento con caffè e torta.
Lungo la strada ovviamente il contatto con i cervi è continuo ed anche molto divertente.
All'interno di Nara ci sono diversi monumenti storici, ma uno dei simboli è il tempio "Todai-ji", quello che ospita il grande Buddha di Nara. Una statua di bronzo alta quindici metri. Il più grande Buddha al mondo in bronzo !!!
La grande sala del Buddha è realizzata interamente in legno ed è della costruzione di legno più grande del mondo. Ma questo tempio è stato più volte di ricostruito.
Rimaniamo incantati ad osservare la statua di Buddha ma anche quelle ai lati, dei due guardiani ed anche l'enorme porta di legno.
All'interno della sala c'è poi un tronco attraverso cui si poteva passare come rituale di buona fortuna.
Io tento il passaggio ma il foro è davvero troppo stretto.
Abbiamo poi fatto un tentativo di visitare i giardini privati ma alla fine non siamo entrati, ma siamo passati al Kofuku-ji Temple. Dopo torniamo in albergo.
Per la serata siamo di nuovo nel quartiere di Gion. Questa sera abbiamo deciso di cenare con sushi e scegliamo il "Kamasushi".
Mangiamo direttamente al tavolo dove ci vengono preparati davanti a noi le nostre pietanze. Il nostro chef personale è davvero bravo e in un attimo ci prepara il nostro sushi perfettamente presentato oltre che ottimo.
Questo forse è il migliore che abbiamo mangiato in Giappone. Soddisfatti facciamo ancora una passeggiata nel quartiere fino al tempio di Yasaka, per vederlo illuminato di notte.
Tornati in albergo facciamo un super rilassante Onsen prima di ritirarci a fare la meritata a nanna.
Abbiamo ancora negli occhi i bellissimi cervi di Nara...
...(31 Lug) ...questa mattina sveglia presto 6:30. Colazione in albergo e direzione "Fushimi Inari".
Ci aspetta una bella scarpinata, perché il santuario si sviluppa tutto in salita. E io già non vede l'ora…
Questo è il più importante santuario shintoista ed è anche il regno delle porte "Tori". Qui si trovano migliaia di porte Tori di color rosso acceso che dal tempio porta nella foresta e fino in cima al Monte Inari.
E' un posto che è difficile da descrivere, bisogna vederlo e viverlo e cioè salire fino alla cima senza desistere e qui ovviamente mamma e papà hanno trovato delle resistenze da parte mia che l'avrei anche guardato da metà altezza, ma alla fine mi hanno convinta ad arrivare fin su in cima…
Questo posto è davvero magico e mentre saliamo scattiamo un mucchio di foto.
All'inizio incontriamo parecchi turisti, anche se è ancora presto ma salendo ne troviamo sempre meno. (Chissà perché...).
Tra i vari edifici che incontriamo alcuni sembrano antichissimi, ci sono anche statue di volpi che tengono una chiave in bocca. Scopriamo leggendo che sono animali sacri e le chiavi sono quelle che aprono i granai del riso.
Tra una foto e l'altra, una mia bestemmia che continuo a sbuffare per il caldo e la salita che comincia a farsi sentire, rimaniamo affascinati perché, a parte le porte Tori, i piccoli santuari lungo il percorso sono tanti e piene di simboli.
Salendo, le porte torri sono sempre più rade ma noi siamo stoici. Io ad un certo punto decido di staccarmi e proseguire fino in cima da sola. Arrivati sù la famiglia si riunisce.
Per il ritorno è ovviamente tutto più semplice. Decidiamo poi di fermarci per una sosta al bar rifocillante lungo la strada. Prendiamo anche una spremuta per riprenderci…
Torniamo in albergo per farci una bella doccia. Ovviamente all'ingresso dell'albergo salutiamo "Shoki-San" (battezzato come il Dio del Freddo) come ormai facciamo ogni volta. Una statuina che salutiamo quasi fosse un rituale immancabile…
Rigenerati dalla doccia andiamo alle "Nishiki Market" che è uno storico mercato dove si trovano un enorme varietà di cibi e si trovano anche una serie di piccoli negozietti. Qui si respira un'aria da "altri tempi" e subito siamo al nostro agio.
Noi amiamo lo Street food e così ci fiondiamo alla ricerca di cibo da assaggiare. Subito siamo attratti da spiedini di gamberi, calamari e tempura di tutti i tipi, compresi quelli di zucca.
Tra i vari negozietti uno attira la nostra attenzione e papà regala a mamma un grazioso cappello.
Ci piace davvero questo mercato ed il tempo vola...
Per le 17:00 vicino al mercato, abbiamo prenotato una cosa carinissima, la cerimonia del tè con vestizione del Kimono !!!
Entriamo in questa casa tradizionale in cui veniamo accolti dal personale che ci divide in uomini e donne, in due ambienti diversi, per scegliere il kimono (per noi donne anche all'acconciatura).
Io e mamma rimaniamo piacevolmente sorprese ed entriamo volentieri nella parte. Scegliamo dei bellissimi Kimono e poi ci acconciano rapidamente i capelli. Ci ritroviamo poi con papà. Anche lui indossa un bel kimono.
Rimaniamo un pò nel giardino zen a fare delle foto e poi ci chiamano per la cerimonia del tè.
Ci portano in una stanza dove una gentile signora in kimono ci spiega questa pratica antichissima e radicata nella cultura giapponese. Rimaniamo ammaliati dalla gestualità, dalla pace e dall'armonia che trasmette questo rituale.
Ogni dettaglio è studiato con attenzione e il tutto mira a creare un momento di pace interiore e di connessione con gli altri.
Rimaniamo molto colpiti da tutto ciò e quando usciamo da questa casa ci sembra di essere stati dentro un film.
Tornati in albergo soddisfatti, andiamo a mangiare vicino a casa nostra dove eravamo già stati qualche sera prima e poi nanna perché siamo davvero esausti...
...(1 Ago) ...stamattina papà va a fare un giro in bici da solo, mamma non lo accompagno e rimane con me.
Lasciamo le valigie in albergo e ci portiamo solo degli zaini perché stasera andremo a dormire in un "Ryokan". Ma prima andiamo a fare colazione da Starbucks vicino alla stazione.
Ci trasferiamo alle "Arashiyama Bamboo Forest". Il bosco si trova a dieci minuti dalla stazione di "Saga-Arashiyama" che abbiamo raggiunto stamane.
Il sentiero che attraversa il bosco di bambù non è lungo, ma fa già molto caldo ed è pieno di turisti. Non è facile farsi una foto e godersi in tranquillità il posto.
La foresta di bambù è considerata un simbolo di forza, in grado di tenere lontano gli spiriti malvagi. Le piante di bambù svettano sopra di noi ed è impossibile non rimanerne affascinati. Come sempre però fa troppo caldo.
Decidiamo di tornare alla stazione e lì prendere un trenino panoramico che si chiama "Sagano Romantic Train", che arriva fino alla località di "Kameoka", passando attraverso foreste e offrendo viste sul fiume.
Ritorniamo poi ad Arashiyama e andiamo a pranzo in un posticino dove fanno un buon sushi (Sushi-iso).
Prendiamo poi un pullman che ci porta fino al nostro Ryokan che si trova a nord di Kyoto. Ci impieghiamo quasi mezz'oretta.
Arriviamo in una località un pò periferica e cerchiamo il nostro Ryokan che si chiama "Nenrinbo". Ci danno una camera molto bella, molto tipica e anche tre "Yucata", che sono dei kimono da usare in casa.
Decidiamo prima di goderci la tranquillità della nostra camera, di provare la piscina e con un pò di delusione ci ritroviamo in un contesto che sembra più quello di un albergo che di un Ryokan. Il Ryokan tradizionale doveva essere più che altro gestito da una famiglia…
Rientrati in camera ritroviamo per fortuna il contesto giusto e ci piazziamo sui nostri futon per un riposino e qualche massaggio.
Ci prepariamo per la cena indossando i nostri Yucata e andiamo nella sala grande dove servono la cena e così ci ritroviamo a gustare pietanze che non conosciamo e dai gusti più improbabili.
Tra una risata e l'altra mangiamo davvero poco della cena tradizionale, i gusti sono davvero lontanissimi dai nostri e pur sforzandoci non riusciamo a gradirli.
Tornati in camera optiamo per l'onsen che anche qui non manca. Molto gradevole.
Torniamo in camera e crolliamo nei nostri futon...
...(2 Ago) ...stamattina vogliamo provare l'ebbrezza del bagno nella vaschetta che abbiamo nel nostro terrazzino.
Ci aspetta la colazione, che purtroppo anche quella, per noi rappresenta un incubo: pesce (salmone) per colazione è davvero un pò strano, per non parlare delle varie zuppe dai colori e sapori che non comprendiamo.
L'esperienza del Ryokan non ha lasciato un ottimo ricordo, più che altro perché speravamo in una casa più autentica e il cibo è stato davvero da dimenticare. Pazienza.
Prendiamola la navetta e ci rechiamo al Tempio d'oro (Kinkaku-ji). Molto bello e con un bellissimo giardino.
Facciamo tutto il giro intorno al laghetto in cui si specchia il tempio e una volta usciti prendiamo un autobus per tornare in albergo e lasciare i nostri zaini.
Passiamo alla stazione per fare i biglietti del treno per Tokyo per il giorno successivo e poi ci rechiamo nuovamente al "Nishiki Market" per mangiare dello street food.
Assaggiamo dei Gyoza molto buoni una Tempura esagerata e poi facciamo un pò di giretti nei negozietti caratteristici.
Verso le 17:00 torniamo in albergo. Verso sera torniamo nel quartiere di Gion per andare a mangiare di nuovo al Kappa-sushi.
Cerchiamo poi un posto per fare un massaggio di trenta minuti e poi torniamo in albergo dove non ci perdiamo come ultima sera l'onsen e ovviamente gli ottimi ghiacciolini…