2018 Mexico

...Mexico 2018 !!! ...si parte !!!

 
...(26 Lug) Arriviamo in aeroporto prestissimo. Salutiamo New York per dirigerci a Città del Messico.
Un taxi ci porta a "Casa Azul", un bed&breakfast molto molto carino, in una zona un pò decentrata, ma il posto è tutto in stile coloniale come piace a noi ed il proprietario Maurice si rivela essere "prezioso" per i consigli che ci dà. Ci offre anche un buon caffè e ci consiglia la "Taqueria Arte", già solo per questo lo amiamo.

 
 
E' il primo approccio con il Messico e la "Taqueria Arte" è davvero fantastica. Proviamo diversi piatti, uno meglio dell’altro.
Riconciliati con il mondo prendiamo un taxi e preleviamo, ma il traffico di Città del Messico ci sommerge in tutta la sua immensità. Questa è la dolente nota di questa città affollatissima. Scendiamo dal taxi e proseguiamo a piedi e prendiamo un gelato.
Facciamo un giro nella piazza, cambiamo i soldi e prendiamo un caffè, visto che piove, in un caffè-galleria pieno di quadri interessanti ed oggetti stravaganti.
Proviamo a sfidare il tempo, dietro la cattedrale ci infiliamo in un locale in cui suonano dal vivo. Prendiamo una Pina Colada, una "con" ed una "senza alcol". I ragazzi sono davvero molto bravi e ci convincono a ballare con loro. Trascorriamo un bel momento.
Prendiamo un taxi per tornare in albergo (non agganciamo un Uber come all'andata).
Gli Uber sono dei taxi liberi, con tariffe molto convenienti che ti portano dove chiedi, basta scaricare l’apposita app e contattarli. L'unico problema è che devi avere il Wi-Fi !!!
Comunque riusciamo a tornare a "Casa Azul", tempo di riassettarci e via, torniamo a mangiare alla "Taqueria Arte". Buonissima !!!
Siamo un pò stanchi e mamma e papà tentano un "pessimo" narghilè. Poi nanna !!!

 
 
 
...(27 Lug) Iniziamo la giornata con ottima colazione a base di enchilada, hueovos rancheros "sunny side up" e bacon.
Partiamo per il centro con il nostro Uber e ci rechiamo al "Palacio National", un bell’edificio in stile barocco. All’interno salendo sulla bella scalinata, si notano i meravigliosi murales di Diego Rivera, uno dei principali artisti messicani, nonché marito di Frida Kahlo. Questi murales danno una panoramica della storia del Messico dall’epoca pre ispanica all’età moderna. I murales attraggono l'attenzione del visitatore per i colori, la grandezza e le persone rappresentate. Si racconta la storia del Messico con le immagini.

 
Procediamo camminando fino al "Templo Major", la grande piramide. Era il tempio principale della città, fulcro della vita religiosa e civile dell’impero azteco. Qui si svolgevano tutte le cerimonie connesse con il calendario e le incoronazioni. Il tempio fu distrutto in 1521 con l’invasione di "Cortes".

 
 
Dopo il giretto, decidiamo di prendere un caffè sulla terrazza che dà sulla piazza da cui si gode di un bel panorama.
Percorriamo la via del centro piena di negozi, dove non riesco a sottrarmi allo "shopping compulsivo", mentre mamma e papà guardano continuamente in sù per ammirare i bei palazzi barocchi. Passiamo anche davanti al "Palacio delle Belle Arti". Arriviamo persino fino all’antica tequeleria di "Tio Pepe" consigliata dalla Lonely Planet, ma non ne rimaniamo particolarmente affascinanti.
Invece su consiglio del nostro prezioso Maurice, ci fermiamo a mangiare in un bellissimo posto che si chiama "Azul Historico", anche se è tardissimo. All’interno di questo complesso perfettamente addobbato in stile coloniale, ci sono negozietti con artigianato. Mangiamo bene e poi ci rechiamo nella piazza dove decidiamo di salire sul bus "Drop On Drop Off", per un giro panoramico. Vediamo nel percorso diversi edifici storici, piazze e monumenti.
All’altezza del museo di antropologia decidiamo di scendere ma non per visitarlo, oggi solo per prendere un Uber per tornare a "Casa Azul".
Dopo un paio di tentativi andati a vuoto ed un caffè da Starbucks optiamo per la metropolitana. Siamo gli unici turisti in mezzo ad una fiumana di gente, ma non ci sembra così terribile.
Arriviamo in albergo stanchi, ci facciamo un narghilè (mamma e papà), ci rilassiamo e saltiamo la cena, sazi del pranzo delle 16:00...

 
 
 
...(28 Lug) Dopo un’ottima colazione chiamiamo un Uber per farci portare nel quartiere di San Angel.
Ci lasciano in piazza San Giacinto e scesi dalla macchina rimaniamo senza parole. Intorno a noi magnifiche residenze, colorati mercati e strade acciottolate. Questo quartiere ci sembra "magico" a prima vista e racchiude la vera essenza del Messico. Tutto intorno a noi ci attrae, i colori delle case coloniali, i mercati (oggi c’è anche quello grande del "sabado") le piazzette e i cortili.
La piazzetta di San Giacinto è piena di quadri, tutti esposti intorno alla fontana centrale. Acquistiamo subito una magliettina carinissima per Reb con l’immagine di Frida Kahlo "bambina", davvero dolcissima.
Intorno alla piazza ci sono anche diversi negozi di artigianato di qualità. Non sappiamo dove guardare prima e per riprenderci dallo stupore, ci fermiamo a prendere un buon caffè in un bar della zona.
Riprendiamo a camminare nelle vie laterali ma ben presto torniamo nella piazza principale e ci tuffiamo nei negozi di artigianato. Prima però compro a Reb un anellino con il simbolo dell’infinito (la sua ultima "ossessione"). In uno di questi vediamo una statua di terracotta che simboleggia la morte al femminile. Giò vorrebbe portarsela a casa, ma è troppo voluminosa. Reb fa anche amicizia con un gatto in negozio.

 
 
 
Uscendo da lì entriamo in mezzo al mercato dei quadri. Artisti di tutti i tipi espongono i loro quadri qui. Il resto del tempo lo passiamo fra negozi che ci rubano il cuore per i pezzi di artigianato davvero originali e il bazar del "sabado".

 
 
In mezzo a tutto ciò non possono mancare, la frutta, il cibo, gli odori, la musica e i bellissimi colori di questo splendido paese.
Decidiamo di fermarci a mangiare dal "Barbacoa" nella piazza, ottima scelta.
Andiamo anche nella piazza più avanti dove si trovano altri negozi e altri locali ubicati in bellissimi cortili. In uno di questi entriamo e prendiamo un cocktail.
Alla fine dobbiamo chiamare un Uber per farci portare al "Museo di Antropologia". Purtroppo siamo costretti a saltare il quartiere di "Chapultepec" dove si trova anche la casa di Frida. Ma davvero non abbiamo altro tempo, che peccato ci piange il cuore !!!

 
 
Arriviamo al museo di antropologia con ancora negli occhi colori di San Angel. Questo museo è uno dei più famosi e importanti di tutto il Messico e in esso sono conservati dei reperti di arte precolombiana più belli al mondo.
Ci sono circa venti sale e si spazia dalla civiltà Maya, Azteca, Teotihuacana, Olmeca, Tolteca, Zapoteca, tutti popoli che hanno abitato il territorio messicano nel corso dei secoli.
Il museo ci rapisce completamente per la bellezza delle sue sale e alcuni reperti. Per noi sono parte di ricordi già acquisiti perché molti siti li abbiamo visitati interamente. Per mamma e papà è come mettere un puzzle insieme. Davvero una bella sensazione, ritrovare pezzi di inestimabile valore ed altri mai visti ma solo immaginati.
Ma di fronte al calendario azteco rimaniamo davvero senza parole. Abbiamo visto una riproduzione nel museo di storia naturale a New York, ma era davvero una brutta copia. Questo è davvero unico.
Per gli Aztechi mette in relazione il sistema solare e l’universo. Strutturato in cerchi concentrici, l’anello più esterno è costituito da due serpenti con la testa di essere umani. Le piume sulla testa dei serpenti sono del Dio Quetzalcoatl. All’interno vi sono sette archi piccoli ed uno più grande, quest’ultimo riferito al sole e gli altri alle Pleiadi. Rimaniamo ad osservarlo affascinati.
In realtà tutto il museo ci colpisce molto, ma anche oggi la stanchezza comincia a farsi sentire. Nelle stanze superiori ci sono ancora rappresentate diverse tribù dei giorni nostri.
Prendiamo un taxi con cui torniamo a "Casa Azul". Ci rilassiamo con un narghilè nel terrazzino e poi raggiungiamo la "Taqueria Arte".
Non ce la facciamo a non mangiare lì. Poi finalmente nanna !!!

 
 
 
...(29 Lug) Dopo colazione viene a prenderci Guglielmo. Oggi è il nostro tassista per la visita al famoso sìto archeologico di Teotihuacan. Non vediamo l’ora. Ne abbiamo parlato tante volte e finalmente arriva il momento di visitarlo.
Arrivati al parcheggio assistiamo ad uno spettacolo inedito il volo dei "Voladores". Questi uomini si gettano nel vuoto dall’alto di un palo alto trenta metri. Il capo della danza suona il flauto dall’alto del palo e i quattro "Voladores" si gettano nel vuoto con le mani tese verso il cielo, trattenuti da una corda legata in vita, ognuno deve girare tredici volte intorno al palo, in tutto cinquantadue giri, come il numero di anni di un ciclo di calendario. Rimaniamo a bocca aperta a guardarli. Ma mai come vedere il sito.
Gli aztechi la definirono la "Dimora degli Dei". Quando la scoprirono era stata abbandonata da più di settecento anni, ma non si sa quale civiltà abbia eretto la città. Si sa che la costruzione iniziò verso il 300 a.C. e la piramide del sole nel 150 a.C.
Tra il 150 d.C ed il 450 d.C. ci fu il periodo di massimo splendore e la città ospitava fino ha 200.000 persone.
Arrivati al centro delle rovine, percorriamo un viale immenso lungo quattro chilometri, la "Calzada de los Muertos", che collega i principali edifici. Ai lati di questa strada si trovano varie piattaforme che si pensava fossero tombe.
Nel percorrere questo viale, io non posso fare a meno di entrare in alcuni dei cunicoli, ma le vere attrazioni sono le piramidi che si stagliano imponenti davanti a noi.
Prima saliamo sulla "Piramide del Sole" con una fiumana di gente e ci mettiamo un bel pò ad arrivare in cima. Questa è alta ben settantacinque metri. In cima facciamo tantissime foto, soprattutto io che mi faccio immortalare in tutte le posizioni.

 
 
La "Calzada de los Muertos" culmina con l'altra piramide, quella della Luna. Questa è alta quarantadue metri e sembra essere legata ai sacrifici umani. Anche da quassù la vista è impagabile e siamo ricompensati dalla fatica. Riusciamo a farci una foto anche con la bandiera del Messico.
Il tempo vola qui dentro e in un attimo ci accorgiamo di dover rientrare. Ci sarebbero altri edifici da vedere ma ci sono lunghe code e così desistiamo.
Prendiamo un ghiacciolo per rinfrescarci. Dentro il sito ci sono venditori di fischietti che imitano il verso del giaguaro, ma dopo tutto il giorno non li sopporti davvero più e così papà ci fa morire dal ridere andando vicino ad uno di questi dicendo la mitica frase: "Ma quand’è che la finisci con sta cazzata" ???

 
 
Usciti dal sito andiamo alla ricerca di un posto per mangiare. La "Gauta" è occupato, un posto che ci aveva consigliato Maurice. Incappiamo allora in una trappola per turisti. Ma assaggiata le prima cosa fuggiamo !!!
Torniamo a casa Azul per recuperare i bagagli. Ringraziamo Maurice per l’ospitalità ed ovviamente torniamo alla "Taqueria Arte" per chiudere con il vero cibo messicano !!!
Salutiamo dispiaciuti anche questo posticino e Guglielmo ci accompagna alla stazione dei pullman. Qui prendiamo un ottimo bus direzione Puebla. Il pullman è confortevole e le due ore passano tranquillamente. Partiamo alle 17:20...
Arrivati a Puebla un taxi ci porta al nostro albergo "Hotel Casa Reyna", un posto da favola. Pensare che questo albergo è costato molto poco ed è davvero bellissimo !!!
Lasciati i bagagli, ci avviamo per un giro perlustrativo della cittadina. Da subito ci colpisce Puebla per le sue casette coloratissime in tipico stile coloniale e le viuzze acciottolate. Ma non abbiamo ancora visto lo "Zocalo", il centro nevralgico e pulsante. Mamma chiede ad un signore la direzione, perché io e papà stavamo già cedendo alla stanchezza. Si apre davanti nostri occhi una bellissima piazza con tutti gli edifici intorno, i portici, il giardino al centro e ovviamente la gente che pullula nei locali.
Di colpo ci passa la stanchezza e decidiamo di "cedere" ad un ottimo gelato cocco-mango squisito !!!
Facciamo ancora una passeggiatina e poi torniamo in albergo. Mamma e papà decidono di andare sul tetto dell’hotel da cui si gode una vista bellissima sulla cittadina e i suoi campanili. Davvero un narghilè romantico !!!


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