Il programma dettagliato per tutte le materie è disponibile sul sito della scuola alla pagina Compiti per le vacanze. Per praticità potete scaricarlo anche al seguente collegamento
Lavoro estivo STORIA classe 3^E
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Da qui potete scaricare le guide allo studio dei capitoli di storia con il riepilogo delle parti che abbiamo sottolineato insieme durante le video lezioni e il completamento degli altri capitoli. Attenzione alle parti da saltare (molte, soprattutto nel cap.14).
Come sapete la versione digitale del libro non permette di salvare la pagina intera con una risoluzione e qualità maggiore; il consiglio quindi è di riconoscere le parti indicate e riportarle sul vostro libro di testo personale.
cap.12 - L’Europa alla conquista di nuovi mondi
cap.13 - Il quadro politico e le prime guerre d’Italia
cap.14 - Nascita dello stato moderno ed economia nel Cinquecento
A margine dell'ultima esercitazione ho avuto l'occasione di commentare delle correzioni con alcune fra voi e di confrontarmi un po' su questioni più generali di metodo di studio e soprattutto sulle fonti delle informazioni storiche, condividendo anche informazioni su abitudini o suggerimenti ricevuti nella storia scolastica pure da altri insegnanti.
Vi ho più volte invitato a diffidare, se non proprio evitare, la ricerca di informazioni su internet. Fra tutti Wikipedia, dove date, nomi, alberi genealogici e tutti i particolari non sono mai verificabili con certezza, così come la reale personalità degli autori.
Sono impostazioni che lasciano un margine troppo ampio a opinioni personali che non sono il frutto di dibattiti scientifici tra studiosi, e talvolta si rivelano considerazioni di pura propaganda politica inserite in maniera capziosa per insinuare teorie non attendibili, oppure forzate analogie tra eventi e personaggi storici frutto di suggestioni o simpatie personali, per non parlare poi degli articoli scientifici di matematica, chimica, fisica etc. dove è più facile trovare delle castronerie assolute.
I difetti e il limiti di Wikipedia si riflettono su siti come Studenti.it o Skuola.net, dove i contributi sono per lo più pubblicati da studenti di grado pari al vostro e non è raro trovare interi passi ripresi da Wikipedia (o viceversa) spacciati, a volte proprio rivenduti a pagamento, come mirabolanti appunti originali.
Insomma: si studia e si ricerca per imparare; e per farlo, almeno a livello scolastico, è indispensabile avere un riferimento sicuro che non deve essere verificato a sua volta. Tutto sotto la supervisione di un insegnante che, per il ruolo che mantiene e l'esempio che deve offrire, non si può limitare ad un semplicistico e generico "cercate informazioni su internet" privo di responsabilità da parte del docente.
Tuttavia internet non è certamente un mostro da demonizzare, anzi usato nella maniera corretta è una miniera di informazioni preziose e utile alla ricerca e all'approfondimento. Ma bisogna conoscerne le vie, sapere dove e come cercare.
Non abbiamo avuto, e non avremo purtroppo, il tempo per discutere in maniera più approfondita la questione. Almeno per quanto riguarda lo studio della storia però, pur coi limiti della didattica a distanza, ho voluto cogliere l'occasione posta da quel dialogo iniziale e ho pensato di approntare per voi questa piccola guida critica sugli strumenti più utili, e universalmente riconosciuti come affidabili, per lo studio e l'approfondimento della storia su internet.
L'enciclopedia on line è la fonte principale, tuttavia al suo interno si possono trovare diverse versioni per una stessa ricerca.
Dizionario di Storia - è la sezione specifica dedicata alla storia; si presenta proprio come un dizionario pertanto, rispetto all'enciclopedia, le voci sono di estensione ridotta, per rispondere a una consultazione certamente più veloce e sommaria, ma non per questo meno esatta.
Enciclopedia dei Ragazzi - come esplicito già dalla denominazione raccoglie la revisione degli articoli della enciclopedia maggiore, espressamente rivisti per le necessità degli studenti, con un lessico e una esposizione degli argomenti adeguati ai giovani in età scolastica. Gli articoli non sono mai troppo estesi, ma presentano un livello di approfondimento maggiore rispetto al Dizionario.
Altre sezioni come la prestigiosa Enciclopedia Italiana (più volte aggiornata nelle voci) o il Dizionario biografico degli italiani riportano invece testi spesso molto lunghi, articolati e complessi, completi e ricchi di dettagli, ma sovradimensionati rispetto alle esigenze della scuola. Sono tuttavia una buona lettura per chi volesse provare cimentarsi con veri e propri saggi storici dal taglio compiutamente scientifico, senza compromessi per fini didattici o facilitazioni di sorta.
Dallo storico editore di testi scolastici, un sito che è un sicuro riferimento per le ricerche storiche. I contributi sono sempre esaustivi ma anche abbastanza agili per avere un riferimento veloce e immediato per la maggior parte delle necessità scolastiche.
È l'enciclopedia online dell'editore De Agostini. È una pubblicazione dal contenuto generalista, i contributi non sono mai troppo estesi o approfonditi ma rimangono comunque completi. Abbastanza simile alla Zanichelli nell'impianto, poco approfondita ma utile per una lettura veloce e riassuntiva.
Nello studio della storia è sempre utile poter visualizzare la carta politica di una regione o di un continente in una determinata epoca. La funzione degli atlanti storici risponde a questa necessità. Le possibilità offerte da internet agevolano certamente le potenzialità offerte dal mezzo digitale, permettendo di memorizzare migliaia di mappe fino a permettere di visualizzare quella che ci interessa ad una data ben precisa.
Basato sul progetto GeaCron. Il progetto non sembra essere stato ulteriormente sviluppato, così pure il sito dimostra una grafica ormai piuttosto datata e poco curata. Tuttavia presenta ancora l'innegabile vantaggio di permettere lo scorrimento di tutti i singoli anni dal 3.000a.C. fino a oggi.
Graficamente molto curato e anche gradevole esteticamente, offre mappe dedicate alle singole regioni o nazioni. Tuttavia non permette lo scorrimento sistematico di tutti gli anni delle varie epoche, ma solo alcune date (comunque tante) fondamentali per la storia della regione visualizzata.
Per i più audaci posso consigliare almeno un paio di fonti in lingua inglese.
Probabilmente l'enciclopedia più prestigiosa al mondo, come anche gli editori, con la consueta modestia inglese, si premurano di sottolineare nella prima pagina (The world standard in knowledge since 1768). L'edizione on line mantiene alto il prestigio dell'istituzione e offre interventi (firmati) sempre di alto livello. La versione a pagamento elimina la pubblicità e offre accesso a ulteriori servizi; la versione gratuita è purtroppo spesso infarcita di richiami pubblicitari ed inserzioni varie.
Un'enciclopedia libera dedicata alla storia. A differenza di Wikipedia però, o di altre fonti anonime o non identificabili, ogni contributo è firmato ed è corredato dalla biografia del suo autore, che risponde pertanto direttamente agli editori e ai lettori di eventuali errori o inesattezze; un sistema che garantisce pertanto la buona trasparenza della metodologia scientifica delle pubblicazioni, che restituisce al sito una generale e riconosciuta affidabilità.
In questi giorni difficili, tra le altre cose, siamo sommersi dalle informazioni: una valanga di notizie non sempre attendibili o verificate, oppure condizionate dall'emozione e dalle esigenze della cronaca. Per questo motivo ho pensato di rimettere un po' di ordine in un argomento ostico che ovviamente ci allarma tutti, riportandolo, per quanto mi compete come insegnante almeno, alla sua dimensione storica. Il passato, anche recente, ci è di esempio e spiega meglio i comportamenti e le decisioni politiche così gravi di oggi.
Non è la prima volta che il nostro paese si trova ad affrontare un'epidemia influenzale di queste proporzioni. Per quanto vi possa sembrare sorprendente questa non è neppure la più grave, né la più diffusa o mortale. Le conoscenze attuali, e l'esperienza acquisita nella storia dalla medicina, ci mettono oggi in condizione di reagire e cercare di bloccare o quantomeno ridurre le conseguenze del male, cosa che nel passato non era possibile fare.
L'origine stessa del Coronavirus (SARS-CoV-2) infatti non è certamente una novità nella storia.
In questo approfondimento troverete una breve storia delle varie epidemie, soprattutto influenzali, che hanno colpito il mondo e l'Italia negli ultimi cento anni: dalla terribile Spagnola di inizio secolo alla Asiatica della fine degli anni '50, la Febbre di Hong Kong del 1969 e l'epidemia di colera a Napoli del 1973, fino ai recenti, ma per fortuna ancora remoti, casi di epidemie degli anni Duemila (SARS, Ebola).
#2 Dopo aver completato l'invio e l'attivazione delle mail d'istituto, invito tutti a seguire le attività e le indicazioni di Google Classroom, che da oggi (5 marzo), e per l'intero perdurare della sospensione, sostituirà di fatto l'attività in classe.
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#1 In questi giorni abbiamo provato a sperimentare Google Classroom per portare avanti la didattica. Purtroppo però sembra non funzionare poiché le email non risultano attivate. Non so se riusciremo a ottimizzare il sistema in tempo utile. Se lo riterrete ancora utile, ci occuperemo della cosa quando le attività riprenderanno normalmente.
Vi invito pertanto a consultare innanzitutto il registro elettronico per le indicazioni generali e i compiti assegnati, e questa stessa pagina per i consueti approfondimenti o avvisi più particolareggiati.
A lezione abbiamo già affrontato il tema della epidemia di peste che colpì l'Europa a partire dal 1300. Quello che segue è un approfondimento su alcuni aspetti del fenomeno, sulle implicazioni e artistiche (letteratura e pittura) e sulla stessa eredità linguistica di alcuni termini. Conclude una precisazione sulla differenza tra batteri e virus, che ha una notevole importanza anche rispetto ai comportamenti personali e ad alcune pratiche di automedicazione non sempre corrette, che dipendono direttamente dall'ignoranza del fenomeno.
Per un curioso caso della storia l'argomento presenta evidenti e drammatiche analogie con la situazione attuale. Anche per questo però ritengo che la fondamentale distinzione tra infezione batterica e virale possa essere utile all'interpretazione del fenomeno attuale, oltre alle sempre utili implicazioni sulla questioni di igiene generale, nel passato come nel presente.
La peste è una malattia spesso citata già nel mondo antico e protagonista di grandi eventi storici ai quali ha fatto da sfondo. Viene menzionata da Omero all'inizio dell'Iliade quando Apollo, per punire Agamennone che aveva offeso il suo sacerdote Crise, decide di diffondere il male nelle fila dell'esercito greco che assedia Troia.
Nel 430 a.C., durate l'assedio degli Spartani, un'epidemia di peste colpirà Atene; la peste ucciderà lo stesso Pericle, il governatore di fatto della città, che aveva voluto la guerra, e verrà descritta dallo storico Tucidide nelle famose pagine de La Guerra del Peloponneso. L'episodio sarà ricordato nell'epoca di Cesare dal poeta latino Lucrezio in una minuziosa descrizione che tenta un'analisi scientifica del fenomeno, nei versi del suo De Rerum Natura.
Diverse epidemie sono sono state registrate nella lunga storia di Roma, ma la peste farà la sua ricomparsa in altri momenti, quando Attila, re degli Unni, si troverà di fronte ad una città ormai indifesa nel 452 d.C.; fu forse proprio un'epidemia scoppiata in città a convincere il sovrano a tornare sui suoi passi, e non il miracolo di Papa Leone I che, secondo la leggenda, avrebbe convinto il re a ritirarsi con la sola forza della fede. Fu ancora nel 541 d.C. che la Peste di Giustiniano decimò la popolazione di Costantinopoli quasi dimezzandola, come ci racconta lo storico Procopio di Cesarea.
In molti di questi casi non sappiamo con certezza se la malattia in questione fosse realmente peste. Più probabilmente il nome veniva utilizzato come sinonimo di epidemia, e può essere stata riferita a malattie diverse come il vaiolo, la tubercolosi o altro. La Peste di Giustiniano è invece la prima peste propriamente detta documentata storicamente con sufficiente precisione.
Nel 1346 l'esercito mongolo guidato dal Khan Ganī Bek assedia la città di Caffa, oggi Feodosia (in russo Феодосия) in Crimea, roccaforte genovese nel Mar Nero. La strategia utilizzata per costringere gli assediati alla resa fu tanto crudele quanto alla fine inefficace: poiché era già scoppiata un'epidemia tra i soldati mongoli, il Khan ordinò che i cadaveri degli appestati fossero lanciati con le catapulte dentro la città. La mossa si rivelerà inutile dato che il propagarsi del male costringerà gli stessi Mongoli alla ritirata, ma il male si era ormai diffuso e i fuoriusciti di Caffa, molti scappati già durante l'assedio, avevano portato il male in Europa, dapprima nelle città portuali nelle quali per prime approdavano; in seguito, nel giro di due soli anni, l'epidemia aveva invaso l'Europa intera, dal sud del Mediterraneo al nord della Scandinavia.
Secondo gli storici è questa quindi l'origine più probabile della grande epidemia di peste del XIV secolo, una lunga ondata che si protrarrà per almeno tre secoli e si ripresenterà più volte in Europa in cicli successivi; verrà chiamata Morte Nera (ingl. Black Death) o Peste Nera. L'origine della Peste Nera quindi è dunque da ricercarsi in Asia, e fu un preciso caso della storia che la fece propagare anche in Europa.
La peste ancora una volta sarà anche protagonista, diretta o indiretta, di importanti opere letterarie composte o ambientate nell'epoca delle grandi epidemie. Giovanni Boccaccio nel Decameron la userà come elemento per l'architettura del suo romanzo, mentre in uno dei suoi cicli successivi farà da sfondo alle pagine de I promessi Sposi di Alessandro Manzoni quando i protagonisti dovranno affrontare l'epidemia milanese del 1630. Manzoni si occuperà del fenomeno anche nel saggio storico Storia della colonna infame che ricostruisce la storia di un processo contro due presunti untori, due innocenti popolani ingiustamente accusati dalla superstizione popolare, e solo per questo condannati a morte.
Le conoscenze mediche infatti non permettevano una spiegazione dell'origine del male, e questo fu facile causa di superstizioni e di una vera e propria "caccia alle streghe" contro chi veniva ritenuto causa della malattia, i cosiddetti untori, accusati di stregoneria e spesso giustiziati sommariamente per i più ingiustificati sospetti o per semplici dicerie, probabilmente anche come pretesto per una semplice vendetta privata. Ancora una volta vittime privilegiate della storia furono le comunità ebraiche, gli "infedeli assassini del Cristo"; un'altra tappa tappa nella lunga storia dell'antisemitismo che ha attraversato l'Europa nei secoli.
Un metodo di prevenzione più razionale fu la cosiddetta "quarantena", cioè un periodo di quaranta giorni che la Repubblica di Venezia nel 1347 impose a tutte le navi in arrivo nel porto. I malati, o sospetti tali, venivano confinati poi sull'isola di Santa Maria di Nazareth, detta Nazarethum. Luoghi simili vennero costruiti in altre città e, per una storpiatura del nome e l'assonanza con lazzaro (=lebbroso, dal nome di Lazzaro nel Vangelo Lc 16,19-31) furono chiamati lazzaretti.
La morte divenne così anche un tema dell'arte del tempo; viene spesso rappresentata come un angelo sterminatore in opere intitolate Triumphus Mortis o nelle Danse Macabre, diffuse soprattutto in Francia, dove la morte è mostrata danzare coi vivi di qualunque estrazione sociale: miserabili, poveri contadini e ricchi borghesi, nobili, soldati e uomini di chiesa; tutti uniti in un'unico destino comune che la danza con la morte rappresenta.
La moderna scienza medica ha già da tempo descritto compiutamente il morbo. La peste è causata da un batterio, la Yersinia pestis, che si trova principalmente nelle pulci dei ratti, ma anche della lepre selvatica, scoiattoli, marmotte e conigli. In una società con scarsa cura dell'igiene e una diffusa promiscuità con gli animali, il passaggio di un'infezione dagli animali all'uomo non è troppo difficile; allo stesso tempo il peggioramento delle condizioni climatiche e la generale crisi del XIV secolo hanno creato condizioni ancora più favorevoli alla propagazione dell'infezione.
La peste si presenta in varie forme: come peste polmonare, l'unica che si trasmette da persona a persona e anche la più pericolosa con una mortalità, se non affrontata, di quasi il 100%; la peste setticemica che infetta il sangue; ma la più famosa in letteratura è certamente la peste bubbonica, che causa l'ingrossamento delle ghiandole linfatiche con l'insorgere sul corpo dei caratteristici bubboni descritti nelle pagine di Manzoni.
L'ultima grande epidemia di peste è scoppiata in Cina alla fine dell'800 e si è propagata in tutto il mondo con un contagio stimato di 30 milioni di persone e di 12 milioni di morti. Il batterio della peste dunque non è stato debellato ed è ancora presente e capace di infettare gli esseri umani, soprattutto nelle zone rurali dei paesi meno sviluppati, ma sporadicamente e in casi isolati anche nei paesi più progrediti. Nei paesi più avanzati il livello igienico generale garantisce una prevenzione quasi assoluta rispetto al batterio, che oggi può comunque essere affrontato con comuni antibiotici (come la streptomicina, la tetraciclina o la più recente moxifloxacina). Sarebbe dunque bastata già nei tempi antichi anche solo una migliore cultura dell'igiene per evitare l'evoluzione catastrofica dell'epidemia.
La studio della peste ci pone di fronte ad uno degli argomenti base della medicina e della farmacologia moderne, e cioè la fondamentale differenza tra virus e batteri. I batteri sono dei veri e propri organismi viventi: sono unicellulari e sono capaci di riprodursi autonomamente. I virus non sono neppure considerati come organismi viventi veri e propri: non sono cellule complete e hanno dimensioni sub-microscopiche, sono formati infatti solo da un nucleo e da un rivestimento proteico; sono parassiti, incapaci di riprodursi autonomamente, per questo motivo hanno bisogno di una cellula ospite viva da infettare nella quale "iniettare" il proprio patrimonio genetico (DNA o RNA) sfruttando gli organi della cellula in modo tale che sia questa a generare i nuovi virus "figli".
Contro i virus, per i motivi della loro stessa costituzione, gli antibiotici dunque non hanno alcun effetto. Un antibiotico infatti è una sostanza prodotta da microrganismi che è capace d’agire su altri microrganismi o cellule viventi, batteri in questo caso, impedendone la crescita o distruggendoli (la parola stessa, dal greco ἀντί+βιωτικός, significa propriamente "che impedisce la vita"). Gli antibiotici possono avere avere natura molto diversa ed essere ricavati in molti modi differenti. Il primo antibiotico scoperto da Alexander Fleming nel 1928 per esempio, la penicillina, altro non è che un metabolita sintetizzato da una muffa (=fungo); per un casuale errore di contaminazione in laboratorio, Fleming notò che questo era capace di uccidere i batteri stafilococchi (che sono causa di comuni infezioni della pelle, della polmonite o di intossicazioni alimentari).
Uno degli errori più comuni ancora oggi è quello di curare l'influenza, causata dai virus, con l'antibiotico, che non ha nessuna azione contro i virus; al contrario, indebolendo ulteriormente il malato (gli antibiotici uccidono i batteri cattivi così come quelli buoni all'interno del corpo umano) aggravano solo la sofferenza per la malattia o addirittura lo espongono complicazioni. L'antibiotico viene prescritto solo quando un malato già particolarmente debole a causa dell'infezione virale è per questo più esposto ad ulteriori infezioni batteriche (bronchite, polmonite etc.) oppure se queste si presentino contemporaneamente, o come complicanza, dell'influenza stessa.
Un nuovo problema è oggi inoltre la cosiddetta antibiotico-resistenza. Negli anni l'eccessivo o scorretto utilizzo degli antibiotici ha accelerato la naturale evoluzione per selezione naturale dei batteri; alcuni farmaci sono divenuti progressivamente meno efficaci o addirittura non funzionano più contro batteri che sono diventati ormai resistenti alle cure. Ogni batterio che sopravvive alle cure antibiotiche porterà alla moltiplicazione e diffusione di nuovi ceppi resistenti contro i quali bisognerà trovare nuovi antibiotici. Lo sviluppo di nuovi batteri antibiotico-resistenti purtroppo prosegue ad una velocità maggiore rispetto alla creazione di nuovi antibiotici, e questo rappresenta un grave minaccia per il futuro.
Per chi volesse saperne di più:
La peste è ancora tra noi. Ma niente panico - articolo della rivista on line Wired
Peste - su Epicentro. Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica (a cura dell'Istituto Superiore di Sanità)
La peste - Ufficio federale della sanità pubblica (Svizzera)
I veri responsabili della Peste Nera - Le Scienze (edizione italiana di Scientific American)
peste - dizionario della salute del Corriere della Sera
Gli antibiotici: cosa sono e a che servono - pagina informativa dell'Istituto Superiore di Sanità
FAQ - Antibiotico-resistenza - pagina del Ministero della Salute
Resistenza agli antibiotici - su Epicentro. Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica (a cura dell'Istituto Superiore di Sanità)
Catozzi - Ciornei - Di Nardo - Giacomarra - Larosa - Rissone :
cap. IV - "L'Italia dei comuni e l'imperatore Federico Barbarossa"
cap. V - "Le Crociate"
De Vivo :
cap IV e V + cap. I,3 - "Il sistema feudale"
Boschetti :
cap. IV - "L'Italia dei comuni e l'imperatore Federico Barbarossa"
Mazziotta - Omedei - Saggese :
cap. V - "Le Crociate"
L'antisemitismo ha attraversato la storia dell'Europa sin dalla sua progressiva conversione alla fede cristiana; sono nati così nel tempo molti luoghi comuni sulla vita e la cultura delle comunità ebraiche, e spesso questi sono diventati pretesto per la loro emarginazione nelle città. La stessa parola "ghetto" nasce a Venezia per indicare il quartiere nel quale erano confinati gli ebrei della città (così chiamato per la presenza di una fonderia, in veneziano "ghèto", nella omonima contrada).
Tra questi luoghi comuni c'è quello che dipinge gli ebrei come abili commercianti, ricchi ma anche avidi usurai. L'origine risale alla storia dello sviluppo della società cittadina dopo l'anno Mille. In epoca medievale infatti prestare denaro a usura era considerato un peccato nella morale cristiana; per questo motivo tale attività venne relegata, e spesso si concentrò, nelle mani delle comunità ebraiche poiché gli Ebrei, in quanto non cristiani, erano considerati già destinati alla dannazione eterna (negatori e discendenti degli assassini di Cristo). Ciò, se da un lato contribuì pure alla fortuna economica delle loro comunità, dall'altro contribuì pure a renderli ancora più invisi alla società e a chi era costretto a dipendere dai prestiti di tali "infedeli", concorrendo così a creare l'immagine dell'ebreo ricco ma taccagno e malvagio.
Il personaggio dell'ebreo prestatore di denaro, spregevole e avido, è incarnato dal personaggio di Shylok ne Il mercante di Venezia di William Shakespeare. Dopo essere stato imbrogliato e ripetutamente offeso, Shylock (a cui Basanio non può più restituire il prestito) pretende che sia rispettato l'assurdo accordo iniziale, e cioè una libbra di carne del corpo di Antonio, che si era fatto garante per l'amico Basanio. Durante il processo Shylok, pur potendolo ormai riavere, non accetta più il denaro ma pretende ancora la libbra di carne. Desidera quindi solo vendetta, ciò che afferma di avere imparato dalla cultura cristiana. Il testo di Shakespeare, che vuole mostrare l'odio cieco e la malvagità di Shylok, appare dunque anche come una critica alla ipocrita morale dei cristiani e all'oppressione contro gli Ebrei. Anche se ambientato in un'epoca diversa da quella propriamente medievale, il personaggio di Shylok rappresenta magistralmente quale fosse la condizione e la considerazione degli ebrei nel passato.
Nel filmato potete vedere il celebre monologo di Shylok nell'interpretazione di Al Pacino, arricchita da un magistrale doppiaggio italiano dell'attore Giancarlo Giannini.
Michael Radford Il mercante di Venezia - UK 2004