LAGO CASTIGLIONE
Percorso
Caratteristiche tecniche
Estensione areale 3.175 m2
Quota media 212 m s.l.m.
Profondità 2,5 metri
Numero di cisterne 6
Il paesaggio del Lago di Castiglione, è rappresentativo delle caratteristiche tipiche della Riserva con la presenza al suo interno di tutte le nicchie ecologiche e le specie viventi elencate.
Tutta l'area panoramica occupa una estensione superiore a 35.000 mq, e colpisce il visitatore per la suggestiva presenza dell'acqua e del bosco sommitale, separati da alberi da frutto e oliveti che si inseriscono armoniosamente nel paesaggio.
Ci troviamo nel fondo di una depressione al margine settentrionale dell'altura di Castiglione, attraversata dalla SP/37. Non si tratta di una dolina isolata, bensì di parte di un più vasto sistema di depressioni, ad andamento prevalente est-ovest.
Già negli immediati dintorni del lago sono infatti riconoscibili numerose altre depressioni. Il lago è citato in un documento
del 1128 come Lago Rendineto, antico nome di Castiglione (Fanizzi, 1984).
Per agevolare il percorso migratorio dei rospi, è stato realizzato anche qui un sistema di passaggi obbligatori sottostradali.
VILLAGGIO DI CASTIGLIONE (21)
Sulla sommità dell'altura a sud del lago, vi è la presenza di resti di un antico villaggio. Questo è stato abitato per lungo tempo in epoche passate grazie alla favorevole e strategica posizione di controllo sul territorio e alla disponibilità di approvvigionamento idrico, costituita dal lago omonimo.
L'altura di Castiglione (261 s.l.m.) ha infatti ospitato alla sua sommità un villaggio capannicolo a cui seguì un impianto urbano probabilmente tra VI e V secolo a.C. (L'Abbate, 1981, 1995). La parte superiore dell'altura doveva essere recintata da una fortificazione muraria a struttura megalitica, ancora oggi osservabile in più punti. I materiali ceramici rinvenuti fanno collocare nel VI-V secolo a.C. il momento di maggior floridezza del centro antico. Il villaggio di Castiglione è stato uno fra i centri più fiorenti della civiltà Peuceta (De Juliis, 1981). L'importanza del sito è anche testimoniata dal fatto che alcuni studiosi (in particolare Simone, 1887) hanno voluto individuare in questa località l'Ad Veneris della T abula Peutingeriana, vale a dire una delle stazioni lungo le quali si sviluppava il corso della romana via Traiana, che collegava Roma con Brindisi (Custodero, 1904; Anelli, 1955). Il sito non risulta occupato in età romana ma fu sede nel XV secolo di un casale di cui si sono conservate tracce murarie ed un'alta torre (12 m.) quadrata.
La valenza naturalistica di quest'area è consolidata dalla presenza di numerosi esemplari di querce secolari, raggruppati a formare una macchia di notevoli dimensioni, unica nel suo genere nel panorama pugliese.