Alla scoperta della Stazione di Terni
degli alunni della classe V A, 2026
In occasione del Progetto Continuità, gli alunni della classe I A della scuola Primaria Edmondo De Amicis di Terni, sono stati guidati dagli alunni della classe VA alla scoperta del territorio. Il nostro primo incontro con la classe prima è stato molto bello! Noi alunni della classe quinta ci siamo trasformati in piccoli reporter per esplorare un luogo che vediamo tutti i giorni, ma che pochi conoscono davvero: la Stazione di Terni.
Ci siamo preparati ed abbiamo raccolto alcune informazioni che poi abbiamo riferito ai bambini più piccoli durante la visita.
Abbiamo raccontato che la Stazione di Terni è stata inaugurata nel 1866 con il collegamento Roma-Ancona: sono più di 150 anni che i viaggiatori passano di qui! Questo ha permesso la trasformazione della città da piccolo borgo a polo industriale, permettendo alle Acciaierie di distribuire l’acciaio su tutto il territorio nazionale. Dopo la distruzione dell'edificio originale durante la Seconda Guerra Mondiale nel 1943, la struttura attuale è stata ricostruita intorno al 1950. Recentemente, le vecchie pensiline in cemento sono state progressivamente rimosse per essere sostituite da nuove strutture in acciaio e materiali leggeri.
Nel 2018 è stata aggiunta una passerella pedonale in vetro e acciaio per facilitare il collegamento tra il centro e il quartiere di via Proietti Divi.
La stazione di Terni collega il Lazio alle Marche, posizionando Terni come snodo cruciale tra i due mari.
Durante questa visita abbiamo anche visto la Pressa la cui storia inizia nel 1934 quando il Governo italiano affida alla Società "Terni" la realizzazione di una nuova flotta di navi da battaglia, e fu messa “a riposo” nel 1993 dopo quasi sessant’anni di lavoro. Questa macchina monumentale, che serviva a comprimere i metalli ardenti, è alta circa 18 metri con un base d’appoggio rettangolare, per un peso totale di 12.000 tonnellate. Per la sua potenza fu considerata la più potente in funzione nell’Europa occidentale. Nel 1999 è stata collocata nel piazzale davanti alla stazione come simbolo della memoria industriale della nostra città.
È stato emozionante vedere il treno arrivare sul binario e sentire l'annuncio dagli altoparlanti. Ci ha fatto venire voglia di partire per una nuova avventura da condividere con i più piccoli!
Classe 5A
Voi che maltrattate, sterminate e uccidete gli animali pensate alle loro sofferenze!
Come noi esseri umani che abbiamo dei diritti, anche gli animali ce l' hanno: il 15/10/1978 nella sede dell'Unesco, a Parigi, è stata proclamata la Dichiarazione Universale dei diritti dell'animale.
Ecco alcuni articoli:
Articolo 1.Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti.
Articolo 3. Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli.
Articolo 4. Ogni animale che appartiene a una specie che vive abitualmente nell'ambiente dell' uomo ha diritto di vivere e crescere.
Articolo 5. Ogni animale che appartiene a una specie selvatica ha il diritto di vivere nel suo ambiente naturale .
Articolo 10. Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell' uomo.
Noi pensiamo che maltrattare gli animali sia una cosa orrenda e terribile. Alcune persone picchiano,uccidono,sfruttano gli animali oppure, per fare i soldi o like sui social, li uccidono per divertimento o li fanno combattere con altri animali.
Molte persone abbandonano i cani e i gatti, perchè non gli servono più o sono diventati solo un peso. Ad esempio, durante il Covid, molte persone hanno comprato dei cani per poter uscire, quindi li hanno sfruttati, poi alla fine del Covid li hanno abbandonati, perchè avere un cane richiede sacrifici. Anche d'estate moltissimi animali vengono abbandonati, perchè per le vacanze i padroni non li vogliono portare e non sanno dove lasciarli.
Gli animali domestici sono una cosa stupenda, ti fanno compagnia, quando è una giornata grigia ti tirano su il morale. Anche se richiedono attenzioni e cure, con loro ti puoi divertire molto e certamente puoi ricevere tanto affetto.
L'articolo 5 dice che ogni animale che appartiene a una specie selvatica ha il diritto di vivere nel suo ambiente naturale e di crescere secondo il proprio ritmo. Molti registi, come Gilles De Maistre, hanno realizzato dei film che parlano di questo argomento: tra questi ci sono "Mia e il leone bianco" e "Il lupo e il leone", che abbiamo visto in classe. "Il lupo e il leone" narra la storia di Alma, giovane e promettente pianista, che alla morte del nonno torna nella casa dove aveva vissuto da bambina, nei pressi di un lago sperduto nei boschi del Canada. Lì Alma si ritrova sola a dover crescere e successivamente salvare da un triste destino il cucciolo di una lupa e un piccolo di leone, Mozart e Dreamer, rimasti orfani per varie circostanze spiacevoli. Il lupo e il leone, anche se rivali naturali, riescono a vivere insieme grazie all’aiuto di Alma. Superano molte difficoltà, ma nonostante tutto rimangono inseparabili. Il film ci ha fatto capire che ogni animale selvatico dovrebbe essere libero di vivere nel suo ambiente naturale.
Ci ha colpito molto l'articolo 10 in cui si dice che nessun animale deve essere usato per il divertimento dell' uomo: nei circhi e negli zoo gli animali, anche se non vengono maltrattati fisicamente, sono privati della libertà.
Quante volte al mare hai sentito dire, o lo hai detto tu stesso, "ma poi li rimettiamo in acqua" guardando dentro a un secchiello affollato di paguri e pesciolini! Per noi è un gioco, per quelle povere creature no, non è affatto divertente! In quel caso rimettiamoli subito in acqua, perchè loro soffrono anche se non sembra!
Noi amiamo molto gli animali e dobbiamo prendercene cura, amarli e rispettarli.
Per fortuna esistono delle associazioni ambientaliste e, negli ultimi anni, la società è diventata più consapevole nel rispettare ogni forma di vita.
La specie umana non è la sola a provare emozioni, gioia e dolore e questo deve essere chiaro a tutti. Speriamo che questo venga capito. Nel frattempo anche noi possiamo fare qualcosa: per inziare possiamo prenderci cura dei nostri animali domestici che ci vogliono un bene incondizionato. Rispettiamo tutto ciò che ci circonda, esseri viventi e non.
Giù le mani dagli animali!!!
I bambini e la bambine della classe 5C - 12/02/24
Pochi giorni fa, precisamente il 24 gennaio 2024 noi alunni della 5C abbiamo fatto una scoperta veramente interessante!
Siamo stati nella Biblioteca Comunale di Terni e abbiamo visto che ci sono libri antichissimi; il bibliotecario ci ha spiegato che fin dall’antichità l’uomo ha sentito il bisogno di scrivere e di lasciare testimonianze, ci ha illustrato tutto il percorso della scrittura, dalle tavolette di argilla e di cera, all’uso del papiro degli Egizi, fino ad arrivare alla pergamena dove gli antichi scrivevano su pelli di animale e infine alla carta scoperta dal popolo cinese e che usiamo ancora oggi.
Nel 1455 in Germania, Johannes Gutenberg inventò la tecnica dei caratteri mobili in metallo per stampare; uno dei primi libri stampati fu un’antica Bibbia latina nel 1453-55. Dopo l’invenzione della stampa, i libri diventarono più accessibili alle persone e molto più economici, pian piano nacquero in Italia molte tipografie e anche a Terni.
Virgilio Alterocca nacque a Terni nel 1853 ed è stato un importante imprenditore, infatti ha costruito uno stabilimento tipografico nel 1877 di nome Alterocca, proprio vicino alla scuola De Amicis.
Oggi lo stabilimento non esiste più, al suo posto è stato costruito un palazzo che porta il suo nome. E’ importante ricordare questo famoso imprenditore che si occupò per tutta la vita di cultura, di scuole e di studenti, in quegli anni diede lavoro a tantissime famiglie ternane e fu anche l’inventore della “cartolina” illustrata, una delle prime fu dedicata alla Cascata delle Marmore. All’inizio le cartoline riguardavano le bellezze naturalistiche di Terni. E’ importante ricordare persone così importanti che hanno vissuto a Terni e che hanno fatto conoscere la nostra città in tutto il mondo.
I bambini e le bambine della classe 5B - 19/02/2024
Ti è mai capitato di sentirti escluso? Escluso da un gioco, da una festa, da un’attività scolastica cui tenevi tanto partecipare …? Come ti sei sentito? Racconta scrivendo una pagina del tuo diario!
Caro diario,
Sì! Mi è capitato di essere esclusa e ora ti racconto dove e in quale momento.
Quando sto a casa e gioco ai videogiochi con un mio amico, mio fratello entra in camera mia e mi dice: ”Con chi giochi?”
Io rispondo: ” Con Renato perché?” –lui risponde: ”Mi aspetti almeno giochiamo insieme?” –Va bene rispondo io!
Quando poi stiamo tutti insieme on line loro due iniziano a parlare e mi escludono.
Almeno io mi sento così! Dopo un po’ vado a giocare da sola e sono molto triste!
Oggi quando Renato mi invita di nuovo io ho deciso di non accettare.
di S.
Caro diario,
A me non è mai capitato di sentirmi esclusa.
Però un giorno ho sentito un bambino che escludeva una bambina.
Io ho capito che lei ci era rimasta molto male quindi le ho chiesto se volesse giocare con me.
Lei mi ha risposto di sì, io ero felicissima di aver fatto una nuova amicizia!
di G.
Caro diario,
a me in classe quarta mi è capitato spesso di venire espulso da giochi che mi piacevano.
Ora non faccio nomi, ma io mi sono sentito frustrato e dispiaciuto da questi compagni, che mi respingevano ogni volta che volevo giocare con loro.
Dicevano che ero fastidioso e mi chiamavano “Stramboide”, mi prendevano in giro e io non sapevo che fare e la rabbia mi travolgeva e mi travolgeva fino a farmi esplodere come un vulcano.
Poi non l’hanno più fatto e io mi sono sentito compreso e “ tra gli altri”, perché mi parlavano e non mi respingevano.
E’ stata un’esperienza molto brutta e non la auguro a nessuno!
A presto!
di J.
Ti è mai capitato di sentirti fuori dal gruppo e non trovare il codice di accesso per entrare? Racconta.
Si, mi capita tutte le settimane, precisamente ogni venerdì, le ultime due ore a motoria con la mia classe 5B.
Ogni alunno ama l’ora di motoria, ma io no, perché a causa della mia corporatura, alcuni bambini, mi prendono in giro.
Un giorno è successo che io non ho potuto fare gli esercizi perché mi ero sbucciata un ginocchio.
Un mio compagno di classe mi disse: ”M. se avesse fatto gli esercizi con noi avrebbe causato un terremoto”.
Io mi offesi molto!
Da quel giorno non riesco più a fare alcuni esercizi come ad esempio quelli di rotolamento, capriole e il passo del giaguaro.
Spero un giorno di riuscire a diventare più forte per non rimanere dispiaciuta per queste offese.
Penso inoltre che il mio compagno apre la bocca senza pensare alle conseguenze.
di M.
Caro diario,
oggi ti racconterò di quella volta quando sono stata esclusa da tre mie amiche di classe.
Era il giorno prima dell’ apertura del Luna Park e si stavano mettendo d’accordo per andarci insieme.
Io aspettavo con ansia che mi dicessero: ”Vuoi venire con noi?”.
Ma la domanda non arrivò mai, né a me, né ad un'altra mia amica.
Poi se ti devo dire la verità queste bambine a volte mi prendono in giro perché non ho scarpe e vestiti alla moda
Per questo motivo ho scelto altre amiche.
Le persone sembrano buone, ma possono essere più crudeli di quanto appaiono.
di M.
San Valentino tra i bambini della De Amicis
I bambini e la bambine della classe 5C - 12/02/24
Pochi giorni fa, precisamente il 24 gennaio 2024 noi alunni della 5C abbiamo fatto una scoperta veramente interessante!
Siamo stati nella Biblioteca Comunale di Terni e abbiamo visto che ci sono libri antichissimi; il bibliotecario ci ha spiegato che fin dall’antichità l’uomo ha sentito il bisogno di scrivere e di lasciare testimonianze, ci ha illustrato tutto il percorso della scrittura, dalle tavolette di argilla e di cera, all’uso del papiro degli Egizi, fino ad arrivare alla pergamena dove gli antichi scrivevano su pelli di animale e infine alla carta scoperta dal popolo cinese e che usiamo ancora oggi.
Nel 1455 in Germania, Johannes Gutenberg inventò la tecnica dei caratteri mobili in metallo per stampare; uno dei primi libri stampati fu un’antica Bibbia latina nel 1453-55. Dopo l’invenzione della stampa, i libri diventarono più accessibili alle persone e molto più economici, pian piano nacquero in Italia molte tipografie e anche a Terni.
Virgilio Alterocca nacque a Terni nel 1853 ed è stato un importante imprenditore, infatti ha costruito uno stabilimento tipografico nel 1877 di nome Alterocca, proprio vicino alla scuola De Amicis.
Oggi lo stabilimento non esiste più, al suo posto è stato costruito un palazzo che porta il suo nome. E’ importante ricordare questo famoso imprenditore che si occupò per tutta la vita di cultura, di scuole e di studenti, in quegli anni diede lavoro a tantissime famiglie ternane e fu anche l’inventore della “cartolina” illustrata, una delle prime fu dedicata alla Cascata delle Marmore. All’inizio le cartoline riguardavano le bellezze naturalistiche di Terni. E’ importante ricordare persone così importanti che hanno vissuto a Terni e che hanno fatto conoscere la nostra città in tutto il mondo.
maggio 2024 - n. 5
i bambini della 4B
1° regola: stai attento a rivelare chi sei, dove ti trovi, dove abiti, i tuoi dati e quelli degli altri; presta attenzione nel condividere foto e video, una volta pubblicati ne perdi il controllo.
2° regola: quando compri un gioco o scarichi un'app controlla che siano adatti alla tua età.
3° regola: se ti trovi in difficoltà chiedi aiuto ad un adulto. Parla sempre con i tuoi genitori della tua navigazione in Internet. Tutto quello che fai può avere conseguenze nella vita reale!
4° regola: se uno sconosciuto ti chiede informazioni private non rispondere e dillo subito ai tuoi genitori.
5° regola: chiudi i siti che ti chiedono denaro o i dati di una carta di credito. Avvisa i tuoi genitori.
LA RETE E' PIENA DI OPPORTUNITA' NEL BENE E NEL MALE... NON FIDARTI DI TUTTO E DI TUTTI!
di Giada D'Urso, 4B
Io non ho un gioco online preferito, ma guardo Tik-Tok. Io su Tik-Tok ho un profilo ma è privato, quindi lo posso vedere solo io. Sul profilo faccio dei balletti. Quest'app la trovo carina. Su Tik-Tok si possono avere degli amici: io ho Ada ed Emma come amiche.
Questa applicazione la uso il pomeriggio e la utilizzo per imparare nuovi balletti, poi mi rilassa vederla perché la guardo sul letto.
di Jacopo Marcucci , 4B
Io gioco di pomeriggio a “Crysis remastered”, un gioco di guerra dove si sentono un bel po' di parolacce, ma io metto l'audio in inglese così non le capisco.
La cinematica è molto realistica quindi i suoni si sentono molto forte e la visuale è in prima persona e ci sono molte varietà di fucili per sparare agli altri ed ha 10 missioni!
All'inizio del gioco muoiono ben 2 dei nostri compagni, che avevano una super-tuta che permetteva loro l'invisibilità, la super-corazza, la super-forza, il super-salto, la super-velocità e la visione notturna. La loro morte non è ancora chiara ma lì fuori c'è qualcosa che vaga uccidendo la gente. Mi piace giocarci perché è realistico e mi fa sentire molto più coraggioso e più forte e direi che è il gioco al quale giocherei per tutta la vita.
di Letizia Petroni, 4B
A me non piace giocare online, semmai qualche volta sul computer con Minecraft oppure grazie a mio fratello che utilizza il telefono di mio padre per navigare su un sito che si chiama “Poki” dove, quando si apre, si vedono tantissime applicazioni. A me piace giocare a Minecraft perché mi mette tranquillità e poi è come se stessi nella vita reale solo che di notte nella vita reale non ci sono scheletri con archi o ragni giganteschi, zombie o stregoni.
Mi piacerebbe spiegarvi come si gioca anche se so che già lo sapete, quindi non ve lo spiego.
febbraio 2023 - n. 3
Le bambine e i bambini della 5B
Il 31 gennaio abbiamo scoperto di essere arrivati al secondo posto al concorso Bruno Fogu “La scuola alla Maratona di San Valentino”, giunta alla dodicesima edizione.
Si è trattato di realizzare dei segnalibri, da donare ai maratoneti il 19 febbraio, raffiguranti alcune bellezze artistiche, naturali e culturali divenute simboli della nostra citta’.
Abbiamo ricercato in rete, con Google, le “meraviglie” di Terni, alcune siamo andati a osservarle direttamente sul posto uscendo a piedi; il lago di Piediluco lo abbiamo visitato lo scorso anno. In classe abbiamo disegnato sui dei cartoncini i soggetti più interessanti e poi abbiamo ricercato le informazioni principali su Wikipedia. Durante l’ora di tecnologia, usando una App gratuita, abbiamo generato un QRcode per ciascun disegno e, scansionandolo, è possibile leggere le informazioni che abbiamo inserito.
Ci siamo divertiti molto a fare questo lavoro, anche se è stato abbastanza impegnativo. Con il premio ricevuto ci piacerebbe acquistare dei cuscini per la nostra biblioteca e anche una piccola libreria per la classe.
gennaio 2023 - n. 2
Le bambine e i bambini della 5B
Abbiamo ascoltato in classe una poesia dal titolo “Considero valore” di Erri De Luca, scrittore, poeta e giornalista napoletano che ora vive a Roma. In piccoli gruppi abbiamo riflettuto su ciò che è importante per ciascuno di noi e questa che vogliamo condividere è la poesia che abbiamo scritto tutti insieme sul nostro bigliettino di Natale.
“Considero valore passare del tempo con le persone a me care.
Considero valore stare un minuto calmi per ascoltare il silenzio.
Considero valore i ricordi più importanti e quelli di cui tutti si
scordano.
Considero valore le onde del mare e il rumore dell’acqua.
Considero valore chi mi chiede come sto e i consigli di chi mi vuole
bene.
Considero valore la mia famiglia perché mi protegge, si prende
cura di me e mi strappa un sorriso.
Considero valore i ricordi di una foto.
Considero valore un gesto di pace o un abbraccio.
Considero valore quando mi dicono che sono brava in qualcosa.
Considero valore i miei amici perché mi sostengono e sono pronti
ad aiutarmi.
Considero valore avere una casa.
Considero valore mangiare un panino con tutta la mia famiglia.
Considero valore i miei fratelli e le mie sorelle, anche se sono un
po’ fastidiosi.
Considero valore ogni forma di vita.
Considero valore questa poesia che, senza accorgermene, mi ha
fatto volare con la fantasia.
Considero valore che questi valori vengano rispettati”.
dicembre 2022 - n. 1
Le bambine e i bambini della 5 B
Abbiamo sempre immaginato di avere una biblioteca per tutti i bambini e le bambine della scuola!
La pandemia ci aveva impedito di realizzare finora questo sogno, ma finalmente ora ci siamo: abbiamo uno spazio bello, colorato, accogliente e pieno di tanti libri tutti per noi.
Ascoltare una storia o leggerla in biblioteca, invece che in classe, è diverso perchè lì si respira un’atmosfera speciale: è rilassante potersi sedere a terra su teli colorati o su morbidi cuscini, è bello ascoltare storie lette da altre maestre che sono lì solo per noi.
In classe o nei corridoi ci può essere a volte più confusione o poco tempo da dedicare alla lettura, mentre in biblioteca c’è silenzio e voglia di ascoltare da parte di tutti.
Oltre ai laboratori mattutini, il 24 novembre la nostra biblioteca è stata aperta per trascorrere insieme un pomeriggio di lettura.
Abbiamo ascoltato delle storie lette dalle maestre Cinzia, Elena e Tiziana, storie che parlavano di amicizia, accoglienza e condivisione legati al tema del Natale.
Come attività laboratoriale abbiamo poi costruito un segnalibro e incollato adesivi che ricordano il Natale e le storie che abbiamo letto.
E’ stata davvero una bella scoperta stare con altri bambini della scuola in uno spazio diverso dalla classe, dove ciascuno di noi ha lasciato anche l’impronta della propria mano su un cartellone molto grande per dire “ecco, ci sono anche io”.
Vogliamo ringraziare tutte le persone della scuola, dalla dirigente alle nostre maestre, ai collaboratori, che ci hanno aiutato a concretizzare questo progetto così interessante in uno spazio bello e accogliente.
Non vediamo l’ora di partecipare agli altri incontri, fare nuove scoperte e vivere nuove avventure grazie ai libri.
marzo 2022 - n. 4
I bambini della 5C
In questi giorni più che mai dobbiamo essere pronti ad accogliere, ma
cos’è l’accoglienza?
Accogliere è…
… rispondere ed aprire la porta ad un solo bussare
… rispettare gli altri al di là della loro provenienza
… riconoscere i diritti altrui perché siamo tutti uguali
… far comparire un sorriso dopo un giorno di pioggia
… mettersi nei panni degli altri ascoltando le loro storie
… abbattere muri e costruire ponti
… curare il corpo e l’anima di chi ha bisogno
… guardare il passato delle persone attraverso i loro occhi
… aiutare le persone a proteggere la propria dignità
… guardare gli altri come se stessi guardando te stesso in uno specchio.
Per accogliere bisogna ascoltare gli altri e capire noi stessi perché è solo così che ci prepariamo ad aprire il nostro cuore e le nostre braccia a chi ne ha bisogno.
14 dicembre 2021 - n. 1
I bambini della 5C
Gli alunni della classe 5C della scuola Primaria De Amicis affrontano il tema della politica partendo dall’antica Grecia.
Durante il mese di novembre in classe abbiamo approfondito le forme di governo dell’antica Grecia, focalizzando l’attenzione sull’esempio di Atene, basato sulla democrazia. Leggendo il discorso di Pericle, uomo politico del tempo, rivolto agli Ateniesi (431 a.C.), abbiamo riflettuto sull’importanza della politica come strumento di organizzazione ed abbiamo provato ad immaginare come sarebbe la vita in classe sperimentando nella nostra piccola comunità le tipologie di governo studiate: l’oligarchia, con un gruppo di pochi alunni scelti per il merito che prendono decisioni per tutti, la tirannia con il più forte che comanda senza ascoltare le opinioni altrui, la monarchia con il governo di una sola persona, l’aristocrazia con un gruppo di alunni scelti per caratteristiche di nascita, fino ad arrivare alla democrazia. Quest’ultima si basa sulle decisioni di tutti attraverso la scelta di un rappresentante, effettuata tramite elezioni. Abbiamo quindi deciso attraverso una votazione la forma di governo più appropriata per la classe, ritenendo che la democrazia garantisca la partecipazione di ognuno: “Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi”. Per entrare meglio nella storia, con una votazione è stato scelto un rappresentante, un vice rappresentante e dei consiglieri (membri del consiglio) con l’incarico di affiancare il rappresentante nei compiti a lui assegnati: mantenere il controllo nei diversi luoghi, aiutare nei momenti di difficoltà, raccogliere le informazioni sulle esigenze della classe per poi riferirle alle insegnanti, cercando insieme una soluzione. Abbiamo inoltre proposto di utilizzare un’ora al mese per fare un’assemblea di classe dove poter affrontare vari temi scelti a votazione, ispirandoci al pensiero di Pericle: “Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia”. La prima assemblea è stata divertente anche se con pochi risultati ma è stata importante per capire quanto è difficile gestire la democrazia… come direbbe Pericle:
QUI IN CLASSE NOI FACCIAMO COSI'
I bambini della 5B
Una mattina scolastica ascoltando i consigli e i racconti di un professionista che ha realizzato il suo sogno: fare il giornalista.
Ciao a tutti siamo la 5B della scuola primaria De Amicis di Terni.
Ore 8.10, come tutte le mattine suona la campanella ed entriamo in classe…
Ma oggi sarà un giorno diverso dagli altri. Verso le 10.30 ci farà visita per un incontro a tu per tu pensate un giornalista del Messaggero, uno di quelli veri!
Lo sottoporremo ad una tortura… Ma no che scherziamo! Invece gli faremo un’intervista a dir poco avvincente, seria e sicuramente animata.
La maestra Giuseppina non ci ha anticipato nulla fatta eccezione del nome, non ha voluto toglierci il gusto della scoperta.
Ma ecco che è arrivata l’ora… Bussano alla porta, toc toc… Permesso?...
Ci appare un uomo visibilmente molto alto, magro, incappucciato e… mascherato, causa covid naturalmente. Vi confessiamo che un certo effetto ce lo ha fatto ma per fortuna sapevamo chi fosse.
La nostra maestra lo saluta e senza tanti convenevoli dà il via all’intervista del secolo…Per noi sicuramente.
La prima di noi a parlare è Somaya che ci presenta e dà il benvenuto all’ospite.
- Siamo qui per farle delle domande a cui speriamo lei possa rispondere.
- Qual è il suo nome, quanti anni ha e dove è nato?
Mi chiamo Corso Viola, ho 55 anni, sono nato in Svizzera a Ginevra, poi ho vissuto a Roma, ora vivo a Terni dove lavoro alla sede del Messaggero.
- Ho notato dai social il suo doppio cognome come mai?
- Viola di Campalto è un titolo dei miei avi, nobili decaduti che abitavano vicino Venezia appunto a Campalto.
- La ringrazio per aver risposto e ora passo la parola al mio compagno di classe Klivio.
- Il suo lavoro quanto la impegna e ha un hobby che coltiva nel tempo libero?
- Mi impegna tantissimo perché oggi non si scrivono solo gli articoli per la carta stampata ma anche per i giornali online e per le pagine social delle testate giornalistiche. Nel mio tempo libero amo portare i miei 2 figli a vedere la Lazio perché sono un tifoso di questa squadra.
- Grazie, passo la parola ad Emiliano.
- A che età ha deciso che avrebbe fatto il giornalista? Quali sono stati i motivi che lo hanno spinto a scegliere questo lavoro?
- Ho deciso da bambino perché abitavo a Roma vicino la sede del Messaggero, leggevo la loro bacheca tutti i giorni ed ero affascinato dalla cronaca. Il motivo che mi ha spinto a farlo è stata la curiosità per le cose che accadono.
- Grazie e ora Lavinia tocca a te.
- Quindi giornalista per passione o per eredità? A chi deve dire grazie per averlo supportato durante il suo percorso?
- Però! Bella domanda… Quando io venni assunto al Messaggero molti colleghi erano figli di giornalisti famosi ma oggi non accade quasi più. Comunque io non mi spaventai inseguendo un mio sogno e devo dire grazie al primo direttore che proprio al Messaggero mi accolse sostenendomi e dandomi fiducia.
- Grazie e passo la parola ad Amna.
- C’ è un momento in cui ha pensato di mollare tutto e di dedicarsi ad altro? Si è mai pentito di aver scelto di fare questo lavoro?
- Ho pensato di mollare tutto quando mi mandarono per la prima volta dal Messaggero di Roma a quello dell’ Umbria per seguire il caso del mostro di Foligno e ci rimasi 2 anni scrivendo di questo ragazzo che uccideva i bambini. E’ stata la sfida della mia vita quando ho accettato di farlo ma non mi sono mai pentito perché è anche un lavoro ben pagato.
- Grazie e ora l’intervista proseguirà con le domande di Edoardo.
- Come si fa a diventare giornalista? Attualmente di che ambito si occupa?
- Io ho seguito la mia strada e mi sono formato sul campo occupandomi di cronaca nera e giudiziaria. Oggi però ci sono tante scuole con vari indirizzi e più ti specializzi e meglio è.
- Grazie e ora proseguirà Alberto.
- Quali emozioni si provano quando si scrive un articolo e qual è quello più bello che ha scritto?
- Questo lavoro non ti annoia mai è mi emoziono ogni qual volta che trovo una notizia e la scrivo, come mi è capitato di amare la vicenda degli amanti di Montecastrilli.
- Grazie, ora ci sei tu Jaspeen.
- Quale è il genere di articolo che preferisce scrivere?
- I miei preferiti sono i grandi fatti di cronaca che hanno bisogno di essere raccontati alla città perché permettono agli abitanti di quel luogo di avere un’idea su quello che accade intorno a loro.
- Grazie e passo la parola alla mia compagna Afnen.
- Come nasce l’articolo del bravo giornalista?
- Si deve scrivere in modo che tutti capiscano, in maniera scorrevole e piacevole senza termini ridondanti, con un capello di poche righe che attragga l’attenzione del lettore per poi tornare più avanti ai particolari della notizia.
- Grazie e ora tocca a te Daniel.
- Quante ore al giorno lavora?
- Si lavora moltissime ore, dalla mattina che si accende il pc fino a tarda notte. Non c’è orario.
- Ok, ragazzi ora vi devo lasciare il mio lavoro mi attende ma voglio farvi un invito… vi aspetto a piazza della Repubblica alla sede del Messaggero, così mi ricambierete la visita che ne dite?
-Sii, evviva!! Esclamiamo tutti in coro - Certo con molto piacere, ciao Corso a presto!
23 maggio 2021 - n. 4
I bambini della 5°C
Ogni anno il 22 aprile si celebra l’Earth Day: la Giornata Mondiale della Terra. Nata nel 1970, quest’anno festeggia un anniversario importante spegnendo cinquantuno candeline!
Il tema di questa edizione è “Restore our Earth” (Ripariamo la nostra Terra), si punta quindi l'attenzione sull’urgenza e la necessità di riparare una Terra danneggiata dal
surriscaldamento globale e soffocata da emissioni inquinanti.
Il Pianeta subisce continui attacchi all’ambiente che possono portare a un peggioramento delle condizioni di vita delle prossime generazioni è quindi importante rispettarlo e proteggerlo assumendo comportamenti sostenibili. Noi siamo parte della generazione futura, siamo consapevoli delle conseguenze delle nostre azioni sull’ambiente e ci siamo chiesti : “ Il nostro stile di vita è sostenibile?”
Abbiamo perciò riflettuto sulle abitudini di ciascuno di noi in fatto di scelte alimentari, quantità di rifiuti prodotti, mezzi di trasporto utilizzati, beni acquistati o riutilizzati, energia consumata, anidride carbonica emessa nell’atmosfera e, dopo un’attenta analisi dei nostri stili di vita, ci siamo domandati: “Quali effetti hanno sull’ambiente?”
Per misurarli abbiamo utilizzato l’Impronta Ecologica (Ecological Footprint): un indicatore che misura il consumo da parte degli esseri umani delle risorse naturali che produce la Terra rispetto alla capacità di rigenerarle. Fu introdotto per la prima volta da Mathis Wackernagel e William Rees nel loro libro “Our Ecological Footprint: Reducing Human Impact on the Earth”, pubblicato nel 1996.
Questo indicatore si esprime in ettari e prende in considerazione sei categorie di superfici produttive: terreno per assorbire le emissioni di anidride carbonica, foresta, pesca, allevamento , agricoltura e terreni edificabili.
Noi l’abbiamo immaginata come l’orma di un grande piede sulla neve che rappresenta il segno più o meno esteso che lasciamo sul Pianeta! Più l’impronta ecologica è grande, più la salute del Pianeta è a rischio perché non riesce a sostituire ciò che noi abbiamo consumato.
Per calcolare con la massima precisione possibile questa impronta, è necessario raccogliere molti dati e fare calcoli piuttosto complicati. Ovviamente noi abbiamo scelto un modo semplificato per il nostro calcolo.
Il messaggio, che invece non può essere semplificato, è che ognuno di noi può fare qualcosa per salvare il nostro Pianeta!
I bambini della 4°A
Quest’anno, la classe 4°A della De Amicis ha lavorato ad un progetto di Educazione civica, dedicato alla tutela dell’ambiente dal titolo “Il mondo che vorrei”.
Il percorso è iniziato con la visione del film di animazione Wall E che parla di un robottino pulitore che è restato tutto solo sulla terra, mentre gli esseri umani si trovano in orbita su una navicella spaziale, perché la terra è diventata così inquinata da essere inabitabile.
Ragionando sul film, i bambini hanno capito cosa sono i rifiuti, come si smaltiscono e come si classificano in base alla loro pericolosità per l’ambiente. Il confronto tra le abitudini di ieri e di oggi ha portato a una scoperta importante e cioè che nel passato non si buttava via niente, gli oggetti si aggiustavano e venivano riutilizzati, persino i cocci venivano cuciti!
Così, con l’aiuto della maestra, la classe ha montato una compostiera, cioè un contenitore dove si mettono terra e resti organici che con il passare del tempo si trasformano in compost, un ottimo fertilizzante naturale. Per creare questa specie di humus la classe ha messo dentro alla compostiera cenere, terra, fondi di caffè, foglie, rami, avanzi della mensa e venticinque lombrichi! Proprio così, avete capito bene, i lombrichi infatti mangiano i resti del cibo, lo digeriscono e quello che lasciano nella terra è fertilizzante per le piante.
Dopo l’inserimento dei lombrichi, i bambini hanno iniziato ad andare ogni mercoledì a controllare la compostiera e a mescolare il compost.
Dopo qualche mese, hanno utilizzato il compost per il regalo della festa della mamma, piantando con le loro mani dei piccoli fagioli in vasetti ottenuti da bottiglie di plastica del latte, tagliate a forma di gattino e decorate.
Infine hanno piantato insalata, prezzemolo e basilico in bottiglie dell’acqua, realizzando un bellissimo orto verticale su una struttura fatta di legnetti riciclati.
Il lavoro ha fatto capire a tutti che si deve fare di più altrimenti il nostro mondo diventerà inabitabile, puzzolente, incurabile! Ci si deve pensare bene prima di buttare via qualcosa o la nostra salute sarà danneggiata per sempre.
E’ l’uomo che causa la maggior parte delle catastrofi naturali, uccelli intrappolati tra gli elastici delle mascherine, povere tartarughe incastrate nelle reti dei pescatori, pesci che ingoiano plastica, ghiacciai che si sciolgono!
I bambini della 4°A dicono BASTA! Salviamo il nostro mondo!
I bambini della 5°A
Gli alunni delle classi V della scuola De Amicis di Terni sono molto sensibili al tema dell'ambiente. Il pianeta è un tesoro prezioso che non può essere deturpato. Avete idea di quanti animali sono a rischio estinzione a causa del cambiamento climatico? E vi rendete conto che è tutta colpa nostra? Ma cosa si intende per “effetto serra”? Ne avrete sentito parlare sicuramente! Ecco un’immagine per capire questo fenomeno naturale:
I raggi del sole attraversano l'atmosfera e riscaldano la superficie terrestre.
Dalla superficie terrestre il calore si irradia nell'atmosfera sotto forma di raggi infrarossi.
Circa il 30% delle radiazioni si disperde nello spazio.
In condizioni naturali il 70% delle radiazioni infrarosse è “catturato” da alcuni gas (detti gas serra perché si comportano proprio come i vetri di una serra), che riflettono nuovamente il calore sulla superficie terrestre.
In queste condizioni la temperatura sul pianeta permette la vita. L'effetto serra è quindi un fenomeno utile, se non ci fosse, la temperatura media sulla Terra sarebbe di -19°C.
Quando nell'atmosfera aumenta la concentrazione dei gas serra, il calore intrappolato cresce troppo, allora l'effetto serra diventa un grande problema da risolvere.
Noi, nel nostro piccolo, abbiamo trovato una soluzione che possa contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta-Terra.
Tenendo conto che passiamo la maggior parte del nostro tempo a scuola, abbiamo pensato a “una scuola sostenibile” si proprio così... una scuola in cui sia previsto il montaggio di pannelli solari sul tetto che producano energia, luci a basso consumo in tutte le aule, un impianto geotermico di riscaldamento e raffreddamento, rubinetti a risparmio d’acqua, carta igienica riciclata, wc compostanti, isolamento termico di porte e finestre per evitare la dispersione di calore, banchi, sedie e armadi realizzati con materiali riciclati, realizzazione di un orto, i cui prodotti possano essere consumati nella nostra mensa.
Abbiamo pensato in grande!!! Che ne pensate?
Ovviamente ci rendiamo conto che la costruzione di una scuola così come da noi immaginata sia pura “utopia” ma auspichiamo che in futuro si possa realizzare!
Effetto serra naturale Effetto serra causato dalle attività umane
L'anidride carbonica CO2 (in grigio) è il principale gas serra: viene prodotta in tutte le combustioni, dalle automobili e dalle fabbriche, dalle centrali termoelettriche a combustibili fossili e dagli impianti di riscaldamento.
Il metano CH4 (il verde) viene prodotto in grande quantità dagli allevamenti intensivi
aprile - maggio 2021 - n. 3
I bambini della 4C
Sul muro esterno della nostra scuola si può vedere una scritta realizzata contemporaneamente ai “murales” che hanno abbellito l’edificio. Questa frase ci ha offerto degli spunti di riflessione significativi che noi vorremmo condividere.
Il bambino piccolo per imparare a camminare deve fare tanti tentativi.
Il ragazzo che non si è mai arreso nonostante non riuscisse a fare i palleggi con i piedi, è diventato un buon giocatore.
La bambina che non riusciva a fare la rovesciata, dopo molto allenamento e con l’aiuto dell’insegnante, ha raggiunto il suo obiettivo.
L’alunno che non ricordava le tabelline, dopo tanto studio le ha memorizzate e ora sa fare moltiplicazioni e divisioni a tre cifre.
Non si è mai arresa Maria Montessori che, nonostante il periodo storico in cui viveva, è riuscita a dare un messaggio educativo che ancora oggi è utilizzato.
Non si è mai arresa Rosa Parks che è stata la prima ad avere il coraggio di dire “No!” alle ingiustizie nei confronti delle persone di colore.
Non si è mai arresa Bebe Vio che, nonostante la malattia che le ha cambiato completamente la vita, senza scoraggiarsi è diventata una campionessa.
Non si sono mai arresi Musa Juwara, Cherif Karamoko, Godfred Donsah che, nonostante abbiano vissuto momenti difficili, sono riusciti ad arrivare in Italia con un barcone ed a realizzare i loro sogni.
Non si è arresa neanche l’Italia che, dopo la Seconda Guerra Mondiale e la caduta del fascismo, è rinata, lasciandosi alle spalle quel brutto ricordo e dando vita alla “Costituzione”, l’insieme di regole e diritti fondamentali per la vita futura di ogni cittadino.
Insomma...“Le cose belle accadono se non molli”: la strada giusta per arrivare al tuo obiettivo si trova davanti a te!
I bambini della 2C
La storia della scuola “De Amicis” inizia nel 1936 circa.
Nel 1946 la scuola è stata dedicata al famoso scrittore per bambini “Edmondo De Amicis” autore del libro “Cuore”.
Gli alunni della 2C, per conoscere meglio la storia della loro scuola, hanno fatto un viaggio virtuale ma non solo; hanno cercato e poi trovato fonti visive, materiali, scritte e orali. All’ingresso di P.zale Mascio è presente, appesa ad una parete una fonte materiale e scritta dedicata allo scrittore; c’è anche la sua foto in bianco e nero, quindi una fonte visiva. La targa di legno è stata donata dagli “ex alunni” come ringraziamento perché De Amicis con i suoi insegnamenti li ha aiutati a sbocciare e a diventare adulti con grandi valori. Nell’ingresso di Via Curio Dentato è presente una fonte scritta che ricorda una ristrutturazione dell’edificio avvenuta nel 1961.
Sempre su questa via, l’ingresso è una importante fonte materiale, perché ha delle colonne tipiche di quel periodo, infatti l’edificio è una delle strutture più antiche di Terni.
Nella ricerca della 2C non è mancata la fonte orale; infatti
la maestra Marina della 2A, in servizio nella scuola da più di 20 anni, ha risposto cortesemente a tutte le domande a lei rivolte dagli alunni che hanno avuto la possibilità di conoscere la storia della scuola, gli arredi diversi, l’uso degli spazi differente e di apprezzare i cambiamenti positivi che oggi i bambini possono vivere.
E’ bello essere in una scuola così ricca di storia e di fascino.