Lunedì 7 aprile siamo andati a intervistare i librai della città: Feltrinelli, Giunti, Laurentiana, Ubik .
Ringraziamo tutti i librai per la gentile collaborazione.
di Eric Tamas e Rahad Sheikh, 1H e Sophia Magallanes, 3H - aprile 2025
Abbiamo intervistato la signora Grazia che ha risposto alle nostre domande sulla sua libreria che condivide con suo fratello. La ringraziamo per averci dedicato del tempo.
Da quanto tempo è aperta la libreria?
Da più di trent'anni perché prima stavamo in un’altra libreria.
Quale fascia d’età si presenta più spesso in libreria?
La fascia d’età che si presenta di più in libreria va dai trentacinque ai quarantacinque anni; anche giovani ma soprattutto studenti universitari.
Qual è il genere più comprato ultimamente?
I generi più comprati attualmente sono storia, politica e narrativa.
Qual è il genere preferito dalla fascia d'età dai 12 ai 16 anni?
Il genere preferito dalla fascia d’età dai 12 ai 16 anni è quello per giovani adulti ma anche libri fantasy e libri gialli.
Qual è il libro più ricercato dagli adulti?
I libri più comprati dagli adulti sono quelli di Manzini.
Qual è il libro meno venduto in questo periodo?
Il libro meno venduto è quello del papa.
Vendete ancora molti classici?
Sì perché abbiamo una raccolta di classici molto completa presa anche da fuori.
Vendete anche libri in altre lingue?
Qualcosa sì, soprattutto in inglese; ora fanno libri con accanto la traduzione perché diversamente non potrebbero venderli.
Qual è il libro più strano che avete?
Forse uno dei libri più strani che abbiamo è questo: “Viaggio nella Valnerina misteriosa”.
Qual è il libro più antico?
Questi sono i libri più antichi che possediamo, ad esempio questa Sacra Bibbia del 1905; a comprare questo genere di libri sono di solito persone appassionate.
Quanti libri vendete all’incirca in un mese?
La vendita avviene in modo irregolare ma in media vendiamo circa 50 libri al mese.
Avete dei clienti abituali?
Abbiamo molti clienti abituali, soprattutto appassionati e studenti.
Ci sono clienti stranieri?
Ce ne sono alcuni, soprattutto svizzeri, perché riescono a trovare libri in lingua.
Quando consigliate un libro su che cosa vi basate?
Ci basiamo sull’attività della persona, l’età, quello che ha già letto, gli interessi del cliente.
Cosa le piace di più del suo lavoro?
La cosa che mi piace di più nel mio lavoro è il contatto con le persone.
Come si svolge la vostra routine?
La mattina selezioniamo i libri, cioè li dividiamo in due categorie: i libri che meritano di essere tenuti e quelli che invece devono essere mandati via. Poi ovviamente aiutiamo i clienti e cerchiamo di trovare un libro adatto a loro.
Potrebbe spiegarci per quale motivo oggi avete rispettato il lutto cittadino?
Come sicuramente saprete una ragazza originaria della nostra città, Ilaria Sula, è stata uccisa da un uomo, il suo ex-ragazzo. Una cosa gravissima, l’ennesimo femminicidio e in questi giorni sono state uccise tre donne in Umbria. Si è deciso quindi di fare lutto cittadino in corrispondenza dei funerali, per far capire la gravità di questi fatti e per fare in modo di fermare tutta questa violenza.
di Sara Bellini 2E, Matteo Bianchi e Tommaso Ciaccini, 1E - aprile 2025
La redazione del giornalino della De Filis ha intervistato le librerie di Terni.
La seguente intervista è fatta alla libreria Feltrinelli; grazie a Livio, il libraio a cui abbiamo posto le domande:
Da quanto tempo è aperta la libreria?
Questa in particolare è aperta dal 2011 ma noi siamo sulla piazza dal 1994, prima in via Primo maggio.
Quale fascia d’età si presenta più spesso in libreria?
Clienti di ogni fascia di età ma quella più numerosa è quella degli adolescenti. Circa dai 15 ai 18 anni ma abbiamo clienti di ogni età.
Qual è il genere più comprato ultimamente?
Vanno forte i gialli e anche la narrativa ma noi siamo più esperti sulla narrativa.
Qual è il genere preferito alla fascia d'età dai 12 ai 16 anni? Un libro in particolare?
Adesso il genere che va per la maggiore è il genere romance, una via di mezzo tra il fantasy e il romanzo d’amore e quelli più ricercati appartengono alla serie di “È colpa mia è colpa tua”.
Qual è il libro più ricercato dagli adulti?
Va un po' a periodi ma ora come ora il nuovo libro di Joel Dicker è molto acquistato da adulti e ragazzi.
Qual è il libro meno venduto?
Il libro meno venduto è una domanda a cui non so rispondere, circa la metà dei libri pubblicati in Italia non vendono nemmeno una copia.
Vendete ancora molti classici?
Assolutamente sì, i classici sono molto acquistati.
Vendete libri in altre lingue?
Sì abbiamo qualcosa in inglese, francese e spagnolo e chi li acquista di solito sono studenti dato che Terni non è una città particolarmente turistica.
Qual è il libro più strano che avete?
Ci sono parecchi libri su esoterismo, ufo o magia.
Qual è il libro più antico che avete? Fate le ristampe?
Penso sia la Bibbia il libro più antico che abbiamo anche se la stampiamo ogni anno.
Quanti libri vendete all’incirca in un mese?
Dovrei consultare i dati ma più o meno direi circa sui 3000 libri al mese.
Avete clienti abituali? A quale fascia d’età appartengono?
Credo soprattutto gli anziani che si fidano e chiedono direttamente il consiglio dei dipendenti.
Ci sono clienti stranieri?
Ci sono pochi stranieri ma alcuni leggono la narrativa in italiano.
Quando consigliate un libro su che cosa vi basate?
Sui nostri gusti e quelli dei clienti, cercando di unire entrambi.
Cosa le piace di più del suo lavoro?
Il rapporto con i clienti, parlare dei libri che hai letto e che ti appassionano.
Cosa pensa vedendo che ragazzi, nati nel secolo della tecnologia, vengono comunque in libreria per provare la gioia che si trova nei libri?
Tra i ragazzi c’è lo stesso fenomeno che si ripercuote anche sugli adulti infatti in Italia ci sono pochi lettori ma le persone che leggono sono molto prese dalla lettura.
Come si svolge la vostra routine?
Si fa l’analisi dei libri venduti il giorno prima e si acquistano i libri terminati e le novità.
Il genere storico quanto è ricercato?
Non è il genere più ricercato ma comunque alcuni appassionati scelgono di acquistare libri di questo tipo.
Un caloroso ringraziamento al libraio Livio della Feltrinelli che ci ha concesso questa intervista.
di Maram Bouzidi 1A e Sehajdeep Kaur 1H - aprile 2025
Da quanti anni è aperta la libreria?
La libreria è aperta da ben 15 anni.
Quale fascia d’età si presenta spesso nella libreria?
La maggior parte dei clienti ha più di 50 anni, ma vengono spesso anche mamme con bambini e genitori che acquistano libri per i loro figli, sia prime letture che testi per bambini più grandi, dai dieci anni in su.
Qual è il genere più comprato ultimamente?
Il genere più richiesto è “Amori e passioni”, particolarmente apprezzato dalle ragazze influenzate dai social come TikTok.
Anche il fantasy è apprezzato?
Sì, anche il fantasy è molto apprezzato.
Qual è il libro più comprato tra gli adulti?
Non c’è un titolo specifico: le richieste dipendono dalle novità editoriali o dai libri presentati in televisione, che attirano i clienti già dal giorno successivo.
C’è un genere meno venduto?
Non abbiamo notato un genere o titolo meno venduto.
C’è un'area dedicata ai libri classici?
Abbiamo un'area dedicata a grandi autori come Dante, Petrarca, Dostoevskij e altri.
Ci sono ancora dei libri in lingua straniera?
Sì, abbiamo anche libri in lingue straniere, tra cui l’inglese.
Qual è il libro più strano che avete?
Al momento, i manga sono considerati particolari per il loro formato, che si legge al contrario.
Qual è il libro più antico che avete?
La Bibbia è il libro più antico disponibile.
Avete dei dati mensili specifici?
Non abbiamo dati mensili precisi, ma in media incassiamo circa 600 euro al giorno.
Ci sono clienti abituali?
Sì, ci sono molti clienti abituali, come la ragazza appena uscita.
Vengono spesso clienti stranieri?
Sì, abbiamo numerosi clienti stranieri.
Come fate a consigliare i libri ai clienti, su cosa vi basate?
Chiediamo loro cosa leggono, la fascia di età, se seguono le novità editoriali e cosa hanno letto di recente, per consigliare i titoli migliori.
Che cosa le piace del suo lavoro?
Il piacere di essere circondati dai libri tutto il giorno.
Qual è la vostra routine?
La giornata inizia alle 9:00 con la sistemazione dei libri fuori posto, la registrazione dell’entrata tramite timbro, il conteggio della cassa e l’accoglienza dei clienti. Il lunedì e il mercoledì scarichiamo i libri nuovi dai fornitori, registriamo ogni titolo e quantità con un terminale, e carichiamo tutti i dati nel computer per mantenere l’inventario aggiornato.
Caterina Mari, Sara Mari, Briselde Bacaj e Lisa Papi 2H
Da quanto tempo è aperta la libreria?
Questa è una libreria storica ed è aperta dal 1895.
Quale fascia d’età si presenta più spesso in libreria?
Vengono soprattutto ragazzi dai 12 ai 16 anni ma abbiamo clienti di tutte le fasce d’età.
Qual è il genere più acquistato ultimamente?
Tra i ragazzi sicuramente i romance, fantasy e manga, altrimenti la saggistica e la narrativa.
Qual è il libro meno venduto in questo periodo?
I libri meno venduti sono “Mi scappa da ridere “ e “ Il gioco delle domande “.
Vendete ancora molti classici?
Si, sempre anche tra i ragazzi.
Qual è il libro più strano che avete?
I libri più strani si trovano tra il genere fantasy. C’era un libro invece, uscito 40 anni fa, che si leggeva al contrario o addirittura si doveva girare la pagina per leggere le frasi perchè era fatto a spirale. Mi sembra che si chiamasse “Il ladro di foglie”.
Qual è il libro più antico?
Tra i classici ci sono diversi libri antichi, mentre a livello di rilegatura noi non trattiamo libri di antiquariato.
Quanti libri vendete all’incirca in un mese?
Quantificare con precisione è impossibile. All’incirca vendiamo 200 libri al giorno, quindi più o meno in un mese ne vendiamo 5.000 / 6.000.
Avete dei clienti abituali?
Certo, più di uno.
Ci sono clienti stranieri?
Sì, abbiamo anche clienti stranieri che ci chiedono libri in lingua, ma anche libri storici su Terni con fotografie.
Quando consigliate un libro su che cosa vi basate?
Innanzitutto se mi chiedono un consiglio chiedo sempre informazioni sulla persona a cui va il libro, se poi mi dicono che non hanno tantissime informazioni di solito consiglio in base al mio gusto personale. Il libro è un oggetto molto personale anche se c’è la possibilità di cambiarlo.
Cosa le piace di più del suo lavoro?
La cosa che mi piace di più del mio lavoro sono sicuramente i libri.
Come si svolge la vostra routine?
Prima di entrare cerchiamo di mettere in ordine quello che non siamo riusciti a riordinare la sera prima, perché durante il giorno ci arriva un carico di merci molto importante, che per la libreria è grandissimo. Questo carico arriva tutti i giorni e contiene le novità e quello che vendiamo abitualmente, dobbiamo fare poi il riassortimento del venduto. Noi cerchiamo sempre di accontentare tutta la clientela e di non restare mai sforniti. Dopo aver rimesso a posto, pulito i banconi e le vetrine, iniziano ad arrivare i libri e noi cominciamo ad inserirli nel sistema e metterli in ordine.
La classifica dei libri più venduti è fatta da voi o si basa su dati nazionali?
Noi facciamo la nostra in base ai nostri standard settimanalmente e tiriamo fuori la nostra classifica mensile.
dicembre 2022 - n. 1
di Gabriele Nicolardi, 2B
Ogni tanto tutti noi non sappiamo cosa fare. Soprattutto nelle domeniche che sembrano non passare! Quindi vi propongo alcuni eventi interessanti prettamente musicali e teatrali.
Tutti gli spettacoli si svolgeranno presso il teatro Sergio Secci a Terni. Questo è il programma:
Il 22 e 23 Novembre “Dal sogno alla scena” un’opera che ha come protagonista lo scrittore francese Daniel Pennac.
Il 24 Novembre “Io suono quel che sono. Io suono MIngus” opera in cui si suonano pezzi Jazz
Il 4 Dicembre i filarmonici di Busseto eseguiranno un concerto con l’associazione Filarmonica Umbra
Il 5 Dicembre “La madre dei mostri”
Il 12 Dicembre “Natale a tutto ritmo”
Il 15 Gennaio ci sarà un concerto tenuto dall’Orchestra sinfonica abruzzese
Il 29 Gennaio “Vissi d'arte. Vissi per Maria”
Il 9 Febbraio “Trio di Parma”
Il 26 Febbraio “Voci d’amore”
L’11 Marzo la Filarmonica Umbra suona: “Romeo e Giulietta”, S. Prokof’ev e I. Stravinskij Petruška
Il 24 Marzo J.S. Bach: Cantata Wachet auf, ruft uns die Stimm, Concerto per organo e orchestra, Messa Luterana
maggio 2022 - n. 5
Foto da Wikipedia
di Giulia Sbrenna, 2G e Valerio Mancini e Francesco Pellegrini 2H
Renato Donatelli nato a Morino (in provincia dell’Aquila), trascorre parte della sua infanzia ad Istanbul a causa del lavoro del padre. Ritornato a Terni, città d'origine della famiglia, è costretto ad interrompere gli studi liceali, a causa della seconda guerra mondiale. Successivamente si iscrive alla facoltà di medicina e chirurgia dove si laurea con il massimo dei voti. Qui conosce un professionista di questo campo, tale De Gasperis, per poi diventare medico chirurgo effettivo. Donatelli è stato il primo ad eseguire un intervento correttivo di un difetto della parete divisoria tra il ventricolo destro e quello sinistro. Diventa nel 1966 primario di ruolo della divisione di chirurgia toracica e socio onorario dell'Accademia Lancisiana a Roma ed esegue i primi esperimenti di trapianto di cuore su animali. Nel 1967, compie la contemporanea sostituzione nello stesso paziente di tre valvole del cuore, operazione effettuata per la prima volta in Italia ed anche in Europa. Muore il 5 ottobre 1969 a Milano per un’epatite contratta alcuni anni prima da un paziente che aveva curato.
RIconoscimenti più importanti:
-Medaglia d'oro al merito civile
-Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica
"Medico ospedaliero, dedicava tutta la sua esistenza all'attività di clinico e di ricercatore, sì da diventare un caposcuola di fama internazionale nel campo della cardiochirurgia. Pur contagiato da grave malattia nell'adempimento dei doveri professionali, continuava fino alla morte, con entusiasmo e instancabile abnegazione, la sua missione a beneficio dei sofferenti."
4 Novembre 1974.
di Agata Foschi 1B
Il Teatro Secci si trova negli spazi del CAOS (Centro Arti Opificio Siri), luogo che ospita tutte le attività culturali della città. È stato inaugurato il 22 maggio 2010 e ha 300 posti a sedere. Fa parte del circuito del Teatro Stabile dell’Umbria ed è stato intitolato alla memoria di una delle vittime della strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980: Sergio Secci.
Sergio era nato a Terni da Torquato Secci, un impiegato e attivista, e Lidia, un’insegnante; aveva anche un fratello, Sandro, morto a 8 anni di poliomielite. Fin da ragazzo Sergio si mostra un eccellente studente che ama la letteratura e il teatro; frequenta e si laurea brillantemente al Dams di Bologna con una tesi di laurea sul "Bread and Puppet”. Sergio il 2 agosto stava andando a Bolzano per motivi di lavoro per poi spostarsi in Calabria a fare campeggio con gli amici. Il treno su cui viaggiava arrivò tardi a Bologna e allora aspettò il successivo che sarebbe partito alle 10:50. Alle 10:25, però, mentre attendeva nella sala d’aspetto della stazione, esplose una bomba dentro una valigia abbandonata: ci furono 85 morti e 200 feriti. Sergio venne subito trasportato all’ospedale “Maggiore” di Bologna dove comunicò con delle lettere scritte su dei foglietti l’indirizzo di Terni e chiese anche di avvertire il padre. Qualche giorno dopo, il 7 agosto, a 24 anni, morì nel reparto di rianimazione. Torquato e Lidia Secci un anno dopo, il primo giugno 1981, insieme ad altri parenti delle vittime della strage di Bologna, fondarono l’Associazione dei familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna con presidente Torquato Secci. I genitori si interessarono, inoltre, alla costituzione di una Fondazione che assegna borse di studio agli studenti più meritevoli delle scuole superiori. Ora della famiglia Secci non è rimasto più nessuno: Torquato è morto nel 1996 e Lidia nel 2020.
Conoscere la storia di questo giovane ragazzo e della sua famiglia ci mostra come la violenza può essere sconfitta con la forza della memoria.
di Gabriele Nicolardi, 1B
La nostra città è stata quasi interamente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Ha subito 108 bombardamenti e ancor prima era stata devastata dalle invasioni barbariche. Ciononostante conserva ancora alcuni monumenti che mostrano le sue antiche origini romane. La zona dove sorge Terni si chiamava interamna che significa “tra due fiumi” (Nera e Serra). I romani nel 444 a.C. entrarono in Umbria e sottomisero gli abitanti di questa zona tanto che tra il 310 e il 302 a.C. si può parlare di una effettiva occupazione nella zona di Interamna. I Romani fecero strage del mite popolo umbro ed edificarono nelle vicinanze e in posizione strategica la fortezza di Carsulae, tutt’oggi ben conservata e visitata da molti turisti. Nel 296 a.C nelle Marche si svolse una asperrima battaglia fra i Romani e gli alleati Umbri, Etruschi, Sanniti e Sabini. Le forze degli alleati furono sopraffatte dai potenti romani e da quel momento (293 a.C) l’Umbria fu sottomessa. Interamna divenne municipio romano e venne iscritta alla tribù Clustumina e alla Regio VI. Il municipio di Interamna era tra i più splendidi della penisola.
Un personaggio importante dei tempi romani è il console Curio Dentato che fece costruire la Via Curia per collegare Rieti a Terni e fece tagliare il costone delle Marmore dando origine alla Cascata delle Marmore che ancora oggi attrae turisti da tutto il mondo e fornisce energia elettrica in maniera abbondante ed ecologica. Il principale monumento romano che ha resistito fino a oggi in città è l’Anfiteatro Fausto. Quest’ultimo ancora viene utilizzato per spettacoli teatrali e concerti durante il periodo estivo.
Un’antica città romana che si trova nei pressi di Terni è, come ho già accennato prima, Carsulae, una sorta di “Pompei dell’Umbria”. Non è chiaro infatti se la sua distruzione sia dovuta ad un terremoto o se semplicemente sia rimasta fuori dalle vie commerciali dell’epoca. Abbiamo però la fortuna di poter ammirare il teatro, l’anfiteatro (dove ogni tanto possiamo assistere a qualche spettacolo musicale), l’arco di San Damiano, resti di case, templi e tombe. Sembra quasi che il tempo si sia fermato! Gli scavi comunque non sono ancora terminati anche se si sono arrestati per motivi legati alla pandemia. Sono sicuro che Carsulae riserverà a noi ternani, e non solo, delle bellissime sorprese.
di Emma Veneziani, 2G
Liberotto Liberotti, di mestiere fabbro, è per i ternani un importante simbolo di libertà.
La vicenda di questo personaggio (di cui tuttavia non si conservano documenti ufficiali) si svolge sul sagrato della chiesa di San Tommaso. Lì il parroco, don Piero, stava cercando di spronare il popolo a combattere contro le dure regole imposte da Narni e Spoleto: le due città, dato che Terni era devastata dall’esercito dell’arcivescovo Cristiano di Magonza, avrebbero avuto la possibilità di sottometterla.
Il fabbro davanti ad un gabelliere (colui che riscuote le tasse) narnese, sprezzante del pericolo, reagì duramente, uccidendolo a mazzate; il popolo ispirato dal gesto di ribellione, e con l’aiuto di Foligno e Todi, riconquistò la libertà.
Molti pensano che la vicenda di Liberotto Liberotti sia raffigurata in un bassorilievo del Duomo di Terni, quando invece l’episodio rappresentato riguarda la lapidazione di un martire cristiano. Tuttavia, proprio come segno evidente dell’attaccamento di Terni a questa storia, esiste un quadro del pittore Metelli (ora conservato a Zurigo) che rappresenta l’insurrezione della città: davanti alla chiesa di San Tommaso sono raffigurati un sacerdote (molto probabilmente don Piero) e un uomo che, con un martello in mano, incita la folla alla rivolta.
marzo 2022 - n. 4
di Claudia Tazza, 1H
Sull’omonima piazza sorge al centro di Terni Palazzo Carrara. E’ un complesso formato da più edifici di cui il più antico risale al 1378. E’ sempre stato un palazzo importante nella vita dei ternani di varie generazioni, infatti dal XVIII secolo in poi è stato sede del Municipio, sede della raccolta archeologica comunale, carcere e biblioteca. Attualmente ospita alcuni uffici comunali. Malgrado la sua importanza nella vita cittadina, però, si sa poco della famiglia da cui prende il nome, i Carrara appunto, delle cui tracce quasi nulla è conservato negli archivi e nella memoria storica della città. Come mai? Perché i Carrara non erano una famiglia ternana ma di Bergamo. Una facoltosa famiglia bergamasca che commerciava la lana e che, grazie alle proprie ricchezze, ottenne persino il titolo nobiliare di Conti nel 1747. Ma facciamo un passo indietro: sembra che verso la metà del 1600 uno dei Carrara di Bergamo si fosse messo in società con un giovane ternano che si chiamava Pietro Riccardi, per importare e commerciare la lana. I due rimasero in affari per molti anni, e quando il Carrara decise di andare in pensione e tornare a Bergamo, lasciò l’impresa al ternano, alla condizione però che cambiasse cognome, in modo che il noto marchio non andasse perduto. Pietro Carrara ex Riccardi continuò con successo a gestire gli affari, si arricchì e acquistò per la sua famiglia il palazzo che si trovava in quella che oggi è Piazza Carrara, ma che all’epoca si chiamava Piazza San Sebastiano. Successivamente i Carrara-Riccardi acquistarono dai vicini (la famiglia Giocosi) l’edificio accanto al loro, e unirono i due fabbricati in un unico palazzo.
Lo abbellirono aggiungendo i fregi sul cornicione della facciata, su cui spicca lo stemma della famiglia Carrara, e impreziosendo con affreschi le sale del piano nobile. Così ebbe origine il palazzo che noi oggi conosciamo. Dopo la morte di Pietro il ramo ternano dei Carrara non mantenne la fortuna commerciale dei suoi predecessori: si riempirono di debiti e non ebbero altra scelta che vendere il palazzo di famiglia al Comune di Terni (1712) che vi stabilì la sede del Municipio. Oggi il Comune è impegnato a completare l’opera di riqualificazione del Palazzo: dopo aver proceduto alla pulizia, al consolidamento sismico, all’abbattimento delle barriere architettoniche, all’adeguamento degli impianti e alla riorganizzazione degli spazi, come dice Michele Rossi, capogruppo di Terni Civica, manca ancora di realizzare il restauro degli affreschi della Sala Apollo e Dafne e della Sala degli Stemmi. Soprattutto, occorre decidere sull’uso futuro di queste sale, che sono simbolo importante della storia di Terni, e che speriamo vengano destinate al servizio della cultura e ad essere vissute e utilizzate dalla collettività.
di Francesco Giorgi, Francesco Mesiano e Leonardo Pompei, 1H
Palazzo Spada è la sede del Comune di Terni, situato nel centro della città.
Il palazzo fu costruito nel 1555 dal Conte di Collescipoli Michelangelo, appartenente alla famiglia Spada, da cui prende il nome.
Gli Spada risalgono alla prima metà del 1300, sono una famiglia di notai che nel tempo aumentò la propria influenza a Terni. Il cognome appartiene a nobili famiglie di Pesaro, Roma, Spoleto, Torino, Bologna e Lucca; dovrebbe derivare da soprannomi legati al mestiere di soldato o di fabbricante o commerciante di spade.
La fortuna degli Spada, che già ricoprivano ruoli di rilievo a Terni, aumentò quando il giovane Michelangelo Spada fu nominato cameriere segreto da Papa Giulio III.
Ottenne poi il titolo di feudatario del castello di Forano e la contea di Collescipoli.
Nel periodo in cui la sua potenza era ai vertici, a Terni Michelangelo aveva avviato la costruzione del palazzo di famiglia, l’attuale Palazzo Spada.
Michelangelo incaricò il famoso architetto Antonio da Sangallo di realizzare il progetto di un monumentale palazzo cittadino che mostrasse il potere della famiglia Spada.
Vissuto quasi sempre a Roma, morì a Terni all’età di 63 anni.
L’intera costruzione di Palazzo Spada è a forma di cubo, rifatta nel XVII sec., arricchita con archi nella parte posteriore; gli archi oggi sono presenti anche sulla facciata principale. Gli archi furono successivamente modellati e rifiniti per ottenere ulteriore cubatura. L'interno è riccamente ornato da affreschi cinquecenteschi. Il piano nobile è impreziosito dalla cosiddetta Sala di Fetonte (figlio del Re Sole), dipinta nel 1575 dall'artista Karel van Mander (1548-1606) pittore olandese del secolo d'oro.
febbraio 2022 - n. 3
Foto di Caterina Menichelli, 1H
di Martina Capitanucci, Valentina Agostinelli, Anna Marziali, 2H
Palazzo Gazzoli è un edificio storico risalente al XVIII secolo e si trova nelle vicinanze di Via Roma. E’ stato costruito nel 1795 su richiesta di Luigi Gazzoli, un membro della
importante famiglia ternana dei Gazzoli. Il palazzo è stato progettato dall’architetto Andrea Busiri Vici. Dopo un periodo di degrado, il palazzo è stato restaurato dall’Istituto per l’Edilizia pubblica di Terni. Dal 2015 è sede della Procura della Repubblica di Terni. Le sale sono decorate da scene mitologiche e grottesche. Il Gazzoli ha anche un interessante Auditorium dove si svolgono eventi di grande prestigio musicale come concerti, convegni e conferenze. Un tempo esisteva anche l’Arena Gazzoli, che ospitava spettacoli e circhi equestri. Il complesso comprendeva il palazzo, la piazzetta antistante e la cappella di famiglia che contiene una lapide datata 1975 con lo stemma dei Gazzoli. Il palazzo fu eretto su edifici preesistenti, tra cui un impianto termale d’epoca romana che recentemente è stato riportato alla luce all’interno del cortile dello stesso palazzo. E’ poi visibile una vasca absidata pavimentata in opus spicatum. Il palazzo ospita anche una raccolta archeologica, con reperti provenienti da scavi nel territorio.Ha ospitato per molti anni la Pinacoteca comunale ma attualmente ci sono gli uffici della Regione.
di e Francesco Pellegrini Valerio Mancini 2H,
Giulia Sbrenna 2F
La chiesa di Sant’Alò, in origine dedicata a San Pietro, è uno degli edifici religiosi più antichi e significativi di Terni. Si trova nel quartiere storico, nei vicoli tra il Duomo e piazza san Francesco. La particolarità di questa chiesa è che nel Trecento la facciata, di tipo romanico, fu inglobata da una casa che le sorse accanto; questo fatto determinò il cambio di accesso alla chiesa, realizzato sulla parte destra.
Si tratta di una costruzione su basi di epoca romana, con una pianta detta “basilicale”; la sua costruzione può collocarsi nell’XI secolo.
Fu dedicata in onore del Santo Aloysius, un orafo vissuto nel secolo VI alla corte dei re Merovingi.
Internamente la chiesa presenta pilastri e colonne realizzati con materiale di recupero di epoca romana. Le navate laterali sono coperte da volte a botte mentre quella centrale è coperta con travi a vista. Fu realizzata nel secolo XI – XII sui resti di un edificio più antico dedicato probabilmente alla dea Cibele, come sembrerebbero testimoniare i quattro leoni incastonati sulla facciata, che le antiche tradizioni associavano al culto di questa dea.
Nel 1959 vi si sono trasferite le monache dell’ordine di Santa Chiara. Oggi il culto è concesso alla comunità ortodossa.