In Italia, la distinzione tra partigiano combattente, partigiano benemerito, patriota, non è solo onorifica, ma risponde a precisi criteri giuridici stabiliti nel dopoguerra (in particolare dal D.L.L. n. 518 del 21 agosto 1945) per riconoscere il contributo dato alla lotta di liberazione contro il nazifascismo.
Il riconoscimento di queste qualifiche spettava alle apposite commissioni regionali (Commissioni per il riconoscimento della qualifica di partigiano), che esaminavano le testimonianze e i documenti per convalidare il servizio prestato.
*dati della tabella riportati dall'appassionato di storia locale Paolo Covella
Partigiano Combattente
È la qualifica più "operativa". Per ottenerla, era necessario aver fatto parte di una formazione partigiana (organizzata e riconosciuta) per un periodo minimo o aver partecipato ad azioni di particolare rilievo.
Requisiti principali:
Militanza in una formazione per almeno 3 mesi.
Aver partecipato ad almeno 3 combattimenti o azioni di sabotaggio.
Essere rimasti feriti in combattimento (in questo caso la durata del servizio non contava).
Aver militato per almeno 6 mesi in un comando o in un servizio logistico di una formazione.
Patriota
Questa qualifica riconosce chi ha collaborato attivamente alla Resistenza, ma senza i requisiti temporali o operativi necessari per essere considerato "combattente". Spesso si trattava di un supporto fondamentale ma più discontinuo o di minor durata.
Requisiti principali:
Aver collaborato attivamente con le formazioni partigiane per almeno 6 mesi (anche non continuativi).
Aver prestato servizi di informazione, staffetta o approvvigionamento.
Aver militato in formazioni per un periodo inferiore ai 3 mesi previsti per i combattenti.
Benemerito (Partigiano Benemerito)
La qualifica di "Benemerito" viene solitamente attribuita a coloro che hanno ricoperto ruoli di direzione politica o civile durante la Resistenza, oppure a chi ha offerto un sostegno eccezionale pur non imbracciando le armi direttamente in una formazione d'assalto.
Spesso membri dei Comitati di Liberazione Nazionale (CLN), figure che hanno organizzato la logistica a livelli alti, o chi ha subito persecuzioni/carcerazione per l'attività politica a sostegno della lotta partigiana.
Nota: In alcuni casi, il termine è usato come onorificenza "alla memoria" o per chi ha continuato a promuovere i valori della Resistenza nel dopoguerra.
TAVOLA SINOTTICA DEI DATI ANAGRAFICI E STORICI DEI PARTIGIANI
inserimento dati e grafica a curata di
Alessio Pisanelli, Riccardo Donvito e Giada Ferrulli IIIB Liceo Scientifico