"Pessimismo dell'intelligenza, ottimismo della volontà"
Antonio Gramsci
Michele Genga nacque il 17 ottobre 1917 a Gioia del Colle, in provincia di Bari, da Nicola Genga e Teresa Rizzi.
Crebbe in una famiglia di umili origini e lavorò fin da giovane come agricoltore, svolgendo attività di bracciante giornaliero. Era sposato e risiedeva stabilmente nella sua città natale, in via Pozzonongo n.44.
Allo scoppio della Seconda guerra mondiale fu arruolato nell’esercito italiano. Alla data dell’8 settembre 1943, giorno dell’ Armistizio di Cassibile ( accordo firmato tra il Regno d’Italia e gli Alleati che sancì la resa dell’Italia nella Seconda guerra mondiale), si trovava in Croazia, dove prestava servizio nella compagnia comando del 311° reggimento di fanteria. Questo momento fu cruciale per molti soldati italiani: dopo l’armistizio, l’esercito si dissolse e molti militari decisero di unirsi alla Resistenza contro l’occupazione nazista e il regime fascista.
Anche Michele Genga scelse di partecipare alla lotta partigiana. La sua attività nella Resistenza iniziò il 4 agosto 1944 e proseguì fino al 25 giugno 1945. Operò nella zona di Udine, entrando a far parte della 1ª Brigata “Osoppo Friuli” (formazione partigiana nata dopo l’Armistizio di Cassibile e attiva nel Friuli; era composta da uomini con idee diverse, ma uniti nella lotta contro nazisti e fascisti). All'interno della brigata fu assegnato al reparto di polizia e all’ufficio informazioni, svolgendo un ruolo importante per il funzionamento dell’organizzazione.
Pur non essendo impegnato direttamente in combattimenti armati, Michele Genga contribuì attivamente alla Resistenza svolgendo servizi fondamentali come il rifornimento di viveri e compiti di polizia interna. Queste attività erano essenziali per sostenere i combattenti e mantenere l’ordine nelle zone controllate dai partigiani.
Durante il servizio partigiano, l’8 gennaio 1945, fu ferito a Porzûs (un episodio tragico legato alla brigata è quello delle malghe di Porzûs (1945), dove alcuni partigiani della Osoppo vengono uccisi da altri partigiani a causa di tensioni interne) a causa di una caduta accidentale che gli provocò la frattura della rotula del ginocchio destro. A seguito di questo incidente venne riconosciuto invalido e successivamente considerato mutilato di guerra.
Dopo essere stato ricoverato presso l’ospedale militare di Udine, fu dimesso il 16 giugno 1945 con una convalescenza di due mesi.
Nonostante le difficoltà affrontate, Michele Genga non subì arresti né persecuzioni da parte dei nazifascisti. Dopo la fine della guerra, ricevette un sussidio di 10.000 lire, senza però ottenere altri premi di solidarietà da enti diversi.
Il 7 agosto 1945 si iscrisse all’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), ottenendo la tessera ufficiale il 25 ottobre dello stesso anno. Nei mesi successivi ricevette anche comunicazioni ufficiali per presentarsi presso la sede dell’associazione, segno del suo inserimento nella comunità dei reduci partigiani ( gli inviti risalgono al 14 agosto 1945 e al 20 settembre 1945)
La vita di Michele Genga rappresenta quella di tanti uomini comuni che contribuirono in modo concreto alla lotta di Liberazione. Il suo impegno come partigiano, unito ai sacrifici personali e alle conseguenze fisiche riportate, testimonia il valore della partecipazione collettiva nella Resistenza italiana e nella conquista della libertà.
A CURA DI PERNIOLA ANTONELLA VE
DATA DI NASCITA : 17/10/1917
LUOGO DI COMBATTIMENTO : Udine
BRIGATA DI APPARTENENZA: 1 Brigata Gaoppo Friuli 3 divisione