La Resistenza era stata un fatto straordinario. Aveva realizzato una unità veramente eccezionale che andava dagli ufficiali badogliani agli operai comunisti.
Nilde Iotti (1920-1999) In un'intervista all'Unità.Poi citata dalla Stampa
DATA DI NASCITA - DATA DI MORTE: 13 aprile 1916-/
LUOGO DI COMBATTIMENTO: Grecia
BRIGATA DI APPARTENENZA: Reparti Italiani
RUOLO: Sottufficiale in S.P.E Marina militare
Romolo Misciagna, figlio di Domenico e di Lavacca Antonia, nato a Monopoli il 13 aprile 1916, è stato ufficialmente riconosciuto come Partigiano Combattente per il contributo prestato durante la Guerra di Liberazione all'estero. All'epoca residente a Gioia del Colle (Bari), in via Roma 51, Misciagna prese parte attiva alla Resistenza subito dopo l'armistizio.
Romolo Misciagna lavorava come sottufficiale in S.P.E Marina militare. Il suo impegno operativo si è svolto in Grecia all'interno dei Repart Italiani, ( “Reparti Italiani” citati nel documento si riferiscono ai militari del Regio Esercito che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, si trovarono sbandati o isolati nei territori occupati come la Jugoslavia, l’Albania o la Grecia e scelsero di non arrendersi ai tedeschi, unendosi alla Resistenza locale) coprendo un arco temporale continuativo che va dal 9 settembre 1943 fino al 1° aprile 1945. La sua attività si è articolata in due fasi principali, segnate formalmente dalla data del 17 novembre 1943, periodo durante il quale ha combattuto contro le forze nazifasciste nei territori balcanici. Al termine del conflitto, Misciagna ha fatto rientro in Italia, risultando ufficialmente rimpatriato il 5 agosto 1945. Il suo status di partigiano è stato formalizzato a Roma il 20 giugno 1947 dalla "Commissione per il riconoscimento delle qualifiche partigiane per gli italiani che hanno combattuto all'estero", ai sensi del decreto legislativo n. 518 del 1945. La pratica, registrata con il numero G/1622, costituisce la base per il rilascio del diploma di partigiano e del relativo premio di solidarietà. Tuttavia, il ritorno alla vita civile nel dopoguerra si rivelò un’altra battaglia, questa volta contro la povertà e la burocrazia. Nel giugno del 1947, la Presidenza del Consiglio dei Ministri riconobbe formalmente il suo status di partigiano (pratica G/1622), atto necessario per accedere ai benefici di legge. La Pratica G/1622 è il fascicolo ufficiale che certifica il servizio partigiano di Romolo Misciagna. La lettera “G” indica specificamente i combattenti che operarono all’estero (in questo caso in Grecia), mentre il numero 1622 identifica la sua posizione negli archivi dello Stato. Questo codice era fondamentale perché costituiva la prova legale dei suoi anni in montagna: senza l’approvazione di questa pratica, non avrebbe potuto ottenere il diploma di partigiano né il sussidio economico necessario al sostentamento della sua famiglia nel difficile dopoguerra Il 17 settembre 1947, trovandosi temporaneamente a Venezia, Romolo scrisse una lettera accorata al Presidente dell’ANPI di Bari. In quel testo emerge tutta la fragilità di un uomo che, dopo aver servito la patria, si trovava in “condizioni di assoluto bisogno”. Non avendo ancora ricevuto il premio di solidarietà di 5.000 lire (nonostante avesse consegnato i documenti un mese prima), Romolo sollecitò con dignità il pagamento, delegando la moglie, Maria Zouno, al ritiro della somma. Questa documentazione ci restituisce oggi non solo il profilo di un combattente per la libertà, ma anche il ritratto umano di un padre di famiglia che, nell’Italia ferita del 1947, lottava con ogni mezzo per garantire il sostentamento ai propri cari.
a cura di ALESSANDRO FARINA VE