“Io non mi considero un vero partigiano, io ero una staffetta.” MIke Bongiorno
Il percorso di Pasquale Resta è diverso ma altrettanto eroico. Nato a Gioia del Colle il 17 febbraio 1914, al momento dell'armistizio Pasquale si trovava a Mondovì come Autiere del 9° Centro Automobilistico.
Mentre molti cercavano di tornare a casa, Pasquale risalì verso l'Appennino emiliano, nelle province di Parma e Reggio Emilia. Qui, tra vette impervie e boschi fitti, si unì alle Brigate Garibaldi (Distaccamenti "Gianni" e "Stalin") e collaborò con una Squadra Inglese sotto il comando di "Wik". La sua specializzazione era estremamente rischiosa: il Sabotatore.
Le strade nazionali tra Rigoncchio, Villa Minozzo e Poiano divennero il suo campo di battaglia. Usando le sue competenze di autiere, Pasquale non si limitava a combattere. Paralizzava la logistica nemica, distruggendo i mezzi che rifornivano la Linea Gotica. Dopo la guerra, tornato a Gioia del Colle dalla moglie Maria Surico, mise la sua forza al servizio degli Alleati nel locale Campo di Aviazione, ricevendo il giusto riconoscimento dall'ANPI già nel luglio 1945.
Per uomini come Domenico e Pasquale, essere ufficialmente riconosciuti come "Partigiani" o "Patrioti" non era solo una questione di orgoglio. La legge (D.L.L. 421 del 1945) prevedeva premi di solidarietà e piccoli aiuti economici. Questi aiuti erano necessari a chi, tornato dalla guerra, trovava un Paese in macerie e una famiglia da mantenere. Ma il vantaggio più grande fu il diritto di camminare a testa alta in una Repubblica che avevano contribuito a fondare.
A CURA DI D'ONOFRIO MARCO VB
Data di nascita: 17 febbraio 1914
luogo di combattimento: Appennino emiliano.
brigata di appartenenza: brigata Garibaldi
ruolo: sabotatore