Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia.
(Antonio Gramsci)
DATA DI NASCITA-DATADI MORTE: 12 Maggio 1924
LUOGO DI COMBATTIMENTO: Gioia del Colle
BRIGATA DI APPARTENENZA: American Red Cross e Military Police USA
RUOLO: Official Interpreter (Interprete Ufficiale)
PASTORE VITO
La storia di Pastore Vito, che emerge dai documenti dell'archiviodi Conversano, inizia a Washington D.C. il 12 Maggio 1924, da Francesco Pastore (padre) e dalla sgnore Nicastri (madre). Vito porta con sè sin dalla nascita un forte legame con il mondo anglosassone. Nonostante le sue radici americane però si lega profondamente alla terra di Puglia, risultando iscritto di leva nel comune di Gioia del Colle (BA).
Giovane intellettuale con una formazione solida, coronata daldiploma di Liceo Classico, Pastore mise al servizio della causa alleata e della liberazione del territorio. Grazie alla sua perfetta padronanza della lingua, operò come "Official Interpreter" (Interprete Ufficiale) per la Military Police USA e per la American Red Cross.
Il suo contributo fu operativo e logistico: partecipò ai voli di trasporto dei celebri bombardieri B-24 della 41 A.D.G. USA, facendo la spola tra l'aeroporto di Gioia del Colle e quello di Pomigliano d'Arco; ricoprì il ruolo di Wherehouse Manager presso il magazzino della Croce Rossa Americana dedicato al soccorso dei civili colpiti della gerra.
Al terminde del conflitto, stabilitosi a Gioia del Colle come cittadino celibe, ha intrapreso la carriera medica fino a diventare Primario Oculista, pressol'ospedale civile locale. La sua transizione da ufficiale in tempo di guerra a medico in tempo di pace rappresenta perfettamente l'idea di partigiano che lotta per un mondo in cui la priorità torni ad essere il bene dell'individuo.
Analizzare la documentazione di Vito Pastore ci permette di comprendere che essere qualificati come partigiani, non significava solo ottenere un riconoscimento formale o i vantaggi previsti dalla legge, ma significava soprattutto essere riconosciuti come fondatori della nuova Italia.
Oggi il significato della Resistenza risiede nella capacità di non restare indifferenti. Difendere la Democrazia e la Costituzione adesso non richiede più di gestire magazzini di soccorso o volare su aree militari, ma esige lo stesso rigore morale che Pastore ha dimostrato nella sua professione medica.
A cura di BUTTIGLIONE ILARIA VB