L’iconografia legata alla figura di Elena la ritrae sin dal momento della nascita e ripercorre tutte le tappe più significative della sua vita. Ella è protagonista di numerosi miti, e viene rappresentata in momenti differenti a seconda della variante mitica considerata. Vengono qui in seguito riportate alcune delle opere più significative sul personaggio di Elena.
Materiale: calcare
Datazione: fine V sec. a.C.
Luogo di conservazione: Potenza, Sopr. Arch. della Basilicata
Questa piccola scultura in calcare biancastro proveniente da un corredo funerario di Metaponto, rappresenta Elena che esce dall’uovo. La presenza di oggetti votivi di questo genere depone evidentemente a favore di un culto di Elena, la quale in effetti aveva due santuari a lei dedicati: uno si trovava a Therapne, una località a breve distanza da Sparta ed era dedicato a lei ed al suo legittimo sposo Menelao, l’altro si trovava a Sparta. Quello di Sparta era tra l’altro collocato vicino ad un boschetto di platani, il Platanistas, il che richiamava un culto della divinità.
Artista: Pittore di Nicia
Materiale: Terracotta
Datazione: 410 a.C. circa
Luogo di conservazione: Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Il vaso rappresenta la nascita di Elena tramite vari elementi simbolici: si notino un piccolo altare, un uovo, dietro la figura di Leda e a lato due figure maschili, i Dioscuri individuati da quella stella che ognuno di loro ha sul capo. A destra c’è naturalmente Tindaro e a sinistra un’altra figura femminile che è Clitemnestra, sorella di Elena come i due Dioscuri.
Materiale: Terracotta
Datazione: fine VI sec. a.C.
Luogo di conservazione: British Museum, Londra
Questo vaso raffigura il ratto di Elena ma il protagonista maschile non é Paride.
La prima violenza Elena la subisce a sette anni da parte di Teseo, un eroe dell’Attica; egli era da poco rimasto vedovo perché la moglie Fedra si era impiccata. L’amico di Teseo, Piritoo era rimasto anch’egli vedovo della moglie Ippodamia. I due, dunque, decidono di andare in giro e regalarsi la donna più bella che incontreranno durante le loro avventure e arrivano a Sparta. Lì, in uno stadio Elena viene vista a 7 anni da Teseo, che decide di rapirla e la porta via. Secondo il calcolo di Ellanico, uno storico greco del V sec. a.C. che scrive una genealogia degli eroi, Teseo ha cinquant’anni quindi non può chiedere in sposa la povera Elena: deve rapirla. Nell’iconografia del rapimento così come la vediamo su questo vaso attico c’è una notevole violenza. Teseo compie un gesto tipico del rapimento che è quello di tenere prigioniera la fanciulla con tutte e due le braccia chiuse mentre Elena sembra cercare soccorso nelle compagne che la seguono tendendo le braccia; Piritoo è già sul carro pronto a scappare.
Artista: Liberale da Verona(1445-1559)
Tecnica utilizzata: Olio su tavola
Datazione: 1473 circa
Artista: Zanobi Strozzi ( Firenze 1412-1471)
Tecnica utilizzata: Tempera su tavola
Datazione: metà XV secolo
Negli ultimi due dipinti su tavola è rappresentato il rapimento di Elena ad opera di Teseo (noto nel Rinascimento grazie al Teseo di Plutarco); ma le due tavole contengono un errore filologico. Siccome il rapimento più famoso era ed è quello operato da Paride, si raffigurava l’episodio come fosse avvenuto per mare. Ora Teseo, poiché proveniva dall’Attica, non aveva ragione di rapire Elena per nave, mentre evidentemente Paride è cotretto a farlo con questo mezzo dovendola portare in Asia.
Datazione: VIII sec. a.C.
Luogo di conservazione: British Museum, Londra.
La scena raffigurata sul corpo di questo cratere é invece una delle prime raffigurazioni del rapimento di Elena da parte di Paride. Sulla parte sinistra si vede infatti Paride che tiene per il polso Elena mentre sale su una nave. La fanciulla dunque non é stretta dall’abbraccio violento di Teseo, ma segue docilmente Paride che ha già il piede posato sul primo gradino di una rustica scaletta. Ad attenderli per condurli a Troia é una grossa nave con doppia fila di rematori .
Artista: Jacques-Louis David
Datazione: 1788
Luogo di conservazione: Parigi, Musée du Louvre
E’ un quadro bello dal punto di vista della forma e della composizione e tipico del gusto antiquario neoclassico che ricostruisce con una precisione impressionante l’ambientazione grazie alle sollecitazioni che venivano dalle scoperte di Pompei. Paride il Frigio è caratterizzato dal cappello asiatico che porta questo nome. I due sono raffigurati nella loro stanza nel Palazzo di Troia con Elena che si appoggia languidamente alla spalla dell’amato.
Artista: Antonio Canova
Materiale: Marmo
Datazione: 1819
Luogo di conservazione: Ermitage, San Pietroburgo
Artista: Dante Gabriele Rossetti
Tecnica utilizzata: Olio su tavola
Datazione: 1863
Luogo di conservazione: Kunsthalle,Amburgo
L’Elena di Rossetti corrisponde esattamente alla lettura del “femminino” adottata dai proto simbolisti inglesi. Pochi anni prima lo stesso Rossetti aveva aderito alla visione angelicata della donna scelta dai Nazareni. Qui invece Elena è chiusa in se stessa, in un atteggiamento che non è di rimorso bensì di astrazione dalle cose del mondo, sembra considerare ovvio l’effetto che la sua bellezza fa sugli spettatori e indica con l’indice una gemma al centro della sua collana. La gemma reca una decorazione in rilievo a forma di fiaccola e ora sappiamo che con questo gesto indica se stessa attraverso il suo nome: Elena è derivato da Selene, luce lunare ma anche di fiaccola che in greco si dice helene.