Mohamed Keita. Vi dice niente questo nome? Probabilmente ancora no, ma dopo che vedrete questo video avrete voglia di conoscere più nel profondo la storia e le opere di questo grande artista.
Mohamed è un fotografo professionista e le sue foto sono state esposte in numerosi musei, da New York a Venezia, da Milano a Roma.
Il nostro inviato speciale Mirko Tinti ha scoperto la storia di Mohamed leggendo un libro assieme al prof. Paolo Zappacosta: “In mezzo al mare. Storie di giovani rifugiati”. Questa storia ha a che fare con il mare e con il viaggio che molti giovani africani devono affrontare per arrivare in Europa in cerca di quella serenità che non è permessa nei loro Paesi di origine.
Mohamed è nato in Costa d’Avorio. A 13 anni la guerra gli ha portato via i genitori e lo ha costretto a intraprendere un lungo e faticoso viaggio: dopo aver attraversato la Guinea, il Mali, l’Algeria, la Libia e il Mar Mediterraneo è giunto in Italia. Qui ha scoperto la sua passione per la fotografia che lo ha portato a esporre i suoi scatti in musei prestigiosi.
“Se impari qualcosa poi devi saperla condividere” pensa Mohamed: così ha fondato una scuola nella periferia di Bamako, la capitale del Mali, dove offre a ragazzi bisognosi di aiuto, l’opportunità di imparare l’arte della fotografia.
Mirko, dopo aver letto la storia di Mohamed ha cercato in Rete un modo per mettersi in contatto con lui. Ha trovato un indirizzo mail e gli ha scritto per salutarlo e complimentarsi con lui per le belle fotografie che aveva visto su internet. Sono passati pochi giorni e, con grande sorpresa, è arrivata una risposta: Mohamed era stato molto contento di ricevere i saluti dal suo fan castelfranchese. Così è cominciato un fitto scambio di mail che ha portato Mirko e il fotografo ivoriano a conoscersi meglio. Tanto che, in occasione di una mostra a Prato (al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci), Mohamed lo ha invitato per conoscerlo di persona.
Così, pochi giorni prima dell’inizio della quarantena che ci ha costretti tutti in casa, il nostro inviato speciale Mirko Tinti si è recato a Prato per conoscere il grande fotografo, portargli qualche dono tipico emiliano, visitare la mostra e fare un’intervista per i lettori del GGNews.
Godetevi il video e non dimenticate di andare ad ammirare le splendide fotografie di Mohamed Keita visitando il suo sito.
Chi è il vostro personaggio preferito? Il mio è senza dubbio Stephen William Hawking.
Con un QI pari a 160, ha lavorato per 50 anni a Cambridge, dove è morto il 14 marzo 2018. (Per chi non lo sapesse il QI è il quoziente intellettivo, ovvero il risultato della misurazione del livello di intelligenza di ogni persona. Il punteggio medio della popolazione mondiale è 100, quindi Hawking è molto sopra la media!)
Ma andiamo con ordine: Hawking è nato a Oxford l’8 gennaio 1942, esattamente nel 300° anniversario della morte di Galileo Galilei.
Ha seguito un normale percorso di studi e nel frattempo ha conosciuto Jane Wilde, una ragazza che presto sarebbe diventata sua moglie.
Sfortunatamente all’età di 21 anni a Stephen è stata diagnosticata una grave malattia che distrugge le cellule del cervello che controllano i muscoli, provocando una progressiva paralisi.
Dopo avergli diagnosticato la malattia i medici gli annunciano anche che quelli sarebbero stati i suoi ultimi 2 anni di vita.
Subito dopo si dispera ma poi capisce che deve vivere al meglio il tempo che gli rimane.
Infatti il 14 luglio 1965 si sposa con Jane. Inoltre negli anni 1967, 1970, 1979 nascono i suoi 3 figli: Robert, Lucy e Timothy.
Intanto gli anni passano e, anche se la sua malattia peggiora, resiste e continua a vivere.
In poco tempo dovette passare alla sedia rotelle, perché ormai usare il bastone era troppo complicato.
E dopo la sedia a rotelle tradizionale iniziò ad usare una sedia a rotelle elettrica: non serviva qualcuno che la spingesse. Dato che Hawking riusciva ancora a muovere impercettibilmente le mani, nella sua sedia a rotelle venne installato un computer. Con un “telecomando” lui riusciva a digitare le parole che voleva dire nel computer, che poi le riproduceva con una voce maschile.
Nel dicembre del 1977 Jane conobbe l’organista Jonathan Hellyer Jones mentre partecipava al coro della chiesa locale. Hellyer sviluppò uno stretto rapporto con la famiglia e nella metà degli anni ‘80, lui e Jane iniziarono una stretta relazione. Nonostante ciò hanno scelto di non spezzare la famiglia e il loro rapporto rimase senza manifestazioni d’amore per lungo tempo.
Verso la fine degli anni ‘90 Stephen e Elaine Mason (una donna che gli aveva fatto da infermiera per molti anni) iniziarono una relazione sentimentale. Hawking disse poco dopo alla moglie Jane che sarebbe partito con Mason.
Dopo il divorzio, Jane si sposò con Jonathan e Hawking si sposò con Mason.
Dopo il suo secondo matrimonio, all’inizio degli anni 2000, si pensò che qualche infermiera che si occupava di Hawking, lo maltrattasse (cadde dalla sedia a rotelle, fratturandosi un braccio, e si ustionò stando troppo al sole in giardino). Nel 2004 furono aperte delle indagini contro Mason, che si pensava avesse un disturbo che spinge ad arrecare danni a un famigliare incapace di reagire, come un figlio piccolo o un famigliare disabile, per poi curarlo attirando attenzioni su se stessi. Hawking smentì tutto dicendo che erano stati infortuni accidentali.
Dopo 11 anni di matrimonio Hawking e Mason divorziarono. I giornali insinuarono un possibile tradimento da parte di Hawking che negò con forza.
Sfortunatamente il 14 marzo 2018, alle prime ore del mattino, Hawking morì. I primi a dare l’annuncio furono i suoi tre figli, che però non spiegarono le cause del decesso. Quel giorno la bandiera del Caius (che è uno dei College di Cambridge) è stata calata a mezz’asta in segno di lutto.
Al suo funerale, che si è svolto il 31 marzo a Cambridge, erano presenti anche Eddie Redmayne e Felicity Jones gli attori che hanno interpretato rispettivamente Hawking e Jane nelle “Teoria del tutto”.
Dopo questa storia vi chiederete perché il mio Idolo è Stephen Hawking: il motivo è che da quando l’ho conosciuto (cioè quando ho visto il suo DVD sull’ universo) l’ho visto come un punto di riferimento, una guida.
Infatti da grande vorrei intraprendere il suo stesso lavoro.
Alexandra Littler
Esattamente cinquantadue anni fa, il 4 aprile del 1968, venne assassinato davanti al Lorraine Motel di Memphis il leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani, Martin Luther King. Tutta la sua vita è stata spesa a combattere le ingiustizie, nella speranza che la pace e l'uguaglianza regnasse tra gli uomini. Le sue battaglie all'insegna della non violenza hanno permesso di compiere grandi passi contro il pregiudizio e ogni forma di razzismo. Per questo motivo il GGNews ha deciso, nel giorno dell'anniversario della morte, di dedicargli un video che racconta di lui e di altri personaggi che hanno contribuito alla lotta contro la segregazione dei neri negli Stati Uniti.
Il messaggio di M.L.King risuona ancora nelle nostre orecchie: I have a dream!
NOI TUTTI SOGNIAMO SPERANDO SEMPRE CHE UN GIORNO IL NOSTRO DESIDERIO SI AVVERI
Video realizzato da Alex Muciaccia