Una promessa del rap italiano:
Kid Yugi
La nostra giornalista Clarissa racconta Kid Yugi, una delle voci più interessanti del rap italiano di oggi: testi originali, stile personale e un talento che lo rende una promessa da seguire.
Francesco Stasi, in arte Kid Yugi, è spopolato a inizio 2026 con il suo album Anche gli eroi muoiono.
Ma la sua ascesa al successo inizia molto tempo prima. Perciò andiamo a scoprire la sua storia, il suo percorso nel mondo della musica e tanto altro!
Francesco è nato il 14 aprile 2001 a Massafra, in Puglia. Ha iniziato a rappare durante gli anni del liceo, nel collettivo pugliese Saints Mob, attivo tra il 2018 e il 2021. All’inizio il suo nome d’arte era “Abisso”, poi diventato “Lil Killua”.
Il suo primo singolo con il nome Kid Yugi è stato pubblicato nel 2022 e si intitola Grammelot.
Nell’ottobre dello stesso anno pubblica il suo primo album, The Globe. Il titolo è un riferimento al Globe Theatre, il famoso teatro a cielo aperto legato a Shakespeare. Le canzoni più conosciute di questo album sono Il ferro di Čechov, Il filmografo e Grammelot.
Un anno dopo, a maggio, insieme al produttore Night Skinny, pubblica il suo primo EP: Quarto di bue, che ottiene un buon successo.
Nel 2024, rispettivamente a gennaio e a febbraio, pubblica i singoli Paganini e L’anticristo, prima dell’uscita, a marzo, del secondo album I nomi del diavolo. Il disco debutta direttamente in vetta alla classifica FIMI Album settimanale e riceve la certificazione di quintuplo disco di platino.
I nomi del diavolo, così come il precedente The Globe, è un concept album: in questo caso si ispira, tra gli altri riferimenti, anche al romanzo Il signore delle mosche di William Golding.
Il 1° novembre dello stesso anno viene pubblicata la versione deluxe dell’album, Tutti i nomi del diavolo, che aggiunge sei tracce al progetto originale.
Nel gennaio 2026 Kid Yugi pubblica il suo ultimo album, Anche gli eroi muoiono, preceduto dai due singoli Berserker e Push It. L’album contiene 16 tracce, di cui 8 in collaborazione con altri artisti italiani. È stato un successo fin da subito, con 67.000 copie vendute già nella prima settimana di disponibilità.
Il rap di Kid Yugi si distingue per i frequenti riferimenti a teatro, cinema, arte e letteratura. Tra i temi ricorrenti nei suoi testi ci sono il racconto dello spaccio di droga e la denuncia delle morti causate dall’Ilva di Taranto. Per chi non lo sapesse l’Ilva di Taranto è stata una delle più grandi acciaierie d’Europa, cioè una fabbrica dove si produce acciaio. Per anni ha dato lavoro a moltissime persone, ma è diventata anche simbolo di un grave problema ambientale e sanitario: le sue emissioni inquinanti sono state accusate di aver causato malattie e morti tra lavoratori e abitanti della zona.
Molti suoi brani, però, parlano anche di storie d’amore. Un esempio è Tristano e Isotta, che racconta un amore tragico, tossico e autodistruttivo, ispirato alla leggenda medievale. Il brano esplora una passione proibita, la paura della perdita e l’impotenza di fronte a un sentimento che, invece di salvare, finisce per fare male.
Tornando alla sua carriera, tra pochi mesi Kid Yugi sarà impegnato con il suo tour estivo, l’AGEM TOUR, che poi proseguirà anche in autunno nei palazzetti.
Insomma, Kid Yugi non è il solito rapper commerciale che siamo abituati a sentire: ha uno stile unico e riconoscibile sotto tutti i punti di vista.
Chi l’avrebbe mai detto che un ragazzo nato in un posto difficile, dove non tutti vorrebbero crescere, sarebbe arrivato a conquistare 22 dischi di platino?
Clarissa Severi
Nell’anno 2023 spopolano su tutti i social più utilizzati notizie e video del ballo Latino-Americano, 5 danze che in questi ultimi anni sono state conosciute soprattutto per i loro movimenti sensuali e mosse sorprendenti che hanno catturato l’occhio di ragazzi/e e adulti.
Si pensa che possa diventare la nuova moda del 2023 e degli anni che seguiranno, ma ora vediamo che cos’è!
Che cos’è?
Movimenti del bacino e danze attraenti: questo è il ballo latino-americano.
I balli latino-americani sono delle danze di coppia, singolo e gruppo che in questi anni sono sbarcate nel mondo dei social e che potrebbe diventare la nuova “Hit del 2023”.
Le 5 danze
Per essere precisi questo tipo di ballo può essere reputato un vero e proprio sport composto da 5 danze differenti: la Samba, Il Cha Cha Cha, la Rumba, il Paso Doble e il Jive. Ognuno di questi balli racchiude diverse storie e tradizioni… Guardiamo insieme le due più famose!
la Samba
La Samba è nata dall’unione tra alcuni balli dell’Angola portoghese e delle musiche religiose brasiliane. Questa è forse la danza più famosa tra i balli latini dati i movimenti snodati ma coordinati. Viene spesso ballata in occasione di importanti feste portoghesi come il Carnevale di Rio de Janeiro.
La Rumba
La Rumba è una danza originaria di Cuba. È diventata famosa per essere riconosciuta come “la danza dell’amore”. Infatti i balli della Rumba sono caratterizzati da movimenti sensuali e sciolti.
In Italia e a Castelfranco Emilia?
In Italia sono presenti più di 1659 scuole di ballo frequentate da 1,4 milioni di ragazzi! Secondo voi, ci sono più scuole di ballo come Hip-Hop, Moderno o Classico oppure di Latino-Americano?
A Castelfranco Emilia si trova la scuola “Danza Le Rose”, che insegna il nostro amato ballo Latino-Americano!
E’ suddivisa in fasce di età: under 12, under 16 e via discorrendo… Quindi possiamo dire che sia una scuola frequentata da un sacco di ragazzine e coppie giovani e adulte, con delle potenzialità assurde e magnifiche che sfoggiano sia nei saloni di allenamento che sulle piste da ballo, con abiti meravigliosi che catturano l’attenzione di tutti!
Perché chiamarla “Hit del momento”?
Rumba e Samba sono le danze più conosciute a livello globale e che, insieme a Cha Cha Cha, Paso Doble e Jive, stanno spopolando sui social più importanti (come Instagram e Tiktok) ricreando e pubblicando video di giovani coppie di ballerini famose in gara e sfide di ballo su tiktok, addirittura raccogliendo milioni di visualizzazioni che possono far salire la danza latino-americana ad uno dei generi più quotati del 2023!
Per concludere è obbligatorio chiedere ai nostri lettori: Cosa ne pensate? Che idea vi siete fatti di questo sport? Pensate che si possa meritare questo boom che sta avendo?
Diteci la vostra!!
Gli studenti ringraziano la prof che da settembre si godrà la pensione: guardate l'intervista!
I flautisti del Guinizelli non si fermano e, anche in tempo di isolamento, continuano a produrre note che oltrepassano i muri delle case e si compongono in una magica orchestra. Ecco il regalo che, sotto la guida della prof.ssa Moroni, hanno deciso di farci:
Suonano: gli alunni del corso musicale di flauto
Dirige l'orchestra: la professoressa Moroni
Ecco a voi: Azzurro (Guinizelli version)
Buon ascolto!
Il pomeriggio ti annoi e non sai cosa fare? oppure sei sempre di corsa e impegnato in qualche attività?
In ogni caso tieniti libere le giornate del 22 e del 30 maggio per prenderti un po’ di tempo per te, o per fare qualcosa di diverso dal solito, perchè anche quest'anno ci saranno i concerti di fine anno dei ragazzi dell'indirizzo musicale!
Per tutto l'anno gli studenti-musicisti si sono impegnati molto e hanno "sudato" sul loro strumento, sotto la guida dei mitici prof.: Benedetta Bonfiglioli , Francesco Dorello, Silvia Moroni e Maria Rosa Zanaroli. Così sarebbero molto felici di vedere tante pesone che sono lì ad ascoltare i loro progressi musicali (e per fargli crescere l'ansia).
Se verrete ascolterete qualcosa di nuovo, molto diverso dalla musica che ascoltate tutti i giorni e che va di moda in questo periodo, non esitate a venire ad assistere alle loro esibizioni.
Le date dei concerti sono:
-22 maggio: ore 16.30 saggio delle classi dei prof. Bonfiglioli, Dorello e Zanaroli (interciclo delle elementari)
-30 maggio: ore 18.30 concerto con tutta l'orchestra (in palestra)
-4 giugno: ore 16.30 saggio delle classi della prof. Moroni con accompagnamento di pianoforte e chitarre (interciclo delle elementari)
Altra novità! Il 6 Giugno ci sarà un concerto realizzato dagli alunni dei leggendari proff. Leonardo Covili Faggioli e Alessandro Generali. Tutta la scuola questa volta imbraccerà uno strumento o schiarirà le voci per cantare e suonare in vostra compagnia.
Vi aspettiamo numerosi non mancate!
Martina Ghedini
Quando la professoressa Bianco mi ha proposto di scrivere un articolo sui Modena City Ramblers in vista del loro concerto in piazza a “Castello”, non avevo la minima idea di chi fossero. La voglia era misera, d’altronde sono ancora convinta che questo gruppo non interessi ai giovani.
Tuttavia, quando ho detto ai miei genitori che avrei dovuto scrivere dei MCR, sono rimasta letteralmente sbalordita: possiedono i loro album, sanno tutto su di loro e non vedevano l’ora di andare alla presentazione del nuovo album il primo maggio a Castelfranco. Così ho deciso di informarmi e ho scoperto che i Modena City Ramblers sono un gruppo italiano nato nel 1991. Accipicchia, un po’ vecchiotti. Tra l’altro definiscono il loro genere musicale “combat folk”, dichiarando fin dai primi anni un amore verso il “folk irlandese”, le cui sonorità sono influenzate da rock e punk. Domandina veloce: “COSA SIGNIFICA FOLK?!” Ho cercato su internet. Significa “gente” in inglese.
Come ho accennato prima i MCR il 1 maggio alle 16:00 si sono esibiti in un concerto gratuito nella Piazza Comunale di Castelfranco Emilia.
Hanno fatto colpo. Un sacco di adulti sono andati al loro concerto. Come immaginavo pochi ragazzi si sono presentati. La folla si è scatenata principalmente sulla canzone “Bella Ciao”. Sinceramente era l'unica che conoscevo, ma questi sono solamente dettagli.
Non ho la minima idea di come i ragazzi di oggi (compresa me) non conoscano certi personaggi come loro. Sono parecchio strani a parer mio: pensate, il cantante ha sfoggiato un look scozzese con una gonna a quadri; alla fisarmonica un sosia di Manuel Agnelli; il violinista con acconciatura stile Settecento (i suoi capelli sembravano una riproduzione delle parrucche settecentesche).
Hanno uno stile tutto loro, sicuramente un modo di stare sul palco coinvolgente. Forse è questo che ha emozionato e che tutt'ora emoziona il loro pubblico. Non ne ho idea. Vi invito comunque ad ascoltare qualche canzone di questo gruppo, forse “datato”, ma sempre attuale (sempre se non lo avete già fatto ;)
di Alice Lanzarini