Aurora, Cecilia e Chiara sono andate a Modena a visitare la Chiesa protestante "Fonte di vita" per intervistare il pastore Gianluca Pagliani con il quale abbiamo approfondito il mondo della religione protestante
I ragazzi di terza hanno preso la loro decisione: ecco il futuro che li attende dopo l'esame
Come ogni anno anche quest'anno i ragazzi di terza hanno affrontato una difficilissima scelta: la scuola superiore; per molti, infatti, è stato complicato riuscire a scegliere tra le varie opzioni disponibili. Questo è un momento decisivo, un passaggio che influenzerà in parte il nostro futuro, perciò è necessario cercare di capire veramente i nostri interessi e, di conseguenza, scegliere qualcosa che davvero ci piaccia, perché sarà un percorso che durerà cinque anni. Fortunatamente oggi le scuole superiori offrono moltissimi indirizzi che rispondono alle diverse passioni dei ragazzi, permettendo di seguire un percorso adatto alle aspirazioni di chiunque.
Essendo una scelta complicata, i ragazzi hanno l'opportunità di poter visitare le varie scuole superiori, potendo anche seguire una lezione; la nostra scuola ha poi ospitato il Salone dell'Orientamento, cioè un incontro con varie postazioni dove gli studenti delle scuole superiori presentano i vari indirizzi, programmi, progetti e danno opinioni personali, rispondendo anche ad eventuali domande degli studenti di terza media. Queste iniziative sono state molto d’aiuto perché hanno mostrato ciò che accade all’interno degli istituti, permettendo di farsi un’idea dell'ambiente.
Adesso andiamo però a vedere i risultati del nostro sondaggio. Abbiamo chiesto agli studenti di tutte le terze a quale scuola e a quale indirizzo si sono iscritti e abbiamo osservato che la scelta maggiore è ricaduta sugli istituti tecnici. Tra questi, il settore tecnologico e quello economico sono stati i più gettonati. Tra gli istituti professionali invece è stato il settore dei servizi ad ottenere un maggior numero di preferenze.
Ma andiamo con ordine. Si è detto che tra gli istituti tecnici il settore tecnologico è risultato primo: ben 32 alunni hanno fatto questa scelta e da questo possiamo capire quanto i ragazzi siano attratti dalle nuove tecnologie. Questi istituti offrono stage e preparano al mondo del lavoro in vari campi come telecomunicazioni, meccanica, informatica ed elettronica, che sono settori in forte crescita e con molte opportunità professionali che sfruttano le nuove tecnologie, sempre in continua evoluzione. Tra gli istituti professionali il settore dei servizi è stato scelto da 22 alunni e comprende vari indirizzi come il turismo, l’estetica, la moda, la sanità e l’educazione.
Possiamo osservare che parte degli studenti preferisce scegliere studi che avviano a una professione che richiede un contatto diretto con le persone. Questi istituti permettono di lavorare in ambiti diversi, dagli alberghi alle scuole, e offrono la possibilità di integrarsi rapidamente nel mondo del lavoro, ma anche di seguire un percorso universitario come pedagogia o psicologia.
Infine, tra le maggiori preferenze risultano gli istituti tecnici, nel settore economico: 20 studenti del Guinizelli lo hanno scelto. Sempre più ragazzi iniziano a interessarsi al mondo del business e dell’economia: infatti queste scuole permettono di imparare i meccanismi delle aziende finanziarie e del mercato; come materie possiamo ad esempio trovare diritto, economia e marketing. Gli studenti che portano a termine questo percorso possiedono varie possibilità lavorative, sia in uffici amministrativi, sia per quanto riguarda le risorse umane, ma anche nel marketing.
Abbiamo anche osservato la diminuzione della scelta verso i licei, con 35 studenti su 103, ma principalmente è diminuita quella dei professionali, con 28 su 103.
In conclusione, l’analisi di questi dati ci porta a dire che studenti e studentesse del Guinizelli sono maggiormente inclini a scegliere settori orientati al futuro: il settore tecnologico, che punta a sfruttare i continui progressi in campo tecnologico; il settore dei servizi, scelto da chi preferisce lavori a contatto con le altre persone; e infine il settore economico, per chi sceglie di intraprendere un percorso finanziario e aziendale.
Ogni settore ci offre diverse possibilità, ma la nostra scelta dipende dalle passioni, dalle inclinazioni di ogni singolo studente. È sicuro però che, qualunque indirizzo si scelga, il nostro percorso sarà caratterizzato da difficoltà, sfide, ma anche grandi opportunità.
Arbri Karaj e Linda De Pietri Tonelli
Linda e Martina riflettono sui pregiudizi che colpiscono le comunità rom...un articolo per capire davvero chi si nasconde dietro una parola usata troppo in fretta...
“Gli zingari sono quelli che rubano e vivono in ambienti sporchi.”
Quante volte hai sentito dire questa frase? Probabilmente tantissime.
Spesso sia adulti che bambini usano questa parola in modo dispregiativo, perché la associano a persone che rubano, vivono in condizioni difficili o appaiono trasandate. Ti sorprenderà sapere che, in realtà, le cose stanno diversamente. “Zingaro” è infatti un termine generico e scorretto, usato per indicare i Rom e i Sinti.
Ma chi sono i Rom e i Sinti?
Si tratta di grandi gruppi familiari, spesso imparentati tra loro, che formano comunità unite dall’uso della lingua romanì, che possiamo considerare un dialetto.
In Italia, la presenza dei Sinti è particolarmente diffusa.
Spesso, quando usiamo il termine corretto, le persone attorno a noi non capiscono di chi stiamo parlando, e così ci troviamo a dover ricorrere alla parola “zingaro”. È proprio in quei momenti, tra sguardi di disprezzo e pregiudizi, che nasce la necessità di spiegare la verità: non è come molti pensano.
Forse non tutti sanno che chi lavora dietro le giostre (i cosiddetti baracconi) o i chioschi che animano le nostre feste sono proprio i Sinti. Queste comunità vivono spesso in grandi campi chiamati “nomadi”, proprio perché in passato si spostavano di continuo, senza una residenza fissa. Ma quel nomadismo era legato a motivi di lavoro: le giostre e i chioschi sono da sempre al centro della loro vita, come una vera e propria professione.
Fin da piccoli, nei campi si sviluppa un forte senso di comunità e un legame profondo con le proprie tradizioni.
Nella nostra classe, ad esempio, ci sono un ragazzo e una ragazza sinti che, sin dalla prima media — quando ancora non sapevamo facessero parte di questa cultura — si sono mostrati come tutti gli altri: allegri, gentili e capaci di rallegrare le giornate.
Crediamo che, pur essendo fieri delle proprie radici, per loro non sia facile dire apertamente di appartenere a questa etnia, proprio per paura di essere giudicati in modo sbagliato.
Approfondendo la loro cultura, però, si possono scoprire aspetti davvero interessanti. Ad esempio, hanno una grande voglia di far divertire chi li circonda. È anche per questo che il mondo delle giostre è così importante: insegna loro a entrare in contatto con le persone, ad accogliere e a creare gioia.
Credono molto in ciò che fanno, e mettono passione e impegno nel proprio lavoro.
Per chi volesse saperne di più, c’è anche la storia di Brenda Lodigiani, una comica che ha raccontato come da bambina si sentisse davvero libera solo quando era al campo nomadi.
Con questo articolo vogliamo far capire che spesso si giudica senza conoscere davvero la realtà.
E se vogliamo combattere i pregiudizi, dobbiamo andare oltre la parola “zingaro”.
Linda De Pietri Tonelli e Martina Ivassich
Abbiamo incontrato la professoressa per chiederle come ha organizzato l'iniziativa di Carnevale, chi l'ha aiutata e cosa ci riserva il futuro...
“Imparare divertendosi”. Questo è il motto della prof. Mezzetti, responsabile delle feste della scuola Guinizelli. La prof si occupa di organizzare, in occasione delle festività (il giorno prima delle vacanze di Natale, di Pasqua, ad Halloween o per l’appunto nel periodo di Carnevale) una giornata con un tema particolare che offra agli studenti la possibilità di poter imparare divertendosi. In queste giornate si crea un “legame” diverso tra insegnanti e studenti che collaborano tutti con un fine comune. Ricordate l’anno scorso il concorso “Tableaux vivant”? Tutti gli studenti si sono mascherati per rappresentare un’opera d’arte famosa…se non lo ricordate andate a vedere sul sito del GGNews cosa abbiamo combinato!
Anche quest’anno la prof. Mezzetti è riuscita a stupirci con un’idea molto originale: ogni classe doveva interpretare uno Stato del mondo rappresentando cibi tipici, balli, usanze o personaggi significativi di quel luogo.
Coreografie, costumi e danze dovevano essere raccolti in un breve video e caricato su una piattaforma. Nelle ultime ore del giorno dedicato al Carnevale tutte le classi hanno potuto guardare le presentazioni dei compagni e votare i Paesi più convincenti
Per sapere com’è andata, correte subito a leggere l’articolo e a vedere le immagini. Prima però non perdetevi l’intervista esclusiva che la prof.ssa Mezzetti ha concesso ai nostri microfoni…
Quest’anno, la sfida che ci ha lanciato in occasione del Carnevale, ci ha molto divertiti. A cosa si è ispirata per il tema di quest’anno?
“Ho preso spunto dalla mia festa di capodanno con gli amici che aveva lo stesso tema”.
La festa di quest’anno l’ha resa soddisfatta?
“Mi ha resa molto soddisfatta perché tutti hanno collaborato”.
Cosa ne pensa del fatto che le classi si mettano in gioco e collaborino in queste feste?
"L'obiettivo era proprio quello: svolgere un’attività interdisciplinare che comprendesse tutto l’istituto. Sono stati coinvolti infatti molti insegnanti, da geografia, ad arte, passando per tecnologie, musica e le lingue straniere”.
Cosa ne pensa delle classi arrivate a podio?
“Tutte e tre le classi che sono arrivate sul podio hanno lavorato bene e si sono distinte per aver fatto un bel video con una presentazione che non li ha penalizzati. Tutte le classi sono state brave ma alcune sono state penalizzate un po’ dalla presentazione: i video molto lunghi non sono stati apprezzati e non hanno permesso di ottenere tanti voti.
Dopo il successo di questa iniziativa, ha delle idee per Pasqua o per le festività future?
“Nulla è concretizzato, ma la prof. Mambrino ha una bella idea. Non vi anticipo niente, così vi lascio la sorpresa”.
C’è qualcosa che potrebbe migliorare o qualcosa da cambiare per le prossime feste?
“Per le prossime feste vorrei eventi meno impegnativi, sempre insieme ma più veloci da fare come per esempio il tema dell’anno scorso”.
Per tutta l’intervista la prof è stata molto disponibile e paziente nel rispondere alle domande. In seguito all’intervista ha voluto lasciare un ringraziamento speciale…
“Ringrazio tutti i miei colleghi per aver collaborato ma voglio ringraziare in particolare la prof. Mambrino che mi ha aiutato molto soprattutto a girare i video e a montarli”.
Grazie alla mitica prof.Mezzetti: come previsto, anche quest’anno la festa di carnevale è andata per il meglio ed è stata un’opportunità per unirsi e divertirsi. Aspettiamo la prossima festa!!
Sabina De Pietri Tonelli
Le nostre inivate Alice e Rachele hanno girato tra le aule della scuola durante il giorno di carnevale...ecco cosa hanno visto!
Vi è mai capitato di entrare a scuola e viaggiare per il mondo?
Questo è esattamente ciò che è successo a noi il 26 febbraio, celebrando il Carnevale alle Guinizelli.
Dalle 8 alle 14 tutte le classi si sono sfidate in una grande competizione tra Stati, e ognuna ha rappresentato il Paese che le era stato assegnato. Tra divertimento e collaborazione, però, si è celata anche tanta sana competizione.
Noi giornalisti abbiamo avuto l’opportunità di osservare tutte le classi e ci è sembrato di fare un vero e proprio giro del mondo tra le diverse tradizioni.
Siamo entrate in tutte le classi, ma siamo rimaste colpite in particolare dalla 3A: bastava semplicemente dare un’occhiata dentro l’aula per ammirare tutti i cantanti e personaggi famosi rappresentati, tra cui il presidente degli Stati Uniti, Trump, interpretato da uno degli alunni. Questo ha sicuramente fatto guadagnare alla classe molti punti, portandola al primo posto.
Subito dopo siamo passate a un clima diverso ed elegante: la Francia, rappresentata dalla classe 2D. Tra la Torre Eiffel, la ghigliottina, il mimo e la Gioconda, la classe è riuscita ad aggiudicarsi il secondo posto.
Per osservare il Paese che ha ottenuto la medaglia di bronzo, siamo volati in 1E! Tutti i dettagli erano pensati con attenzione e a invadere il nostro sguardo i colori rosso e nero dell’Albania. Studenti e studentesse ci hanno accolto con un ballo tipico, mentre qualcuno con il flauto intonava le note dell’inno albanese. Complimenti a questi primini!
Per finire abbiamo pensato che un clima tropicale ci avrebbe fatto stare bene. Così siamo andate in Sudafrica, dove abbiamo potuto ammirare Nelson Mandela che recitava alcuni passi dei suoi celebri discorsi. Ma non solo: siamo anche riuscite a vedere un fantastico ballo tipico. Per questo la 3F si è classificata quarta.
Per noi è stata una delle migliori giornate passate alle Guinizelli, perché si è percepito un clima davvero allegro e di festa.
Alice Ghermandi e Rachele Lazzari
1° CLASSIFICATI...GLI U.S.A
2° CLASSIFICATI: LA FRANCE!
3° CLASSIFICATI: ALBANIA
I nostri inviati Erika e Luigi hanno intervistato la nostra preside che ci ha raccontato i suoi primi mesi a Castelfranco, tra sfide, progetti e nuovi traguardi per studenti e docenti.
Siamo lieti di essere qui con la preside Lodovica Galloni: è qui per rispondere ad alcune domande e per conoscerla meglio, visto che è la nostra preside da qualche mese.
È la sua prima “avventura” come preside o lo è già stata in altre scuole?
Sì, questo è il terzo anno che ricopro questo ruolo. Nei due anni precedenti ho lavorato in Lombardia, in una scuola in provincia di Brescia.
I primi due anni sono stati sicuramente impegnativi, non solo perché il mestiere in sé è difficile e complesso, ma anche per la distanza che ogni giorno dovevo coprire con tante ore di macchina. Venire qui è stato un po’ come tornare a casa…
Qual è stata la sua prima impressione quando è arrivata in questa scuola?
Ecco, mi collego a ciò che ho appena detto: per me venire qui è stato come tornare a casa. Anche se abito a Maranello e rimango comunque a una mezz’ora di distanza, poter venire e tornare durante la giornata è stata una bella sensazione.
È stato bello anche vedere la scuola, che trovo molto gradevole anche esteticamente. Ho incontrato persone cordiali, un’altra nota positiva.
Essendo però una scuola molto grande, una delle sfide principali di quest’anno è stata riuscire a coordinare tanti plessi e realtà diverse. Per questo ho cercato spesso di recarmi, ad esempio, alla Cavazzona o nelle altre scuole, così da mantenere unito l’istituto.
Come è andata la gestione della scuola questo primo anno? Quali sono state le sue maggiori difficoltà e i primi grandi risultati?
Come dicevo, è un mestiere molto bello ma anche complesso, perché il dirigente deve tenere sotto controllo tanti aspetti e situazioni diverse.
La difficoltà principale è stata quella di conoscere e prendere contatto con tutta questa nuova realtà, che non riguarda solo la secondaria di primo grado, ma comprende anche l’infanzia e altri ordini scolastici.
I primi risultati non sono solo miei — se posso correggere la vostra domanda — perché i risultati non arrivano da una sola persona ma da tutte le figure che lo circondano: segreteria, docenti, vicepreside… È davvero un lavoro di squadra. Credo che il primo grande risultato sia sul piano delle relazioni, perché stiamo riuscendo pian piano a creare un buon clima di lavoro. La relazione è molto importante, così come lo è per voi nelle vostre classi o nei corridoi. Poi certo, le difficoltà ci sono e sono tante, ma si continua a lavorare.
Come si svolge la sua giornata?
Cerco di essere qui tutte le mattine; se non sono a Castelfranco, sono alla Cavazzona. Spesso abbiamo anche incontri istituzionali in Comune o a Modena.
Di solito resto a scuola fino alle due o alle tre (a volte anche alle quattro). Se ho impegni al pomeriggio ritorno, altrimenti sto a casa con i miei ragazzi. Verso sera riprendo un po’ di lavoro: controllo le mail, leggo documenti… Però cerco sempre di ritagliarmi del tempo per me e per la mia famiglia.
Ci sono stati dei progetti scolastici portati avanti quest’anno a cui è particolarmente affezionata?
Sì, sicuramente i laboratori inclusivi. Ho visto dei risultati molto belli, sia nei laboratori manuali, come quello di riciclo, sia in cucina: i ragazzi mi hanno sempre portato qualcosa, mi hanno “coccolata”. Quasi tutte le settimane mi offrivano i loro piatti e le loro ricette. Vederli all’opera e contenti è stato bellissimo.
Un altro progetto a cui tengo molto sono i campionati studenteschi: hanno coinvolto tanti di voi e hanno dato grandi soddisfazioni. In questi giorni, per esempio, abbiamo festeggiato uno studente che ha vinto i campionati nazionali di atletica.
E poi i concerti dell’indirizzo musicale: eventi emozionanti, a Castelfranco e nei teatri della provincia.
Ha assistito quindi ai campionati studenteschi?
Sì, sono venuta diverse volte, a varie partite, sia allo stadio Ferrarini che in palestra. Quando mi hanno chiamata e ho potuto, sono venuta. È molto bello vedere i ragazzi giocare e correre: a volte non ti aspetti di vederli così in movimento e così felici.
Cosa ha intenzione di migliorare nel nostro istituto negli anni a venire?
Questa è una domanda a cui potrei rispondere in una “seconda puntata”… ma sicuramente vorrei lavorare sulla comunicazione: quella interna, tra docenti, segreteria e famiglie, e anche quella esterna.
Mi piacerebbe che la scuola potesse raccontarsi di più, organizzare momenti in cui incontra le famiglie e mostra ciò che si fa ogni giorno. Nelle scuole si lavora tanto, ma spesso il racconto si ferma. Sarebbe bello valorizzare ciò che avviene quotidianamente.
Vorrei anche, con la collaborazione dei docenti, organizzare progetti pomeridiani su cinema e musica: attraverso un film o una canzone possono arrivare contenuti bellissimi agli studenti.
Cosa ne pensa del nostro progetto GGNews? Aveva mai visto qualche nostro video o articolo?
Certo, infatti volevo citarlo prima! Secondo me è un bellissimo progetto: permette agli studenti di riflettere sulla propria quotidianità e di sviluppare senso critico e capacità di collegamento. Scrivere e usare strumenti digitali, con alla base la riflessione, aiuta a crescere. Continuate e fate pubblicità a questo progetto: sarebbe bello allargarlo sempre di più! Avete anche docenti molto bravi che vi guidano.
C’è un messaggio che vuole lasciare agli studenti?
Questa è un’altra domanda difficile, ma mi viene in mente una frase che abbiamo condiviso con i ragazzi di terza durante la preparazione agli esami. È tratta da un film e dice: “Non è tanto importante quello che provi alla fine di una corsa, ma ciò che provi mentre corri”.
Penso che sia molto vero, per me e per voi. Non conta solo il risultato finale, ma la soddisfazione e la crescita personale che si sperimentano lungo il percorso. Questo è l’augurio che faccio a tutti: non guardare solo al traguardo, ma vivere con attenzione ciò che accade mentre si cammina.
Ringraziamo ancora la preside per questa intervista e le auguriamo un buon proseguimento!
Grazie a voi per questo momento di riflessione. Buon lavoro, buona fine dell’anno e soprattutto buona estate!
Proprio oggi, 10 aprile, alcuni dei nostri compagni di classe della comunità islamica, finiscono di affrontare un impegnativo periodo di sacrifici legato alla loro religione: il Ramadan.
Nel calendario islamico, basato sulle fasi della crescita lunare, il Ramadan è il nono mese dell’anno, di 29 o 30 giorni.
Secondo la pratica islamica durante il Ramadan bisogna seguire delle regole ferree. Tra queste, la principale è il digiuno, che ricorda la prima rivelazione dell’arcangelo Gabriele a Maometto.
Quasi in tutte le religioni del mondo è previsto un momento di digiuno per mettersi nei panni di chi ha meno e per purificare, rafforzare e mettere in comunione corpo e Spirito.
Il digiuno dura dall’alba al tramonto, prima e dopo i quali vengono serviti cibo e bevande durante gli appositi pasti, suhur e iftar.
Quest’ultima è solo una delle regole da seguire, forse la più conosciuta. Alcune altre condizioni importanti, previste dal Ramadan, sono: l’astensione dai rapporti sessuali, dal fumo, dal mentire, dall’utilizzo di un linguaggio scurrile e dal fare la guerra.
Forse non tutti lo sanno, ma alcuni musulmani sono esclusi da questa pratica annuale, considerata il quarto dei cinque pilastri del l’Islam, (i cinque obblighi fondamentali previsti dalla loro legge religiosa), ossia gli anziani, le donne in gravidanza e ragazzi e ragazze prima dello sviluppo.
E così arriviamo a oggi 10 aprile. Ultimo giorno di Ramadan: vi starete chiedendo come si celebra la fine del Ramadan, e noi siamo qui per dirvelo.
Al termine del mese sacro si svolge una festa chiamata Eid ul Fitr, letteralmente “festa della rottura del digiuno” e, in arabo, ﻋﻴﺪ ﺍﻟﻔﻄﺮ.
Durante i festeggiamenti, i musulmani si scambiano regali e, la maggior parte di loro, fa donazioni ai più bisognosi. Ovviamente anche la comunità di Castelfranco si è riunita per pregare e successivamente nelle case di parenti e amici è continuata la festa.
Personalmente riteniamo che la partecipazione della nostra comunità, assieme a quelle islamiche, alla tradizionale festa del fine digiuno, crei importanti momenti di integrazione e scambi culturali.
Giorgia Ioviero, Alice Lombardi, Anastasia Lacerenza
“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente: sia nella vita sociale che in quella privata”
Abbiamo deciso di iniziare con questa citazione della grande premio Nobel per la medicina ed ex senatrice della Repubblica italiana Rita Levi Montalcini.
Infatti, fin dai tempi antichi, la posizione della donna veniva considerata inferiore.
Questo perché vigeva l’idea che l’uomo fosse il capo indiscusso di una famiglia; ciò viene chiamato patriarcato.
Il patriarcato si è rapidamente diffuso e ha affondato le radici nella società, diventando qualcosa di comune.
Nonostante ci siamo impegnati ad estirpare questo concetto fondato su stereotipi e pregiudizi, tale macchia è rimasta impressa sulla grande “tela” chiamata società.
È proprio questa una delle principali cause dei femminicidi. Ma di che cosa si tratta?
I femminicidi, in breve, sono l’uccisione di una o più donne da parte di persone di sesso maschile, legati a loro sentimentalmente.
Ne è un esempio il noto caso della studentessa ventiduenne Giulia Cecchettin, accoltellata il giorno dell’11 novembre 2023, dall’ex fidanzato Filippo Turetta. La domanda che si è posta tutta Italia è: "Perché?". La risposta non è così scontata. Molti dicono che sia stata la rottura della loro relazione che ha scaturito in lui una frustrazione. Altri ancora sostengono che Turetta fosse invidioso di Giulia, che era riuscita a costruirsi una nuova vita.
Negli ultimi anni episodi del genere sono aumentati, fino a diventare una cosa quasi ordinaria. In Italia si stima che ci sia un caso di femminicidio ogni tre giorni, per un totale di 120 morti annuali.
Dall’inizio del 2024, a fine febbraio, abbiamo già avuto il terrificante numero di 20 vittime, il che risulta alquanto preoccupante, se messo a confronto con i 18 casi che si sono verificati nello stesso periodo l’anno scorso.
Sebbene possa sembrare una differenza poco rilevante, secondo i dati dell’ultimo decennio, questo fattore non potrà che peggiorare sempre di più.
Ma quali sono le ragioni che portano a compiere queste azioni cruente?
I telegiornali spesso parlano dei diversi moventi che spingono a compiere un femminicidio: la violenza assimilata nella cultura dominante, subita o respirata in contesti familiari, l’abuso di alcol o di sostanze, la gelosia e, per ultimo ma non meno importante, la disparità di genere, che affligge la nostra società da secoli.
Una cosa accomuna però tutti gli uomini che attuano violenza: le donne vicine sono considerate un loro possesso, una proprietà di cui si può disporre come si crede, oggetti che non sono liberi di fare scelte libere e indipendenti.
Ma come evitare che questo accada? Come si possono cambiare le cose?
Un ruolo fondamentale è costituito dall’educazione sentimentale, che viene impartito dalla scuola, dalle istituzioni e dalla famiglia di ciascun individuo.
Ad esempio gli istituti italiani, come il nostro, hanno aderito al progetto “W L’AMORE”, che si occupa di rendere consapevoli i giovani anche di questi problemi. Solo l’educazione porta al rispetto e alla considerazione di chi ci è vicino, non come una proprietà, ma come un persona libera di fare le proprie scelte e realizzarsi come vuole. La società può cambiare, il patriarcato può essere superato e attraverso l’educazione si può costruire un mondo di rispetto, uguaglianza e parità di genere.
In questo percorso è importante che le donne non esitino a denunciare i primi segni di violenza. Violenza e amore non possono stare nella stessa relazione: se un uomo mostra atteggiamenti violenti, sia in una forma fisica che psicologica, non ama, ma sta compiendo un reato. E per questo va denunciato e fermato.
La strada è ancora lunga, ma le drammatiche storie come quella di Giulia Cecchettin, devono risvegliare tutti noi e spingerci a cambiare le cose.
E quindi, in questo 8 marzo, vogliamo augurare a tutti, donne e uomini, di vivere in un mondo in cui non si debba utilizzare la parola femminicidio, poiché le violenze di genere sono finalmente scomparse. Regalate una mimosa a tutte le donne, con l’auspicio che le prossime generazioni non debbano più vivere negli errori che commettiamo da secoli.
Erika Bivol e Ilenia Sambri
Asia ci accompagna a vivere i momenti più importanti della giornata in cui i musicisti del Guinizelli si sono esibiti nel prestigioso teatro Comunale di Modena. Una serata di emozioni in cui le note si sono affiancate alla solidarietà: infatti il ricavato della serata è andato alle vittime dell'alluvione che ha colpito la nostra regione nel maggio 2023
Vi siete mai chiesti come mai il 25 Aprile sia festa nazionale? Noi del GG news abbiamo pensato di ripercorrere la storia epica di questa giornata.
La festa nazionale del 25 aprile è una ricorrenza istituita nell’aprile del 1946 per commemorare la liberazione dell'Italia dal nazifascismo, la fine dell'occupazione nazista e la caduta definitiva del regime fascista. Il 25 Aprile è fondamentale per la storia italiana, infatti questo giorno e la festa ad esso collegata sono diventati il simbolo della Resistenza.
Ma cos’é la Resistenza? A che cosa bisognava resistere?
Festeggiamenti per la liberazione a Bologna.
Andiamo con ordine. L’Italia, guidata dal feroce dittatore Benito Mussolini, nel 1940 entra ufficialmente nella Seconda Guerra Mondiale, alleata della Germania di Adolf Hitler.
Per tre anni combattono contro gli “alleati”: Francia, Inghilterra, Russia. L’Italia riporta numerose sconfitte e la crisi nel Paese avanza. Si arriva al 25 luglio quando Mussolini viene arrestato e il regime fascista cade.
L’8 settembre del 1943 l’Italia dichiara l’armistizio, ovvero la resa e quindi l’interruzione dell’alleanza con i tedeschi.
Mussolini intanto viene liberato dalle truppe di Hitler che lo portano in Lombardia. Qui il duce instaura la cosiddetta “Repubblica di Salò” alla quale aderiscono i seguaci del pensiero nazifascista. Non tutti gli italiani fortunatamente seguono Mussolini e Hitler.
Molti infatti, si oppongono al potere della dittatura, si costituiscono in un esercito, nascondendosi sulle montagne: sono i partigiani che danno inizio alla Resistenza. Con questo termine quindi si intende la lotta intrapresa dai partigiani, a partire dall’8 Settembre del 1943, per liberare l’Italia dall’occupazione nazifascista.
I partigiani cominciano una lotta dura contro le truppe “nere”, fatta di sabotaggi, atti terroristici e interventi militari volti a indebolire lo schieramento di Mussolini e Hitler. Questa lotta di Resistenza si conclude con la liberazione della città di Milano che avviene proprio nella giornata del 25 aprile 1945. Questo è anche il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), il cui comando aveva sede a Milano, proclama l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti. In questa giornata ordina, infatti, a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia di attaccare i presidi fascisti e tedeschi: così facendo impone la resa definitiva delle forze nere, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate. Il CLN, assunto il potere in nome del popolo italiano, emanò decreti legislativi e, tra le altre cose, stabilì la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini. La parola d’ordine usata il 25 Aprile ed i giorni immediatamente successivi dai partigiani fu: «Arrendersi o perire!». Entro il 1° Maggio tutta l'Italia settentrionale fu liberata: il 21 Aprile Bologna, il 23 Genova ed il 28 Venezia. La guerra in Italia, però, terminò ufficialmente il 2 Maggio, a seguito di quella che è passata alla storia come la “resa di Caserta”.
La Liberazione mise fine a vent'anni di dittatura fascista e a cinque anni di orribile guerra. La data del 25 Aprile rappresenta simbolicamente il culmine della fase militare della Resistenza e l'avvio di una fase di governo che porterà al referendum del 2 Giugno 1946: i cittadini italiani saranno chiamati a scegliere fra monarchia e repubblica. Come si sa, verrà scelta la Repubblica con la conseguente stesura della Costituzione, entrata in vigore il 1 gennaio 1948. La guerra in Italia, però, terminò ufficialmente il 2 Maggio, data della resa di Caserta. Quella del 25 Aprile è una delle tante festività della Repubblica italiana, ma forse rappresenta uno dei giorni più importanti della Storia del nostro Paese, Per questo l’abbiamo voluto raccontare.
Buon 25 aprile a tutti.
Mirco Righetti
Il video tutorial realizzato da Asia Marchesini e Chiara D'Angelo con tutte le informazioni utili per affrontare le prove Invalsi di Aprile.
Pubblichiamo qui sotto anche link dove potete trovare modelli di prove con i quali esercitarvi:
https://invalsi-areaprove.cineca.it/index.php?get=static&pag=home
https://www.engheben.it/prof/materiali/invalsi/prove_invalsi.htm
Quali sono le materie preferite da studenti e studentesse del nostro Istituto? I sondaggisti del GGNews sono andati a bussare alle porte di tutte le classi per scovare la risposta! In questo grafico potete osservare i risultati:
una scuola di amanti dello sport: infatti è proprio educazione fisica, con 112 voti, ad aggiudicarsi il titolo di "Materia Preferita"!
Scienze è la disciplina preferita di oltre 50 studenti...al Guinizelli esperimenti e formule sono di casa!
Matematica, le lingue straniere e storia invece sono le "predilette" per più di 25 persone: niente male!
Sondaggio a cura di: Filippo Bernardi, Linda Vaccari e
Come potete osservare dal grafico la maggior parte degli studenti della nostra scuola il prossimo anno frequenterà un liceo (40%) o un istituto tecnico (41%).
Il liceo più gettonato è sicuramente quello scientifico (35%), seguito dalle scienze umane (27%). Solo due studenti si sono iscritti invece al liceo classico.
Una buona percentuale frequenterà il liceo artistico (16%) e il liceo linguistico (18%)
A guidare la classifica degli istituti tecnici più scelti ci sono gli indirizzi economico-amministrativo, informatica e socio-sanitario
E' l'indirizzo meccanico (25%) il più scelto da studenti e studentesse che frequenteranno l'isituto professionale.
A seguire l'indirizzo commerciale (21%)
Una colonna portante dell'Istituto Guinizelli, il prof. compositore Leonardo Covili, saluta i banchi della scuola per intraprendere nuove avventure. Non parlategli di pensione, diventa rosso in volto per la rabbia: si tratta di un "cambio di lavoro", perché il prof non riesce a stare fermo, perché un artista non va mai in pensione. E' la musica che lo trasporta e gli da' quell'energia necessaria per pensare a nuovi progetti, fare concerti, suonare il suo amato sax e comporre nuove sonate al pianoforte.
"Sarà dura lasciare la scuola perché, da quando da bambino ho cominciato le elementari, non l'ho mai abbandonata". Primastudente, e poi insegnante. Una vita per la scuola, una vita per la musica. Quanti ragazzi si sono appassionati alla musica durante i suoi 44 anni di insegnamento...l'amore per Verdi e un'aula piena di strumenti, amplificatori e microfoni: un paradiso per gli appassionati delle sette note! "Qualsiasi cosa fate nella vita, fatelo con amore e passione": questo il messaggio che ha voluto lasciare agli studenti nel suo ultimo giorno di scuola. Cercheremo di prendere esempio dalla tua passione per la musica e per la scuola! Nel frattempo tutto il Guinizelli ti augura, caro prof, buona fortuna per le prossime avventure!
Non perderti l'intervista esclusiva nella seconda edizione del TGNews (clicca qui)
Sto girando una pagina del più costoso libro della vita. A fine giugno avrò un altro capitolo da iniziare a leggere che mi accompagnerà per cinque anni fino ad arrivare ad aprire e leggere un altro capitolo. Insomma, la vita è piena di paragrafi che si iniziano e finiscono. Per me tra pochissimo arriverà il momento che mi permetterà di voltare pagina: l’esame di terza media. Nel mio corpo in questo periodo ci sono un mix di emozioni che si contrastano tra di loro creando un miscuglio strano, come quando non riesci a capire di cosa sa un certo cibo mangiato per la prima volta.
Ci sono la malinconia e la tristezza di aver lasciato la classe, gli amici che a settembre si siederanno su altri banchi. Poi è presente un “quanto basta per la mia età” di stress e ansia. Non sono una tipa ansiosa (fatta eccezione qualche volta) ma in questo periodo ho paura di sbagliare qualsiasi cosa che faccio, anche minima. Sono preoccupata di non fare abbastanza e che non riuscirò a fare tutto quello che voglio entro la data dell’esame.
Come in una torta l’ingrediente che prevale è la farina, nel mio mix di emozioni deve prevalere la concentrazione e la determinazione.
In casa anche i miei genitori hanno capito che saranno giorni un po’ “hard”, e infatti mi lasciano parlare e non mi contraddicono, anche quando vorrebbero contrastare o dire qualcosa che potrebbe alterarmi. Quest’anno, a differenza dei due anni scorsi, sono tornati gli scritti (di italiano e di matematica), quindi che dire...ancora più ansia!
Poi però penso al risultato finale, penso al giorno in cui uscirò dalle Guinizelli con spalle robuste (non solo per aver portato lo zaino in spalla tre anni) e pronte per affrontare un nuovo mondo.
“Alzati, fai colazione e studia storia, geografia o scienze”. Questo è quello che mi dico quasi ogni mattina e che dovrò fare in tutta la giornata.
Meno male che sono un tipo di persona che si sa organizzare e sa programmare tutto in anticipo, altrimenti non ci sarei saltata fuori.
Questi anni di medie possono definirsi "complicati", perché il passaggio così improvviso tra scuola in presenza e scuola in digitale, causato dal Covid, non è stato facile per nessuno. Sono però soddisfatta del mio percorso fatto scuola, perché mi sono spesso impegnata al massimo per raggiungere un obiettivo che non mi sembrava possibile.
Eccomi qui a raccontare una grossa pagina della mia vita che tra paure, incertezze, risate e ansie sta per essere capovolta e sta per iniziare con un altro percorso che saprò solo tra cinque anni se sarà più o meno bello.
A questa pagina vorrei incollare un segnalibro tutto colorato che non andrà mai via, perché le medie anche se brevi e un po’ difficili sono stati anni meravigliosi e essenziali per la mia crescita. Mi hanno fatto incontrare un sacco di persone che sono diventate parte di me e che spero lo saranno per sempre.
Adesso torno a studiare perché ho un esame che mi aspetta a braccia aperte (e io dovrò affondarci dentro!).
Sofia Izzo
Pochi giorni ci separano dalla fine della scuola, ma quasi tutto il secondo quadrimestre lo abbiamo trascorso davanti ai nostri computer seguendo lezioni online a causa della pandemia che ci ha colpiti. Abbiamo spesso ragionato con i nostri professori sulla situazione che stiamo vivendo e abbiamo pensato di interpellare la nostra preside, Vilma Baraccani, che gentilmente ha risposto alle nostre domande.
La chiacchierata con la preside su Meet è durata tanto. Abbiamo quindi deciso di dividere l'intervista in tre parti. Buona visione!
Beatrice Bertoncelli, Alice Lanzarini, Vittoria Querzè
GG News, interamente Guido Guinizelli News, è un progetto che ha come obbiettivo mettere in contatto noi, gli alunni delle classi medie della scuola Guido Guinizelli, con il giornalismo. Per noi alunni è un'avventura nel mondo della scrittura, ma anche un modo per inseguire i nostri sogni, diventare sempre più curiosi e appassionarci ai numerosi campi del giornalismo.
Quando i nostri professori ci hanno presentato il progetto, hanno detto che potevamo scrivere delle nostre passioni e, durante la prima riunione di redazione, ci hanno suggerito di mettere nero su bianco i nostri desideri e le nostre aspettative. Ecco alcuni dei nostri desideri...
Vorrei che la mia passione per la scrittura riuscisse ad arrivare alle persone attraverso i miei racconti (S.S.)
Vorrei cercare di non deludere mai voi lettori (A.L.)
Vorrei che questo progetto riuscisse al meglio, che cresca in noi alunni la passione per la scrittura e nei lettori la voglia di leggere ancora e ancora (V.B.)
Vorrei imparare cose nuove grazie a questo giornalino, spero di lavorare insieme ai miei compagni dando il massimo (A.L.)
Vorrei catturare l'attenzione dei lettori con i miei articoli (L.M.)
Vorrei far venire la pelle d'oca ai lettori già dalle prime righe dei miei testi horror (E.P.)
Vorrei che lo sport arrivasse a tutti, anche a quelli che non lo praticano, per comprenderne a fondo la bellezza, vorrei far conoscere anche gli sport meno praticati, vorrei realizzare degli articoli innovativi e interessanti (G.M.)
Vorrei che il nostro giornalino avesse tantissimi lettori (G.B.)
GG news non poteva non intervistare la nostra amatissima preside Vilma Baraccani. È stato un grande onore per noi entrare in presidenza e porle diverse domande sul suo lavoro, i suoi hobby e le sue passioni. La troviamo intenta a parlare con la vice, circondata da faldoni e fiumi di scartoffie. Ci ha accolto dimostrando grande disponibilità.
Qui a fianco vi riportiamo un grafico che riporta i risultati raccolti riguardo alla scelta della scuola superiore degli studenti di terza del Guinizelli
La scelta della scuola superiore è una delle prime decisioni che si deve affrontare nel corso della vita e non è facile prenderla senza lasciarsi influenzare da amici o parenti. Questa scelta deve basarsi primariamente su ciò che ci piace, sui nostri interessi e sulle nostre passioni. Non esiste una scuola perfetta per ogni persona: in qualsiasi istituto ci sarà sempre qualcosa che ci piace e che non ci piace, ma se è veramente quella la scuola che si vuola fare, con un poco di impegno e determinazione, gli ostacoli si potranno superare senza troppe difficoltà. A questa età, uno dei rischi che si corre nel prendere una decisione così importante, è scegliere una scuola solo perché la frequentano gli amici o perché piace ai genitori, ma questo è un grosso errore: si sta scegliendo una scuola che non si avvicina ai propri gusti, non rispecchia la propria volontà, ma bensì quella altrui. E' sbagliato anche fissarsi troppo sulla condizione odierna del mondo del lavoro: col passare degli anni lo stato del mondo lavorativo potrebbe cambiare notevolmente, quindi è poco consigliato basarsi su questa idea per scegliere la scuola. Molto importante è ascoltare i consigli dei professori (senza fissarsi troppo, ma prendendoli in seria considerazione). Da sfatare sono anche le voci che girano sulle scuole superiori: non è assolutamente vero che ad un professionale non si studi o che se si va ad un liceo si è un secchione, semplicemente sono scuole diverse con differenti tipi di approfondimento e attività e materie di studio diverse. In sintesi la scelta delle scuole superiori è una scelta molto importante che si deve prendere con serietà e tranquillità in modo da poter scegliere la scuola che più ci rispecchi.
Alice Simoni
È da un paio di settimane che si discute in merito a una richiesta di modificare gli orari scolastici con la finalità di non dover più frequentare l’istituto il sabato e di uscire alle 14:00 invece delle 13:00 dal lunedì al venerdì: adottare cioè la "settimana corta" (diversamente da ciò che stiamo utilizzando ora, cioè la settimana lunga). Qualche settimana fa anche le famiglie, tramite un questionario di gradimento da 1 a 10, sono state chiamate a dare la propria opinione sulla proposta della settimana corta. Ma quali sono i vantaggi della settimana corta?
Questa richiesta viene effettuata per vari motivi che, in quanto studentesse delle medie, ci sentiamo di condividere. Il primo motivo è che evitando il trasporto con il pullman potremmo inquinare di meno, un altro motivo è che potremmo spendere meno soldi per il riscaldamento, perché la scuola è chiusa, quindi invece di spendere in riscaldamento potremmo utilizzare i soldi in altre cose (ovviamente potremmo spenderli per cose inerenti alla scuola). Un altro motivo è il tempo che si potrebbe trascorrere in famiglia: tutti vorremmo passare più tempo con i nostri famigliari, no? Ed è anche per questo che chiediamo i sabati liberi, per le persone che sono lontane o vicine a noi a cui vogliamo bene e quindi, perché non stare con loro?
L’ultima cosa che chiediamo è di darci questi sabati per riposarci e stare “più freschi con la testa “ il lunedì mattina e anche il resto della settimana. Grazie di aver dedicato del tempo a leggere il nostro articolo, grazie di cuore!
Scritto da ANNA GIGLIOTTI con la collaborazione di MARIANTONIETTA POLESE
Ed eccolo qui Dante, il poeta per cui di notte sogno la Divina Commedia!
Nel lontano 3 maggio 2019, nel mezzo del cammin di nostra vita ci siamo persi per una selva oscura, che la retta via era smarrita, e per chi non lo avesse capito siamo andati al museo Dantesco di Ravenna, un posto divertente come una spina nel dito, ma comunque meglio di fare Storia e Grammatica. Il museo era carino c'era descritta tutta la vita di Dante (che non volevamo sapere nei dettagli) e la sua opera grande come la Bibbia chiamata “Divina (si fa per dire) Commedia”. Ah, ci hanno raccontato che i fiorentini volevano rubare le ossa di Dante, ma io mi chiedo perché fare tutta sta storia per due ossicini? Boh! Ma la parte migliore c’è stata il pomeriggio perché siamo andati all'Euro camp di Cesenatico (per chi non lo sapesse l'Euro camp è una struttura dove si può passare la notte ma anche fare sport al chiuso o all'aperto o in spiaggia). Abbiamo mangiato lì (si fa per dire, perché si mangia meglio in carcere!), è stato bello, anche se è piovuto più quel giorno che durante il diluvio universale. In fin dei conti è stata una bella gita, dai!
Marco Mazurek
E proprio su Dante si sono concentrati i nostri sforzi. Ecco il video che hanno realizzato i ragazzi di 2 F (a.s. 2018-19)
A marzo tutte le terze sono andate in gita a Fossoli. Questo è il video che i ragazzi di 3°B (a.s. 2018-19) hanno realizzato dopo aver fatto delle ricerche sul campo di Fossoli e su alcune persone che hanno avuto la sfortuna di essere state prigioniere in quel luogo di orrore.