Frutto di creatività linguistica possono essere considerate le maledizioni e le benedizioni, nelle quali i forti contenuti vengono veicolati da vocaboli che a volte si rivelano fuori contesto ma che, proprio per questo, suscitano ilarità. Nei dialetti, in effetti, mancano gli eufemismi che la lingua italiana utilizza per "addolcire" situazioni relazionali al limite. La schiettezza e l'immediatezza della gente semplice ignora le considerazioni di opportunità e di discrezione, non tiene conto delle conseguenze della parola detta per ferire ed umiliare. Conta soltanto colpire il bersaglio, possibilmente al centro.
Te lli raccommanno...
DIO CE NNE SCAMPI E LIBBERI!
Dio ci scampi e ci liberi da ciò!
Sorta di scongiuro per allontanare qualcosa o qualcuno che si ritiene insidioso. Ci si rivolge a Dio perché si spera nella definitiva eliminazione della minaccia. L'espressione viene usata anche in riferimento a persone poco affidabili. Illu? Dio ce nne scampi e libberi!
DIE NNE GUARDE OGNUNU! (DIO CE NNE GUARDI!)
Dio ci guardi a tutti!
L'espressione suona come una richiesta di protezione. Viene pronunciata in presenza di persone che creano disordine o che non hanno una buona reputazione. È revenùtu 'u fiju dde Maria. Die nne guarde ognunu.! Si usa anche in situazioni che nascondono incertezza o pericolo. Quanno fiòcca sopre 'a Lanna, Die nne guarde ognunu!
HÌ MAGNATU 'O DORGE? MO' CACA AMARU!
Hai mangiato dolce? Adesso càca amaro!
Affermazione di rivalsa verso coloro che sono stati baciati dalla sorte e se ne sono vantati. L'arrivo della malasorte, che interrompe il periodo fortunato, veniva, ed ancora a volte viene, visto come avvento della giustizia sociale, se non divina, che riequilibra.
VA' A 'FFA L'INVERNU DDO 'HI FATTU L'ISTATE!
Vai a trascorrere l'inverno dove hai trascorso l'estate!
Nella sostanza: visto che non mi hai mai considerato, non mi cercare ora che sei in difficoltà. Si diceva così a chi chiedeva aiuto a persone che fino ad allora aveva sempre ignorato (Sim. No mme tte sì mai cacatu. Mo' va' a cacà!).
SE NNE PÓZZA PÈRDE 'A RAZZA!
Possa estinguersi la sua discendenza!
Maledizione rivolta a persone che appartengono a famiglie ritenute malvagie per costituzione. In genere si dice che appartengono ad una razzaccia.
SCIÀCQUATE DA 'E PALLE!
Togliti dalle scatole!
Espressione rivolta ad individui insistenti, inopportuni ed invadenti. Var. Lèate dda i cojùni = Togliti dai coglioni!
T'ARRABBI PÀMPANU!
Sei proprio un pampino!
Ci si rivolge in questo modo a persone sempliciotte che sono di poca utilità e si rivelano ingenui. Fanno solo ombra come i pampini delle viti che crescono fitti e non lasciano filtrare il raggi del sole.
Maleìtti...
... de parenti...
PÒZZI MORÌ 'N BRACCIU A MAMMETA!
Possa tu morire in braccio a tua madre!
Accanto alla morte dell'odita persona si augura pure la sofferenza e lo strazio della madre che vede il proprio figlio morire tra le sue braccia.
PÒZZA DURÀ TANTU 'A NORA MÉA, QUANTU DURA 'A NEVE MARZARÒLA!
La mia nuora possa vivere quanto dura la neve caduta a Marzo!
Riferimento alla proverbiale incompatibilità tra suocera e nuora. In questo caso la suoicera augura una vita breve alla moglie del proprio figlio, in considerazione del fatto che la neve di eventuali nevicate a ridosso della primavera scioglie dopo due o tre giorni, se non il giorno successivo.
TE PÒZZI REMAGNÀ L'OSSA 'E PATRETU!
Possa tu rimangiare le ossa di tuo padre!
Parole che evocano il cannibalismo parentale. In questo caso si presuppone che il destinatario della maledizione sia costretto per fame a cibarsi delle ossa paterne.
TE PÒZZANU CCÌE A TÌ E A CHI TTE REMÉTTE 'A SERA!
Possano uccidere te e chi ti fa rientrare la sera!
In sostanza: siccome sei poco raccomandabile i tuoi genitori sono tuoi complici e meritano quanto te di morire.
... tormenti...
TE PÒZZANU CACCIÀ LL'OCCHI!
Possano cavarti gli occhi!
Augurare la cecità era anticamente una delle maledizioni più forti. Gli occhi infatti, per la loro correlazione alla luce, rappresentano un elemento simbolico, tanto sul piano emotivo quanto su quello religioso, oltre ad essere, insieme alle orecchie, il canale prioritario della percezione. Var. Te pózzi cecà = Possa tu diventare cieco.
TE PÒZZANU SCANNUCCIÀ!
Possano scannarti!
Maledizione legata all'uccisione del maiale, la quale, prima dell'avvento di specifiche pistole, avveniva in maniera cruenta.
TE PÒZZANU DA' 'NA 'NCHIOÀTA!
Possano inchiodarti da qualche parte.
Il riferimento a Gesù Cristo inchiodato sulla croce sembra evidente!
TE PÓZZA PIJÀ 'N CÓRBO A NANNÀ!
Possa colpirti un collasso da renderti tremolante!
Si augura in sostanza una sorta di ictus che inattivi il controllo degli arti. Nannà = dondolare.
TE PÒZZI CACÀ 'O 'NTRAME!
Possa tu defecare le budella!
Augurio decisamente perverso. Si augura in sostanza un decesso lento e penoso, nella consapevolezza di un completo svuotamento del corpo, a partire dall'intestino che è l'organo deputato ad eliminare dall'organismo le sostanze di rifiuto. Var. Te pózzi sbramà = Possa tu defecare anche l'intestino!
... e patimenti
POZZI MORÌ SOMENTATU!
Possa tu morire seminato!
Morire come i semi che vengono gettati nel campo significa venire abbandonati alla natura ed attendere che la terra ci ingoi come n seme (sotterrato).
TE PÒZZA SPACCÀ UN FURMINU APPICCIÀTU!
Possa tagliarti a metà un fulmine acceso!
Il riferimento della maledizione è a ciò che accade ad un albero colpito da un fulmine: in genere viene "spaccato" in due parti. Si noti i rafforzativo appicciàtu (acceso), pleonastico riferito a fulmine, per indicare la forza della saetta.
TE PÒZZA STRIPPÀ 'N VÈRRE!
Possa infilzarti la pancia un maiale maschio!
Un maiale di grandi dimensioni può sventrare un uomo se lo assale all'addome con il capo.
TE PÒZZI SCAPUCOLLÀ!
Possa tu scapicollarti!
C'è qui il legame con scapucollu, cioé un'area impervia e pericolosa nella quale è molto probabile cadere. Vedi Chiss'i recorda?
Beneìtti...
PÒZZI ÈSSE BENEÌTTU!
Possa tu essere benedetto!
Classica espressione di benedizione che esprime in genere il ringraziamento per un favore ricevuto e per la disponibilità della persona a cui è rivolto.
TE PÒZZANU FA' SANTU E 'NCORONATU!
Possano proclamarti santo e incoronarti!
In sostanza: sei talmente buono ed onesto che meriti la beatificazione.
TE PÒZZANU REMPASTÀ 'A RAZZA!
Possano perpetuare la tua razza!
E il contrario del proverbio Se nne pòzza pèrde 'a razza. Ci si augura che persone come la persona elogiata possano perpetuarsi.
TE PÒZZI SATOLLÀ CO' 'NA FRÓNNE 'E SPINU!
Possa tu saziarti con una foglia di rovo!
Benedizione estrapolata da una storiella nella quale vengono messi a confronto l'insaziabilità del cavallo e la semplicità dell'asino che si accontenta di poco. A benedire l'asino è la Madonna, trasportata dall'animale al di là di un fiume, dopo il rifiuto del cavallo, troppo intento a mangiare. Il contenuto della benedizione tende ad elogiare chi riesce a vivere senza pretese e per questo ad essere generoso con gli altri.
'U PÒZZANU MENÀ PURE I STRIPPI!
Lo possano produrre anche gli sterpi!
Elogio alla bontà, in genere di qualcosa di gradevole al palato. La bontà è tale da auspicare che il prodotto prenda vita anche da ciò che proverbialmente non da' frutto.