I detti del dialetto contiglianese
A
'A BOCCA JUSA NON 'ENTRANU MOSCHINI: in una bocca chiusa non entrano moschini - tenere la bocca chiusa impedisce di parlare a sproposito.
A CAMPUSANTU C'ARRÌA OGNI COJÓNE: ogni stupido arriva al cimitero - per arrivare al traguardo della morte non serve intelligenza.
A CAVALLU BIASTIMATU JE RELLUCE 'O PILU: al cavallo di pessima fama luccica il pelo - a chi si comporta male va sempre tutto bene.
A CHI J'HA PIZZICATU 'A VIPERA TÈ PAURA PURE DDE 'A LUCERTULA: chi è stato morso dalla vipera ha paura anche della lucertola - quelli che di frequente hanno vissuto esperienze negative si mostrano prudente e diffidenti anche dinanzi a fatti e persone che non nascondono insidie.
'A CITRÒLA VA A FENÌ SEMPRE 'N CULU ALL'ORTOLANU: il cetriolo finisce sempre nell'ano del contadino - anche quando emergono le colpe dei potenti sono sempre i deboli che pagano e ci rimettono.
ACQUA E FÓCU, DIO JE DIA LÓCU: ad acqua e fuoco Dio dìa altro luogo - Le alluvioni e gli incendi sono gli eventi più temuti in una cultura contadina, perché, oltre ad essere ritenute forze incontrollabili, minacciano direttamente le coltivazioni che sono i mezzi di sussistenza.
AIUTAME LÉNGUA SENNÒ TE TÀJO: aiuatmi lingua altrimenti ti taglio - formula di auto-incoraggiamento riferita a chi, parlando, deve convincere a tutti i costi gli altri della correttezza della proprie ragioni.
'A MMERDA PIÙ 'A MISTICHI E PIÙ PUZZA: la cacca più la spandi più puzza - quando si vuole andare a fondo (mestecà) nelle questioni, non sempre si arriva a sentenze piacevoli (più puzza), specialmente se le stesse questioni si presentano sospette fin dall'inizio (come 'a mmerda).
'A MOJE DDE 'U LADRU NON RÌE SEMPRE: la moglie del ladro non ride sempre - non sempre le malefatte di chi è disonesto rimangono impunite: quando vengono scoperte si paga per tutto!A PAGÀ E A MORÌ VVÈ SEMPRE A TEMPU: per pagare e per morire c'è sempre tempo - i debiti e la morte, pensieri spiacevoli della vita, possono attendere.
'A PÀGA È PÓCA MA 'O RÌE È TANTU: la paga è misera ma le risate sono tante - quando le circostanze sono negative al punto di divenire paradossali non si sa se piangere o ridere.
'A PAJA VECINU A 'U FÓCU S'APPÌCCIA: la paglia vicino al fuoco arde - una donna (paglia) troppo disinibita verso un uomo (fócu) prima o poi viene travolta dalla passione (s'appiccia).
'A PECORA CHE BBÈLA PERDE 'U BOCCONE: la pecora che bèla perde il boccone - quando si dedica troppo tempo a parlare ed a sentenziare si perdono di vista le cose concrete (mentre una pecora bèla le altre mangiano!).
A PIE' DE 'A FICORA CE NASCE 'U FICORILLU: ai piedi del fico nasce un fico più piccolo - i figli risentono dell'educazione dei genitori (se il fico è marcio anche i fichi lo saranno).
'A PIGNA 'NTRONATA CENT'ANNI VVA PE CASA: la pila in ceramica mezza rotta gira per casa cent'anni - con qualche espediente le persone malaticce riescono sempre a tirare avanti a lungo.
'A PRECISSIÓNE DDA DDO SCAPPA REÉNTRA: la processione esce ed entra dalla stessa chiesa - chi esce da un luogo chi frequenta abitualmente prima o poi vi ritorna. Per analogia: ogni situazione ha delle conseguenze (rentrà) che dipendono da delle cause (scappà).
ARIA DDE FESSURA MANNA IN SIPPORDURA: l'aria delle fessure porta alla sepoltura - gli spifferi d'aria improvvisi possono provocare malattie anche mortali (detto nato in un periodo in cui era difficile curare polmoniti e pleuriti. Sippordura = sepoltura).
'A TARÀNTULA VELENÓSA PIZZICA, MÓCCECA E FA' 'GNI CÓSA: la tarantola velenosa pizzica, morde e fa ogni cosa - nella tarantola, temutissimo aracnide nella credenza popolare, si identificano tutti coloro che cercano di procurare guai al prossimo e, con malignità, si accaniscono su di lui per annientarlo (la tarantola, tuttavia, è, fra i ragni velenosi, quello più innocuo: il suo veleno produce lo stesso effetto di quello di una vespa. Il dolore provocato dal suo morso è comunque atrocissimo).
'A TRINITÀ È COME 'A CONCIARÈLLA A TRE CORNA: la Trinità è come una forca a tre corna - esempio fatto da un sacerdote durante una lezione di catechismo (La conciarèlla è una forca).
B
BACIU NON FA' SBUCIU: un bacio non fa buchi - un bacio è piacevole e non fa male.
BENE FATTU, 'N CULU TE N'HAJO: del bene fatto ne hai beneficio nel sedere - chi riceve del bene a volte nemmeno ringrazia (al contrario, chi lo compie non ne rimane gratificato).
BRUTTU 'N FASCIA, BELLU 'N PIAZZA: brutto in fasce, bello in piazza - chi è brutto da piccolo, sarà bello da grande.
C
CARGA PÓCU E SCÓTI 'A MACCHIA: carica poco e scuoti la macchia - meglio effettuare più carichi di minor peso che sfinirsi per la macchia scoscesa con pochi carichi molto pesanti (detto legato alla vita dei boscaioli impiegati nel taglio delle macchie).
CASA TÉA REPÙSU TÌO: casa tua, tuo riposo - non c'è luogo più rilassante della propria casa. Corr. all'italiano casa dolce casa.
CASTAGNE E VINU NÓVU, CULU MIU MO' TTE PRÒVO: castagne e vino nuovo, culo mio adesso ti provo - le castagne e il vino novello producono flatulenza e dunque sollecitano l'intestino.
CÉNTU PECORE E 'N MONTÓ: cento pecore e un montone - un capo competente (montó) può governare una moltitudine (pecore); si quelli che vogliono comandare sono tanti l'amministrazione è scadente e chi è amministrato si trova disorientato (come pecore che vanno allo sbaraglio).
CHI 'A SERA SE MAGNA TUTTU, 'A MATINA CANTA 'U CUCCU: chi la sera divora tutto ciò ha, al mattino canta per la fame - se dalla cena non avanza niente il giorno dopo si farà digiuno (detto riferibile alla condizione di povertà di molte famiglie contadine del passato).
CHI È NATU ROTÙNNU NON PO' MORÌ QUADRATU: chi è nato rotondo non può morire quadrato - l'indole delle persone non può cambiare nel tempo: se si nasce malvagi non si può diventare santi.
CHI MÀR VIVE, MÀR MÒRE: chi vive male, male muore - chi ha condotto una vita dissoluta non avrà una bella morte.
CHI MME BATTEZZA MM'È COMPARE: mio padrino è chi mi ha retto a battesimo - è mio amico chi mi fa un piacere.
CHI MORE JACE E CHI REMANE SE DA' PACE: chi muore riposa e chi rimane si da' pace - chi perde una persona cara prima o poi trova consolazione.
CHI NO' È BBÓNU PE 'LLU RE, NO' È BBÓNU MANCU PE' 'LLA REGGINA: chi non è adatto per il re non lo è nemmeno per la regina - chi non è virile in guerra, non lo è nemmeno con le donne.
CHI NON SÀ FA', NON SÀ MANCU COMMANNÀ: chi non sà fare non sà nemmeno comandare - chi non è competente nel proprio mestiere non può pretendere di ricoprire posti di comando.
CHI RENGRAZZIA SCAPPA D'OBBLIGU: chi ringrazia non è più in obbligo - la cortesia del ringraziamento è il modo più corretto per sdebitarsi di un favore ricevuto.
CHI SSE BEVE 'A SCOLATURA È FESSU DE NATURA: chi beve la scolatura delle bottiglie è un fesso nato - è sciocco chi si accontenta di cose scadenti pur avendo a disposizione qualcosa di migliore. Oppure: è sciocco chi si accontenta della miseria che hanno lasciato gli altri.
CHI SSE DA' 'U MARTELLU SOPRE A LL'OGNA, PO' SÓLU PIAGNE DE VERGOGNA: chi dà il martello sull'unghia del proprio dito può solo piangere per la vergogna - chi si imbarca in situazioni spiacevoli non può che prendersela con se stesso.
CHI SSE FA' PECORA 'U LUPU SE LLA MAGNUA: chi si fa' pecora viene divorato dal lupo - chi si mostra sempre debole e remissivo si presta ad essere sempre schiacciato da chi è più forte o più sicuro di sé.
CHI SSE LAGNA SÓLU DDE I STROZITTI SÉI NON VEDE 'A MMERDA DELL'ÀNTRI: chi piange sui suoi piccoli escrementi non si rende conto della grande cacca degli altri - chi ingigantisce troppo i problemi personali non è in grado di comprendere quelli più grandi di coloro che gli vivono attorno.
CHI TÈ PIÙ PÓRVERE SPARA: chi ha più cartucce spara - nella vita si fanno strada ed hanno sempre la meglio quelli che possiedo denaro e potere.
CHI VA' A MOLA SE 'NFARINA: chi va al mulino si sporca di farina - chi si interessa troppo degli affari altrui alla fine ne resta invischiato.
CHI VA' A ROMA E NON SA' L'USU, PARTE CO' 'O PILU E REVÈ CARUSU: chi va a Roma e non ne conosce le usanze, ritorna a casa senza capelli - lo sprovveduto che si avventura in luoghi dei quali conosce ben poco è destinato ad avere guai.
CO' CHI NON PAGA E CO' CHI NO 'NTENNE È 'O PEGGIO DA COMMATTE: il peggiore confronto si ha con chi non paga e con chi non capisce - è inutile discutere con chi non salda i debiti e con chi non capisce, o non vuole capire.
COME SE SÒNA SE BALLA: come si suona si balla - È sempre opportuno sapersi adeguare alle situazioni perché ognuna di esse ha le sue regole.
CÒSA FENÌTA CAPU TENE: ogni cosa portata termine ha avuto un buon inizio - ogni lavoro può avere la conclusione sperata solo se è stato impostato come si deve.
CRISTU RENÀTU PIZZA CO' L'ÓU, PIZZA SÙCIA ANNO NÓVU: Cristo risorto pizza con l'uovo, pizza "sucia" anno nuovo - la preparazione della pizza con l'uovo ci dice che siamo vicini alla Pasqua, la pizza sùcia (cioè "intrugliata" di frutta secca e canditi), dolce di Natale, ci dice che l'anno sta per terminare.
D
DÀJE 'N CULU A 'U MUNELLU, NO' JE DÀ 'N CAPU: percuoti il bambino nel sedere, non in testa - le sculacciate sono punizioni che non lasciano segno, al contrario i colpi in testa potrebbero rivelarsi deleteri.
DA 'U CAPU NNE VÈ 'A TIGNA: dalla testa viene la tigna - l'errore di chi è in un posto di comando (capu) e di responsabilità ha conseguenze (tigna = scabbia) su chi è sottoposto.
DDO' 'A FRATTA È BASSA OGNUNU VO' SUMPÀ: dove la siepe è bassa tutti vogliono saltare - tutti si affollano attorno ad una conveniente opportunità. Oppure: tutti cercano di approfittare di una donna disponibile.
DDO' PÉNSI DDE TROVACCE I PRESUTTI, NON CE TROVI MANCU I 'NCINI: dove pensi di trovare i prosciutti non trovi neanche gli uncini - spesso c'è miseria dove ci si aspetta di trovare abbondanza. In senso traslato: le persone che appaiono ricche intellettualmente e umanamente, sono sciocche e superficiali.
DDO STÀU 'E CAMPANE STÀU PURE 'E PUTTANE: dove sono le campane trovi anche le puttane - non è chiaro il vero significato di questo detto. Si può supporre che le campane, e dunque un campanile, stiano ad indicare gli insediamenti umani, nei quali è probabile trovare donne che si concedono otre il dovuto al di fuori dei legami coniugali.
DDO STÀ 'U RÀCANU CE STÀ PURE 'A SERPE: dove stà il ramarro c'è anche una serpe - credenza popolare secondo cui i serpenti si accoppino con i ramarri. In realtà i serpenti come le vipere si cibano di ramarri.
DDO' TROVANU 'O MMULLU CE 'NCARGANU 'U PALU: dove trovano morbido piantano a fondo il palo - di una persona cedevole e remissiva ci si approfitta sempre.
DIO MANNA 'O FRIDDU A SECONDA DDE I PANNI: Dio invia il freddo a seconda dei vestiti - secondo le situazioni Dio manda il bene e il male.
DITTU MALE MÀR CAPITU: detto male, capito male - se qualcosa viene spiegata male, inevitabilmente non viene compresa o quanto meno compresa distorta.
DOPPU CHE SCÌ PURE SISSIGNÓRE: dopo aver detto sì devi dire pure sissignore - Si dice quando, dopo aver fatto un piacere, la persona che lo ha ricevuto ha qualcosa da ridire.
E
È PASSATU L'ANGELU E HA DITTU "AMEN": è passato l'angelo e ha detto amen- Si dice così quando un'episodio si verifica rapidamente o improvvisamente.
F
FORTUNA CHE 'U CULU NON PORTA I 'ENTI: per fortuna i denti non si trovano nel sedere - se il sedere avesse i denti ogni caduta sul di dietro sarebbe disastrosa!
G
GALLINA CHE NO' BECCA HA GIÀ BECCATU: la gallina che non mangia ha già mangiato - l'invitato che non vuol magiare è già sazio.
I
I FIJI BÓNI SO' SOLU ILLI DE 'E PECORE: i figli buoni sono solo quelli delle pecore - non sempre si può contare completamente sui figli (gli agnelli, figli delle pecore, sono buoni arrosti!).
I FIJI DDE MIGNOTTA SO' SEMPRE LL'ANTRI: i figli di donne prostitute sono sempre gli altri - poche persone riescono a riconoscere i propri limiti; la gran parte degli individui addìta sempre gli altri come responsabili di ogni male.
I GUAI DDE 'A PIGNA 'I SA SOLU 'A CUCCHIARELLA: i guai della pentola li conosce solo il cucchiaio - i problemi di una persona li conoscono soltanto coloro che le vivono accanto (il cucchiaio viene immerso nella pentola della minestra e ne sonda la consistenza).
L
L'ERBA CATTÌA NON SENTE SERRICCHIU: le erbacce non temono il falcetto - le persone perfide e malvagie difficilmente riescono ad essere represse nella società, anche quando vengono intrapresi interventi drastici (le erbacce ricrescono sempre!).
L'ÓRTU VO' L'OMO MÓRTU: l'orto vuole l'uomo morto (di fatica) - il lavoro dell'ortolano è snervante, richiede impegno costante.
M
MAI CÀLLU FECE MALE A 'U STOMMACU: il calore non fece mai male allo stomaco - il caldo si può sopportare, anche controvoglia, perché non è deleterio. Nella realtà si consiglia di ingerire tisane a chi ha disturbi intestinali o gastrici.
MALE 'A VANGA, PÈJO 'A SEGA: male la vanga, peggio la sega - la gente ha sempre da ridire, sia che le cose vadano in un verso, sia che vadano nell'altro.
MÈJO ÈSSE CÀPU DE SARÀGA CHE CÓA DE PÓRCU: meglio essere testa di aringa che coda di maiale - meglio essere qualcuno in gruppo di lavoro ristretto che essere l'ultima ruota del carro in una grande società.
N
N' BELLU PORCU E 'N BELLU PULLARU DÀ LLA 'N CULU A 'U MACELLARU: se hai un bel maiale e un bel pollaio non hai bisogno di andare dal macellaio - I contadini del passato avevano tutti una loro piccola fattoria.
'N COMPAGNIA PIJÓ MOJE 'N PRETE: in compagnia trova moglie anche un prete - trascinati dall'euforia della compagnia si possono compiere azioni sconcertanti (come quella di un frate che decide di sposarsi pur avendo fatto voto di castità).
NE' 'A BOTTE PICCULA CE STA 'O VINU BONU, MA PURE L'ACITU: nella botte piccola c'è il vino buono ma anche l'aceto - le persone meno appariscenti possono essere gradevoli, ma talvolta si dimostrano acide.
NINNI ERA CIÉCU. MO' PEPPE È SURDU: Ninni era cieco, adesso Peppe è sordo - gli individui (Ninni) che per egoismo non hanno mai visto le difficoltà degli altri (Peppe) non sono ascoltate (da Peppe) nel momento di un loro bisogno.
NO È MALE CHE 'U PRETE CE CANTI: non è una malattia che porta alla messa cantata di un funerale. Si dice quando una malattia non è grave e non c'è pericolo di morte.
NO È 'U MUNNU FATTU MALE, SO' I MUNNARÓLI: non è il mondo fatto male, ma lo sono quelli che ci vivono - gli uomini distorcono spesso ciò che naturalmente è corretto e questo fa sembrare che il mondo sia cattivo.
NON C'HA 'A CHE FFA 'A GATTA SE 'A PADRONA È MATTA: non ha nessuna colpa la gatta se la sua padrona è matta - gli errori di chi comanda non possono pesare su chi è sottoposto.
O
OGN'ORA NASCE 'N FUNGU: ogni ora nasce un fungo - in ogni momento può accadere qualcosa di nuovo.
OGNI SAMPATA LLA 'N CULU FA' CAMMENÀ 'N PASSU: ogni calcio nel sedere fa avanzare di un passo - le esperienze, anche dolorose, aiutano ad avanzare nella vita.
OGNUNU L'ARTE SÉA E 'A 'U LUPU 'E PECORE: a ognuno il suo mestiere e al lupo la razzia di pecore - ognuno deve fare ciò che meglio gli riesce (come il lupo che è bravissimo a portare l'agguato alla pecore) perché se pretende di svolgere compiti per i quali non ha competenza rischia solo di combinare guai.
ÓJU NÓVU E VINU VÉCCHIU: olio nuovo e vino vecchio - l'olio non può essere tenuto a lungo perché dopo due anni diventa cattivo; il vino, per essere gustato, va invece invecchiato almeno di un anno.
OMO CHE FA' DDU VUCI E FEMMENA GNÈ GNÈ, LIBBERATU SDOMINE: liberaci Signore dall'uomo che fa' due voci e dalla donna che parla in modo scialbo - occorre tenere le distanze da chi parla in maniera ruffiana e sdolcinata perché nasconde un atteggiamento subdolo.
OMO CHE NO' RESPÓNNE 'A PRIMA VOCE È SIGNU CHE 'U DISCURSU NO' JE PIACE: se una persona non risponde ad una prima voce vuol dire che non vuole entrare in quel discorso - le persone che hanno qualcosa da nascondere cercano sempre di distogliere l'attenzione dalle conversazioni che possono rivelarsi compromettenti.
O PÀJA O RÀJA: o mangi la paglia o ràgli - in periodo di stenti, facendo un parallelo con l'asino, si diceva così ai bambini che non volevano mangiare una certa pietanza (o mangi, o piangi).
'O RANU NO' È PE' LLI CELLITTI: il grano non è per gli uccelli - non si può assegnare un compito a chi non ha le capacità per svolgerlo.
'O TRÓPPU FA MALE A DDUI: A I PÓRCI E A I CRISTIANI: l'abbondanza fa male a due categorie: ai maiali e alle persone - l'eccessiva alimentazione è fatale al maiale che, una volta grasso, verrà ucciso e all'uomo che può incorrere in disturbi legati all'obesità (con significato figurato: eccedere nel benessere può essere deleterio).
P
PPE 'U STRUNZU E 'U CAFONE CROGNÀLE NNE 'U GROPPONE: per lo stronzo e il cafone bastone sulla schiena - con le persone scorrette e quelle ignoranti le parole non servono, è necessario usare le maniere forti.
PIPPA, PÈTTENE E CULU NON SE PRESTANU MAI A NICIÙNU: la pipa, il pettine ed il sedere non si prestano mai a nessuno - dalla pipa possono provenire malattie, dal pettine i pidocchi. Quanto al sedere...
PIÒE MA NON SE 'NFONNE: piòve e non si bagna - è importante sapersi adattare alle situazioni, come non bagnarsi se piove.
PIPPO FRECA E PEPPE PAGA: Pippo ruba e Peppe paga - c'è chi sperpera (Pippo) e chi paga (Peppe) per il denaro sperperato.
PÓRU MUNNU, CHI NON SA NAVIGÀ SE NNE VA' A FUNNU: povero mondo, chi non sà nuotare va a fondo - chi non sa affrontare i problemi è destinato a soccombere.
PRÉSTU SE 'NFÓNNE E PRÉSTU SE RASCIÙCCA: presto si bagna e presto si asciuga - chi affronta una situazione senza raziocinio, con precipitazione, rischia di rimanere a metà strada per perdita di slancio.
Q
QUANNO ARRIVI A CALLOPPITTU, ADDIO COCCHITTU: quando arrivi dai Polletti, addio cocco bello - se passi per la strada dove abitano i calloppitti (Polletti) potresti essere in una bara, visto che quella via porta al cimitero.
QUANNO DICE MALE MÒCCECANU PURE 'E PECORE: quando si è sfortunati anche la pecore mordono - quando le situazioni sono estreme diventano cattive anche le persone più mansuete di questo mondo.
QUANNO LAVI 'U CAPU A 'U SOMARU CE REMITTI PEZZE, SAPONE E LL'ACQUA NNE 'U CALLARU: quando lavi la testa al omaro ci rimetti il sapone e l'acqua nel paiolo - è vano dispensare disponibilità ad uno sciocco che non sarà mai riconoscente.
QUANNO 'U DIAULU CE METTE 'E CORNA NON SE RATTRÀE MAI CÓSA: quando il diavolo ci mette le corna non si conclude mai niente - se qualche malintenzionato o persona ostile si intromette in una situazione, tutto può essere compromesso, o non si arriva ad un conclusione.
R
RÒBBA NO' MME BUTTÀ CHE NON TE BUTTO: roba non buttarmi che non ti butto - non gettare ciò che potrebbe tornare utile.
RÒBBA AMARA TÉLLA CARA: roba dal gusto amaro tienila cara - i cibi dal sapore amaro vanno tenuti in grande considerazione perché hanno proprietà salutari.
S
SACCU VÓTU NON SE REGGE RÌTTU: un sacco vuoto non sta dritto - 1. una testa vuota non ha alcun sostegno intellettuale e morale; 2. la pancia vuota non permette di svolgere attività.
SAN PIETRU PRIMA FECE 'A BARBA SÉA E 'PPO ELLA DE LL'ÀNDRI: San Pietro prima tagliò la sua barba e poi quella degli altri - riferimento forse all'episodio del rinnegamento di Gesù, nel quale Pietro pensò a salvare se stesso senza preoccuparsi del fatto che il suo maestro era stato arrestato (un monito per gli egoisti!).
SE NO' GNULI 'A ROTA NO' SFANGHI: se non metti olio nella ruota il carro non esce dal fango - se non fai qualche piacere alle persone che contano a volte non puoi uscire da situazioni difficili.
SENZ'ACQUA 'A PÀPARA NON GALLEGGIA: senza acqua l'oca non galleggia - se non ci sono i presupposti, qualsiasi cosa va' di traverso e male.
SE PIOVE CO' 'O SÒLE SE MARÌTA 'A VÓRBE: se piove con il sole si sposa la volpe - non si comprende il nesso tra un evento tra la pioggia con il cielo senza nuvole e il matrimonio di una volpe. L'unico legame potrebbe venire dal fatto che sono entrambi circostanze improbabili.
SE SPUTI PE' LL'ARIA TE RECAE LLÀ 'N CAPU: se sputi in aria lo sputo ricade sulla tua testa - non giudicare il prossimo perché potresti anche tu cadere in errore. SE SSE CÀE 'U MUNNU , TU TE SCANSI E 'U LASCI CAÌ: se il mondo cade, spostati e lascialo cadere - detto riferito alle persone indifferenti a ciò che accade intorno a loro.
SE VO' FA' FESTA A UN AMICU, CARNE DDE SCROFA E LEGNU DDE FICU: se vuoi fare festa ad un amico, prepara carne di scofa e legno di fico - ironia e malizia si mescolano in questo detto che menziona la carne estremamente dura della femmina del maiale e il legno di fico che praticamente è inservibile per accendere il fuoco.
SOLU LL'OSSA ROTTE NON SE RACCÓJU: solo le fratture ossee non sono contagiose - a differenza di un raffreddore o di un'influenza la frattura di un osso non si trasmette. Il verbo raccóje (raccogliere) era usato per spiegare la trasmissione di una malattia da un soggetto all'altro.
SO' SEMPRE I STRACCI CHE VÀU PE LL'ARIA: sono sempre gli stracci che volano per aria - i poveri (stracci) sono destinati sempre a soccombere (volare in aria), al contrario dei ricchi che, con il denaro, sono in grado di superare molte situazioni difficili.
T
TRA L'ACCÙMMIATE E 'O MITTITE BBENE SE NN'È ÌTU 'N SACCU DDE TEMPU: tra il sistemarsi e il mettersi bene se n'è andato un sacco di temo - per sistemare i preliminari si è perso parecchio tempo (riferito ad un lavoro, ad un incontro ecc.).
TRIPPA PIENA NON PENSA A ÉLLA VÒTA: la pancia sazia non si preoccupa di quella che ha fame - chi ha il benessere difficilmente si preoccupa di chi vive in ristrettezze, se non in povertà.
TROMBA DE CULU SANITÀ DE CÓRPU: suono di culo salute di corpo - la flautolenza è sintomo di buona salute.
TRÓTTU D'ÀSENU NON FU MAI LUNGU: il trotto dell'asino non durò mai tanto - chi intraprende un lavoro o un'attività con scarso impegno e poco entusiasmo è destinato al fallimento.
U
UN PADRE CAMPA CENTU FIJI E CENTU FIJI NON SO' BBONI A CAMPÀ UN PADRE: detto applicabile a quelle situazioni in cui i figli si disinteressano dei genitori ormai anziani, che a loro volta si sono fatti carico di crescerli.
'U PÌRU MATURU CASCA SENZA TORTÙRU: la pera matura cade dall'albero senza colpi di bastone - ci sono situazioni problematiche che si risolvono da sole senza che qualcuno compia qualche cosa di particolare.
'U RILLU CANTA ACCÓRTU, 'A CECÀLA CANTA A MÓRTU: il grillo canta previdente, la cicala canta ma morirà - si può svolgere il proprio compito con impegno e produttività o in maniera superficiale ed improduttiva, pagandone le conseguenze (cicala e grillo vivono entrambi 3-4 mesi; pertanto non v'è rispondenza fra la realtà e il detto, il quale, tuttavia, mantiene la sua validità in riferimento all'attività umana).
'U DDIÀULU T'AIUTA, T'AIUTA E PPO' TE SCAPUCÒLLA: il diavolo prima ti aiuta e poi ti scapicolla - chi si affida all'aiuto di persone poco limpide prima o poi paga le conseguenze.
'U SANTÀRU SE FRÉCA 'NA VÒTE SOLA: il venditore di santini si fa ingannare una sola volta - anche un persona ben disposta quando viene ingannata adotta atteggiamenti per prevenire altre insidie, divenendo diffidente.
'U SÙRDU DE 'U COMPARE SENTE SÓLU 'ELL'E JE PÀRE: il sordo del compare sente solo quello che gli fa comodo - detto che descrive l'atteggiamento apparentemente disinteressato di certe persone, le quali, tuttavia, sanno cogliere da ciò che li circonda tutto quello che può tornare utile.
V
VEDÉ E NON TOCCÀ È RÓBBA DA CREPÀ: vedere e non poter toccare fa morire di rabbia - quando si è impossibilitati ad aver qualcosa che si desidera (oggetto o persona) si prova sempre un senso di frustrazione.