I modi di dire del dialetto contiglianese
Aspru sùrdu
ABBASSATA DE MARZU: luna calante di Marzo.
'A BELÀNCIA PORTA TANTU: le cose stanno così (la bilancia non sbaglia la misura del peso).
A CAZZU IMPERIU: in pinzimonio. (Come il sedano = sellaru: - sellaru a cazzu imperiu).
A CULU PUZZONE: carponi (quando si cerca qualcosa caduto a terra).
ÀRA MALE: non si comporta bene (parallelo con il contadino che non esegue un'aratura corretta).
ARIA MUCCHÌLE: vento che taglia il viso (da mùccu = faccia).
ASCELLE CALÀTE: ali abbassate (riferito ai polli).
ASPRU SÙRDU: aspide (vipera, considerata erroneamente sorda).
CACALI DDE 'E VECCHIE: valeriana (erba medicinale).
CANCANU RUTTU: persona fisicamente non più in grado di svolgere lavori pesanti (come un cardine spezzato che non riesce a sostenere più la porta).
CAPU 'E SAMMÙCU: testa vuota (il sammùcu, cioè la pianta di sambuco, ha tronco e rami dal midollo così tenero da sembrare vuoti).
CÉCU SÙRDU: gèco (la stranezza di questo piccolo rettile, rispetto alla parente lucertola, ha indotto a credere che fosse cieco e sordo).
Cécu sùrdu
Ciommanìca nuàcchia
CENTU PÈLLI: stomaco (una persona indigesta: tte sse mette llà nne centu pèlli = ti si mette nello stomaco).
CIOMMANICA NUÀCCHIA: lumaca senza guscio (nuàcchia = nuda).
CÒTECA NERA: persona scura di carnagione. Oppure: donna pelosa.
CRASTA FRATI: persona che risolve i problemi alla radice (come si faceva per i frati che, si crede, venissero evirati - crastà = castrare - per tenere fede al voto di castità).
CUCITURA DE LÒGGIA: sutura effettuata sull'addome della scrofa dopo la sterilizzazione.
CULU A SERRICCHIU: sedere sporgente (tipico delle persone che hanno il tronco leggermente in avanti, in modo da far risaltare il sedere, che assume una forma ad U, come la lama del serrìcchiu, cioè il falcetto).
CULU PUZZU 'NPUZZULITU: bambino estremamente vivace e fastidioso (il paragone è con l'odore fastidioso che fuoriesce dal sedere nelle flatulenze).
CULU STRIGNI: persona stitica. In riferimento allo stringere le natiche ed agli sfinteri.
FATTE CUNTU: tieni presente, immagina, tieni a mente (in un dialogo si usa per introdurre un paragone o far riferimento a situazioni, fatti, persone).
FEMMENA MULA: donna sterile (come la mula che è un ibrido e dunque infeconda).
FREGNA DIO!: cavolo! (espressione di meraviglia).
FREGNA MOSCIA: persona insulsa, persona insignificante. (in senso proprio: un organo genitale femminile - fregna = vagina - poco reattivo è sintomo di frigidità).
FUNNELLA 'E SPAGU: gomitolo di spago.
Funnella 'e spagu
GNUTTI SEMENZE: persona talmente ingorda nel mangiare da non accorgersi di ingoiare anche i chiodi se venissero mescolati alle pietanze (semenze = piccoli chiodi usati dai calzolai per la riparazione delle suole).
LENGUA GNIURIOSA: persona che offende con il suo parlare.
LENGUA PUZZA: persona che sparla ed ha da ridire su tutto e su tutti.
LÈNTALA!: smettila! (Sim. Smittila!).
HA 'NGAJARDÌTU: fa più freddo, ha rinfrescato.
MUCCU 'E FUSTAGNU: faccia pelosa (il fustagno è una stoffa che al tatto sembra avere una peluria).
'NCANTA CECÀLE: costernato, incantato (incantatore di cicale).
NEPÒTE 'E SAN FORZINU: persona che compie un gesto o fa un piacere controvoglia, per non dispiacere qualcuno (San Forzìnu è sinonimo di fatto per forza).
NO' ARA: non funziona, non va bene (come l'aratro che non scorre). Oppure: comportarsi male.
Ova gallate
OCCHI FÀLLARI: occhi che vedono male.
OCCHIU CATTÌU: malocchio (sostituito via via da malocchiu, molto vicino al termine in lingua italiana).
O PE' RIFFE O PE RAFFE: in un modo o nell'altro (trasposizione dialettale di o di riffa o di raffa).
ÒRA-PRO-ME: tutto per me (trasformazione del prega per me. Riferito a coloro che intendono appropriarsi anche di ciò che non spetterebbe loro).
ÓSSU MAZZÌLLU: mallèolo (mazzìllu forse perché somigliante ad una mazza).
ÒVA GALLATE: uova fecondate (dal gallo). Uova covate e quindi in grado di sviluppare pulcini all'interno.
PANE CUMPRU: pane non prodotto in casa ma acquistato.
PARACULU PASSATU A CORVELLU: persona molto furba (si tratta di furbizia raffinata come la farina passata al setaccio).
PÉI ARRONCIATI: piedi rientranti (sono i piedi curvati all'interno come due runci (= roncole). Il termine péi non è tipico del dialetto contiglianese ma di quello reatino).
PENNA 'E FRITTU: una parte di fegato .
PIANTA MORETÓRA: pianta inaridita, morente.
PICIU PICIU: solletico.
PIZZA 'NFRÀSCA: pizza a farina mista (di grano e di mais).
POCHI, MALEITTI E SUBBITU!: sono i soldi che uno ha fretta di incassare.
PONTE A TRE OCCHI: ponte a tre arcate.
Pianta moretóra
PUTTANA 'N CORPU 'A MAMMA: definizione popolare di una donna considerata eccessivamente disponibile verso gli uomini, al punto da ritenere questa sua disposizione già presente prima della nascita.
PUZZU NIRU 'NPROFUMATU: persona che non si lava e che cerca di attenuare il fetore versandosi addosso del profumo (con il risultato di emanare un odore ancora più sgradevole).
PUZZU SFUNNU: senza fondo (riferito sia alle persone avide che non si accontentano mai, sia a quelle ingorde di cibo che non sembrano mai sazie).
RECCHIE A MOTTATURU: orecchie a sventola (come se fossero due mottatùri, cioè due imbuti).
ROBBA CHE PUZZA DE' RAME: roba acquistata in negozio (non confezionata in casa. Forse vi è un nesso tra l'acquisto e il pagamento che in passato avveniva con monete di rame).
TRA LUSCU E BRUSCU: tra il giorno e la notte (dopo il tramonto).
SCHIÀFFA E NO' SCHIÀFFA: non sapere cosa fare, rimanere in bilico, essere indecisi (mettere o non mettere?).
'U LUPU È PECORARU: la realtà è sovvertita (perifrasi usata come paradosso quando ci si riferisce ad una persona che vuole far vedere le cose in maniera diversa da quello che sono. Sta' a vedé che 'u lupu è diventatu pecoraru!).
UNU È CACARELLA, L'ANTRU CULU STRIGNI: uno è l'opposto dell'altro (come diarrea e stitichezza).
UNU PUZZA E L'ANTRU APPESTA: si dice così di due persone poco raccomandabili.
VACCA CATTÌA: mucca in calore.
VERGINE DDE RECCHIE: ragazza che ha già avuto intense esperienze sessuali (riferimento volgare agli orifizi del corpo che sono stati tutti esplorati sessualmente, tranne quelli auricolari).