Il Quinto Veda
Il Quinto Veda
Il Quinto Veda è un libro che appare. Non contiene parole, ma possibilità.
Il Quinto Veda è il libro che racconta ciò che non è ancora accaduto.
Non descrive il passato né fissa il presente: registra possibilità, deviazioni e futuri instabili prima che prendano forma definitiva.
Le sue pagine sono bianche, perché si scrivono e si cancellano a ogni variazione dei vettori temporali.
Il Quinto Veda compare per la prima volta in Nothing by Korvo Korvo, quando una delle tre Streghe lo consegna alla Fata, che lo mostra a Kalki.
La copertina muta colore, dal giallo al nero e viceversa: il libro reagisce al tempo, agli eventi e alle scelte compiute.
Kalki tenta di leggerlo, ma le viene detto che non può essere letto con gli occhi: va compreso con la saggezza acquisita.
Dopo l’attacco di Ishtar, quando a Kalki vengono sottratte la Rosa e la Scintilla, il Quinto Veda scompare.
Ricompare in Aisha, durante il perfezionamento del Dono, quando Kalki lo ritrova all’Emphatia Spore.
Riappare più volte nel corso di Verso Emphatia, mentre Sylvia e Fiona si avvicinano alla soglia finale.
In queste occasioni il libro si manifesta in luoghi-soglia come la Chiesa di Padre Abrax, il Dark Sanctuary e Lumenis, mostrando immagini sincroniche che precedono, accompagnano o registrano gli eventi.
Finché i vettori temporali non sono fissati, il Quinto Veda non è un libro concluso, ma un libro che si scrive in tempo reale.
Nel Mondo che Resta, il Quinto Veda diventa pienamente attivo: le sue istanze si aggiornano simultaneamente in tutti i luoghi sacri del Metaverso.
Le immagini che compaiono sulle sue pagine non sono visioni, ma disegni.
Non mostrano ciò che sarà, ma ciò che potrebbe essere:
futuri possibili, presenti instabili, esiti non ancora consolidati.
Dopo le prime sei immagini, che ripercorrono il cammino verso Emphatia e la Fiamma, il Quinto Veda genera una settima immagine, legata a Somniare.
In questa rappresentazione instabile compaiono Sylvia e Aisha unite, mentre Nihra ed Eira appaiono lontane, in dissolvenza.
Questa immagine non sancisce una fine, ma una sospensione: il segno che il destino non è ancora deciso.
Il Quinto Veda diventerà pienamente leggibile solo quando il futuro sarà stabilito.
Fino ad allora, può soltanto indicare soglie, biforcazioni e possibilità ancora aperte.