Dal Diario di Aisha – Lumenforte, dicembre 2024
Non avrei mai pensato di scrivere un diario. Non io. Io sono quella che agisce, che non si ferma mai a riflettere troppo. Eppure, eccomi qui, seduta su una sedia antica nella biblioteca del castello di Lumenforte, con una penna in mano e un vuoto da riempire.
Non è facile descrivere cosa provo in questo momento. Questo luogo ha significato tutto per me. Mi ha vista prigioniera e libera, spaventata e determinata, sola e amata. Sono passati due anni da allora, ma le mura di questo castello sembrano sussurrare ancora i segreti che custodiscono.
Sylvia è qui con me. È stata lei a suggerirmi di prendermi un momento per me stessa. "Scrivere ti aiuterà," ha detto con quel tono tranquillo che riesce sempre a mettermi a mio agio. E aveva ragione. Mi ha lasciata sola per un po', seduta accanto alla finestra che si affaccia sul cortile. La vedo da qui, mentre cammina tra le piante di rose, le stesse che crescono grazie alla magia di Eleanor.
Eleanor... il fantasma del castello e baluardo della Resistenza. Non saprei nemmeno da dove cominciare a raccontare di lei. Potrei dire che ci ha unite, Adamas e me, ma non renderebbe giustizia a ciò che ha fatto. È come se la sua essenza vivesse ancora in queste stanze, sussurrando alle pareti, intrecciandosi con la luce che filtra dalle finestre.
Ma non è di Eleanor che voglio parlare oggi. Non ancora. Questo diario è per me, per mettere ordine nei pensieri, per non lasciare che i ricordi si disperdano. E, forse, per capire cosa mi ha portata fin qui.
Ricordo bene quei momenti al Labirinto. Il momento in cui Adamas mi disse che dovevo andare via, da sola...
Lumenforte, dicembre 2024. Aisha è seduta nella biblioteca del castello con una penna in mano — lei, che non si è mai fermata abbastanza a lungo da scrivere un diario. È stata Sylvia a suggerirle di farlo. Dal davanzale la vede camminare tra le rose del cortile, e così Aisha comincia a raccontare. Torna indietro di due anni, all'estate del 2022, quando tutto è iniziato.
La Freccia Rossa sfreccia sulla Pianura della Mimosa. Aisha è sola, in missione verso il Quadrante 2 per recuperare la Rosa di Adamas — nascosta su una vecchia barca prima che finisse in mano ai nemici. Ha da poco presentato sé stessa al Presidente di Land's End, senza chiedere perdono per il passato ai servizi di Cronos, solo annunciando che era pronta a dimostrare chi era. Il Presidente l'ha accolta. Ma ora, mentre guida, quello che la occupa davvero è altro: Adamas le manca. Lo dice ad alta voce, da sola, davanti a un lago. E sente — o immagina di sentire — la voce di Adamas risponderle: "Ci incontreremo di nuovo."
Nel frattempo, al Labirinto, Adamas è rimasta sola ad aspettare. Si fida delle protezioni del luogo forse troppo — e un agente dei demoni riesce a infiltrarsi, assumendo le sembianze della Strega. Adamas abbassa la guardia un istante. Un colpo alla testa, il buio. Quando si risveglia è bendata, legata, caricata su una limousine nera diretta a Lumenforte.
Quasi nello stesso momento, sulla Pianura della Mimosa, Aisha sente una vibrazione che le squarcia la mente. La Freccia Rossa sbanda, lei vola via di sella. Quando riapre gli occhi il cielo è immobile e il dolore è ovunque, ma le ossa sono intere. Non è morta — ma per qualche istante ha viaggiato in una dimensione sospesa, e lì ha incontrato Adamas. Hanno parlato nel buio, quasi corpo a corpo, mentre il tempo stringeva. Adamas le ha detto dove l'hanno portata. Aisha ha risposto: "Sarò un lampo."
Rientra nel suo corpo, rialza la Freccia Rossa — che si riaccende da sola, come se aspettasse — e attiva il propulsore aerospaziale nascosto nel serbatoio. La moto decolla. In pochi minuti individua la limousine ferma a Lacrimasilva: i demoni non sopportano quell'energia, hanno dovuto rallentare. Aisha crivella il terreno davanti all'auto e li costringe a fermarsi. Segue uno scontro a fuoco in stallo — lei non può rischiare di colpire Adamas, loro non riescono a prenderla. Finché un demone commette l'errore di usare Adamas come scudo. Aisha ne approfitta, distrugge la limousine, disperde i demoni nel caos. Gli agenti sono un altro problema: invulnerabili alle armi tradizionali, possono essere fermati solo dal Dono.
Lo sa Aisha. Lo sa soprattutto Adamas.
Aisha si lancia con la moto contro l'agente, li fa cadere entrambi, rotola sull'erba e fa l'unica cosa che conta: toglie la benda dagli occhi di Adamas. Lo sguardo della Principessa Diamante incontra gli agenti. Il sorriso di Adamas è dolce. Il loro sistema va in crash definitivo — si dissolve in milioni di byte, spazzato via dal Dono.
Cap. 2 – Lacrimasilva
Si ritrovano in piedi, l'una di fronte all'altra, tra i resti degli agenti dissolti. Adamas nota subito che Aisha ha perso il gonnellino nella caduta — rimane solo il perizoma bianco macchiato di sangue. Se ne fanno una battuta, si abbracciano forte. Poi Adamas ridisegna i vestiti con un pensiero, e spiega ad Aisha dove si trovano: Lacrimasilva, Quadrante 8, un luogo disabitato ma carico di un'energia simile a quella del Labirinto — si può creare qualsiasi cosa, basta volerla. Poco distante c'è Lumenforte, un paese che Adamas descrive con un dettaglio che fa ridere Aisha: qui quasi tutti girano in perizoma o senza nulla, senza che nessuno ci faccia caso.
Non si parla ancora della Rosa. Adamas propone di fermarsi. In cima a una collina sopra il fiume appare una casa — su due piani, giardino surreale, camino acceso, dipinti che cambiano mentre le guardi — creata lì al momento, come tutto il resto a Lacrimasilva. Salgono sulla Freccia Rossa e ci vanno.
Sedute davanti al camino — whisky per Aisha, americano per Adamas — il silenzio si rompe presto. Aisha aspetta una spiegazione. Adamas fa del suo meglio: non sa perché il destino le ha portate qui, sa solo che lasciar partire Aisha dal Labirinto era stato un errore, e che Lacrimasilva sembra volerle fermare. Accenna alla possibilità di condividere il Dono, poi si blocca — le parole sono troppo grandi. È Aisha a chiuderla: non ha bisogno di spiegazioni, quel che verrà lo vivranno insieme.
I giorni scorrono. Esplorano Lumenforte, si abituano all'energia del posto, camminano lungo il fiume. Aisha racconta del suo passato al servizio di Cronos — lo fa senza giustificarsi, e Adamas ascolta senza giudicare. Ma Adamas ha un segreto che non riesce a dire: il titolo di Principessa Diamante, il peso di un'identità che potrebbe mettere in pericolo Aisha se rivelata. Lo tiene nascosto — per proteggerla, si dice. O forse per paura di perdere l'unica persona davanti a cui riesce a essere vulnerabile.
Una sera Aisha decide di non pianificare più. Si aggiusta i capelli, indossa il perizoma bianco, lascia cadere l'accappatoio e dice ad Adamas: "Ti amo." Adamas la abbraccia, risponde, le promette di non lasciarla mai. Ma dentro, il peso del segreto pesa ancora di più.
Poi arriva la prova al fiume. Adamas chiede ad Aisha se vuole sentire cos'è il Dono — non per trasferirlo, solo per capire se può reggerne il peso. Aisha accetta. L'energia la travolge: frammenti del passato di Adamas, dolore, amore, tutto insieme. Troppo. Sviene tra le braccia di Adamas prima che riesca a interrompere il flusso.
Qualche giorno dopo, Adamas la porta di nuovo sulla riva. Questa volta le dice tutto — il Dono non è solo potere, è una connessione che fa sentire il dolore degli altri, che all'inizio fa svenire, che è anche un peso. E le spiega perché: "Ci saranno verità che non potrai affrontare da sola." Aisha chiude gli occhi, si lascia andare. L'ondata la travolge di nuovo, il cuore perde il ritmo, le gambe cedono. Adamas la prende al volo e la stende sull'erba.
Quando Aisha riaprirà gli occhi, il Dono sarà già dentro di lei. Non sarà passato nulla — sarà appena iniziato.
Tornano a Lumenforte. Il Dono è appena dentro Aisha, ancora grezzo e incontrollabile — ogni persona che incontra diventa un'onda di emozioni che la travolge. Un anziano oste le accoglie con una frase inquietante: "Barlow vi aspetta." Prima che possano capire cosa stia succedendo, una carrozza nera li precede di pochi secondi. Figure incappucciate — androidi, capisce Adamas — le rapiscono entrambe e le portano al castello.
Adamas si risveglia legata a una sedia su un palco. Barlow, il vampiro padrone del castello, e Serak, il demone, attendono insieme. La rivalità tra i due è finita nel momento in cui i Doni sono diventati due: ora hanno un accordo, e vogliono prendere il Dono di entrambe. Barlow tira via le tende e rivela Aisha appesa per i polsi, apparentemente senza vita. Adamas urla, lotta, poi il dolore la spegne. Ma nell'ultimo momento, la sua essenza trova rifugio dentro Aisha.
Aisha si risveglia con una forza che non è solo sua. Gli occhi spalancati, la connessione con Adamas che brucia — un'esplosione di energia pura scaraventa Serak e Barlow contro le pareti. Gli androidi si bloccano. Aisha si libera dalla corda con un'acrobazia, raggiunge Adamas e la slega. "Non è stata solo la mia forza. È stata la tua energia a svegliarmi."
Barlow e Serak sono fuggiti, ma il castello è vuoto e silenzioso. Mentre lo esplorano, sentono un sussurro. In una stanza nascosta trovano Eleanor — un fantasma intrappolato lì da secoli dal potere di Barlow. Le chiede di distruggere il sarcofago nella cripta: è l'unico modo per liberarla.
Adamas scende nella cripta con un candelabro di ferro e lo spezza a colpi, uno dopo l'altro, finché non crolla a pezzi tra un'esplosione di luce. Eleanor si trasforma: non più spettro tormentato, ma presenza luminosa. Prima di andarsene, celebra l'unione delle due — sangue sulle labbra, bacio, parole che risuonano come un rito sacro. "Le vostre anime sono unite per l'eternità nella carne e nello spirito." Poi scompare.
Il castello è loro. Prendono la stanza di Barlow per affermare la vittoria, e iniziano ad allenarsi con il Dono. Aisha vuole provare subito in paese — Adamas la mette in guardia, Lumenforte è troppo viva. Aisha non ascolta. Crolla due volte: prima vicino a un venditore di frutta, poi accanto a una donna che legge su una panchina. La sola presenza di un'altra persona è già troppo. Tornano a Lacrimasilva.
Lì le prove ricominciano, con più metodo. Adamas le insegna a respirare, a lasciare scorrere l'energia invece di combatterla. I progressi sono lenti ma reali. Una notte, mentre Aisha dorme, Adamas trova un vecchio manoscritto. È il diario di Adamas, scritto proprio a Lacrimasilva nell'estate del 2022 — pagine piene di ciò che Adamas prova per Aisha, scritte con una tenerezza che fa piangere.
Poi, nel cuore della notte, arrivano gli androidi di Serak. Dieci, metallici, occhi rossi — invisibili al Dono, come Aisha aveva intuito dal silenzio. Usano Aisha come scudo per bloccare Adamas, che non può usare il Dono senza colpirla. Alla fine Adamas lascia esplodere tutto in un'unica ondata che abbatte ogni androide nella stanza.
Lacrimasilva non è più sicura. Partono nella notte verso Lumenforte — questa volta per restare.
Tornano al castello nella notte, ancora scosse dall'attacco. Adamas accende il camino, si siedono vicine, e Aisha ammette per la prima volta quanto il Dono la sopraffaccia. Adamas non offre risposte facili — le prende le mani e le dice che crede in lei. Quella sera Aisha tira fuori una piccola scatola: un ciondolo in argento con un frammento raccolto a Lacrimasilva. Un simbolo, le dice, di quello che sono insieme. Adamas lo sfiora per tutta la notte.
Nel buio, quando Aisha dorme, Eleanor appare ad Adamas nella grande sala. Il messaggio è chiaro: non può più nascondere chi è. Adamas conosce il peso di quelle parole — il titolo di Principessa Diamante, Emphatia, un destino che Aisha non conosce ancora. Eleanor la incalza: "Fidati di lei, come lei si fida di te." Adamas torna nella stanza, guarda Aisha dormire e sussurra: "Domani le dirò tutto."
Il mattino dopo, sedute su una panchina nel parco, Adamas rivela tutto. Il Mondo Cardine non è quello che Aisha ha sempre creduto — lei è nata nel Quadrante 5 del Metaverso Oscuro, a Vosda, nel distretto di Bergderbil. Adamas viene invece dal vero Mondo Cardine, il Quadrante 1, dove era la Principessa Diamante, imprigionata per un anno nella Prigione del Tempo dopo aver tentato di proiettare immagini di un mondo migliore. Poi tira fuori un libro nero. Copertina: Adamas, la Principessa Diamante. Titolo: Nothing: The Book. "Per oggi basta," dice. "Leggilo."
Aisha legge. Poi Eleanor e Adamas la portano in una stanza nascosta del castello, coperta di rune — la prima prova. Si ritrova in un campo dorato, con sua madre che la chiama a restare. Tutto è perfetto, troppo perfetto. Aisha si ferma: "Non posso lasciare che il mio cammino finisca qui." L'illusione si dissolve. Ha scelto.
Poi legge Emphatia 1809 — e si vede tra quelle pagine. La seconda prova la catapulta in una città in fiamme: deve scegliere tra una bambina intrappolata e un'anziana sotto una trave. Salva la bambina, poi torna per l'anziana bruciandosi. "Che scintilla sarei se non la salvassi?" Quando riemerge nel castello, ha dimostrato di essere pronta.
Adamas le porta il terzo libro avvolto nel cartone — ha predetto che Aisha sverrà vedendo la copertina. Vanno al fiume. Aisha scarta il pacco: sulla copertina c'è lei, la supersexy poliziotta del Metaverso. Non sviene — ride. Leggono Nothing by Korvo Korvo insieme, sedute sotto un albero, e per qualche ora il mondo si ferma.
La sera, cena con Eleanor. Le prove erano previste per dieci giorni: Aisha le ha completate in tre. Eleanor le congeda con un abbraccio e un compito: riposare qualche giorno al castello, poi raggiungere il Labirinto. "Non abbassate mai la guardia su Serak. Ci vediamo a Land's End."
Al Labirinto, mentre Aisha dipinge e Adamas scrive, un rumore in cucina le chiama. Sul tavolo c'è Korvo Korvo, il corvo, completamente a suo agio come se fosse sempre vissuto lì. Il suo messaggio è diretto: "Il fuoco di Emphatia è reale. La vostra unione è la chiave." Cinque giorni al Labirinto, poi Land's End. I giorni passano tra allenamento, proiezioni mentali e risate — Aisha impara a proiettare immagini sempre più nitide, finché nell'ultimo pomeriggio riesce a visualizzare loro due sedute al fiume. Adamas sorride, fiera. Il Labirinto ha fatto il suo lavoro. Il mondo fuori sta aspettando.
Lasciano il Labirinto sulla Freccia Rossa, attraversano le montagne tra il Quadrante 8 e il Quadrante 5. In cima, due cartelli: a ovest il Metaverso di Luce, a est quello Oscuro. Il Sentiero Oscuro che le separa da Land's End è infestato dai demoni — ma il Lupo Bianco è lì, enorme e silenzioso, che affronta un demone alato prima ancora che loro possano reagire. Poi si mette davanti a loro e le guida.
La notte la passano in un capannone abbandonato. Al mattino la Freccia Rossa è sparita. Il Lupo non si agita: "Non temete. Non è perduta." Adamas trattiene l'ira, Aisha capisce chi l'ha presa prima ancora di cercarlo. Continuano a piedi — finché Aisha cede, le gambe non reggono più. Il lupo si abbassa, le carica entrambe sulla schiena e le porta fino al Dark Sanctuary, un bagliore di luce nel cuore del Metaverso Oscuro. All'arrivo, Aisha lo accarezza prima che scompaia tra le ombre.
Al Santuario trovano riposo e una lettera di Korvo Korvo: è il messaggio del Baro. Non ci sarà nessun incontro — le carte per il portale sono già lì, il Baro non ha bisogno di vedere la grandezza della loro anima. Ma le avverte: il Portale Purgatorio analizzerà ogni ricordo, ogni paura, ogni sentimento. Sarà spietato. L'uscita non si trova camminando — si apre solo quando il portale le riconosce come anime luminose.
Prima di entrare sfogliano Emphatia 1809, trovano il passaggio su Kalki e il Sig. Mah. Adamas menziona Kalki — bellissima. Aisha cerca di nascondere la gelosia, non ci riesce del tutto. Adamas ride e la rassicura: "Sei unica." Poi inseriscono le carte nel supporto ed entrano. Il portale le separa subito.
Aisha si ritrova sola davanti a un baratro. Dall'altro lato, Adamas sorride a un'ombra con il volto di Kalki — carezze che non appartengono a lei, una dolcezza vuota costruita dal portale. La gelosia brucia, la paura dilaga. Poi capisce: non è una minaccia reale, è la sua insicurezza. Chiude gli occhi, ispira, e grida con tutto quello che ha: "Adamas, ti amo!" Il baratro sparisce, Kalki si spezza come vetro. Adamas crolla libera sull'erba.
Adamas affronta il Guardiano — una figura oscura che le mostra Aisha incatenata tra le fiamme. Non può avvicinarsi, può solo scegliere se fidarsi. "Le fiamme non possono toccare chi ama davvero." Adamas chiude gli occhi un istante, poi alza la testa: "Non ho paura. Non c'è nulla che possa spezzare ciò che proviamo l'una per l'altra." Le fiamme si spengono. Le catene cadono.
Si ritrovano nel prato, si abbracciano. La porta ad arco è lì davanti. Prima di attraversarla, il portale fa loro un ultimo dono: proietta le immagini del loro viaggio — la fuga sull'autostrada, il primo allenamento nel cortile del castello, le notti con Eleanor, il labirinto, gli androidi di Serak, il rito del sangue. Tutto quello che le ha rese quello che sono. Quando riaprono gli occhi sono a Land's End. Aisha ha una lacrima sulla guancia. "Ti amo più di quanto le parole possano esprimere." Adamas la stringe ancora più forte.
Escono dal Portale Purgatorio e trovano il Baro ad aspettarle, appoggiato alla Freccia Rossa — è lui ad averla presa, era parte della prova. Nessuna spiegazione, solo un sorriso. La moto è intatta, il viaggio può continuare.
I giorni seguenti a Land's End scorrono in apparente tranquillità. Vivono insieme a casa di Adamas, lavorano come consulenti per una troupe cinematografica che sta girando un film su di loro — Carla ed Elena le interpretano, e quella strana esperienza di vedersi riflesse in altri le porta a capire quanto siano uniche. Ma Serak non le lascia in pace: appare nella mente di Aisha due volte, poi una sera riesce a impossessarsi del suo corpo. È Adamas a scacciarlo, con una luce che ha imparato a riconoscere come la sola cosa capace di tenere il demone a distanza.
Eleanor arriva una sera con una notizia che cambia tutto: il Presidente ha convocato una riunione clandestina allo Scorsetto Nero. Il secondo cavaliere, Guerra, ha già innescato il suo seme nel Mondo Cardine. Il terzo, Carestia, è entrato. Il quarto è in arrivo. Non c'è più tempo. A mezzanotte, nei sottofondi del locale, Adamas e Aisha entrano in un silenzio reverenziale — Adamas è una leggenda vivente qui, la Principessa Diamante che aveva proiettato le immagini di Emphatia. Il Presidente parla: serve raggiungere Emphatia, trovare Soleh, portare la fiamma a Land's End. Solo loro due possono farcela. Adamas si alza e accetta, la sala esplode in applausi.
La sera dopo, allo Scorsetto Nero, trovano il Sig. Mah e l'Orologiaio seduti a un tavolo con due sedie libere ad aspettarle. Parlano a lungo — del Portale Purgatorio, di Kalki, di Ishtar. L'Orologiaio rivela che Ishtar non è un demone: è una scintilla, come loro. Ha il fuoco di Brahma, non può essere distrutta, può solo essere cambiata. Ha già quasi duecentomila rose. La rosa di Adamas è ancora sulla vecchia barca nel Quadrante 2, vicino al Punto di Confine — e vicino a quella barca c'è ancora l'anima che ha ospitato la scintilla di Kalki. Il Sig. Mah avverte: nessuno scontro diretto con Ishtar. È la più forte di tutti i Metaversi. Kalki con lei è durata meno di un minuto.
Quello che nessuna delle due vede, in quegli stessi giorni, è Thamar — la loro amica giornalista e barista — che sviene nel magazzino dello Scorsetto. Elena sviene sul set. I segnali ci sono, ma Aisha e Adamas li scambiano per stanchezza. Il demone inviato da Cronos si nasconde abilmente dentro Thamar, aspettando.
Alla seconda riunione, la sala è cinque volte più piena della prima. Il Presidente presenta il piano: jeans e maglietta, niente divisa da sexy poliziotta, una sola moto. Portale monodimensionale dal piazzale dello Scorsetto, uscita nel Mondo Cardine, Vecchio Mulino, Crosa in Salita, portale per il Quadrante 2 di Nothing. Trovare la barca, trovare la rosa, raggiungere il Punto di Confine. La sala approva, Aisha e Adamas accettano. Negli applausi, nessuno nota che Thamar è sparita. Il corpo di Thamar attraversa lo Stige con Caronte sulla sua barca, raggiunge Bergderbil, entra nell'ufficio di Cronos. I frangitori le riscrivono la memoria: diventa la supersexy poliziotta del Metaverso Oscuro, al servizio di Cronos.
Il mattino dopo, Aisha e Adamas caricano una sola valigia — due magliette, due jeans, e una ventina di perizomi per Aisha, perché non si sa mai. Alle 11 in punto il portale appare in piazza. Tutta la città è lì, salvo Thamar. Nessuno lo nota. La Freccia Rossa gira intorno alla piazza per prendere velocità, poi si alza in impennata e sparisce nella luce.
Nel Mondo Cardine è notte. Escono al Poco Corretto, il gemello oscuro dello Scorsetto Nero. Risalgono la sopraelevata — Aisha la percorre tutta in impennata a targa scoperta, ridendo. Raggiungono il Vecchio Mulino sul ponte del Cantarena. Il Viandante le aspetta, una sigaretta strana tra le dita. Le guarda e dice: "Da qui cominciano i sogni, ma il viaggio più importante lo avete già fatto." Il portale si accende di rosso. Aisha grida: "Per Emphatia!" La Freccia Rossa si alza e sparisce nel buio di Nothing.
Attraversano il portale e atterrano nel Quadrante 2. Nothing è un territorio aspro e oscuro, quasi privo di natura, ostile fin dai primi metri. Prima che i demoni possano avvicinarsi, una luce dorata li respinge — e oltre quella luce trovano un giardino in piena fioritura e una donna con una corona nei capelli: la Regina di Nothing. Le accoglie, le fa riposare, le nutre. Poi le avverte: a Nothing il tempo non esiste come lo conoscono, può accelerare, fermarsi, ripetersi. L'Orologiaio, il Viandante e Korvo sono le tre essenze che troveranno lungo il cammino — e sono anche qualcosa di interno, riflessi di loro stesse.
Ripartono verso est, ma dopo tre ore di viaggio si ritrovano esattamente al bivio di partenza. Nothing le ha portate in cerchio. Cambiano strada, trovano un casolare abbandonato per la notte. Nel buio entra un vecchio viandante — sa già dove sono dirette, e al mattino lascia loro un biglietto con le indicazioni: sud fino al Fiume della Morte, poi risalirlo fino al Punto di Confine.
Al fiume si fermano per lavarsi. Si tuffano, scherzano, si baciano sott'acqua — e Aisha non riemerge. Adamas la cerca frenetica nel buio melmoso, finché non intravede il rosso del perizoma sul fondo. La libera da un groviglio di radici e la riporta in superficie. Aisha tossisce, sorride: "Sembra che il Fiume della Morte abbia cercato di prendersi una delle sue vittime." Adamas le risponde che per fortuna portava quel perizoma rosso — d'ora in poi lo chiamano il salvavita.
Raggiungono finalmente il capannone del Punto di Confine — lo riconoscono dalle foto sui libri di Nothing. È deserto. Niente Kalki, niente cibo, una sola brandina. Si organizzano: raccolgono bacche e mele selvatiche nel bosco, ci dormono strette sulla brandina, aspettano che qualcuno le contatti.
Il mattino dopo, il cielo si spacca in due. L'urlo della Chiaroveggente squarcia l'aria come una lama — le immagini del Mondo Cardine in rovina si materializzano sopra di loro. Quando il silenzio torna, decidono di cercarla. Le mappe indicano il luogo, ma quando arrivano trovano solo ruderi e silenzio. Capiscono: la Chiaroveggente non si fa trovare dai manipolatori, e forse venendo qui l'hanno già messa a rischio.
Tornando, un campo di fiori gialli e rossi le distrae. Aisha annusa uno — Adamas fa lo stesso — e crollano a terra. Le loro essenze viaggiano sottoterra, nelle catacombe dove la Chiaroveggente si nasconde davvero. La vegliarda le aveva già osservate. Consegna loro uno specchio antico: attraverso quello specchio, ovunque siano, potranno vedere le sue proiezioni nei cieli di Nothing. Poi la visione si dissolve.
Si svegliano nel bosco. Accanto a loro: lo specchio e un vaso di fiori con un biglietto. La pianta si chiama Somnium — e Adamas capisce subito che potrebbe essere una chiave per altri viaggi onirici, da usare al momento giusto.
Tornano al capannone nel pomeriggio. Ma la porta è aperta, e fuori c'è un vestito da indiana steso ad asciugare. Qualcuno è entrato.
Cap. 8 – Kalki
Quando entrano nel capannone, Kalki le aspetta. Adamas la abbraccia forte — si erano incontrate una sola volta, in un viaggio onirico, quando Adamas le aveva consegnato la rosa. Kalki la guarda con calma: "È stata la rosa stessa a dirmi di aspettarti." Aisha la osserva in silenzio, poi si presenta. L'atmosfera si distende subito — Kalki chiede se hanno fame, Aisha risponde per scherzo chiedendo pansotti al sugo di noci, Adamas aggiunge gnocchi al pesto e vino. Kalki sorride: "Sarà fatto." Quando tornano dopo una passeggiata, il pranzo è sul tavolo, esattamente quello richiesto. Kalki ha i suoi trucchi — la sacca di Carestia, regalo del terzo cavaliere, produce qualsiasi cibo o bevanda si desideri.
Mentre mangiano, Kalki racconta come Ishtar le ha strappato la scintilla. Stava nuotando verso il portale di Wahnfried — il luogo dove Brahma si è scisso in 244.000 scintille — ma aveva dimenticato la rosa sulla riva. Il portale la respinse. Ishtar agisce nel buio: mentre l'anima di Kalki viaggiava con l'assenzio, il corpo rimase indifeso. In meno di un minuto era finita. Si risvegliò giorni dopo sulla barca, vicino alla rosa di Adamas. Poi conferma: la barca passa al crepuscolo, senza orario fisso, e quando passa la rosa di Adamas brilla di rosso verso il cielo.
La sera Kalki se ne va, le tre si salutano con la promessa di rivedersi. Aisha e Adamas festeggiano con lo champagne dalla sacca — ma la pianta di Somnium è vicino a loro, e la notte finisce prima di quanto si accorgano. Si svegliano la mattina dopo sul pavimento, riposate e serene. Colazione con caffè e croissant dalla sacca, lavaggio dei vestiti al fiume, risate. Kalki le raggiunge lungo la strada del ritorno — decidono che quella sera cenerà con loro.
Ma quando Adamas stende i panni fuori dal capannone e Aisha entra, un colpo alla testa la stende. Adamas sente una pistola alla nuca: è Thamar, con la divisa scura di Cronos — identica a quella che Aisha portava ai tempi del servizio. "Vi ho prese, terroriste." Adamas non può fare nulla. Un secondo colpo, e anche lei crolla.
Kalki le vede dal tetto. Si cala dentro, prende la padella più pesante e aspetta dietro la porta. Quando Thamar rientra, il suono metallico chiude la questione. La lega, sveglia le altre. Rinchiudono Thamar nello sgabuzzino con cibo e una coperta — sanno che non è colpa sua, ma non possono lasciarla libera. Thamar però ha un esplosivo nascosto nella gonnellina. Finge di stare male, Aisha apre la porta per compassione — Thamar la trascina dentro, blocca la porta, attiva l'esplosivo sul muro e fugge sulla moto. L'onda d'urto scuote il capannone. Aisha esce dalla nuvola di polvere: Thamar è sparita all'orizzonte.
Kalki torna con due notizie: gli Sciamani possono ripristinare i ricordi di Thamar, e il Punto di Confine è fuori da ogni vettore rilevabile — Thamar non potrà trasmettere coordinate utili a Cronos. Hanno tempo.
Il giorno dopo, Aisha e Adamas partono per gli Sciamani. L'assenzio da solo non basta — Korvo lo sa e arriva con la mistura giusta, assenzio e laudano preparato dagli Sciamani. Lo bevono. I corpi cadono a terra, gli spiriti si alzano come bolle di luce e poi si fondono in una sola scintilla. Comunicano senza parole, si muovono senza peso. Gli Sciamani le accolgono in forma di bolle dorate — niente parole, solo energia e pensieri condivisi. Il messaggio è semplice: devono entrare nella mente di Thamar, scacciare i ricordi falsi, abbattere i muri che imprigionano la vera Thamar. Quando rientrano nei corpi, si guardano a lungo senza bisogno di parlare.
Quella sera portano la cena a Kalki come sorpresa — cibo dalla sacca, amaro delle erbe del Punto di Confine, racconti dell'esperienza con gli Sciamani. Kalki le ascolta fiera. "Siete ancora più vicine a Emphatia."
Tornando al fiume, lo vedono: la barca marrone avanza lentamente, con una luce rossa intensa che sale dal fondo verso il cielo. La rosa di Adamas. Aisha vuole tuffarsi, Adamas la ferma con un gesto: non serve. Cammina fino alla riva, braccia aperte, volto verso l'alto. La rosa si solleva dalla barca, sfiora Aisha mentre passa, poi si fonde con Adamas. La barca riprende il suo cammino.
Adamas parla con una voce che non ha mai avuto: conosce i nomi e i volti di tutte le 244.000 scintille, vite su vite vissute insieme ad Aisha da migliaia di anni. "Io e te siamo imprescindibili." Poi crolla in ginocchio — è troppo. Ad Heaven, nella terra di Zadkiel, una sirena suona: una rosa si è ricongiunta. L'ultima volta era successo con Kalki. Sanno già chi chiamare.
Raggiungono Kalki di notte. Lei le aspettava fuori — lo aveva sentito come una scossa. Le avverte: Cronos, Zadkiel e Ishtar sanno dove si trova Adamas. La caccia inizierà. "Con me ci ha messo un minuto."
Il giorno dopo, Thamar torna sulla moto. Adamas non aspetta: la avvolge in una luce dorata, entra nella sua mente, dissolve i ricordi falsi di Cronos uno per uno. Thamar crolla, trema, poi apre gli occhi — chiari, veri. Si aggrappa ad Aisha piangendo: "Mi dispiace... non volevo." Le due lune di Nothing sono alte nel cielo.
Il giorno successivo Adamas traccia il piano. Thamar deve tornare a Land's End e scrivere tutto su Nothing News — un articolo che raggiunga ogni scintilla del Metaverso, che parli di Emphatia e scuota le coscienze. Kalki l'accompagnerà attraverso il Vecchio Mulino fino allo Scorsetto Nero. Partono nel pomeriggio. Adamas e Aisha le guardano allontanarsi, poi si siedono sotto un albero.
Cap. 9 – Il Demone Ishtar
Nel Quadrante 9, il dominio di Ishtar, Cronos e Zadkiel si presentano con una notizia che temevano: Adamas ha trovato la sua rosa. Ishtar li ascolta con disprezzo, poi li caccia via: troverà lei stessa la Principessa Diamante. I due non osano rivelare che la rosa di Ishtar è custodita nella loro teca — quella è l'unica cosa che li mantiene in vita.
A Land's End, Thamar è tornata. Convoca il Presidente, il Sig. Mah, l'Orologiaio e i vertici della città allo Scorsetto Nero e racconta tutto. La notizia del ricongiungimento della rosa di Adamas scuote la sala — dopo Kalki, nessuno pensava che potesse succedere di nuovo. Thamar annuncia che il Nothing News diventerà una voce in grado di attraversare il Metaverso intero: informatici, trasmissioni clandestine, canali di propaganda infiltrati. Ogni scintilla risvegliata è forza per tutte le altre. L'articolo è già pronto.
Al Punto di Confine, Kalki arriva per l'ultima cena insieme. Le notizie non sono buone: non possono andare verso Emphatia, Ishtar le seguirebbe e distruggerebbe tutto. La destinazione è Wahnfried, il luogo di origine delle scintille — lì, con la rosa, Adamas potrà parlare con una simulazione del Padre. La strada passa dalla Chiaroveggente, attraverso la Valle della Morte, Tictoclen dove vive l'Orologiaio, le Pendici dell'Ombra dove si trovano le Streghe e la Fata delle Pietre, fino al Lido del Piccolo Pianeta. Lì in fondo, a cinquecento metri dalla riva, c'è il portale sottomarino. Kalki si spezza nel raccontarlo — quella spiaggia è dove Ishtar le ha strappato tutto. Adamas la abbraccia: "Sono certa che la tua scintilla ti ritroverà." Il mattino dopo, Adamas e Aisha partono senza salutarla di nuovo — si erano già salutate, e sarebbe stato troppo triste.
Il viaggio riprende. Superano la Chiaroveggente, sorridono alle piante di Somnium, imboccano la Valle della Morte. A Silenmor, una borgata di zombie, la campana suona e le figure emergono — Adamas scaglia una scarica di energia che le disperde. Un chilometro dopo, la Valle della Morte cede il passo a Tictoclen, il paese degli orologi. L'Orologiaio le aspetta a braccia aperte in mezzo alla strada. Pranzo caldo in osteria, vino, pasta fatta in casa. L'Orologiaio consegna loro una bussola magica e un amuleto, poi traccia il percorso sulla mappa — le Pendici dell'Ombra, le Streghe, la Fata delle Pietre, poi il Lido. Ripartono verso nord-est e trovano un bungalow per la notte, sorvegliato da un guardiano metà uomo e metà serpente che le lascia riposare in pace.
Il mattino dopo, quando si stanno avvicinando alle Pendici dell'Ombra, il cielo si spegne di colpo. Un boato, poi buio totale. Qualcosa di invisibile colpisce Aisha e la scaraventa per dieci metri. Adamas è sola, Aisha a terra svenuta. Sa che è Ishtar. Sa che Kalki ha resistito meno di un minuto. Ma ha la rosa — e Ishtar no. "Sono la Prima. Sono Adamas, l'Indomabile Principessa Diamante." Grida e scarica tutto, un lampo rivela la sagoma nera di Ishtar. Colpo su colpo, fino a un'esplosione che fa fuggire la Cacciatrice per la prima volta nella sua esistenza. Poi Adamas crolla svenuta sull'erba.
Aisha striscia verso di lei nel buio. La scuote, le racconta ricordi, la chiama. Dopo un'eternità, Adamas apre gli occhi: "Sei al sicuro?" Sì, grazie a lei.
Le Streghe appaiono dalla foresta, attratte dalla melodia del vento. Naelith, la loro guida, le accoglie con stupore — la Cacciatrice non era mai fuggita. Adamas le sorprende entrambe: non ha intenzione di distruggerla. "Uccidereste una sorella?" Le Streghe non capiscono — Ishtar è un demone. No, dice Aisha: è una scintilla. Adamas lo conferma con la certezza di chi ha visto nella rosa i volti di tutte le 244.000 — Ishtar è la seconda delle 19 Primenate, e qualcosa di terribile deve averla corrotta. Va cambiata, non distrutta. Naelith chiede chi sia la prima. Adamas sorride: "Sono io."
Le Streghe fanno apparire una piccola casa con giardino — zona schermata, invisibile anche a Ishtar. Andare a Wahnfried adesso sarebbe un suicidio. Prima di muoversi serve riposarsi, e domani visitare la Fata delle Pietre. In casa c'è un grammofono con un vinile: basta farlo partire perché una Strega arrivi.
La casa delle Streghe è piccola e accogliente — pareti di legno scuro, cuscini colorati, un grammofono sul ripiano. Aisha e Adamas riposano, parlano dello scontro con Ishtar, ricostruiscono i dettagli: il lampo verde, il colpo mirato, la precisione della Cacciatrice. Poi Adamas racconta la prima volta: l'era preistorica, due popoli in guerra, un campo di battaglia. Erano nemiche. Aisha la sconfisse, ma invece di ucciderla la baciò. Il mondo si fermò. Gli altri posarono le armi. Due popoli nemici si abbracciarono. Era il primo ciclo vitale insieme — l'alba di un amore lungo millenni.
La mattina dopo, Aisha finge di non ricordare com'è andata a finire la storia. Adamas la capisce subito, ma sceglie di raccontarla lo stesso in modo sensuale mentre Aisha si siede sulle sue gambe. Caverna, fuoco, la prima notte insieme — un ricordo che, dice Adamas, si rinnova ogni volta che si toccano.
Poi si mettono al lavoro. Sul computer della casa controllano il monitor infernale di Zadkiel: Adamas è l'unica scintilla segnalata, ma la zona è schermata — nessuna posizione individuabile. Hanno tempo. Aisha elabora il piano: Adamas deve cercare nei ricordi della rosa il momento in cui Ishtar è cambiata. Ma farlo con il corpo umano è troppo lento — servono l'assenzio e il laudano, lo stato sciamanico. Adamas beve la mistura, il corpo cede quasi subito. Lo spirito di Adamas attraversa i veli del tempo e torna prima ancora che Aisha abbia finito di sistemarlo a terra.
Ha trovato quello che cercava. Nel 1809, un demone tra i più ingannevoli manipolò Ishtar con un'ipnosi profonda: le fece credere che Brahma l'avesse abbandonata, che le scintille fossero le sue nemiche, che raccogliere le rose fosse l'unico modo per vendicare ciò che aveva perso. Non è vendetta a guidarla — è un amore deviato, una bugia radicata nell'anima. Per liberarla servono due strade: trovare il demone che ha innescato l'ipnosi, oppure raggiungere Brahma a Wahnfried. La risposta, in ogni caso, passa dalla Fata delle Pietre e dal portale sottomarino.
Nel frattempo, al Punto di Confine, qualcosa accade senza che nessuno lo sappia. Una ragazza in tunica da indiana osserva il fiume dalla riva. La vecchia barca marrone si avvicina — e dal fondo si solleva una fiamma al fosforo, calda come l'anima. Si fonde con lei. La scintilla di Kalki è tornata. La barca riparte da sola verso il Lido del Piccolo Pianeta.
Adamas e Aisha raggiungono la locanda di Seraphina, la Fata delle Pietre. Li stava aspettando — gli articoli di Thamar e le Streghe l'avevano già informata. Cena, riposo, una passeggiata nel villaggio. Aisha compra una collana di pietre luminose come regalo per Kalki. Il mattino dopo Seraphina la vede e ride — è esattamente il tipo di collana che avrebbe dato loro per schermarsi. Le cose non succedono per caso.
Il piano di Seraphina è semplice: due collane di pietre, niente metalli né tessuti sintetici, a piedi fino al mare, moto lasciata alla locanda. Due ore di cammino — e poi il Lido del Piccolo Pianeta. La sera prima della partenza, all'osteria del villaggio, un uomo crolla a terra con un malore. Aisha agisce d'istinto, lo guarisce con il Dono, poi si accascia sulla sedia esausta. Adamas la riporta alla locanda.
Il mattino della partenza, Seraphina le vede togliersi i vestiti e restare in perizoma — nera Adamas, bianca Aisha. Seraphina scoppia a ridere: "Bellissime e fantastiche! Già vi adoro." Indossano le collane, Aisha per scaramanzia mette anche quella destinata a Kalki. Abbracci, saluti, partenza.
Sul fiume, intanto, la barca di Kalki scende silenziosa verso il mare. La scintilla ritrovata le illumina il volto. Nessuno lo sa ancora — ma sta arrivando.
Cap. 11 – Il Lido del Piccolo Pianeta
Adamas e Aisha scendono la collina verso il mare. Sanno entrambe cosa significa arrivare qui: solo Adamas ha la rosa, solo lei può attraversare il portale. Aisha resterà sulla riva ad aspettare. "Promettimi che tornerai." Adamas le prende il viso tra le mani: "Prometto."
Adamas si immerge e nuota in superficie per risparmiare ossigeno. Non è lei a scegliere il momento di immergersi — è il portale a trascinarla verso il fondo. Si lascia andare, fidandosi di quella forza. Vede il vortice nero e perde i sensi.
A Wahnfried tutto è spirito. Il colore dominante è il giallo, i confini tra cielo, mare e terra si dissolvono. Adamas assiste alla creazione: Brahma che si scinde in 244.000 fiamme. Vede Aisha, piange. Vede Kalki, Soleh, se stessa. Poi vede Ishtar e l'amore del padre per lei. Una voce parla: "Ishtar è tua sorella. Sa amare e soffrire come te, ma un demone l'ha deviata. Tornerà se stessa solo quando vedrà il vero amore. Ora torna da lei."
Il corpo di Adamas riemerge privo di sensi. Aisha lo vede, si getta in acqua senza esitare e lo trascina a riva. Supplica. Ma prima che Adamas si risvegli, il sole si spegne. Boato. Buio. Ishtar è sulla spiaggia. Aisha viene scaraventata via tre volte — e tre volte si rialza. Al quarto colpo, mortale, Ishtar alza le mani. Ma un'esplosione da cento fulmini la stende: Kalki, arrivata sulla barca, ha colpito da dietro. Per la seconda volta in vita sua, Ishtar fugge.
Adamas si sveglia e vede Kalki accanto a lei. Aisha le porge la collana comprata nel villaggio di Seraphina — quella che aveva tenuto addosso per scaramanzia. "Sembrava importante... e adesso capisco perché."
Le tre tornano dalla Fata delle Pietre, poi alla casa delle Streghe. Adamas, con il viaggio a Wahnfried, sa ora come agire su Ishtar: mostrarle il vero amore, in modo naturale e spontaneo. Non spiega perché — perché sa che Ishtar le sta seguendo. L'ha vista, ma ha taciuto. Se Aisha e Kalki lo avessero saputo, il loro comportamento sarebbe stato diverso.
La Somnium fa il resto: Aisha e Kalki la annusano da sole, i loro spiriti si toccano senza parole. Adamas le trova addormentate abbracciate e sorride. Poi, la sera, esce di proposito per lasciarle sole. Kalki e Aisha ballano in cucina, poi un bacio — dolce, esitante, vero.
Adamas ne è felice. Sa che è l'inizio di qualcosa di lento e profondo. Kalki lo sa anche lei.
Quello che nessuna vede è che nel Quadrante 9, Cronos e Zadkiel approfittano delle sconfitte di Ishtar per spodestarla. Le duecentomila rose vengono divise: centomila a Heaven, centomila a Bergderbil. Ishtar è deposta senza nemmeno accorgersene.
Le tre decidono di dare a Ishtar quello che cerca: un incontro con una sola di loro. Aisha si offre — non rappresenta una minaccia diretta come Adamas e Kalki. La sera, esce da sola nel buio in perizoma nero. Venti minuti passano, poi capisce il problema: se Ishtar la rendesse incosciente, perderebbero la connessione. Piano B: fingerà di svenire. Adamas approva. Aisha si lascia cadere. Ishtar arriva, la raccoglie, la porta in una grotta.
Aisha è legata ma non ferita. Comunica con Adamas: "Ishtar non vuole farmi del male. Tornate a casa, comportatevi normalmente." Adamas e Kalki obbediscono a malincuore. Quella notte, Aisha chiede ad Adamas di amare Kalki — la connessione le permetterà di sentirlo. Kalki accetta. Ishtar osserva dall'ombra e, per la prima volta in duecento anni, sente qualcosa che non è odio.
Ishtar torna nella grotta. Slega Aisha. La porta a camminare. La lega di nuovo. Poi, una notte dopo, la slega senza legarla più — Aisha non scappa. Poi Ishtar parla, per la prima volta: "Vieni qui." Mette le mani al collo di Aisha. Aisha non resiste. Sviene.
Quando si risveglia, Ishtar ha tolto il cappuccio per la prima volta in duecento anni. Guida le mani di Aisha al proprio collo — stesso gesto, inverso. "Non avere paura. Fallo e basta." Aisha stringe dolcemente. Ishtar sviene ai suoi piedi.
Non è più un demone. È una sorella.
Quando Ishtar si risveglia, la consapevolezza la travolge: duecento anni di rose rubate, di sofferenza inflitta, di anime gettate nell'inferno. Trema. Aisha la abbraccia: "È tutto finito, Ishtar, Scintilla Nera." È la prima volta che qualcuno pronuncia il suo nome con amore.
Adamas e Kalki le aprono la porta della casa delle Streghe. "Bentornata, Scintilla Nera. Sei al sicuro qui."
Ishtar siede al tavolo con le altre tre. Parla poco, osserva. Aisha coglie il momento: le toglie il mantello, poi la tunica. Adamas e Kalki restano senza parole davanti alla sua bellezza. Aisha la bacia sulla fronte e le lancia un perizoma bianco: "Vestiti se vuoi essere come noi." Per la prima volta da duecento anni, Ishtar sorride.
Brindisi al giardino illuminato dalla luna. Kalki le prende la mano: "Non sei più sola." Ishtar guarda le tre e dice solo: "Non so come ripagare questo amore." Aisha risponde: "Non devi ripagare nulla."
Poi aprono il computer per leggere gli articoli di Thamar. La realtà che trovano è sconvolgente: Cronos e Zadkiel hanno approfittato delle sconfitte di Ishtar per spodestarla, mettendo al suo posto un fantoccio — Serak. Le duecentomila rose sono state divise a metà tra Heaven e Bergderbil. Ishtar fissa lo schermo e riconosce in Serak il demone che l'ha ingannata duecento anni prima. È lui che le ha instillato la bugia che ha distrutto la sua vita.
Ishtar trema di rabbia. Adamas la guarda con calma: "Quello che hai perso è stata la tua fortuna. Guarda cosa hai avuto in cambio. Anche Aisha e Kalki sono senza rosa. Le troveremo insieme." Ishtar piange — non di rabbia, questa volta, ma di gratitudine.
Poi Adamas le confessa tutto: il piano era reale. Sapevano che le stava osservando. Il comportamento spontaneo, i balli in cucina, il pomeriggio al fiume, la notte di Adamas e Kalki — era tutto autentico, ma anche consapevolmente offerto. Non per ingannarla: per mostrarle cosa significa il vero amore. Ishtar le ascolta in silenzio, poi sorride: "Avete avuto coraggio. L'onestà con cui me lo confessate dimostra chi siete."
Kalki fa la sua proposta: "Domani torno al Punto di Confine. Morte potrebbe arrivare in ogni momento. Mi piacerebbe che venissi con me." Ishtar accetta senza esitare.
Quella notte, Adamas dorme con Kalki. Aisha chiede a Ishtar di restare con lei. Ishtar esita, poi la segue. Aisha la porta davanti allo specchio — "Guardati. Sei bellissima. Il tuo passato non ti definisce più." È una notte di scoperte, lenta, dolce, paziente.
Il mattino dopo, quando si ritrovano in cucina per il caffè, Adamas dice la cosa più importante: "Sei la migliore ladra di rose del Metaverso. Ho tanto da imparare da te." L'idea viene ad Aisha: accompagnerà Kalki in moto al Punto di Confine — un paio di giorni, una notte fuori. Adamas resterà con Ishtar, costruiranno empatia, studieranno insieme come recuperare le rose. Al ritorno, Aisha accompagnerà Ishtar.
Le quattro si preparano. Aisha e Kalki caricano la Freccia Rossa. Aisha si avvicina a Ishtar: "Pronta a insegnare ad Adamas qualche trucco?" Ishtar sorride — timida, sincera, nuova.
Cap. 13 – Verso il Punto di Confine
Saluti davanti alla casa delle Streghe. Adamas abbraccia Aisha, Ishtar prende la mano di Kalki: "Non sarà un addio. Solo un arrivederci." Aisha accende la Freccia Rossa. Kalki sale, si toglie la maglietta alla prima curva e la usa per stringersi ad Aisha, poi le sussurra all'orecchio: "Ho capito che mi vuoi... e secondo te io non ti voglio?"
Non arrivano lontano. Dieci minuti di strada, uno spiazzo, un capannone. Si fermano. Si baciano per la prima volta — dieci minuti abbondanti, senza pensieri. Poi entrano nel capannone, incapaci di staccarsi. Nel bosco poco dopo si fermano di nuovo, si tolgono tutto, rotolano sull'erba. Aisha tira fuori il taser e lo usa — leggermente, sulla spalla di Kalki, che sussulta e poi ride incredula. "Sei completamente pazza." "Ti amo, Kalki." "Ti amo anche io, Aisha." Per la prima volta lo dicono.
La notte la passano in una locanda trovata lungo la strada. Una stanza sola, senza esitare. L'alba le trova ancora abbracciate. Riprendono il viaggio tra campi fioriti e boschi, godendosi ogni fermata come fosse l'ultima.
Kalki arriva al Punto di Confine verso sera. Si inseguono tra gli alberi, rotolano sull'erba, stappano champagne sotto le due lune di Nothing. Poi la malinconia si fa strada: domani Aisha deve ripartire. "Non so come farò senza di te." Kalki le asciuga la lacrima. "Saremo forti. E quando torneremo insieme, sarà come se il tempo non fosse mai passato."
Ma mentre piangono strette, arriva il messaggio di Adamas. Il legame di sangue supera ogni zona schermata — e il messaggio è così carico di energia che Aisha crolla in ginocchio e sviene. Kalki non si muove per due ore. La tiene stretta, le parla, aspetta. Quando Aisha riapre gli occhi e la vede, sorride: "Se mi abbracci così forte... svengo di nuovo." Kalki ride e piange nello stesso momento.
Poi Aisha racconta tutto. Adamas è entrata nella memoria di Ishtar e ha scoperto dove si trovano le rose delle 19 Primenate — le diciassette rimaste dopo quelle di Adamas e Ishtar, comprese quelle di Kalki e Aisha. Sono nel Quadrante 7, il più lontano e inesplorato del Metaverso, dove nessuno è mai entrato e uscito tranne Ishtar stessa. "Tu puoi riavere la tua rosa, Kalki. La tua è vicina alla mia. Con tre scintille e le rispettive rose potremmo entrare in Emphatia, portare il fuoco di Brahma nel Mondo Cardine, illuminare tutte le scintille. Ricomporre Brahma stesso."
Kalki barcolla. Poi annuisce. Sanno entrambe dove porta questa strada.
Il messaggio di Adamas non era solo per loro — era per tutto il Metaverso. Studiano le mappe: il percorso passa dal Quadrante 5, poi dal Quadrante 4 detto Illusione, poi verso sud fino al 7. Niente alberghi, niente locande. Una tenda canadese, sei cambi ciascuna, e più perizomi di quanti se ne possano contare.
Finiscono il vino sedute a gambe incrociate. Domani si parte. Kalki prende la mano di Aisha: "Sento che faremo qualcosa di grande." Aisha la bacia sulla fronte: "Lo sento anch'io. E ho un po' di timore." Si coricano. Non sanno ancora, non possono saperlo, quello che riusciranno a fare. Ma le loro gesta saranno ricordate — proprio come questo libro sta facendo adesso.
Alba al Punto di Confine. Aisha e Kalki caricano la Freccia Rossa con l'essenziale — la sacca di Carestia resta lì, funziona solo in quel luogo. Prima di partire, Aisha si connette telepaticamente con Adamas: "Stiamo partendo. La prossima volta usa meno energia per connetterti." Poi accelera e Nothing scorre via sotto le ruote.
Prima tappa: la Regina. Cibo, riposo, racconto della missione. Poi il castello dello Scrutatore, che le aspettava già informato. Il Quadrante 4, spiega, non si attraversa con la forza — si entra solo se si è in equilibrio spirituale, e non lascia uscire chi non l'ha raggiunto. Prima del 1809 era la tappa obbligatoria per chi si dirigeva a Emphatia. Il Quadrante 7 è terra incognita: se le rose sono lì, qualcosa di potente le custodisce. Una mappa aggiornata, una stanza per riposare, cena con vino abbondante.
Kalki quella sera è pensierosa: domani tornerà nel Mondo Cardine per la prima volta dopo inferni e cicli vitali. Aisha capisce il peso di quel ritorno — glielo vede negli occhi. Si addormentano strette.
Il mattino dopo, lo Scrutatore le accompagna alla moto e spiega il percorso: ponte nella nebbia, andare piano, portale invisibile, crosa in discesa. Arrivano. Il Vecchio Mulino appare tra la nebbia — decadente, magnifico. Korvo le aspetta sopra il ponte.
Korvo cambia i piani. Prima di proseguire verso il Quadrante 4, devono raggiungere Land's End: alle 18 precise il Poco Corretto si sovrappone allo Scorsetto Nero, un portale monodimensionale che le catapulterà al Quadrante 5. Il Presidente ha cose da dire, e la resistenza deve sapere dove sono dirette.
Ma nel Mondo Cardine si rispettano le regole. Kalki si piazza davanti alla moto e lo dice chiaro ad Aisha: limite di velocità, precedenza a destra, strisce pedonali, e quella cosa che si chiama patente. "Ommiodio Kalki, che luogo deplorevole." Aisha consegna le chiavi — è la prima volta che qualcuno guida la sua moto.
Al Poco Corretto verso mezzogiorno. L'interno è quasi identico allo Scorsetto Nero: una ragazzina identica a Thamar, un uomo grosso come il Presidente, tre figure che sembrano i Giudici. Si siedono al tavolo 11, punto di incrocio tra le dimensioni. Ordinano una bottiglia di vino prima ancora del menù. L'Orologiaio appare, li saluta con il suo sorriso enigmatico: "L'orologio non sbaglia mai."
Mancano dieci secondi. Aisha riprende le chiavi — "Questa volta guido io" — carica la moto fino al tavolo 11, Kalki si appiccica a lei. Super impennata. Il mondo sfuma. Atterrano nella piazza di Land's End, circondate da volti amici.
Atterrano nella piazza di Land's End accolte da Thamar in lacrime di gioia e poi dall'intera sala dello Scorsetto in piedi. Le notizie viaggiano veloci a Land's End — tutti sanno già di Ishtar, delle rose, del messaggio di Adamas. Il Presidente abbraccia entrambe: "Questa è una sera di festa. Parleremo di tutto il resto domani." E festa è — musica, vino, balli, Thamar che trascina Aisha sulla pista. Tornano a casa brille e felici.
Il mattino dopo, quartier generale sotterraneo dello Scorsetto. Il Presidente traccia la rotta: Quadrante 4 detto Illusione, poi verso sud fino al 7. Il Quadrante 4 non lascia entrare chi non è in equilibrio spirituale — avviserà Livia, la guardiana, ma i sistemi automatici potrebbero non riconoscerle. Poi, con un sorriso enigmatico: "Sulla riva dello Stige, qualcuno vi sta aspettando. Sarà una sorpresa gradita."
Sulla riva dello Stige, Eleanor appare avvolta di luce. Rassicura Aisha: il legame con Adamas non viene intaccato, l'amore vero si moltiplica. Poi chiede alle due di spogliarsi, ripete il rito del sangue. Labbra che si sfiorano, anime che si fondono. "Io unisco i vostri corpi e il vostro spirito. Ora e per sempre." Eleanor aggiunge l'essenziale: prima di proseguire, Aisha deve trasmettere il Dono a Kalki. Solo quando lo padroneggerà entrambe potranno affrontare il Quadrante 4.
A casa, bicchiere di vino in mano, Aisha spiega tutto. Il Dono è una forma di empatia totale — assorbe le energie di chi è vicino, all'inizio in modo incontrollabile. Si sviene, sempre, finché non si impara a canalizzarlo. Kalki non esita un secondo: "Facciamolo oggi."
Aisha posa le mani sulle tempie di Kalki, costruisce il ponte di luce come Adamas ha insegnato a lei. I codici del Dono si duplicano alla velocità della luce. Un minuto, poi Kalki crolla svenuta. Si risveglia dopo un'ora con gli occhi nuovi.
La prova arriva subito: due persone in un parco vicino casa. Kalki sviene senza emettere un suono. Capisce — e non protesta più. Le lezioni cominciano. Tre giorni, come era stato per Aisha con Adamas — un record assoluto. Poi il perfezionamento: Kalki deve camminare da sola da Nothing Road fino allo Scorsetto Nero passando per la Main Street affollata e l'Emphatia Spore. Tutti la osservano da un monitor nel dehor.
Kalki esce di casa in jeans e maglietta rossa col suo nome scritto in giallo. Cammina, saluta, sorride. Nessun tentennamento. Alla Main Street assorbe e canalizza tutto senza vacillare. All'Emphatia Spore sale all'ultimo piano, prende un libro con tutte le pagine bianche intitolato Il Quinto Veda, scende. Quando arriva in piazza, tutti sono fuori ad aspettarla. Aisha è in prima fila, in lacrime. Kalki entra allo Scorsetto e viene colpita da una botta energetica immensa — alza le mani, la assorbe, la lancia verso il cielo scrivendo tra le nuvole: "Emphatia sarà raggiunta."
"Te lo avevo detto o no che non sarei svenuta?" Aisha ride e piange nello stesso momento.
Quella sera sulla riva dello Stige, mentre riflettono su cosa le aspetta, una barca antica appare dalle acque nere. Caronte si ferma davanti a loro. Non ha compiti belligeranti — il suo regno è neutro, ma non ne può più di traghettare anime perdute per l'eternità. "Arrivate a Emphatia. Cancellate i demoni di Cronos e gli angeli fasulli di Zadkiel. Se avrete bisogno di attraversare, non vi servirà il lasciapassare." Poi riparte lento verso il buio, le sue parole sospese nell'aria come una profezia antica.
L'ultima sera allo Scorsetto, il Presidente consegna loro un maplet — mappe aggiornate, monitor infernale di Zadkiel, collegamento con l'Emphatia Spore. "Domani alle 18 precise, siate al tavolo 11."
Il mattino dopo, caffè, ultimo pranzo cucinato insieme, bagagliai carichi. Alle 17:55 sono davanti al tavolo 11. Tutta Land's End è lì — Thamar, il Presidente, Eleanor, i Giudici. Il Presidente fa il gesto dell'allenatore che indica il cambio. Kalki sale davanti. "Nel Mondo Cardine guido io." Aisha sospira: "Che noia il Mondo Cardine."
Alle 18 in punto la Freccia Rossa attraversa il portale. Niente impennate, niente acrobazie — un passaggio lento e silenzioso. Nel Mondo Cardine, al Poco Corretto, appare una moto rossa con due ragazze bellissime abbracciate. I dieci giorni a Land's End si chiudono lì.
Escono dal portale al Poco Corretto. Hanno nove giorni prima che il Segmento Terra si affianchi al punto fisso del Quadrante 1 — l'unica finestra per passare al Quadrante 4. Kalki guida, verso sud, sempre verso sud.
Il Mondo Cardine è diverso da qualsiasi posto abbiano attraversato. Le città sono cariche di un'energia densa — odio strisciante, paura, anime luminose che sopravvivono in mezzo al gregge manipolato dai frangitori. Kalki, con il Dono ancora fresco, lo sente tutto in modo brutale. Aisha le prende la mano: "Concentrati su di me." Kalki riesce a filtrare, e per la prima volta vede le fiammelle luminose nascoste in mezzo all'oscurità.
La notte, in una locanda di un paesino tranquillo, cinque demoni travestiti da militari bussano alla porta. Kalki li sente prima che agiscano — dormono a turno. Nel cuore della notte i demoni sfondano la porta. Kalki e Aisha scaricano il Dono all'unisono: cinque demoni ridotti in polvere. Raccolgono le cose in silenzio e ripartono nel buio.
La mattina dopo, posto di blocco. Cinquanta militari, camionette, moto. Documenti perfetti, ma non è quello che cercano. Prima che possano reagire, un colpo secco alla testa manda Aisha a terra, poi Kalki. I demoni esultano con Serak.
Si svegliano separate, incatenate, in celle diverse, spogliate dei jeans. Aisha non riesce a percepire Kalki. Quando i frangitori entrano, lei applica l'unica tattica possibile — finge di svenire, chiude la mente come un libro sigillato. Attende. Due demoni di guardia, convinti di avere Aisha in balia, abbassano le catene e la adagiano su un letto di marmo. Quando il primo si avvicina troppo, Aisha apre gli occhi e lo polverizza. Il secondo fa la stessa fine. Si rimette le catene.
I frangitori rientrano sicuri di sé. La trovano sveglia e tentano di entrare nella sua mente — trovano il Dono. Aisha lo usa come detonatore: i frangitori si disintegrano. Prende le chiavi, corre alla cella di Kalki, la sveglia con uno schiaffo deciso. "Corri, fino al bosco." Nel bosco eliminano i quarantotto demoni rimasti uno per uno. Poi Aisha prende la radiolina del capo demone: "Ciao Serak, come va? Con questi non ci siamo nemmeno divertite." La spegne con calma e se la infila in tasca.
Ripartono verso sud. Al Lago Nyasa — un angolo di mondo mozzafiato, case dai tetti rossi, pescatori sull'acqua — si fermano per pranzo. Un uomo dagli abiti fuori dal tempo si avvicina al loro tavolo. Si chiama Eldrin. Sa chi sono, sa dove sono dirette, sa che le stanno cercando. Non è un demone — lo avrebbero sentito subito. Ha mappe tracciate da mani fidate, percorsi segreti che nessun demone conosce, rifugi fino al confine con il Quadrante 4.
Lo seguono sulle montagne sopra il lago. Fuoco acceso, stelle, mappe stese sulle rocce. Eldrin spiega: il Quadrante 4 non mette alla prova il corpo, ma la mente. Chi non ha equilibrio interiore si perde nelle illusioni. "Fidatevi l'una dell'altra. È l'unico modo."
All'alba, prima della partenza, Eldrin tira fuori una fotografia consumata dal tempo. Una donna dai lineamenti familiari, un bambino dai riccioli scuri. "Questa è Eleanor. E questo sono io." Aisha lo abbraccia senza pensarci. Kalki lo segue. Eldrin le guarda partire mormorando: "Per Emphatia." Kalki si volta: "Costi quel che costi, la raggiungeremo. E li spazzeremo via tutti."
La Freccia Rossa punta a sud. Il Quadrante 4 è vicino.
Ripartono con le mappe di Eldrin. La strada sembra sicura, ma qualcosa nell'aria non convince né Aisha né Kalki — un'energia sottile che le segue senza manifestarsi. Si accampano vicino a un ruscello. Aisha entra in acqua per rilassarsi. Una corrente fredda e innaturale la trascina, una forza invisibile la tiene ferma, un dolore alla testa la stende. Kalki la tira fuori.
Quando Aisha rinviene, sente una presenza nella sua mente — un'ombra con occhi rossi che si muove tra i suoi pensieri. Kalki entra in connessione, la trova, la affronta. L'ombra si ritira di scatto, spiazzata da una presenza doppia. Non si aspettava due.
Dagli appunti di Eldrin trovano il nome: Morak, demone dei servizi speciali. Non può agire fisicamente — manipola l'ambiente per far perdere i sensi al bersaglio, poi si infiltra nella mente. Il piano è semplice: usare il Somnium per uscire dai corpi insieme, lasciargli credere di avere il bersaglio indifeso, poi prenderlo in trappola dall'interno. Aisha finge di essere inerme, Kalki si posiziona a distanza. Morak entra convinto — e trova il vuoto. Poi trova Kalki, poi trova Aisha alle spalle. Le due lo circondano con il Dono e lo disintegrano. Aisha prende la radiolina del demone: "Ciao Serak, il tuo imbattibile demone dei servizi speciali non era poi così speciale." La distrugge con un colpo di tacco.
Verso sud, Lago Nyasa — acqua cristallina, tetti rossi, pescatori all'alba. Un pranzo all'aperto, aragosta e vino bianco. Un momento di pace meritata. Thamar intanto pubblica l'impresa sul Nothing News. A Bergderbil, Cronos si infuria.
Poi Cape Town. Hotel di lusso, suite con vista sull'Atlantico, cena con aragosta e champagne. Per la prima volta si permettono di essere spensieratamente se stesse, senza vigilare. Troppo spensieratamente. Al ristorante dell'hotel, Kalki riconosce uno sguardo glaciale tra i tavoli. "Zadkiel." Niente cambio di vestiti, niente tempo — Aisha prende le chiavi. "Questa volta guido io. Dobbiamo andare veloci. Molto veloci."
Cinque moto nere compaiono alle spalle. La Freccia Rossa sfreccia tra le strade di Cape Town, curve strette, discese ripide. Il propulsore aerospaziale nel Quadrante 1 non funziona. Riescono a raggiungere una fabbrica abbandonata. Zadkiel capisce subito dove si sono nascoste. Aisha allora lancia una pietra tra le strutture della fabbrica: il rumore metallico attira Zadkiel e i suoi angeli nella direzione opposta. Le due ne approfittano e fuggono.
Via da Cape Town. Una casa abbandonata in un paese deserto, vino nella dispensa, veranda con stelle sopra la testa. "Non avrei mai pensato che una minigonna potesse essere un'arma così potente." Risate. La guardia scende di nuovo — ma questa volta è solo una notte di tregua, non un errore.
Alla mattina ripartono verso sud, il mare su entrambi i lati della strada. Verso sera, un casolare con una sbarra — l'ultimo rifugio prima della parte fissa del Mondo Cardine. L'uomo si chiama Elias. Conosce i pericoli del Quadrante 4, li ha visti. Offre cibo, una stanza, e un libro antico: L'Arte di Navigare tra le Illusioni.
Quella notte entrambe vengono colpite da incubi devastanti — Kalki vede Aisha trasformarsi in qualcosa di oscuro, Aisha vede Kalki diventare una marionetta demoniaca. Si svegliano urlando, sudate, strette l'una all'altra. Elias entra, le guarda: "Succede solo a chi è particolarmente ricettivo. Da qui in avanti sentirete l'influenza del Quadrante 4. Era solo un assaggio."
Non si riaddormentano. Prendono la moto, il libro, e ripartono nel buio. Si fermano su una spiaggia deserta all'alba. Studiano per ore, si tuffano in mare per allentare la tensione. Aisha ammette la paura ad alta voce: "E se non fossimo abbastanza forti?" Kalki la abbraccia: "Insieme ce la faremo." Risalgono sulla moto. La meta è vicina.
Cap. 18 – Il Punto dell'Allineamento
Arrivano alla fine del Segmento Terra. Il mare davanti, e in lontananza la parte fissa del Mondo Cardine che si avvicina lentamente — due giganteschi pezzi di un puzzle cosmico che si uniscono per poche ore ogni novanta giorni. Il cielo dipinto di rosso e oro, il mare che riflette l'infinito. Aspettano sulla spiaggia, libro di Elias in mano, finché le terre non si toccano. Poi la Freccia Rossa romba attraverso il confine. Ce l'hanno fatta. Si fermano il più lontano possibile dal Quadrante 4 e montano la tenda sulla riva.
Ma gli incubi non aspettano. La prima notte dormono a turni — Kalki si addormenta, si agita quasi subito, si sveglia urlando e cade in piedi. Racconta: un corridoio senza fine, una figura incappucciata che la fissa nell'anima, un abisso che inghiotte Aisha mentre lei non riesce a raggiungerla. Più vicine sono al Quadrante 4, più gli incubi si fanno reali.
Aisha trova la soluzione dove non se l'aspettava. Kalki dice di fare un bagno per schiarirsi le idee — e mentre si siedono sulla sabbia bagnata, l'intuizione arriva. Il Somnium crea uno schermo, una barriera. Aisha lo somministra a Kalki di sorpresa, la osserva dormire venti minuti — nessun incubo. "Sei geniale, Aisha. Ma stai attenta alle dosi." Quella notte dormono entrambe, cullate dalle onde.
Poi qualcosa cambia. Il maplet segnala ghiacciai dove c'è solo sabbia — un'anomalia nel territorio. Si spostano verso ovest, il paesaggio diventa inquietante: alberi secchi e contorti, una radura deserta. Il Somnium smette di funzionare. Le ombre del Quadrante 4 penetrano comunque. La mattina dopo, la Freccia Rossa non si avvia — il motore non risponde, come se il Quadrante avesse steso la sua ombra anche sulla moto.
Non hanno altra scelta. Lasciano la moto sulla sabbia, indossano solo i perizomi neri, e si incamminano a piedi verso sud. Ogni passo è più pesante del precedente. "Torneremo," dice Aisha voltandosi un'ultima volta.
Camminano per ore. Senza acqua, senza cibo. Il sole picchia, la sabbia non finisce mai. Trovano una caverna tra le rocce per la notte — gli incubi le aspettano anche lì. Due giorni senza mangiare. La vista si annebbia, le gambe cedono. Si sostengono a vicenda, si dicono che è solo un altro passo, e poi un altro ancora. Aisha inciampa e cade. Kalki la solleva, barcolla, cade anche lei.
Aisha si volta verso Kalki, un sorriso debole sul volto. "Ti amo, Kalki." Poi sviene. Kalki la prende in braccio con l'ultimo grammo di forza che ha, poi crolla anche lei. Entrambe a terra, a poche ore dal confine con il Quadrante 4.
Nel buio della notte, due figure si avvicinano. Braccia forti le raccolgono dalla sabbia e le portano via.
Si svegliano separate. Una strada troppo silenziosa, case allineate come in una cartolina irreale, nessuna ombra, nessuna persona. Aisha chiama Kalki telepaticamente — risposta debole, incerta. Camminano verso lo stesso punto cercando di incontrarsi, ma cadono svenute prima di riuscirci. Si risvegliano in un posto diverso, più scuro, più oppressivo. Poi di nuovo ancora. Capiscono: non stanno sognando. Sono già dentro.
Aisha urla verso il vuoto chiedendo chi le osserva. Dal nulla compare un leone enorme che corre verso di lei — si sveglia in un bosco. Anche Kalki ha visto lo stesso leone. Poi arriva una tribù urlante con occhi deformi. "Non esistono, Kalki! Corrile incontro!" Kalki obbedisce. Svaniscono come polvere.
Si riprendono nella cucina di una signora anziana. Minestrone sul fuoco, un sorriso gentile, nessuna spiegazione — solo cibo. La migliore cena del mondo.
Fuori dalla finestra, un giardino che sembra il paradiso. La signora — che si rivela essere Livia, la guardiana — le invita a fare due passi mentre spiega: il Quadrante 4 non è un luogo geografico, è un processo. Il suo sistema di difesa è stato progettato da Brahma per eliminare chi non è pronto. Non si può entrare o uscire per volontà propria — è il Quadrante a decidere quando sei pronta. Poi pronuncia due nomi: "Azar, Elion." I due gatti nella stanza si trasformano in uomini. Livia stessa cambia aspetto — una giovane donna radiosa. "Qui puoi essere chi vuoi, se impari a riscrivere i tuoi codici."
Livia spiega l'essenziale: il Quadrante 7 le aspetta, le rose delle 19 Primenate sono lì. Ma prima devono imparare a dominare sé stesse e il loro Dono — è per questo che il Quadrante 4 esiste. Le porta alla loro dimora: una casa a due piani affacciata sul lago, con rampicanti fioriti, luci calde, tutto in armonia con il paesaggio.
Quella sera, sul divano con una bottiglia di vino, capiscono la verità più importante: il Quadrante 4 è l'ultimo baluardo prima di Emphatia. Il Galaxy Express non passa a raccogliere anime dal 1809. E i demoni non stanno solo cercando di fermarle — stanno cercando di distruggere il Quadrante stesso. "Il Mondo Cardine prima, poi qui." Azar, Elion e le loro compagne rimangono sconvolti. Le due scintille che pensavano di essere solo di passaggio stanno portando una notizia che cambia tutto. Kalki chiede tempo per stare sole, per ambientarsi. Gli altri si allontanano su un sentiero secondario.
Nei giorni seguenti esplorano. Villaggi pittoreschi, abitanti sorridenti, feste improvvisate, bambini che giocano. Livia si mostra ogni giorno in forme diverse — giardiniere, folletto, anziana nobile. Le grotte: entrano guidate dall'istinto, l'aria si fa densa e vibrante, i pensieri si dissolvono, perdono i sensi. Si svegliano rigenerate, con una connessione più profonda con il Quadrante e tra loro.
Nel villaggio della Terra dei Sogni, Kalki tocca una roccia carica di energia e sviene. Quando si risveglia: "È come se il Quadrante stesse lavorando dentro di me." Velna, una scintilla del luogo, spiega: "Quando perdete i sensi, il Quadrante agisce direttamente, livellando le energie al suo ritmo."
L'ultima sera, Livia bussa alla porta nelle sembianze di un folletto. Ascolta tutto, poi dice l'unica cosa che serve sapere per proseguire: "Quando sarete pronte, trovate un luogo significativo, chiudete gli occhi e pronunciate una parola: Phantaris."
Cap. 20 – Oltre l'Illusione
Sulla collinetta con il panorama più bello che abbiano trovato, si abbracciano, chiudono gli occhi e dicono insieme: "Phantaris." Si dissolvono in miliardi di particelle infinitesimali — senza dolore, solo comunione totale — e si ricompongono in un luogo irreale: un lago che sfida ogni logica, una cascata sospesa, animali ibridi dai colori impossibili. Sotto un albero c'è un foglietto: "Abbracciatevi davanti al lago e dite: Elysium."
Elysium: due lune, una d'argento e una d'oro, stelle comete, un terreno morbido come nuvole. Qui Livia torna a loro e rivela il cuore di tutto: la scintilla è la vera creatrice di ogni quadrante. I demoni non possono averla — per questo la temono, la nascondono, la oscurano. Se una scintilla acquisisce piena consapevolezza, li annienterebbe. Tutti i quadranti potrebbero diventare come Illusione, e poi come Emphatia. "E a Emphatia non c'è posto per loro." Troppo per Kalki — sviene. Livia insegna ad Aisha la parola di ritorno: "Zanara." Si fondono di nuovo, si ricompongono al lago vicino a casa.
Aisha regge Kalki tra le braccia in piedi, senza posarla a terra, piangendo in silenzio verso il lago. Quando Kalki riaprirà gli occhi, la bacia e la stringe. "Ci siamo."
Poi esplorano da sole, usando il libro dei villaggi. Lacrimosa: alberi che piangono lacrime d'argento, fiori impossibili, una pace dolce e malinconica. Sylphoria: una vasta prateria con foglie di vetro colorato, montagne innevate, torrenti come fili d'argento. Una voce eterea spiega che qui sono più belle perché l'anima esce fuori più che in ogni altro posto — per prepararle a Emphatia. Echo Serene: un lago che riflette i loro ricordi. Kalki lancia pietre e i ricordi cambiano sulla superficie. Poi dal lago emerge Aisha Illusione — la tocca sul viso con un gesto dolce e reale, poi sparisce. Si tuffano. Il lago nasconde un oceano intero, un paese sottomarino chiamato Aquaelum con case di corallo, una chiesa di conchiglie, bambini che giocano. Qui respirano come se l'acqua fosse aria.
Kalki trova il Codice della Connessione — un libro con tecniche che variano a seconda del villaggio. Lo studiano, lo praticano. Poi Krystallia: cristalli che pulsano al ritmo del loro cuore, vibrazioni che entrano nelle ossa, confini del corpo che svaniscono. La tecnica del Codice permette ad Aisha di uscire dal proprio corpo. Si guarda seduta accanto al laghetto, poi vede Kalki che la osserva. "Era sempre stato davanti a noi. Dovevamo solo togliere le barriere."
Poi, sottile come un sussurro, arriva la sensazione: il loro tempo a Illusione sta per finire.
Livia le aspetta alla casa sul lago. Il tempo di crescita è concluso — hanno raggiunto il livello spirituale necessario per Emphatia. Ma prima ci sono le rose nel Quadrante 7. Consegna loro un libro sul Quadrante — e avverte subito che non è attendibile. Ishtar ha riempito quel luogo di trappole per scoraggiare chiunque. Pronuncia "Miraluna" e si trovano all'ultimo villaggio del Quadrante 4, il più vicino al confine. La Freccia Rossa è lì ad aspettarle, puntata nella direzione giusta.
A Miraluna una notte alla locanda La Rosa dei Venti, cena con gli abitanti, partita di carte — Kalki prova a barare, Aisha la incastra, tutti ridono.
Poi, nel silenzio della notte, escono a prendere aria. Un uomo alto, più di due metri, se ne sta immobile tra gli alberi. Jeans logori, maglietta bianca, piedi nudi sull'erba. Un volto che ha qualcosa di sacro. Sorride — e in quel sorriso c'è un amore che trascende l'umano, e una strana tristezza. Kalki sente il cuore batterle più forte: lo ha già visto, forse in sogno, forse in un'altra vita. Né lei né Aisha riescono a parlare. Lui si volta e sparisce nel bosco senza un suono.
Si guardano senza parole. Quella piccola sensazione di non essere mai sole — da quel momento diventa qualcosa di molto più concreto.
La mattina dopo, colazione, Freccia Rossa accesa. "Pronta?" "Sempre. Andiamo a prendere quelle rose."
Cap. 21 – Quadrante 7: Aisha e Kalki
Bastano pochi metri oltre il confine del Quadrante 4 per capire dove sono arrivate. Dalle meraviglie di Illusione, il paesaggio crolla in terre brulle, aride, senza nome. Un cartello recita solo: "Quadrante 7: Variante Speculare Sud-Ovest Q5." Si voltano un'ultima volta — il Quadrante 4 è già sparito, invisibile. Trovano qualcosa per scrivere e aggiungono al cartello: "Quadrante 7 – Aisha e Kalki."
Le mappe del maplet indicano una vecchia roccaforte a ovest. La trovano: mura di pietra scura coperte di crepe, vegetazione che invade tutto. All'interno, vecchi documenti e mappe con trappole e passaggi segreti. La mappa mostra il Quadrante diviso in due — a nord le terre aride, al centro e a ovest una zona verde attraversata da un fiume. Nessuna trappola nella zona desertica, il che significa che non c'è niente da difendere lì. Le rose devono essere nella zona verde.
Attraversano il ponte sul fiume, si addentrano nella vegetazione. Villaggi medievali pacifici, abitanti ospitali, nessuno con informazioni utili su Ishtar o le rose. Poi trovano Einar, l'anziano che ha visto tutto: un tempo questo Quadrante era completamente verde. Negli ultimi decenni una zona centrale è diventata arida — una forza oscura l'ha corrotta. Le vecchie mappe di Einar confermano: l'aridità è recente e probabilmente artificiale, una protezione creata da Ishtar.
Si dirigono verso il centro della zona arida. La moto colpisce una trappola nascosta e si ribalta. Continuano a piedi, trovano una piccola costruzione di pietra al confine tra verde e brullo — il loro quartier generale. Acqua, un tavolo, un letto senza coperte. Abbastanza.
Esplorano le terre brulle a piedi. Demoni emergono dal terreno, lanciano avvertimenti minacciosi, poi spariscono senza attaccare. Tre volte. Diversivo o ingannno? Sulla mappa trovano una piccola area cerchiata al centro delle terre aride — l'unico punto segnato. Si dirigono lì. Una radura, un altare di pietra con iscrizioni antiche. Appena si avvicinano: scarica elettrica. Aisha crolla. Kalki cade svenuta, ma riesce a vedere due figure portare Aisha nell'altare prima di perdere i sensi.
Kalki si risveglia, trova l'interruttore, disattiva la corrente. Sotto l'altare c'è una botola. Scende. Un intero villaggio sotterraneo di demoni — l'inferno che Ishtar ha costruito per proteggere le rose.
Aisha è in una cella, in perizoma nero, incatenata a un cappio, un demone che le urla contro. Kalki si connette mentalmente: "Stai calma, aspetta il momento giusto." Aisha sorride verso di lei senza averla vista — sa esattamente dove si trova. "Fingi di svenire." Aisha crolla con la testa in giù. I demoni la riportano in cella.
Kalki si muove nel silenzio. Polverizza demoni uno per uno — nessun rumore, nessuna traccia. Cinque, poi altri tre, poi due di guardia davanti alla cella. Apre le sbarre, Aisha si alza. Risalgono a ritroso, altri cinque demoni eliminati lungo il percorso. Botola aperta, fuori. Corrono cinquanta metri, crollano a terra esauste.
"Tu sei vestita almeno, a me hanno messo in mutande." "È giusto così, hai il culo più bello del Metaverso." Ridono, nonostante tutto.
Al quartier generale, poi nel primo villaggio verde — dieci giorni in locanda per riposare e studiare. Una libreria esoterica in una stradina laterale: un vecchio con barba bianca e occhi penetranti, libri su riti di Ishtar e debolezze dei demoni. Due giorni di ricerca, domande, annotazioni.
Poi, di notte, Aisha si alza di scatto. Gli occhi vitrei, la voce bassa: "Adamas mi sta parlando." Una luce aurea le avvolge il volto. Adamas è riuscita a entrare nella mente di Ishtar, a fotografare il suo inferno nel Quadrante 7 — e a trovare il punto esatto dove le rose sono nascoste. Aisha trasmette tutto a Kalki tenendole le mani. Una scarica, una visione esplosiva — l'inferno di Ishtar e le rose.
Rimangono sedute in silenzio, un bicchiere di liquore in mano. "Non ci ha mai lasciate," mormora Aisha, con un sorriso malinconico. "Grazie," sussurra Kalki.
Cap. 22 – Per le Rose e per la Luce
Hanno la mappa dell'inferno nella testa — ogni percorso, ogni trappola. Decidono di non agire in fretta. "Quando lo faremo, non possiamo sbagliare. Che siano dieci giorni, un mese o due, non cambia niente." Kalki risponde con un sonoro "Hip hip urrà!" e si prendono una giornata di pausa.
Ma la pausa dura poco. In un paese vicino, tra le bancarelle del mercato, notano persone dagli occhi leggermente sbagliati — demoni camuffati da umani. Anche la locanda dove soggiornano è infiltrata. Chiudono il conto e si spostano in una zona più remota della zona verde, lontana dalla zona brulla. Una nuova locanda, cinque giorni, un paese genuino con bambini che giocano nel cortile della scuola e una donna anziana che vende il suo miele. Nessun demone. Verificato.
Poi Adamas colpisce di nuovo — un flash ancora più forte del precedente, Aisha piega sulle ginocchia. Kalki entra nella sua mente prima ancora che si riprenda e legge tutto da sola. Serak ha inviato altri 30 agenti e 10 frangitori. Gli agenti sono esseri virtuali: cambiano forma, assumono qualsiasi aspetto, sono invulnerabili ad armi e azioni mentali. "Adamas dovrebbe imparare a essere meno diretta." Kalki sorride: "Non serve che me li passi. Ho già letto tutto."
La situazione sembra impossibile. 500 demoni, 30 agenti, 10 frangitori. Ma Aisha ricorda un passaggio di Emphatia 1809: il Rivelatore di Ombre del Quadrante 5 usava una tecnica chiamata Illuminazione dell'Anima per riconoscere gli agenti — percepire chi ha un'anima e chi no. Non era nemmeno una scintilla. Adamas conferma: il Dono permette di farlo. Il problema non è riconoscerli — è farlo in tempo.
Kalki ha la risposta: nel Quadrante 7 tutti gli abitanti finora avevano l'anima. Gli agenti sono solo trenta in tutto il Quadrante. Se trovano qualcuno senz'anima, sanno già cosa fare.
La mattina si svegliano con una certezza nuova. Si amano come forse non avevano mai fatto prima — poi Aisha spezza il momento con il sorriso di chi sa già cosa viene dopo: "Ora ci facciamo una doccia, ci vestiamo come i vecchi pistoleri del Far West e li andiamo a fare fuori tutti."
Kalki tira fuori dall'armadio due completi western perfetti — camicia bianca e pantaloni di pelle nera per Aisha, camicia blu scuro e stivali neri per lei, cinturoni con borchie d'argento, fondine, pistole lucide. Cappelli da cowboy sull'ultimo tocco. Si guardano negli occhi. "Andiamo a fare giustizia."
Il piano è di guerriglia, non di fuga. Prima verificare che i villaggi della zona verde siano tutti abitati da anime vere — se così è, qualunque non animico trovato nel Quadrante sarà automaticamente un agente. Controllano il loro villaggio, poi un secondo, poi un terzo. Tutti animici. La caccia può cominciare.
Tornano nella zona brulla in tenuta da pistolere — cappelli da cowboy, fondine, pistole cariche di energia. Il piano è la guerriglia totale: cercano loro i nemici, non aspettano di essere trovate. Nel primo villaggio della zona brulla i demoni sono ovunque — li eliminano uno per uno mentre Kalki conta le crocette ad alta voce. Poi appare una figura con gli occhi sbagliati: il primo agente. Kalki lo cancella in un lampo. "Uno in meno."
Malachai, il vecchio della libreria esoterica, spiega agli abitanti sconvolti cosa è successo e si offre di spargere la voce in tutti i villaggi. Partono per il secondo, il terzo, poi altri cinque. In mezza giornata: 289 demoni e 7 agenti. Ritornano alla locanda — il proprietario le accoglie con entusiasmo e offre la stanza gratis per tutto il tempo che vogliono.
Il giorno dopo altri tre villaggi, altri 120 demoni e 10 agenti. Totale in due giorni: 409 demoni, 17 agenti. I superstiti di Serak si ritirano nell'inferno sotterraneo. Il conto residuo: circa 91 demoni, 10 frangitori. Aisha lancia l'idea decisiva: usare il Dono unito alla massima potenza come detonatore. Le rose sono nell'ultimo anello e non si possono distruggere — sono opera di Brahma. "Loro non si aspettano una controffensiva adesso. Ci aspettano appagate. E invece no."
Davanti all'altare trovano i dieci frangitori — alti, eleganti, occhiali scuri, identici agli agenti Smith di Matrix. Kalki e Aisha attivano il detonatore insieme. Un'ondata devastante, l'aria che vibra, e i frangitori svaniscono in polvere. L'esplosione si propaga nell'inferno. Scendono dalla botola, si appostano nel punto di osservazione. Il paese infernale è in cenere. Il demone capo tiene ancora un discorso alle truppe rimaste.
Aisha propone il colpo finale: Dono alla massima potenza sul demone capo. Kalki esita — resteranno svenute almeno mezz'ora, i 23 agenti rimasti potrebbero colpirle. Aisha la convince: "Serak manderà rinforzi. Non abbiamo tempo." Uniscono le forze, liberano il Dono. Luce, poi buio.
Kalki si sveglia dopo 45 minuti. Intorno a loro, macerie e cenere. Aisha è ancora svenuta, pallida. Kalki la tiene in grembo e piange. Mentre veglia, risalgono cinque demoni — quattro polverizzati, il quinto si trasforma: agente. Kalki entra nella sua mente, legge i dati: dieci demoni rimasti, tre agenti, le rose nell'ultimo anello. Lo cancella. Toglie a sé stessa e ad Aisha i vestiti a brandelli, rimangono in perizoma nero.
Aisha si sveglia trovando gli occhi di Kalki su di lei. "Benvenuta indietro. Abbiamo ancora del lavoro da fare."
Aspettano tutta la notte facendo i turni. Nessun movimento. La mattina decidono di scendere. Scendono anello per anello — i primi tre vuoti. Al quinto, un serpente enorme emerge dall'ombra, si trasforma in uomo. Agente. Kalki lo cancella dopo avergli letto i dati dalla memoria. Le rose sono nell'ultimo anello, il decimo.
Al settimo, si dividono per perlustrare una casa — errore fatale. L'agente farfalla, che le seguiva dall'inizio, si trasforma in Aisha e colpisce Kalki alla nuca. Kalki sviene. Il secondo agente la lega e se la mette in spalla verso il decimo livello. Ma Aisha perde la connessione, vede l'agente-Kalki davanti a sé, lo cancella in un secondo, e parte a inseguire.
Al decimo livello, tutti i dieci demoni rimasti. Kalki legata a un pennone sopra le fiamme dell'inferno. Aisha si nasconde all'ingresso, osserva, cancella l'agente a distanza. I demoni capiscono che è vicina. Il demone capo urla: "Consegnati e la salviamo." Risposta di Aisha: cinque demoni polverizzati simultaneamente. Ne restano due. Guarda quello che tiene la corda: "La tiri fuori da lì e ti lascio andare a raccontare tutto a Serak. Digli pure che il prossimo inferno che polverizziamo sarà il Quadrante 9." Il demone vigliacco libera Kalki. L'ultimo demone — il superiore — cade in ginocchio davanti a loro. Lo sa già: non bisogna nemmeno chiedere. Entra nell'ara, prende un cofanetto blindato e lo posa ai loro piedi. In sanscrito vedico: "Qui sono conservate le 19 rose delle 19 Primenate." Prima che Aisha possa reagire, il demone si volta e urla: "CRONOS, ZADKIEL, che siate maledetti!!!" Lo polverizzano all'istante.
Nel cofanetto ci sono 17 rose. Quelle di Adamas e Ishtar non sono lì: la rosa di Adamas è già tornata alla sua scintilla, mentre quella di Ishtar è ancora custodita da Cronos e Zadkiel.
A Land's End, nel cielo sopra il Quadrante 8, si accende una luce. Eleanor e il Presidente la vedono prima. Poi tutta la città guarda in alto. Capiscono.
Risalgono i dieci anelli dell'inferno, osservando con occhi diversi l'architettura sotterranea di Ishtar — costruzioni impressionanti che ora restano vuote. Fuori, al quartier generale, nascondono il cofanetto in un luogo sicuro. La tentazione di connettere le rose è enorme, ma sanno che è una decisione da non prendere alla leggera.
Poi arriva Adamas — più piano del solito. Il messaggio è chiaro: le rose non vanno connesse fuori da zone protette. Se lo facessero, il monitor infernale di Zadkiel segnerebbe la loro posizione in tempo reale. Land's End, Salem, il labirinto — solo lì è sicuro. Adamas è bloccata nella casa delle Streghe con la sua rosa connessa, al sicuro ma immobile.
Dormono al quartier generale, esauste. La mattina, Aisha propone il primo lago che trovano per un bagno e la prima locanda per un pranzo come si deve. "Ce lo meritiamo." Ripartono verso est, zona verde. Ore di moto sulla terra brulla, poi finalmente il verde all'orizzonte.
Sul bordo della strada trovano un uomo anziano, Eldric, lasciato lì dai banditi. Lo caricano tra loro sulla Freccia Rossa e lo portano al primo villaggio verde. Gli abitanti lo accolgono, ringraziano le due ragazze, le invitano a restare. La sera si trasforma in una piccola festa — birra, canti, balli. La notizia della distruzione dell'esercito infernale è già arrivata qui.
Studiano le mappe: un sentiero a est attraversa la zona verde verso il confine del Quadrante 8, il Mondo Oscuro, il labirinto. È la via più diretta verso Land's End. Il viaggio attraverso la zona verde è bello — villaggi pittoreschi, fiumi scintillanti, bagni improvvisati nelle acque chiare. Trovano la Locanda del Sentiero, ultima tappa prima del passaggio.
In un paese affollato, durante il pranzo, Aisha nota un uomo al tavolo vicino: occhi vuoti, privi di anima. "Kalki, c'è un agente. Tavolo a sinistra." Si alzano con calma, fingono di uscire, svoltano nel corridoio sul retro. L'agente le segue. Ma prima che possano estrarre qualcosa dalla sua memoria, si autodistrugge. Serak ha aggiornato i suoi modelli — ora si cancellano da soli prima di essere catturati. "Rende le cose più complicate." Restano un giorno in più nel paese per controllare, poi ripartono all'alba.
Arrivano al sentiero: una strada larga e sterrata che si perde verso est e verso ovest fino all'infinito. Scendono dalla moto, si fermano un attimo. La prossima tappa è il Mondo Oscuro.
Cap. 25 – Il Mondo Oscuro
Il sentiero dal Quadrante 7 porta verso una foresta che appare all'improvviso come una barriera. Prima degli alberi, il piccolo avamposto di Noctavir — militari in uniforme, una locanda consumata dal tempo. Il guardiano capo Victor le accoglie con serietà: il Mondo Oscuro è pieno di vampiri, demoni e agenti di Serak. Le mappe sono parzialmente inaffidabili. Prestano un libro che classifica i paesi per pericolosità — utile ma non attendibile.
Partono la mattina dopo con il libro in mano. Akilion, pericolosità media: lo attraversano senza fermarsi, ma ombre si lanciano contro di loro dai margini della strada. Kalki le respinge con un'onda di energia e accelerano. Veloria, pericolosità bassa: le case in rovina, gli sguardi sospettosi, una locanda dall'insegna scolorita. Decidono di fermarsi comunque. La zuppa è drogata. Si svegliano nel castello dei vampiri Kain e Selene — Aisha legata all'ara del salone, Kalki rinchiusa nelle segrete.
Aisha finge debolezza mentre si connette ad Adamas che le invia energia. Kain la porta all'altare convinto che sia svenuta — è il momento sbagliato. La voce di Kalki nella sua mente: "Sono in una cella, sto male." Aisha si solleva, scarica il Dono su Selene e poi su Kain. Entrambi ridotti in cenere in pochi secondi. Trova la cella di Kalki, la libera.
Ripuliscono il paese: gli uomini che le avevano consegnate ai vampiri vengono cercati uno per uno. Poi, all'alba, Veloria si sveglia diversa. Gli abitanti escono cauti, poi la folla si raduna. Il sindaco Gideon li accoglie con gli occhi lucidi: "Il castello è vostro ogni volta che lo desiderate. Costruiremo una statua in piazza." Veloria è libera.
Partono verso Althar — paese tranquillo, un tempio antico, una fonte di energia modesta rispetto al Quadrante 4. Si fermano poco. Poi Galthar, centro commerciale pericoloso: figure strane, simboli oscuri sui muri, un uomo incappucciato che avverte di traffici di potere oscuro. Aisha si allontana di pochi metri — tre uomini escono da un portone e la colpiscono alla nuca. Kalki li segue in silenzio, fa irruzione, paralizza tutti e tre, libera Aisha. Lasciano Galthar.
Lycandor, la città dei licantropi. La foresta è densa, i lupi sono ovunque. Un adepto di Serak in forma di lupo aspetta il momento giusto. Lo trova quando Aisha è leggermente indietro — colpo alla testa, Aisha tra le braccia del lupo-scudo. Kalki non può attaccare senza colpirla. Lo segue a distanza per tutto il bosco polverizzando ogni lupo che le si avvicina. Nella radura, una limousine nera, due agenti. Il licantropo deposita Aisha nel bagagliaio — commette l'errore di togliersi lo scudo. Kalki lo polverizza in un istante. "Tira fuori Aisha, subito!" L'agente si autodistrugge. Kalki apre il bagagliaio da sola. Attende trenta minuti finché Aisha apre gli occhi.
Eldoria, pericolosità bassa: una locandiera gentile, zuppa calda, un giardino botanico. Un giorno di tregua. La mattina dopo, la scelta: Mornhar e Thalvaris, entrambi ad alta pericolosità, poi Lumenforte. La Freccia Rossa a Mornhar viene sabotata — sella tagliata, ruote bucate. Un vecchio le indica un meccanico. Riparazione di fortuna, partenza nella notte.
A Thalvaris, notte inoltrata, posto di blocco con demoni e agenti. Le invitano a seguirli in un'area isolata. Kalki sente qualcosa di invisibile — un demone dei servizi speciali nascosto. Aspettano, resistono alle provocazioni. Quando il demone tenta di entrare nelle loro menti, Kalki crea uno scudo e lo rivela. Aisha lo cancella. Poi tutti gli altri demoni. Gli agenti umani fuggono nella notte.
Trovano una radura aperta vicino al confine. Stendono un telo, si sdraiamo sotto le stelle. "Forse stiamo solo seguendo la scia che le stelle ci hanno tracciato." Dormono senza sapere che il confine è a pochi passi. Al mattino, un cartello tra gli alberi: "Benvenuti nel Quadrante 8 — Attenzione: il Mondo Oscuro continua anche qui."
Dal Quadrante 7 entrano nel Quadrante 8. La strada verso Lumenforte è carica di ricordi per Aisha — ogni collina, ogni curva evoca Adamas. Kalki ascolta senza gelosia, stringendole la mano: "I ricordi fanno parte di noi."
A Lumenforte, il castello di Barlow è vuoto e silenzioso. Lo sistemano, accendono il camino, camminano in paese — gli abitanti riconoscono Aisha e vogliono notizie di Adamas ma accolgono Kalki con calore. Le stanze custodiscono ogni momento: la sala di Eleanor, la sala da ballo, persino la sala delle torture. Lo esplorano insieme, un bicchiere di vino in mano, fino a notte fonda.
Poi Lacrimasilva, la casa di Adamas. Disordine della fuga di due anni prima, dipinti ancora appesi alle pareti — il castello, Adamas con il vento tra i capelli, loro due abbracciate. "Sei davvero la Fata dei Colori," dice Kalki. Bagno al lago, risate, una serenità che sembra un dono. Quella serenità è la trappola: telecamere nascoste di Serak, attive da anni. Cinque androidi all'interno, gas narcotico invisibile. Kalki e Aisha crollano prima di poter reagire.
Si risvegliano a Heaven, Quadrante 5 — il territorio di Zadkiel. Celle separate, schermate, senza comunicazione. Solo un monitor muto che mostra l'altra. Aisha è incatenata per i polsi, sanguinante dalla testa. Kalki la guarda impotente dietro il vetro. Poi i frangitori portano un macchinario — cavi sul corpo di Aisha, una sfera trasparente vuota in attesa. Le parole degli Sciamani di Nothing tornano in mente a Kalki come una lama: "Quello che vogliono veramente è la vostra anima."
Tre scosse. Aisha si sveglia urlando e sviene ogni volta. Alla terza, la sfera si illumina appena. Kalki cede, sprofonda nel buio. Quando si risveglia, il monitor è spento.
Nel Quadrante 2, Adamas lo sente attraverso il legame di sangue. Non può uscire dalla zona schermata. Ma Ishtar può. Non servono molte parole — Ishtar raccoglie i demoni del Quadrante 9 ancora devoti a lei e marcia su Heaven. L'urlo di guerra della Cacciatrice squarcia il cielo.
I frangitori azionano la leva per la quarta volta — e non succede nulla. Il buio cade su Heaven. Ishtar si materializza nella cella di Aisha, disintegra i frangitori, libera Aisha e raggiunge Kalki. "Prenditi cura di Aisha. Non muovetevi da qui." Poi sale alla cattedrale di Zadkiel. Lo trova seduto. Le fiamme di Ishtar lo avvolgono tre volte — per Aisha, per Kalki, per sé stessa — e lo scaraventano fuori da Heaven e forse da tutti i Quadranti.
Dalla terrazza, Ishtar ordina ai suoi demoni di tornare al Quadrante 9, deporre Serak e governare da soli: "Il Quadrante di Ishtar sarà da ora un Quadrante luminoso." Un urlo immenso risponde, si diffonde fino a Land's End.
Al piano terra, Kalki porta Aisha tra le braccia al furgone. Ishtar la guarda un'ultima volta: "È finita. Prenditi cura di lei." Poi scompare, diretta verso Adamas e le Pendici dell'Ombra.
Kalki si mette al volante. Aisha respira. Le rose sono ancora loro. La guerra continua — ma oggi hanno vinto.
Kalki guida il furgone degli agenti di Zadkiel — l'unico mezzo disponibile — da Heaven fino alla casa di Adamas a Lacrimasilva. Aisha è ancora svenuta per quasi tutto il viaggio. Quando riapre gli occhi sul divano, la voce è un filo. Kalki non si allontana mai da lei.
La mattina dopo, doccia, colazione, lago. Al lago Kalki racconta tutto — Heaven, le scariche, il macchinario dei frangitori, Ishtar. Parlano per ore. Quando rientrano, Aisha è ancora debole ma lucida. Sa quello che ha rischiato.
La mattina seguente, Aisha trova Kalki in strada con un pennello in mano e un barattolo di vernice. Il furgone nero degli agenti è coperto di macchie rosse, blu, gialle, verdi — e sui fianchi, a caratteri cubitali: AISHA e KALKI. Aisha ride incredula. "Ora tutti sapranno di chi è questo furgone." Kalki risponde: "Esattamente."
Attraversano il Quadrante 8. A Nocturnia — ultimo paese del Mondo Oscuro — si fermano per la notte. Kalki ha un flashback violento: il calcio del fucile su Aisha, il sangue, l'impotenza. Aisha le prende le mani: "Sono qui. Quello è passato." La serata in paese, tra storie e canzoni degli abitanti, allontana i ricordi.
Poi verso la Pianura della Mimosa, il giallo delle mimose che sostituisce il grigio del buio. Aisha sale sul tetto del furgone per orientarsi, vede le siepi del labirinto all'orizzonte. Scendono e camminano a piedi — Aisha conosce la formula che segue i movimenti quotidiani delle siepi, insegnatale da Adamas.
Al centro del labirinto, la piccola casa di Adamas. Aisha racconta a Kalki come ci arrivò la prima volta — spaventata dai lupi, salvata dalla Strega, e come proprio qui scoprì di essere la Fata dei Colori. Alle pareti ci sono i dipinti di Aisha: il castello di Lumenforte, Adamas, il viaggio. Kalki la guarda con ammirazione. "Sei davvero la Fata dei Colori."
Restano tutto il resto dell'estate e parte dell'autunno. Aisha riprende in mano i pennelli della Strega, dipinge il viaggio, i volti, i legami. Le rose sono con loro, nascoste e al sicuro — ma non possono acquisirle, Zadkiel le individuerebbe in un istante. Lo sanno, e aspettano.
Quando l'autunno avanza, capiscono che è il momento. Caricano la moto nel furgone, chiudono la porta della casa con uno sguardo lungo. "Questo posto ci ha dato la forza per andare avanti. Ma ora è tempo di partire." Land's End li aspetta. Le diciassette rose anche.
Entrano nel Quadrante 5 dalla cima di una catena montuosa. Davanti a loro si apre lo Stige — il fiume che separa il Metaverso di Luce a ovest dal Metaverso Oscuro a est. Montano un accampamento al confine, fuoco acceso, una notte sospesa tra luce e oscurità. La mattina dopo prendono la moto e imboccano il Sentiero Oscuro.
I demoni non attaccano. Il Vecchio Lupo Bianco emerge dal buio e spiega: le temono. Sa già tutto — Ishtar, le rose, Serak indebolito. Il Portale Purgatorio è sigillato dal Santuario stesso per bloccare il passaggio dei demoni. Le guida fino al Dark Sanctuary.
Il Santuario è deserto, il Baro non c'è più. Una voce da un monitor in ombra le istruisce: depositare le diciassette rose nella Fontana dei Desideri. Lo fanno. Poi la porta per Land's End resta chiusa — e la porta d'ingresso sparisce. Al suo posto, un portale spalancato sull'inferno. Il messaggio è chiaro: durante la purificazione nessuno entra o esce.
Esplorano. Il Santuario risponde ai loro pensieri — cucine piene di cibo, sale di vestiti, strumenti musicali, una biblioteca immensa, una terrazza con vista mozzafiato. Poi trovano la clessidra digitale in cima a una torre: 315.360.000 secondi. Dieci anni.
Kalki però rilegge bene il libro del Santuario e corregge Aisha con una certa veemenza — dieci anni è il tempo massimo, non il tempo fisso. La porta si aprirà quando l'ultima entità malvagia sarà scacciata. Potrebbe succedere molto prima.
Il monitor torna: le entità presenti sono 569. La planimetria del Santuario mostrerà la posizione di quelle ferme da almeno cinque minuti. La prima è già nella stanza accanto.
Aprono la porta. L'angolo della stanza pulsa di energia oscura. Aisha e Kalki si avvicinano — e solo in quel momento realizzano che non hanno la minima idea di come scacciare un'entità del Santuario.
Cap. 29 – La Purificazione del Dark Sanctuary
La risposta è semplice: basta illuminarle. Energia o torcia, le entità diventano visibili ai sensori del Santuario e vengono risucchiate nel portale. Il piano di Aisha è immediato — una al monitor, l'altra con la torcia, turni giornalieri. Funziona. Le entità calano a decine.
Durante una pausa, Kalki trova nel libro del Santuario la profezia: due scintille legate da un vincolo profondo purificheranno il Santuario e ricollegheranno il portale a Land's End. La descrizione è inequivocabile — capelli del colore dei corvi, capelli del colore del sole. La pagina successiva è strappata. I nomi non ci sono, ma loro sanno già.
Il ritmo si stabilizza — lavoro, piscina sul tetto, cene lussuose servite dal Santuario, scommesse su cosa troveranno dietro ogni porta. L'ambiente risponde ai loro desideri. Aisha viene quasi trascinata nel portale infernale da cinque demoni mentre lavora in modalità automatica — Kalki la salva all'ultimo secondo e le fa una ramanzina solenne.
Con 98 entità rimaste, arriva il demone dei servizi speciali: copia il DNA di Aisha e si presenta davanti a Kalki come una seconda Aisha. Due voci identiche, due storie identiche, stessa lucidità. Kalki deve scegliere basandosi solo sul battito del cuore. Sceglie bene.
Gli ultimi dieci si rivelano i più pericolosi — attacco coordinato invisibile, oggetti scagliati, Kalki trascinata verso il portale. Aisha inverte il flusso del Dono e ordina: "Assorbi e restituisci dieci volte!" L'impatto è devastante. Nove sono scacciati. Il monitor si ferma a 1.
L'ultimo è il più astuto — ha i codici DNA di tutti i pellegrini mai passati dal Santuario, è invisibile ai sensori. Li colpisce entrambe a turno, le ferisce, le stanca. Aisha elabora il piano finale: fingere una lite furiosa con scariche di energia reale a bassa intensità, crollare entrambe a terra, aspettare che il demone si avvicini. Kalki posizionata vicino al portale, Aisha leggermente indietro. Il demone abbocca. "Adesso!" Lo spingono insieme nel portale.
Il contatore segna zero. Il Santuario si illumina di luce dorata, una musica cosmica riempie ogni corridoio. Il monaco in ombra rivela il suo volto saggio sul monitor: "Avete compiuto l'impensabile. La vostra impresa sarà cantata per i secoli a venire." Il portale per Land's End si apre per sempre.
Non partono quella notte. La festeggiano solo loro due — champagne, candele, una stanza trasformata in sogno dal Santuario stesso. Quella notte è loro.
Nel cielo di Land's End, del Quadrante 2 e di ogni luogo dove esistono scintille, una cometa traccia una scia dorata. Ignis Star, il messaggero di Aurelian. Il Presidente, Eleanor, Thamar, Adamas, Ishtar — tutti alzano gli occhi. Capiscono senza bisogno di parole. "Ce l'hanno fatta," mormora Adamas sorridendo.
Il monaco sul monitor dà le ultime istruzioni: prendere le proprie rose, sigillare le altre quindici e annotare i nomi. In mezzo al salone, due fasci di luce illuminano una rosa per Kalki e una per Aisha. Le raccolgono con mani tremanti. L'onda di energia le travolge — vedono ogni vita vissuta, ogni morte, ogni ciclo. Vedono i nomi e i volti di tutte le 244.000 sorelle, uno per uno, come stelle in un firmamento divino. Ora coloro che possono riaprire le porte di Emphatia sono tre.
Aisha sente il richiamo di un angolo remoto della sala. Nella parete trova una piccola nicchia — dentro, il foglio strappato dal libro del Santuario. Lo legge ad alta voce con voce sempre più tremante: sei nomi, sei scintille destinate a liberare il Sentiero Oscuro. Kalki, Aisha, Milhen, Selene, Amara — e Sylva. Quando pronuncia quell'ultimo nome, un'immagine le squarcia la mente: un volto che ha già visto nella rosa, un legame antico e profondo. Sylva è Sylvia. Lo capisce nell'istante stesso in cui lo legge. Non lo dice a Kalki. Non ancora.
Aisha sale sul palco e comunica i nomi delle quindici Primenate che trovano le loro rose al Santuario — tra loro Thamar, che esulta, e Selene e Amara, ancora scintille inconsapevoli nel Mondo Cardine. Poi comincia la festa più grande che Land's End abbia mai visto.
Nel frattempo, il monitor infernale di Zadkiel è in tilt: due rose ricongiunte nello stesso giorno, un evento che si verifica ogni duecento anni. E dal Quadrante 9 arrivano notizie sempre peggiori — i demoni fedeli a Ishtar superano quelli fedeli a Serak. Se anche Ishtar ricongiungesse la sua rosa, sarebbe la fine.
Tornano a Nothing Road 666, a casa. Doccia, cena semplice preparata da Kalki, silenzio. Dormono fino al giorno dopo.
Poi le voci cominciano a girare — quattro scintille stanno avanzando nel Sentiero Oscuro purificando ogni metro. Il Presidente convoca una riunione d'urgenza. La linea difensiva dei demoni sta cedendo. Kalki e Aisha devono prendere i demoni alle spalle, dal Dark Sanctuary. Due whisky allo Scorsetto, poi la Freccia Rossa.
Passando davanti allo Scorsetto, si fermano un momento. Sul monitor, in collegamento da un punto di montagna al confine tra i metaversi, appare una ragazza dai capelli nerissimi — Amara. E alle sue spalle, con Milhen e Selene, c'è lei. Sylvia. Aisha la vede e fatica a mantenere un'espressione neutra. Il Presidente annuncia che i demoni si sono già ritirati dal Sentiero Oscuro. Kalki chiede se ha senso andare lo stesso. È Aisha a rispondere, con più slancio del necessario: "Andremo lo stesso. Le aspetteremo al Santuario."
L'ultima riga del diario la scrive con Sylvia già sulla porta — entra senza bussare, come al solito, la chiama per nome. Lumenforte, gennaio 2025. "Dopo tutto ciò che ho vissuto, una cosa è certa: il futuro che ci attende sarà più grande di tutto ciò che abbiamo affrontato finora."
عائشة