Meditare significa coltivare la mente.
Coltivare, significa far apparire ciò che non c’era prima. Per esempio, la collina è spoglia, non ci sono girasoli. Si ara il terreno, si semina, si annaffia, e poi appaiono tanti girasoli. Questo è coltivare. Coltivando il terreno della mente, fai apparire ciò che prima non c’era: comprensione, compassione, gioia.
Questa è la parola buddhista per meditazione: coltivare la mente.
La mente è lo strumento, è l’aratro, e tu sei il giardiniere, e usando il potere della consapevolezza, coltivi il tuo terreno, e produci il frutto della comprensione, della compassione, dell’amore.
Thich Nhat Hanh, “Passi di pace”, Firenze, 2003
"La pratica della meditazione non è un esercizio di analisi o un ragionamento su un argomento. La spada della logica non ha posto nella pratica della consapevolezza e della comprensione; nella pratica del “fermarsi e guardare”.
Il metodo che usiamo in Vietnam per cuocere il grano consiste semplicemente nel mantenere acceso il fuoco sotto la pentola; dopo alcune ore i chicchi si ammorbidiscono e si aprono. I raggi del sole scaldano la neve, e la neve si scioglie. La chioccia si siede alla cova dell’uovo e il pulcino prende lentamente forma, e quando è pronto si scava l’uscita col becco."
Thich Nhat Hanh (Il sole, il mio cuore)
Si potrebbe chiedere: ma allora l’unico scopo della meditazione è il rilassamento? In realtà la meditazione mira a qualcosa di molto più profondo. Posto che il rilassamento è il necessario punto di partenza, su questa base è possibile realizzare un cuore sereno e una mente lucida. Realizzare un cuore sereno e una mente lucida significa aver fatto un bel pezzo di strada sul sentiero della meditazione.
È chiaro che per prendere possesso della nostra mente e calmare i pensieri è necessario coltivare anche la presenza mentale delle nostre sensazioni e percezioni. Per prendere possesso della vostra mente, dovete praticare la presenza mentale della mente. Dovete imparare a osservare e riconoscere la presenza di ogni sensazione e pensiero che emerge dentro di voi. Il maestro zen Thuong Chieu ha scritto: “Se il praticante ha una chiara conoscenza della propria mente, otterrà dei risultati con poco sforzo. Ma se non sa nulla della propria mente, tutti i suoi sforzi saranno vani”. Se volete conoscere la vostra mente c’è un solo modo: osservare e riconoscere tutto ciò che la riguarda. Questo va fatto in ogni occasione, nel corso della giornata non meno che durante l’ora di meditazione.
Nel corso della meditazione, possono emergere sensazioni e pensieri di vario genere. Se non si pratica la presenza mentale del respiro, ben presto questi pensieri riescono a distoglierci dalla presenza mentale. Ma il respiro non serve solo a scacciare pensieri e sensazioni. Il respiro è innanzitutto il veicolo che unifica corpo e mente e apre la porta alla saggezza. Quando emerge un pensiero, o una sensazione, il vostro intento non dovrebbe essere quello di scacciarlo, anche se continuando a concentrarsi sul respiro la sensazione o il pensiero si dilegua spontaneamente. L’intento non è scacciarlo, odiarlo, preoccuparsene o temerlo. Perciò, cosa si dovrebbe fare, esattamente, con i pensieri e le sensazioni? Semplicemente prendere atto della loro presenza. Per esempio, quando emerge un sentimento di tristezza, lo si riconosce immediatamente: “È emerso dentro di me un sentimento di tristezza”. Se il sentimento permane, si continua a riconoscerlo: “In me c’è ancora un sentimento di tristezza”. Se c’è un pensiero del tipo: “È tardi ma i vicini non la smettono di fare chiasso”, riconoscete che è emerso quel pensiero. Se il pensiero permane, continuate a riconoscerlo. Se emerge un’altra sensazione o un altro pensiero, riconosceteli nella stessa maniera. L’essenziale è non lasciar emergere nessuna sensazione o pensiero senza che la presenza mentale lo riconosca, come una sentinella che registra ogni faccia che passa per il corridoio d’accesso del palazzo.
Se non ci sono sensazioni o pensieri, prendete atto che non ci sono sensazioni o pensieri. Praticando in questo modo diventate consapevoli delle vostre sensazioni e dei vostri pensieri. Presto arriverete a prendere possesso della vostra mente. Si può accoppiare il metodo della presenza mentale del respiro alla presenza mentale delle sensazioni e dei pensieri.
Thich Nhat Hanh (Il miracolo della presenza mentale)