E’ un momento importante dei nostri incontri, durante il quale abbiamo la possibilità di mettere in pratica l’ascolto profondo e la parola amorevole (Quarto Addestramento alla consapevolezza); ciò avviene in uno spirito di unità e di inclusività, che si ottiene più facilmente restando in totale silenzio mentre gli altri parlano, senza accendere dibattiti e cercando di non produrre alcun giudizio, sia negativo che positivo sulle opinioni espresse.
Il praticante che intende condividere un pensiero o un’esperienza, chiede la parola al Sangha congiungendo le proprie mani davanti al cuore; il sangha accoglie la richiesta restando in silenzio e congiungendo a sua volta le mani davanti al petto.
Durante la condivisione i membri del sangha si impegnano ad usare la parola amorevole e a praticare l’ascolto profondo affinché l’incontro si svolga con successo, ad evitare di parlare di questioni astratte o teoriche, parlando sempre in prima persona della propria esperienza, a non divulgare all’esterno del sangha nessuna parola detta nella condivisione, a non esitare a condividere le proprie opinioni nello spirito della massima apertura ed accettazione, avendo cura di usare il più possibile delle parole sagge ed amorevoli in modo da non risultare offensivi o giudicanti per nessuno.
Il componente del sangha si impegna inoltre a non dire niente quando avverte un senso di irritazione che gli impedisce di usare una comunicazione abile; se qualcuno avverte che nel sangha si stanno generando delle tensioni, ci fermiamo immediatamente con un suono di campana e facciamo la pratica del "Ricominciare".
Per approfondire ulteriormente sei pregato di leggere le "linee guida per la condivisione"