Edgar Degas (Parigi, 1834 – Parigi, 1917) fu uno dei membri di maggior rilievo del gruppo impressionista e partecipò a tutte e ottole mostre dell’associazione eccetto una. Tuttavia, sarebbe limitativo circoscrivere la sua vicenda artistica unicamente a questa esperienza. Infatti, se da una parte Degas condivise con i suoi colleghi numerosi principi artistici, Dall’altra si scontrò sotto diversi punti di vista con gli impressionisti più intransigenti, come Claude Monet (Parigi, 1840 – Giverny, 1926), Camille Pissarro (Charlotte Amalie, 1830 – Parigi, 1903) e Alfred Sisley (Parigi, 1839 – Moret-sur-Loing, 1899). Infatti, nonostante Degas avesse numerosi punti in comune con gli altri membri dell’associazione, come la devozione per il pittore parigino Édouard Manet e l’usanza di raffigurare soggetti contemporanei, la sua visione complessiva dell’arte era molto distante da quella generale del gruppo. Infatti, gli impressionisti più ortodossi erano soliti realizzare unicamente opere en plein air e sostenevano la superiorità del colore sul disegno. Al contrario Degas non abbandonò mai la consuetudine di completare o realizzare le proprie opere sulla base di un disegno all’interno dell’atelier.
Edgar Degas non fu soltanto un grandissimo pittore, ma anche un importante esperto d’arte. La sua formazione fu segnata dalla passione per i maestri antichi italiani e per l’arte contemporanea francese dell’epoca, mostrando particolare attenzione per i due maestri Ferdinand Victor Eugène Delacroix, padre del romanticismo francese, e Jean-Auguste-Dominique Ingres, il più importante pittore del neoclassicismo francese. Infine, è importante ricordare che Degas non si limitò soltanto a una vasta conoscenza dell’arte occidentale, ma fu anche un grande estimatore dell’arte giapponese.