Berthe Morisot nacque a Bourges nel gennaio 1841 e divenne una pittrice impressionista francese. Nella sua vita, come per le altre artiste del periodo, dovette lottare contro chi trovava disdicevole per una donna la professione di pittrice: i pregiudizi del tempo, oltre a darle una notevole difficoltà nel dipingere all’aperto o in luoghi pubblici, la resero indifferente ed estranea a quelle che erano le questioni sociali, questioni che scaldavano la vita parigina in quei decenni. Berthe fu quindi portata a dipingere quadri di genere come gli interni e le scene domestiche, dove sono rappresentate donne eleganti appartenenti alla media e alta borghesia, ritratte in casa o in giardino in vari momenti della giornata. Non fu mai superficiale nelle sue opere: un dato costante della sua arte è infatti l’analisi interiore dei personaggi, probabilmente influenzata in questo dall’amicizia con molti letterati. Berthe iniziò a dipingere copiando i capolavori del Museo del Louvre, e dato il notevole talento i genitori la incoraggiarono a proseguire gli studi artistici. La pittrice non potè però entrare all’École des Beaux-Arts, in quanto donna, e così fu costretta a studiare privatamente. Donna determinata e intraprendente, riuscì a conoscere Camille Corot (1796 – 1875), uno dei massimi esponenti del realismo francese, ed entrare nel suo atelier di Ville-d’Avray; fu poi tale “genio della paesaggistica” a insegnarle a dipingere all’aperto. La Morisot espose per la prima volta nel 1864 al Salon des Refusés, voluto da Napoleone III per poter accogliere le opere rifiutate dal Salon, “ufficiale”, mentre in seguito riuscì ad esporre al Salon, annualmente, sino al 1873.
Nel 1868 conobbe Manet, che le chiese di posare per lui. Nel corso degli anni il pittore la ritrasse in ben 11 opere. Berthe si innamorò di Manet che tuttavia la respinse; la donna sposerà poi suo fratello Eugène. Conquistata dal movimento impressionista, anche grazie alle sue amicizie, lasciò il Salon e nel 1874 aderì al gruppo degli “indipendenti”, ovvero i futuri Impressionisti. Nonostante la maternità – all’età di 38 anni era diventata madre di Julie – continuò a lavorare assiduamente.
Già vedova, si ammalò di polmonite e dopo aver affidato la figlia all’amico Mallarmé morì a Parigi il 2 marzo 1895. La sua lapide porta solo la scritta: “Berthe Morisot, vedova di Eugène Manet“, senza alcun accenno alla sua carriera di artista e a quelli che furono i suoi successi all’interno del gruppo impressionista.