L'imperatore Carlo Magno pose la capitale del suo impero ad Aquisgrana (oggi Aachen, in Germania) e lì fece costruire il suo palazzo. Dell'originale residenza di Carlo oggi rimane ben poco, rimane però la cappella della chiesa che fece costruire all'interno del suo palazzo, da cui il nome di Cappella Palatina (in tedesco Pfalzkapelle).
Progettata dall'architetto Oddone da Metz la cappella, annessa al palazzo di Carlo, fu realizzata tra il 793 e l' 813, ma consacrata da papa Leone III già nell'805. Lo stesso Carlo alla sua morte nell'814 vi fu seppellito, come pare, in un luogo però ben nascosto se è vero che fu riscoperto dall'imperatore Ottone III solo nell'anno 1000.
Intorno al nucleo centrale della cappella la cattedrale è stata ingrandita e fortemente modificata nei secoli e anche i mosaici attuamente visibili sono rifacimenti di fine '800. Tuttavia molte delle parti e delle decorazioni originali sono ancora ben conservate.
La cappella è costruita su di una base ottagonale, sul modello di arte paleocristriana già visto nella Basilica di San Vitale a Ravenna e richiama in parte la struttura della Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, ma in questo caso agli otto lati interni ne corrispondono sedici esterni.
L'interno della basilica è decorato con colonne e altri materiali che probabilmente furono trafugati da antichi monumenti di Roma e Ravenna, compresa una statua equestre di Teodorico che Carlo all'epoca fece collocare nell'atrio. L'originale trono dell'imperatore è stato sostituito con una riproduzione nel X secolo.
Questo luogo è oggi patrimono dell'Unesco e sul sito è possibile visualizzare una ulteriore galleria di immagini.
La grande basilica di Costantinopoli fatta costruire dall'imperatore d'oriente Giustiniano I (482-565)è il maggiore esempio di architettura paleocristiana. La struttura di questa chiesa sarà un modello per l'arte degli anni a seguire e rimarrà per secoli la più grande cattedrale mai costruita.
Una prima grande chiesa a Costantinopoli fu fatta costruire dall'imperatore Costanzo II nel 360 ma fu distrutta durante i disordini di una ribellione nel 404 e di essa non rimane nessun resto.
Una seconda chiesa fu voluta dall'imperatore Teodosio nel 415 ma anche questa venne distrutta da un incendio durante la rivolta di Nika nel 532.
L'imperatore volle subito ricostruirla più grande e maestosa e ne affidò il progetto al matematico Isidoro di Mileto e all'architetto Antemio di Tralle. Materiali ed elementi per la costruzione vennero recuperati dalle regioni di tutto l'impero e dai siti di costruzioni più antiche. I tempi di costruzione furono rapidissimi e pare che a basilica fosse già inaugurata nel 537. In seguito ad alcuni errori nella struttura un primissimo restauro fu già commissionato a Isidoro di Mileto "il giovane", nipote del primo Isidoro.
Dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei turchi ottomani nel 1453 la basilica è stata trasformata in moschea con l'aggiunta dei quattro minareti nel perimetro e per questo motivo le decorazioni cristiane, già molto rovinate per la verità, furono coperte dall'intonaco e dalle nuove decorazioni. Dopo la caduta del regno dei sultani il nuovo governo turco nel 1935 l'ha tolta al culto e trasformata in un museo, così il restauro ha scoperto di nuovo dopo quasi cinquecento anni le antiche decorazioni bizantine.
Nel sito ufficiale del museo (in inglese) è possibile vedere alcune foto che documentano la bellezza della chiesa ed altri particolari dell'interno e dell'esterno. Sul sito Sites in 3D è disponibile una suggestiva visita virtuale della basilica.
Di notte l'intero quartiere è vivacemente illuminato e questo rende particolarmente suggestive le foto notturne della basilica e di tutta l'area circostante, che comprende un parco che separa la basilica dalla vicina Moschea Blu, altrettanto monumentale quanto bella, anche in questo caso grazie a delle sapienti illuminazioni notturne.
Ravenna è la città che meglio di ogni altra testimonia il passaggio dall'età antica al medioevo.
E' stata la capitale dei diversi regni che si sono formati dopo la caduta dell'impero romano, e ognuno di questi ha lasciato i simboli del proprio potere e della propria cultura.
Ravenna fu scelta dall'imperatore Onorio come capitale dell'impero romano di occidente nel 402. Alla caduta dell'impero (476) rimane capitale del breve regno del generale barbaro Odoacre, che verrà presto sconfitto e ucciso con l'inganno dal re ostrogoto Teodorico (493).
Nel 540, grazie al valente generale Belisario, fu riconquistata dall'imperatore d'oriente Giustiniano I che ne fece la sede del regno bizantino in Italia (esarcato), e tale rimase fino al 726.
Visitare Ravenna è un po' come viaggiare con una macchina del tempo, ciascuno dei suoi monumenti testimonia l'eredità che la cultura dei diversi popoli romani, ostrogoti e bizantini le hanno lasciato, quando un intero mondo rovinosamente cadeva e un mondo nuovo, tra mille incertezze, stava appena nascendo.
Sul sito Ravenna turismo & cultura è possibile consultare una rapida guida ai monumenti più importanti ricca di immagini; è inoltre disponibile una visita virtuale a 360° dei monumenti. Una bella galleria di immagini è disponibile sul sito dell'UNESCO.
Figlia dell'imperatore Teodosio, sorella dell'imperatore d'oriente Onorio e imperatrice reggente dell'Occidente per il figlio Valentiniano III. Era stato costruito probabilmente per essere la "tomba di famiglia" dell'imperatrice e del marito l'imperatore Costanzo III ma non fu mai usata come tale. Particolarmente affascinante la volta della cupola di colore blu con le stelle dorate che, si dice, abbia ispirato il celebre brano Night and day del compositore americano Cole Porter, in viaggio di nozze nella città nel 1920 (ma il brano è del 1932).
E' uno degli ultimi esempi di architettura romana originale prima dell'età barbarica.
Fatta costruire dal re ostrogoto Teodorico era dedicata al culto cristiano ariano. In seguito alla conquista bizantina fu riconsacrata al culto cristiano cattolico e dedicata a San Martino di Tours. I mosaici e le raffigurazioni interne, alcune delle quali rappresentavano forse Teodorico stesso e gli uomini della sua corte, furono coperti da nuovi o fortemente modificati.
Nel IX secolo le reliquie di Sant'Apollinare furono qui trasferite dall'altra basilica a lui dedicata in città per cui questa, in quanto "nuova basilica per Sant'Apollinare", pur essendo in realtà più antica prese il nome di "nuovo" per distinguerla dall'altra.
Fu fatto costruire dal re Teodorico per farne la sua tomba e tale rimase finché, dopo la conquista bizantina, Giustiniano I ordinò che il corpo di Teodorico venisse rimosso e fece consacrare l'edificio come oratorio per il culto cristiano.
Considerata una delle più importanti basiliche paleocristiane fu commissionata dall'arcivescovo Ursicino e finanziata dal ricco banchiere Giulio Argentario. Iniziata in età gotica fu però completata in età bizantina e consacrata nel 549 a Sant'Apollinare, tradizionalmente considerato il fondatore della chiesa di Ravenna e primo vescovo della città.
La costruzione della basilica iniziò in epoca gotica quando ancora viveva Teodorico. Fu però completata nel 547 quando Ravenna era già in mano bizantina. La chiesa combina elementi architettonici romani e bizantini come la pianta ottagonale del corpo maggiore.
E' uno degli esempi più raffinati di arte paleocristiana e bizantina. E' famosa per i mosaici che raffigurano Giustiniano e l'imperatrice Teodora.