In memoria di Rita Atria
Questo alloro è simbolo di giustizia, coraggio e determinazione.
Rita Atria, nata tra le difficoltà, ha dimostrato al mondo che siamo noi i veri padroni del nostro destino, trasformando ogni ostacolo in un’occasione per fare del bene. Anche se, a volte, a caro prezzo.
Le sue radici nella terra, i suoi valori nel nostro cuore.
(1D - a.s. 2026/2027)
Il lavoro della classe 1D è stata la prosecuzione dell'attività intrapresa dalla attuale classe 5C nell'a.s. 2023/2024.
Di seguito si riporta il testo dell'articolo pubblicato sul sito web del Liceo
Mercoledì 6 marzo il Liceo ha celebrato la Giornata dei Giusti, istituita dall’Unione Europea allo scopo di mantenere viva la memoria di quanti, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno fatto del bene salvando vite umane, si sono battuti in favore dei diritti umani durante i genocidi e hanno difeso la dignità della persona, rifiutando di piegarsi ai totalitarismi e alle discriminazioni tra esseri umani.
La celebrazione è avvenuta alla presenza di molte classi in aula magna, dove si è parlato del forte significato educativo della ricorrenza e dell’esempio di alcuni Giusti, anche tramite la visita del sito web di Gariwo (la Foresta dei Giusti) e del sito web della Corte dei Giusti del Liceo. Poi ci si è soffermati sulla figura di Rita Atria, figlia di un boss mafioso di Partanna, che decise coraggiosamente di collaborare con la giustizia, mettendosi contro la sua famiglia e molti abitanti del suo paese.
Dopo la relazione da parte del Prof. Federico Palladini, il Prof. Mario Morsillo ha poi illustrato una presentazione su Falcone e Borsellino realizzata in una delle sue classi, soffermandosi sull’esempio civico dei due magistrati, ai quali è peraltro dedicato un cedro dell’Atlante della Corte dei Giusti.
A completamento della cerimonia tutti i partecipanti si sono spostati nell’area esterna e c’è stata la piantumazione nella Corte dei Giusti di una giovane pianta di alloro dedicata a Rita Atria. La pianta di alloro, acquistata con una piccola parte del ricavato delle offerte per i calendari ecologici realizzati dagli studenti della 2^D (da destinare ad acquisti per la comunità scolastica), è una pianta mangia-smog e simboleggia la sapienza, la gloria e il coraggio. Rimanda inoltre al mito di Dafne, che, per sottrarsi alla cupidigia di Apollo, preferì trasformarsi in un albero di alloro, proprio come Rita Atria che rinunciò alla sua libertà per sottrarsi al vincolo dell’appartenenza mafiosa. La piantumazione con la dedica verrà riportata nel sito web della Corte dei Giusti con la creazione di una nuova pagina. L’attività svolta va ad integrare idealmente la produzione di un elaborato video (con opere pittoriche e musiche originali, realizzate dagli studenti) proprio su Rita Atria, che la classe 2^C sta realizzando per la partecipazione al concorso “Adotta un Giusto”, indetto da Gariwo.
Si riporta anche la presentazione dell'attività fatta dalla 2C nell'a.s. 2023/2024
La nostra classe, la 2^C del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano, ha adottato, fra i Giusti, Rita Atria per il suo esempio di coraggio e di partecipazione, per aver anteposto l’ideale di una società unita e sana alla sua sicurezza e alla sua stessa vita.
Dopo la morte di suo padre, il boss mafioso Vito Atria, ucciso nel 1985 per un regolamento di conti, Rita decise di collaborare con la giustizia, facendo i nomi dei mafiosi e dei traffici illegali a sua conoscenza.
Da quel momento venne isolata da tutti, compresi i suoi familiari, perché nel suo paese da molti veniva considerato un disonore collaborare con la giustizia.
Rifiutata anche da sua madre e da sua sorella, abbandonata dal suo fidanzato, nel 1991 conobbe il magistrato Paolo Borsellino. Per lei fu come trovare un nuovo padre.
Grazie alle sue testimonianze di Rita furono eseguiti numerosi arresti. Per evitare vendette da parte della mafia, la ragazza si trasferì a Roma, dove visse nascosta e isolata dal resto del mondo. A seguito dell’attentato del 19 luglio 1992, in cui fu ucciso Paolo Borsellino, Rita Atria decise di togliersi la vita.
“Bisogna rendere coscienti i ragazzi che vivono nella mafia che al di fuori c’è un altro mondo, fatto di cose semplici ma belle, di purezza… un mondo dove sei trattato per ciò che sei, non perché sei figlio di quello o perché hai pagato per farti fare quel favore. Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare? Se ognuno di noi prova a cambiare forse ce la faremo”.
(Rita Atria, Partanna, 4 settembre 1974 – Roma, 26 luglio 1992)
Testi: Laura Di Stefano
Opere pittoriche originali (acquerello su carta): Maria Francesca Masi
Musica originale: Ludovica Talocco con la collaborazione di Laura Di Stefano
Pianoforte: Ludovica Talocco
Violino: Laura Di Stefano
Voce: Benedetta Perciballi
Riprese video, montaggio, editing: Cristian Trapani
Assistenza: Arianna Tomei, Chiara Torella, Elisabetta Malizia, Cecilia Francesca Liburdi, Anna Tiberia, Alessio Marcocci, Gabriele Coluccia, Simone D’Amico, Matteo Zolli
Coordinamento: Prof. Federico Palladini