Medico specialista in neuropsicologia, partecipò alla vita politica italiana militando in Democrazia Sociale e successivamente nel Partito Socialista. Dalle pagine del giornale “Tempi Nuovi” accusò manifestamente Mussolini del delitto Matteotti. La redazione del giornale fu saccheggiata e bruciata dai fascisti e Carlo Angela fu costretto a trasferirsi a San Maurizio Canavese dove avrebbe esercitato la sua professione nella clinica psichiatrica Villa Turina Amione. In veste di direttore sanitario iniziò la propria opera di solidarietà umana e di resistenza civile salvando molte persone dalla deportazione nei campi di concentramento. Insieme a qualche fidato collaboratore ricoverò nella sua struttura antifascisti, disertori e soprattutto ebrei. Nella compilazione di cartelle cliniche formulava diagnosi fittizie celando l’identità dei suoi pazienti sani.
Tra gli Ebrei che grazie a lui scamparono alla deportazione ci sono Renzo e Nella Segre, finti malati mentali a lungo nascosti a Villa Turina Amione. Nel racconto “Venti mesi” (Sellerio 1996), uno dei documenti più toccanti sulla persecuzione subita dagli ebrei in Italia, Renzo Segre rivelerà la sua esperienza descrivendo il professore come un uomo dal carattere incredibilmente carismatico che, nonostante la preoccupazione per sé e per i propri familiari, salvò molte vite senza mai chiedere alcunché in cambio. Nel 1986, il comune di San Maurizio Canavese, di cui Angela fu sindaco dalla fine della guerra al 1949, anno della sua morte, presenta il libro Il paese ricorda, nel quale Piero Angela, figlio di Carlo e noto divulgatore scientifico, accenna brevemente alle attività di salvataggio di suo padre . In seguito vengono raccolti i documenti e le testimonianze da sottoporre alla Commissione dello Yad Vashem di Gerusalemme che assegna a Carlo Angela del titolo di “Giusto tra le Nazioni” nell’agosto 2001. La cerimonia ufficiale per la consegna della medaglia e del riconoscimento avviene il 25 aprile 2002 nel Comune di San Maurizio Canavese alla presenza dei figli Sandra e Piero.