La leggenda del pianista sull'oceano è un film del 1998 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore, adattamento del monologo teatrale Novecento di Alessandro Baricco.
Inghilterra, secondo dopoguerra. Max Tooney, un trombettista che ha lavorato sul Virginian, un transatlantico in regolare servizio di linea tra l'Europa e gli Stati Uniti, entra in un negozio di dischi e strumenti musicali poco prima dell'orario di chiusura e si accorda con l'anziano proprietario per vendere per pochi soldi la sua vecchia tromba di marca Conn; prima di separarsene, chiede e ottiene il permesso di suonarla per l'ultima volta. Max suona quella che il negoziante, ascoltandolo, riconosce essere la melodia di un brano registrato su una vecchia matrice discografica da lui ritrovata eseguito al pianoforte, brano da cui è affascinato ma di cui non riesce a identificare l'autore; si fa quindi raccontare da Max la storia di quel pianista, che Max definisce il suo più grande segreto, dicendo che in realtà è come se quel musicista non fosse mai esistito. Il brano è l'unico mai inciso da quello che fu il migliore amico di Max, Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento.
La storia inizia il 1º gennaio 1900, quando Danny Boodmann, un fuochista nero del Virginian, trova un neonato abbandonato in una cassetta di limoni sul pianoforte nel salone di prima classe della nave e decide di adottarlo. Danny battezza il piccolo con il proprio nome (Danny Boodmann appunto), a cui aggiunge la scritta presente sulla cassetta in cui lo ha trovato, T.D. Lemon (dicendo che il significato di "T.D." sarebbe "Thanks Danny", cioè "Grazie Danny", come a indicare che proprio lui fosse destinato ad allevare il bambino), e il nome del secolo appena iniziato, Novecento. Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento sarà poi chiamato solamente con l'ultimo dei suoi appellativi...
Подготвил рубриката: Бианка Радовска от 11б