Ora anche Spagnol ha il suo <effigramma>, cioè il suo ritratto parlato, opera di Filippo Giaconi che si firma con lo pseudonimo di Vance. Il lavoro, incorniciato, si trova nel Fondo Giallo di Lugo…Il testo, tratto dal racconto La vocazione, inizia in alto a sinistra (“non so se succeda anche a voi) poi si snoda attraverso i particolari del volto per terminare in basso a sinistra che le ultime battute: “un gran bugiardo”.
Gli effigrammi sono dei singolari omaggi a personalità riconosciute nel modo delle lettere e delle arti. Prendono spunto da una tradizione antica (i carmi figurati - technopaegnia per i greci), dai calligrammi, da alcuni esperimenti futuristi e da tecniche competitive usate nella poesia visiva.
E’ consigliabile osservarlo socchiudendo gli occhi e allontanandosi progressivamente dall’immagine che si può scaricare in formato pdf QUI.
Il testo dell'effigramma di Tito A. Spagnol è il seguente:
"Non so se succeda anche a voi, ma io distinguo assai male tra il vero e il non vero; così tante volte il vero è quello che immagino io, non quello che gli altri credono di vedere. E' certo però ch'io sono un gran bugiardo. Dire bugie è per me la cosa più divertente del mondo. Fu così che io diventai, dicono, uno scrittore. Ma a quest'ultima diceria io non credo molto. Io credo, invece, d'essere rimasto ancora, e soltanto, un gran bugiardo."
Tito A. Spagnol, La vocazione, "L'Illustrazione Italiana", settembre 1955