E' il romanzo di esordio di Tito A. Spagnol, apparso nella collana mondadoriana dei "Libri Gialli" al n. 101. Secondo alcuni studiosi l'opera era stata però originariamente rifiutata da altri editori e per questo pubblicata in Francia nella "Collection Detective", al n. 54, della Casa Editrice Gallimard con il titolo "La griffe du lion".
Le prime pagine dell'edizione francese consentono di verificare alcuni aspetti importanti: la traduzione del libro è stata fatta dall'italiano ad opera di Yves Andrè; Spagnol è stato il primo autore italiano a vedersi pubblicata un'opera nella Collana di Gallimard; scorrendo la lista dei volumi già pubblicati, Spagnol è decisamente in buona compagnia: tra gli altri Edgar Wallace, S.S. Van Dine, Barbaby Ross (Ellery Queen) e Stanley Gardner.
L'Associazione ha svolto delle ricerche in collaborazione con i bibliotecari della Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi, anche con esame in loco dei microfilm della rivista "Cooection Detective" dal 1930 al 1935, senza trovare traccia dell'opera di Spagnol.
Fu presentato dalla Mondadori come "un asso del poliziesco, e italiano per giunta!" (cfr risvolto della copertina originale), anche se sono note riflessioni contrastanti sulla pubblicazione o meno in alcune corrispondenze tra lo stesso Mondadori e Lorenzo Montano (direttore dei "Gialli").
La vicenda è ambientata a New York e ha come protagonista Alfred Gusman, un cronista giudiziario che abbandona la professione di reporter per intraprendere quella di detective, sull'onda di un efferato delitto commesso in città.
Nonostante la l professione di avvocato, Jimmy Sullivan cade nel vizio del bere, ma grazie al suo amico Ned Sterbing riesce, anche se faticosamente, a risalire la china e a rifarsi una posizione dignitosa. Ma un quotidiano di New York (siamo il 6 giugno del 1927) pubblica una incredibile notizia: a casa del procuratore distrettuale è stata recapita una cassa contenente la testa di una donna, staccata dal corpo, e il cadavere di un uomo senza testa. Il procuratore sgomento riconosce nei resti il proprio figlio e la propria figliastra.
Alcuni particolari (tra cui un frammento di carta con l'indicazione di un appuntamento) portano al polizia ad arrestare per omicidio proprio Ned Sterbing che si trincea in un assoluto silenzio durante gli interrogatori, non prima di aver chiesto all'amico Sullivan di venire in suo soccorso.
Sulle stracce dei colpevoli si mette anche Alfred Gusman, giornalista del quotidiano che ha dato la nitizia (Evening Sun) che lascia il lavoro e affianca Sullivan, assieme ad alcuni contrabbandieri soci in affari di Sterbing.
Grazie al loro lavoro di investigazione, arrivano ad una casa isolata fuori New York dove trovano il coro senza testa di una donna e la testa di un uomo.
Il finale è un vero e colpo di scena grazie al lavoro soprattutto di Gusman, che trova il colpevole e rivela l'identità delle due persone barbaramente assassinate.
Dei vari riferimenti a quest'opera di Spagnol, citiamo:
Loris Rambelli che nella sua "Storia del giallo italiano, Garzanti, Milano, 1979" dedica a Spagnol ampio spazio (p. 74-79);
Bruno Bizzaro approfondisce il genere e i primi gialli di Spagnol nella sua tesi di laurea "Le crimes stories di Tito A. Spagnol" discussa nel 1988 presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Università degli Studi di Udine (relatore: prof. Claudio Milanini), con analisi del contesto e anche di a,pi passaggi dei testi. Per il giallo "L'unghia del leone" riprende i tratti salienti del lavoro di Spagnol "Grazie Apollinaire (in "La Lettura", a. II, n. 33, 17/08/1946, pp.5-7) in cui spiega il percorso che lo ha portato da Gallimard (su suggerimento dello stesso poeta francese macabramente incontrato vicino al cimitero parigino di Montparnasse): "Fu in questo modo che io diventai, come dicono, uno scrittore. Ma io non ci credo molto. Io credo di essere rimasto ancora, e soltanto, un gran bugiardo."
Maurizio Pistelli che nel suo volume"Un secolo in giallo. Storia del poliziesco italiano, Donzelli, Roma, 2006" dedica a Spagnol un intero capitolo (pp. 187-196) svelando l'edizione italiana della Mondadori seguita a diverse polemiche tra Lorenzo Montano e lo stesso Arnoldo Mondadori a causa dei giudizi non tanto lusinghieri del primo sui contenuti del giallo di Spagnol
infine Luca Crovi che nel suo lavoro "Storia del giallo italiano, Marsilio, Venezia, 2020" sottolinea la figura del detective introdotto da Spagnol, Alfred Gusman, "che ricorda molto da vicino i personaggi di Philip Marlowe e Sam Spade." (pag. 67)
"L'unghia del leone", Arnoldo Mondadori, "I libri gialli" - n. 101 - Verona, ottobre 1934
"La griffe du lion". trauit de l'italien par Yves André, Libraire Gallimard, Parigi, 1935
Il libro dell'edizione francese non riporta in alcuna pagina la data di edizione; la Biblioteca Nazionale di Francia ha inserito nel proprio database la data "gennaio 1935"...
Loris Rambelli, Storia del giallo italiano, Garzanti, Milano, 1979
Maurizio Pistelli, Un secolo in giallo. Storia del poliziesco italiano, Donzelli, Roma, 2006
Luca Crovi, Tutti i colori del giallo, Marsilio, Venezia, 2002
Luca Crovi, Storia del giallo italiano, Marsilio, Venezia, 2020