E' il secondo racconto con protagonisti don Poldo Tormene e Celso Rosati e si svolge pochi anni dopo le avventure descritte ne "La bambola insanguinata" e secondo molti critici è quello in cui la somigliana tra il prete investigatore di Spagjol assume parecchi tratti di vicinanza con il Padre Brown di Chesterton, per metodo, osservaizoni, analisi.
Spagnol, inoltre, accentua in questo lavoro la descrizione dei luoghi in cui le vicende si svolgono, il paesaggio collinare vittoriese.
Il medico Celso Rosati, che abbiamo trovato ne "La bambola insanguinata" è ormai ben inserito nel vittoriese ed eserecita la sua professionale a Cozzuolo, a poca di stanza da Vittorio Veneto e Formeniga, luoghi della prima inagine di don Poldo. Un giorno viene chiamato per assistere una anziana signora colta da malore, ma quando arriva per la donna non c'è niente da fare. Nel piccolo paesino però comincia a diffondersi la voce che la donna sia stata avvelenata e, soprattutto, le voci maligne si concentrano su una nipote, Cesira, orfana, che viveva con la defunta. Di mezzo ci si mettono anche alcuni parenti della anziana donna, tornati dall'America con ingenti risorse, che si sentono ora minacciati nella eredità.
I risultati dell'autopsia, con il rinvenimento di una notevole quantità di veleno, non fanno che aumentare il clima di accude e diffidenze che pervade il piccolo paese, e portano piano piano all'arresto di Cesira che ricorre all'aiuto di Ida Solveni, moglie di Celso Rosati, che subiuto chiedo l'aiuto a questi e a don Poldo Tormene, il prete entomologo della prima storia.
Mentre comincia ad investigare, altre due persone muoiono avvelenate. Un biglietto contenente riferimenti a Dio e alla Sua onniveggenza porta don Poldo a risolvere il caso, con l'individuazione del colpevole e tutto il meccanismo che ha portato alle varie morti.
E' opinione dell'Associazione, dopo l'analisi di lettere, articoli e altro materiale, che Tito A. Spagnol possa aver trasferito in don Poldo la personalità del padre Girolamo, noto imprenditore della lavorazione della seta nella Vittitrio Veneto tra la fine dell'800 ed i primi anni del '900. Forse per ricordarlo in modo particolare, visto che Girolamo Spagnol morì nel 1923, con Spagnol quindi relativamente giovane.
Arnoldo Mondadori, "I Libri Gialli", Milano, 1936
Das Geheimnis von Cozzuolo, Alfred Ibach Verlag, Vienna, 1938 (data stimata)
Roberto Bizzaro, Le crime stories di Tito A. Spagnol, tesi di laurea presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Università degli Studi di udine, Anno Accademico 1987-88, relatore prof. Claudio Milanini