Dal 1 aprile del 1947 al 31/12/1966 Tito Spagnol è direttore della rivista "L'Illustrazione del Medico" dove, tra pubblicità di farmaci e articoli scientifici, scrivono anche autori di chiara fama assieme ad illustratori importanti.
I Laboratori farmaceutici Maestretti furono costituiti a Milano negli anni Venti, con sede in viale Gran Sasso, 18 da Domenico Maestretti (ritratto nella medaglia a fianco). La società si era poi associata alla ditta francese Roussel Uclaf per la produzione di prodotti semplici, ma di grande successo, uno su tutti la Citrosodina per i disturbi digestivi. Dopo la morte del fondatore e della figlia la società è stata acquisita da altri marchi.
I Laboratori farmaceutici Maestretti si distinsero, negli anni in cui furono attivi, per la interessante produzione letteraria, attuata mediante alcune pubblicazioni mirate e, soprattutto, con la rivista periodica "L'Illustrazione del Medico", pubblicata di norma tra le 6 e le 8 volte in un anno.
Per volontà degli Editori, la rivista NON doveva contenere scritti di medici, ma presentare argomenti di interesse per i medici abbonati e le loro famiglie. Al massimo della divulgazione, la rivista raggiunse le 50.000 copie distribuite in ogni parte d'Italia.
Tito A. Spagnol la diresse dall'inizio del 1947 fino alla fine del 1966, curando gran parte degli aspetti editoriali (con la tipografia, con la segreteria dei Laboratori, con ditte fornitrici), ma soprattutto con gli autori, importanti firme del periodo. Gran parte del lavoro lo fece dalla sua casa di Vittorio Veneto, recandosi saltuariamente a Milano: si potrebbe così definire un antesignano dello "smart working", anche grazie alla rapidità degli scambi epistolari dell'epoca (in media due giorni per far arrivare una lettera da Roma o da Milano a Vittorio veneto e viceversa...).
Tra il 1940 e il 1970 L’Illustrazione del Medico non è stata soltanto una rivista professionale destinata ai medici, ma un vero e proprio laboratorio culturale che ha accompagnato l’Italia in alcune delle sue trasformazioni più profonde: dalla fine del regime fascista alla ricostruzione del dopoguerra, dal boom economico alla modernità inquieta degli anni Sessanta.
Attraverso racconti di grandi autori italiani e stranieri, articoli di storia dell’arte, riflessioni letterarie, saggi di divulgazione scientifica e una raffinata iconografia, la rivista ha costruito nel tempo un modello editoriale originale, capace di coniugare medicina, umanesimo e cultura civile.
Dopo una breve fase prebellica (1940), segnata da incertezze e da un’impostazione ancora legata al clima dell’epoca, la rivista rinasce nel 1947 e trova la sua identità con la lunga direzione di Tito A. Spagnol (1948–1966). Sotto la sua guida "L’Illustrazione del Medico" diventa una rivista colta e accessibile, in cui la narrativa assume un ruolo centrale e la medicina viene proposta come sapere profondamente umano, intrecciato alla storia, all’arte e alla società.
Negli anni Cinquanta la rivista raggiunge una forma stabile e riconoscibile: rubriche fisse, racconti d’autore, articoli d’arte e una straordinaria sequenza di copertine dedicate al patrimonio italiano. Negli anni Sessanta si apre progressivamente alla contemporaneità, affrontando temi come la geopolitica, la sociologia, i nuovi media, la modernizzazione e i mutamenti della società industriale.
Con il passaggio alla direzione di Carlo Munari (1967–1970), la struttura editoriale rimane sostanzialmente invariata, ma il tono cambia: la rivista diventa più analitica, più attenta ai fenomeni sociali e ai linguaggi della modernità, anticipando molte delle domande che segneranno gli anni Settanta.
Lo studio e la digitalizzazione dei numeri della rivista (a cura dell'Associazione) consentono oggi di leggere "L’Illustrazione del Medico" come un prezioso documento culturale del Novecento italiano: non solo una testimonianza della storia della medicina, ma anche uno specchio sensibile dei mutamenti del gusto, del pensiero e dell’identità nazionale.
Dal n. 87 (marzo 1948) al n. 92 (gennaio 1949) Spagnol scrisse sulla rivista alcuni articoli all'interno della rubrica "Sul tavolo di redazione". Sono firmati con tre asterischi (***) ma sappiamo che sono opera sua in quanto in alcune lettere inviate alla preziosa segretaria di redazione della rivista, sig.na Ester Agalbato, ne chiede il compenso.
Ecco gli scritti:
- Della buona educazione (marzo 1948)
- Le grandi incognite (maggio 1948)
- Fame e civiltà (luglio 1948)
- L'arte di leggere svelto (settembre 1948)
- Medicina e magia (novembre 1948)
- Sull'americanismo (gennaio 1949)
Alcuni nomi di autori di racconti o articoli pubblicati sulla rivista:
Riccardo Bacchelli Dino Buzzati Carlo Cassola Giovanni Comisso Arnaldo Cherubini Camilla Cederna
Arturo Lanocita Alberto Moravia Vasco Pratolini Cesare Pavese Corrado Tumiati
Mario Soldati Giani Stuparich Orio Vergani Giuseppe Scortecci Sergio Saviane
assieme ad importanti disegnatori:
Piero Bernardini Brunetta Mateldi Giorgio Tabet Alfonso Artioli
Il numero 223 della rivista, del gennaio 1967, si apre con i rigraziamenti degli Editori a Tito A. Spagnol per il lavoro svolto. L'incarico è affidato a Carlo Munari.
Nei vent'anni di direzione, Spagnol ha modificato spesso l'impaginazione dei numeri pubblicati, organizzando spesso gli articoli in rubriche, accompagnando poi il passaggio dal bianco e nero ai colori.