City sei Champions
Nella finale di Champions League la squadra di Guardiola regola l’Inter
Decisivo il destro di Rodri nel secondo tempo
Immagine di mediaset.it
Nella finale di Champions League la squadra di Guardiola regola l’Inter
Decisivo il destro di Rodri nel secondo tempo
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“Golia per questa volta ha battuto Davide”: la partita andata in scena a Istanbul sabato scorso tra Manchester City e Inter ha visto gli inglesi volare sul tetto dell’Europa. Il risultato finale non ha pertanto deluso le attese e la coppa dalle grandi orecchie, per la prima volta nella storia, andrà ad accasarsi per almeno 365 giorni nella bacheca dell’Ehitad Stadium; anche se Davide non ha sfigurato, anzi, ha tenuto testa ai favoritissimi fino al 68’ minuto, quando Rodri ha battuto Onana.
Alla vigilia della partita i pronostici sono chiari: la vittoria del Manchester City è cosa praticamente fatta e basta confrontare il valore delle due rose per vedere la supremazia azzurra. Oltre 1 miliardo di euro contro i “soli” 500 milioni della squadra milanese e, a confronto, extraterrestri come Haaland e de Bruyne contro i malcapitati Acerbi e Brozovic. Gareth Bale, che di Champions League ne ha vinte ben 5, nel prepartita confida: “Finirà 5-0 per il City e de Bruyne sarà nominato MVP”; un altro dato che vede i neroazzurri dell’Inter sfavoritissimi. Nei primi 45’ minuti di partita però sull’erba dell’Atatürk vanno in scena solo sbadigli: oltre a un sussulto di Haaland al 27’ che non coglie impreparato Onana, a sorprendere sono le statistiche che vedono tiri e possesso palla praticamente alla pari. A proposito del fantasista belga citato da Bale, il numero 17 dei Citizens è costretto ad alzare bandiera bianca a 10 minuti dalla fine della prima frazione per un problema al flessore; e come due anni fa non riesce a portare a termine la missione sul terreno di gioco nella partita più importante dell’anno.
Il secondo tempo, grazie alla stanchezza che inizia ad affiorare, alle squadre che iniziano ad allungarsi e alla voglia di sbloccare il risultato, è più entusiasmante e ricco di emozioni. Al 68’ minuto arriva l’episodio decisivo: Rodri arriva come una furia su un pallone vagante appena fuori dall’area di rigore interista e il bolide che parte dal suo destro si infila millimetricamente tra il palo alla sinistra di Onana e due difensori italiani non lasciando scampo al portiere camerunense. Da questo momento saltano tutti gli schemi: Gundogan e compagni lottano con il cuore per difendere il risultato mentre Dimarco prova a seminare scompiglio sull’out di sinistra alla caccia del pareggio. Al 70’ è proprio il numero 32 cresciuto all’ombra della Madonnina a far paura, il suo colpo di testa supera Ederson ma non la traversa prima e il malaugurato piede di Lukaku: una bella dose di sfortuna gli nega la gioia del gol. Una decina di minuti dopo Onana tiene viva la sua squadra con un miracolo su Foden e dall’altra parte è ancora Lukaku a sbagliare l’occasione del pareggio, questa volta un Ederson prodigioso a salvare sulla linea di porta. Il tempo scorre inesorabilmente e l’ultima occasione della partita è al 96’, ma ancora una volta il portiere brasiliano salva su un colpo di testa di Gosens. Marciniak fischia tre volte nel fischietto: il Manchester City può esultare e l’Inter non può fare altro che rimpiangere le molte occasioni non sfruttate.
Da non dimenticare: in difesa per i campioni d’Europa c’è anche un certo Manuel Akanji, diventato il quarto rossocrociato a sollevare la coppa che ogni bambino spera di poter toccare almeno una volta. Una bella favola per il 27enne, che fino a otto anni fa militava in Challenge League con la maglia del Winterthur e che in pochissimo tempo ha preso sulle sue spalle la nazionale e un posto da titolare nella squadra di Pep Guardiola. Approdato in Inghilterra all’inizio della scorsa stagione, in 9 mesi è riuscito a festeggiare 3 trofei; FA Cup, campionato e Champions League: un treble eccezionale.
12.06.2023 - Mario Socchi