Che peccato, caro Lugano
La squadra di Mattia Croci-Torti va vicina a uno storico bis ma si schianta contro un’incredibile Nsame e a svariati errori difensivi
Immagine di cdt.ch
La squadra di Mattia Croci-Torti va vicina a uno storico bis ma si schianta contro un’incredibile Nsame e a svariati errori difensivi
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Alla fine, la doppietta è arrivata ma per la squadra bernese. Non è bastato il cuore, non è bastata la passione, non è bastata la tenacia della squadra bianconera. Mattia Croci Torti e il suo Lugano, questa volta tornano dalla capitale a mani vuote e con una valigia carica di rammarico e delusione. L’obiettivo è sempre stato molto vicino ma di fronte alla doppietta di Nsame - capocannoniere del campionato e bomber sempre più alieno - e al gol di Elia la formazione ticinese si è ritrovata a interpretare Davide contro Golia, senza però riuscire a lanciare con la fionda il sasso perfetto.
Nsame due volte in 27’ e partita quasi chiusa
Il Lugano inizia la partita col piede sull’acceleratore e Wicky dopo solo 1 minuto deve mettersi le mani tra i capelli: Lauper cade in un contrasto e si fa male al ginocchio destro; necessario il cambio. A dare il via alle danze e ai gol è, nonostante qualche buona occasione anche per il Lugano, lo Young Boys al 20’ minuto: cross scodellato in mezzo da Rieder e colpo di testa del calciatore francese che dopo ben 3 deviazioni da parte degli “ospiti” si infila dietro le spalle di Saipi. L’1-0 sembra essere il risultato più corretto per andare alla pausa, ma il Lugano, impegnato a pareggiare prima del 45’, si dimentica della fase difensiva e l’harikiri è si concretizza: mancano circa 20 secondi al termine dei tre minuti di recupero concessi dal direttore di gara Fähndrich e l’YB ha un calcio di punizione dalla metà campo: il pallone è spiovente e cade all’altezza del dischetto del rigore, Amir Saipi esce per smanacciare il pallone ma viene anticipato ancora dal gigante Nsame, che lo scavalca con un altro colpo di testa. Invano il tentativo di salvare sulla linea di Haidari, con il Crus che va furibondo verso gli spogliatoi e tutti i giocatori che scappano per evitare a tutti i costi l’intervista.
Nel secondo tempo è un’altra squadra
Non vogliamo sapere cosa si sono detti staff e giocatori nello spogliatoio. Sappiamo solo che, anche grazie ai cambi attuati dal mister - Bottani per Bislimi e Hajrizi per Belhadj, con Doumbia spostato in centrocampo - il campo scende una squadra nuova. Come se i 45’ minuti precedenti non fossero mai esistiti. Come se orsi e domatori avessero invertito i ruoli. Al 47’ Aliseda appoggia il pallone per Mattia Bottani, che con un diagonale micidiale accorcia le distanze. La squadra del presidente Mansueto è una furia e per la prima mezz’ora del secondo tempo domina in lungo e in largo la partita. Poi, all'84’, l’episodio decisivo: una buona triangolazione manda Espinoza a tu per tu con Keller - terzo portiere dei bernesi dopo gli infortuni di Von Balmoos e Raccioppi - ma il numero 6 appena entrato gli spara addosso il pallone. Sulla ripartenza, Elia e Nsame fuggono alla velocità della luce, il solo difensore è Hajrizi che goffamente prova a evitare la conclusione del secondo, ma la palla arriva a Elia che con Saipi uscito per parare il tiro dell’autore della doppietta di giornata insacca facilmente il 3-1. Partita conclusa? Macché: Croci-Torti con voce e gesti incita tutta la squadra ad andare in attacco e in tre minuti Steffen accorcia nuovamente le distanze. Al 90’ Fähndrich decide per soli 5 minuti di recupero che, con un triplice cambio giallonero e un paio di giocatori bernesi a terra per crampi scorrono via come l’aria e di vere occasioni, non ce ne sono più. Alla fine, dunque, resta solo il rammarico. Di aver “guardato in faccia allo Young Boys”, ma di non essere riusciti a superarlo. Di essere andati vicinissimi al colpaccio, che purtroppo non è arrivato. Perché, oggettivamente, senza diversi errori di distrazione, le due formazioni avrebbero potuto affromtarsi alla pari.
05.06.2023 - Mario Socchi