Ritornando a Carlo II, figlio di Pasquale, questi si era sposato con Maria figlia di Bernardino Caferri. Maria muore ancor giovane (il 3.10.1710) dopo avere generato sette figli, nati anch’essi a Force :
a- Angelo IV Nicola (n.1688 c.a, cresimato l’8.9.1698).
b- Francesco Pasquale (n.3.10.1693-m.6.12.1727 “...diuturno morbo laborans vitae...posto in convalescentia improvviso accidente correptus obijt...”
c- Angelo V (n.1697 c.a, cresimato l’8.9.1707-m.11.8.1719), sepolto a S. Paolo.
d- Giuseppe Nicola (n.6.12.1698, cresimato anche lui l’8.9.1707)
e- Giuseppe Antonio (n.2.1.1701)
f- Angelantonio (n.27.9.1704)
g- Chiara (n.10.8.1709), prende il nome della santa del giorno dopo.
Nel Liber IV Mortuorum, in data 13 Ott. 1699, appare la seguente scritta: “ Obijt filius infans Caroli Minissi, sepultum in ecclesia Sancti Pauli”.
La mancanza del nome lascerebbe supporre la nascita di un feto prematuro (la precedente nascita era del Dic. ’98) e non ancora battezzato; potrebbe anche trattarsi di una distrazione del prete: in tal caso il “de cuius” sarebbe Angelo IV Nicola.
Da Berardino I di Michelino, detto anche lui Mandolino II come il padre (e talvolta Bernardino), e dalla moglie Girolama, sono nati cinque figli :
a- Maria I (n.31.7.1662- m. 1663 c.a) e
b- Maria II (n.12.4.1665, cresimata il 13.9.1674), prendono il nome della nonna.
c- Domenico II (n.26.10.1669), cresimato il 3.9.1679.
d- Maddalena (n.23.2.1672)
e- Felice V (n. 23.4.1675, cresimato 3.9.1684), prende il nome del nonno e degli zii.
Per quest’ultimo figlio il parroco ha scritto: “Felice figlio di Bernardino di Mandolino...” senza citare Minissi. Evidentemente anche in questo caso il nomignolo aveva ormai preso la connotazione di cognome: Mandolini, ora diffuso nel Piceno.
Paolo II (n. 8.8.1613-m.post 1683), figlio di Laurenzio, ebbe tre figli dalla moglie Maria, deceduta il 3.10.1710:
- Nicola (n. Force 1555 c.a -m. Force 9.3.1733) Canonico, dapprima a S. Vittoria in Matenano e poi nella chiesa di S. Paolo di Force (v. appresso)
- Lucia (m. Force 29.5.1718) nubile. Sepolta a S. Paolo. La notizia di questa figlia di Paolo II, non rilevata nei libri ecclesiastici, si ha da un rogito del notaio De Amicis del 24 agosto 1694 (Vol. 211, C.65/v); in esso è infatti scritto: “Donna Lucia filia del quondam Paolo Minissi acquista da Simone di Salvatore Lepori una casa da terra in cielo in Force nel terziere di S. Paolo, per il prezzo di scudi 55, lo stesso prezzo pagato in precedenza dal Lepori”. Stranamente non viene citato il nome di un parente maschio o curatore, all’epoca richiesti per avallare gli atti delle donne e dei minori.
- Orazio (n. Force 1660 c.a) che ebbe per figlio:
- Paolo III (n. Force 1720 c.a) il quale si sposa con Catarina e da cui è nato:
- Benedetto Nicola (n. Force 9.12.1742)
Benedetto Nicola è l’ultimo dei Minissi nati a Force.
Un paio di atti riguardano Paolo II. Il primo è del Notaio Ruffo Ruffi (v.224,C.36): “... il 27 mag. 1665 Paulus q. Laurentij Minissis, ut dicitur dette ad godendum e consegnò amicabiliter a Silvestro Antonello un suo pezzo di terra arativa ed in parte cannatata di capacità di canne due e mezza, sita in territorio di Force contrada Forcis, confinante col convento di S. Francesco... che ora gli vende per fiorini 63, di cui 40 ricevuti”.
Il secondo, sempre dello stesso notaio (Vol.224, C.141) recita: “Constitutus Magister Paulus q. Laurentij Menissis de Force sua sponte imposuit et constituit un censo annuo perpetuo redimibile di fiorini due (a cinque pauli per singolo fiorino) su eius pectiam terris capacitata circa una rubbia, sita in contrada Cicconum, confinante coi beni di Gregorio Minissi e i beni dicti magistri Pauli...”.
E’ interessante notare che qui Paolo è definito Magister (come in un precedente atto). Tale appellativo, oggi equivalente a Mastro, veniva dato a chi eccelleva in una attività artigianale. Nella fattispecie doveva trattarsi quasi certamente di Muratore, in quanto le altre attività era consuetudine citarle in dettaglio (calzolaio, calderaro, organista...).
Vediamo adesso alcuni atti relativi al Canonico Nicola, figlio di Paolo II, che sembra essere più interessato ai beni terreni che non a curare le anime.
Il primo è del Not. Ruffo Ruffi (Vol. 4, C. 85/v) del 31 mar. 1681: “Coram me... Maria filia q. Antonij Gaucci vidua relicta Pasqualis Menissis de Force, espone ipsa esse debitricem del (nipote) Nicola Minissi filio Pauli de dicto loco in summa e quantitate fior. 22 di moneta, avuti in mutuo e gratis per la sua famiglia per vitto et familia, nec non fior. 30 a causa della imposizione di un censo... insieme a Carolo suo figlio come risulta dal rogito di Sacripante Petrini. Per i frutti di 8 fiorini di detto censo e per le spese fatte per la causa intentata contro di lei dal Rev. Canonico Nicola, conviene di dargli i suoi beni mobili (mobilia) e inoltre quarte due di terreno arborato con viti e pere, come parte dei beni ereditati da Ascenzio, in contrada Giumentatarum, confinante coi beni di detto Ascenzio del valore di fiorini 30 per ogni quarta, stimati amicabiliter per un totale di fiorini 60”.
Il secondo atto è del Not. Tesorati Giuseppe (Vol. 145, C. 98) del 24 ago. 1701, in cui è scritto: “... il 13 apr. 1695 -con Not. De Amicis- Oratius, Pauli et Maria eius uxor, vendiderunt a Rev. Canonico Nicola Menisse et donna Lucia eius sorori, unum pectium terrae sito in territorio di Force contrada Grementata, confinante con un altro di Ascenzio Minissi e a pede cum viam publicam di due quarte di sementi, cum pactum redimendi... Lo rivendono per il prezzo di scutorum undecim cum dimidio (11 e ½)”. E’ da questo atto che è stato possibile ricostruire i legami parentali di Orazio, Nicola e Paolo, inizialmente incerti.
Il 26 giugno 1700, infine, il Canonico Nicola Minissi “vende a Vincenzo di Giosafatte Massimi un suo casale diruto in Force, contrada Pallone, per 6 fiorini; il casale era in precedenza appartenuto al quondam Paolo Minissi (padre), mentre il 29 giugno 1709 ( Not. De Amicis V. 208 C. 51) Nicola vende a Sante Venanzio una terra posta a S. Vittoria, contrada Valle Lunga, per 25 scudi”.
Il 26 sett. 1722, infine, all’approssimarsi dell’occaso, il canonico Nicola detta al notaio De Amicis (vol. 242, C.74/v) il suo testamento, copia del quale, datata 17.4.1732, è conservata presso la Chiesa Collegiata S. Paolo di Force.
In esso è scritto: ”...sapendo essere mortale, ed incerta l’ora e punto della sua morte e sapendo essere da uomo prudente e sagace il disporre e provvedere della sua eredità acciò dopo la morte non ne naschino liti e controversie...”. Pertanto lascia al nipote Carolo (che, come visto, navigava in cattive acque assieme alle sorelle) “un sacco di grano, da darglisi mezza quarta al mese in sue mani e questo sacco per una sola volta” ; alle figlie orfane dell’altra nipote Catarina (già vedova Accorsi) “mezza quarta di terra, posta in contrada delle Case”, alla sua serva Santa di Lorenzo Nardi concede di “prendere il caldaro grande di rame e una botte di tenuta di barili otto” ; alla Cappella del S.S. Rosario, infine, assegna “una caldarola d’olio all’anno per servizio della lampada”, mentre la rimanente ricca eredità viene lasciata per far celebrare messe in suffragio della sua anima “in ragione di bajocchidieci per messa”. Tali beni vengono sapientemente distribuiti tra varie chiese e santi ( per essere sicuro di centrare l’obiettivo) “non essendoci nessuno nella linea mascolina di Carlo Minissi che sia capace ed abile a poter essere sacerdote e subentrare nel suo Beneficio Ecclesiastico”.
La succitata “quarta” era una misura regionale di volume per aridi, anteriore al sistema metrico decimale (pari ad un quarto di staio); stava anche ad indicare una superficie agricola che si sarebbe seminata con una quarta di semente (una quarta=1/7 di ettaro).
Nel corso del 1693 risultano amministrati da Don Nicola alcuni battesimi nella chiesa di S. Paolo ma, stranamente, non al nipote Fr. Pasquale, nato nell’ottobre dello stesso anno. Don Nicola morirà, a 78 anni circa, undici anni dopo il testamento “..Rev. Don Nicolaus Menissis Canonicus Insign. Colleg. S. Pauli, diuturnus morbo laborans... obijt”. E’ sepolto nella suddetta chiesa di S. Paolo, nel sepolcro dei Canonici.
Nel “brogliardo” del Catasto Gregoriano del 1834 (Arch. Stato Roma) figuravano ancora quattro proprietà dei Minissi in zona “collinare” del territorio di Force. In particolare ai numeri di mappa 2820, 3439, 3442 e 3478 risulta: “Beneficio Minissi nella Parrocchia di S. Paolo di Force, di jus padronato alle famiglie Minissi e Caferri” rispettivamente in contrade: Civoccio, Bove, Bove e Fienare, tipo di coltivazione: pascolo, seminativo, pascolo e mezzagna (?), per un totale di tavole 13,42.
Dovrebbe trattarsi dei beni del canonico Nicola, ereditati dal Carlo sposato con Maria Caferri, e passati agli eredi.
Ma torniamo ora parlare di Gregorio I Minissi (n.13.3.1605), figlio secondogenito di Luzio e Valentina e continuatore della stirpe familiare.
Rimasto orfano a quattro anni della madre Valentina, si era trasferito in seguito nella vicina Rotella (forse alla morte del padre -1628), lasciando la matrigna a Force; si può pertanto supporre che la sua attività non fosse legata alla terra, ma che fosse, piuttosto, un artigiano (ramaio?). Qui, come detto, si sposa con Cecilia Damiani, ivi deceduta il 2 marzo 1696 (vedova) “...repentinae morte correpta, sed prius ab omnibus suis peccatis absoluta”.
Nel rogito del notaio De Sanctis di Force (Vol. 8, C.48/v) del 12.5.1657, è riportato:
“ Gregorio figlio di Luzio Minissi di Force asserisce di avere e possedere un pezzo di terra di due quarte sito in contrada Tassenare, che vende a Giulia Leopardi al prezzo di fiorini 26”. E’ ipotizzabile che questa cessione sia avvenuta in relazione al suo trasferimento a Rotella.
Del periodo in cui i Minissi (Gregorio I, Pietro II e Gregorio II) hanno soggiornato a Rotella (dal 1640 c.a al 1764), non abbiamo ulteriori notizie sulla loro attività, in quanto il locale archivio notarile è andato disperso nel dopoguerra. Per quanto riguarda, invece, i documenti ecclesiali di Rotella, questi decorrono solo dal 1695 ; alcuni dati sono stati pertanto desunti da citazioni posteriori.
Dalla unione di Gregorio I e Cecilia si ha notizia della nascita di un solo figlio, forse l’unico:
- Pietro II Minissi (n. Rotella 1665 circa - m. Rot. circa 1718, prende il nome dello zio), che risulta sposato con Ottavia Rosa, nata a Rot. nel 1668 e ivi deceduta (vedova) il 31 mag. 1728, anch’essa “repentinae morte correpta et, post debita caerimonias, sepulta fuit in tumulo suorum maiorum...". Il fatto che Ottavia disponesse di un sepolcro familiare lascia supporre che fosse benestante.
Da Pietro II e Ottavia risultano nati tre figli, battezzati nella Parrocchia di S. Maria di Rotella:
- Gregorio II Minissi (n. Rot. circa 1690 - m. Rot. 2 ago. 1764), che prende il nome, come d’abitudine, del nonno paterno, evidentemente già deceduto a quella data,
- Giovanni Paolo Antonio (n. Rot. 11 set. 1697-m. Rot. 31 ott. 1724), celibe, e
- Maria Cecilia Innocenzia (n. Rot. 20 apr. 1700-m.?), “orta ex Petro quondam Gregorij” : è anche da questo documento che si era potuto risalire al nonno Gregorio I, prima di aver individuato la fonte Forcense. Maria Cecilia è deceduta probabilmente, insieme al padre Pietro nel 1717, durante una delle ricorrenti epidemie di pestilenza che investirono il territorio Piceno: in tale circostanza, infatti, i parroci hanno tralasciato di trascrivere i numerosi decessi.
Gregorio II (primogenito di Pietro II e Ottavia), si sposò il 25 giugno 1718 con la ventinovenne Olimpia De Angelis (di Filippo, morta a Rotella il 12 gen. 1771, all'età di 82 anni), da cui ebbe i seguenti sei figli. Il tenore di vita della famiglia era, per quei tempi, abbastanza elevato, avendo Gregorio sposato una De Angelis, importanti proprietari terrieri, come risulta dal catasto gregoriano.
I sei figli di Gregorio e Olimpia sono stati anch'essi battezzati a Rotella nella chiesa collegiata della S.ma Maria (non ancora crollata...). Ecco i loro nomi :
a)- Pietro Silvestro (n. Rot. 3 mag. 1719-m. 19 feb. 1772, celibe), "apoplexis morbo correptus",
b)- Maria Modesta (n. Rot.10 mar. 1721-m. Rot. x.x.),
c)- Giovanni Paolo Antonio II Graziano Saverio (n. Rot. 14. dic. 1725-m. Rot.11 gen.1726), "... puer unius mensis circiter ab hac vita discessit et, post debitas caerimonias, sepultus fuit in tumulo parvulorum..."
d)- Antonia (n. Rot. x.x. - m. Rot. 24.10.1730) che “ad angelorum cetum accolavit”. Non essendo stato reperito il suo atto di nascita, si potrebbe supporre che M. Modesta e Antonia siano la stessa persona.
e)-Paolo Antonio Nicola (n. Rot. 24 mar. 1730-m. Rot. 3 apr. 1730) ..."puer dierum decem" anch'egli "ad angelorum cetum accolavit" e
f) - Nicola Francesco Antonio (n. Rot. il 10 sett. 1734 e m. il 21 mag. 1808 a Porchia-AP). Vedi capitolo seguente.