Dalla unione di Laurenzio ed Elisabetta sono nati :
- Paolo II (n. FORCE 8.8.1613-m. FORCE18.11.1681). Prende il nome del nonno. Di professione Artigiano (magister), Paolo era sposato con una Maria, come risulta dal rogito del 15 ott. 1693 in cui si cita un atto anteriore, con cui ebbe tre figli: Lucia, Nicola (canonico) e Orazio (vedi capitolo seguente)
- Pasquale (n. FORCE 16.5.1617-m.FORCE 7.1.1661) Sposato con Maria Gaucci (per i figli, vedi capitolo seguente)
- Fulvia (n. FORCE 22.12.1619 - m. ?)
- Maria (n. FORCE 1621 c.a). Sposata con Ruffino Cicconi nel gen. 1641
- Giovanni Battista (n. FORCE 19.2.1623)
- Carolo I (n.FORCE 6.7.1625). Il 4 giugno 1629 il parroco scrisse succintamente: “Morse il figliolo di Lauretio (sic) Minisse...” Si trattava di G. Battista o Carolo?
- Francesco I (n. FORCE 1627 circa - cresimato il 4.10. 1638)
- Ottavia (n. FORCE 3.4.1628- cresimata il 4.10.1638), Era l’ottava figlia...
- Giovanni (n. FORCE 17.11.1630)
Queste sono le ulteriori notizie che sono state recuperate e che riguardano gli altri tre figli di Filominisso:
- Pietrangelo (a volte definito Pieragnolo). Si ritrasferisce a Palmiano, certamente già sposato con Donna Venetia (il loro matrimonio non figura infatti sul libro di Palmiano).
Dalla loro unione sono nati sei figli, ai quali viene attribuito il cognome Minissi (o Minisso):
a- Marco, il 25.10.1585
b- Ascanio, il 25.2.1589
c- Domenico, il 19.10.1593
d- Anacleto, il 16.6.1596
e- Annia I, il 15.5.1599 (m. nel 1600 c.a)
f- Annia II, il 5.6.1602.
Il 2.10.1580 “Pieragnolo di Fil.o.Minisso da Palmiano” fa da testimone al “piacimento” (matrimonio) di Geronimo di Macolle di Montefortino con Cecilia di Bernardino di Palmiano, mentre il 29.10.1592 è la moglie, Donna Venetia, che fa da madrina al battesimo di Maria Giacoba di Battista. (Da notare che Pieragnolo è detto “da Palmiano” e non “di”, in quanto nato altrove -ad Appoiano- ma residente a Palmiano).
- Cesare. Come detto, si ritrasferisce anche lui a Palmiano, paese natale della moglie Santa, dove genera Bartolomeo (24.8.1600). Il 28 de 9bre 1582 il Parroco ha scritto:
“ Ho fatto il piacimento tra Cesare di Fil. Minissi et de Donna Sancta di Canoso da Palmiano, da Don Felice Thomasetto curato di S. Maria delle Grazie, presente Pietrangelo da Palmiano e Cesare di Pompeo”. (Il Pietrangelo testimone potrebbe essere il fratello).
Presso l’archivio di Ascoli non sono stati reperiti rogiti che li riguardassero (Palmiano gravitava su Amandola e Comunanza), pertanto di questi due rami dei Minissi di Palmiano non si hanno ulteriori notizie.
Del quarto figlio di Filominisso, Felice I, sposato con Livia, abbiamo reperito il testamento, registrato dal Notaio Silvio Ciavattoni, in data 8 ottobre 1623 (Vol. 12, C.44 ): “Felix Minissi de Villa Appoiani, Status Ascoli, ad praesens habitator terrae Furcis, sano etc... vidèlicet corpore languens, timens propter ea periculum futurae mortis (infatti morirà tre giorni dopo...) raccomanda l’anima al Dio onnipotente... che il corpo venga inumato nella chiesa di S. Francesco di Force. Lascia 5 soldi al Vescovo di Montalto e un fiorino ciascuno alle seguenti Confraternite: del S.S. corpo di Cristo presso la chiesa di S. Paolo, del S. Rosario, della Croce presso S. Francesco, della S.S. Concezione e dei Cordigerorum. Al Rev. Dominum Ferrante lascia 4 Giuli per dire messe all’anima sua. Lascia tutti i beni mobili e immobili ai figli legittimi e naturali Luzio e Mandolino, con patto che la divisione venga rispettata come lui l’ha fatta, e cioè: la casa a Luzio, la cella vinaria con camera soprastante a Mandolino, la legnaia in comune; inoltre 100 fiorini de propris pecuniae che sono presso il notaio Ciavattoni, a Luzio, e Mandolino non dovrà molestarlo; una madia e una cassa di noce rispettivamente a Luzio e Mandolino. Testamento stipulato nella colombaia del testatore, presente, inter alios, Laurenzio di Paolo”.Il fatto che Felice non risultasse proprietario di terre, lascia supporre che fosse anche lui un artigiano. Da notare che sia Lucenzia (moglie di Paolo I) che il cognato Felice muoiono nel giro di due giorni essendo entrambi “corpore languens”; si può ritenere che fosse sopravvenuta una epidemia.
Felice e Livia avevano avuto due figli :
- Luzio I (n. ad Appoiano nel 1575 c.a,- m. a Force 10.5.1628). E’ sepolto anch'egli nella Chiesa di San Francesco a Force. Da lui prosegue la stirpe fino ai nostri giorni.
- Mandolino alias Michelino (n. a Force nel 15.5.1580 c.a- m. Force 18.12.1649), sposatosi con Maria Annibali.
Per le discendenze di entrambi, vedere appresso.
Per quanto concerne, infine, il quinto ed ultimo figlio di Filominisso, Angelo II, abbiamo già visto nel capitolo precedente che ha avuto per figlia Giulia (15 Dic. 1577); dovrebbe riferirsi a lui anche questa registrazione, in data 19.5.1580, dalla quale si rileva anche il nome della moglie: “Fu batizzata Alcinia figliola di Agnelo de Castello Sancti Petri et Donna Nora, fu sua commara Donna Maria figliola di Malatesta...”. L’ipotesi è avvalorata dal fatto che tale dizione sarà utilizzata dal nuovo parroco anche in un atto del 23 giugno 1585 in cui, per la nascita di Sabetta de Lionoro, è riportato che “... fò suo compare Agnelo de Minisso de Castello S. Pietro”.
Una ulteriore raffica di atti, sempre rogati dal notaio Giovanni Sacripanti dal 1607 al 1619, e relativi alla frenetica attività di compra-vendita e atti connessi, conferma che i Minissi erano una delle famiglie più attive di Force, con un elevato potenziale economico:
- Vol. 278, C. 151 del 22 nov. 1608.
“Benevolo di Marchetti di Costantino vende a Felice Minissi, et Laurenzio quondam Pauli, presenti i nipoti suoi, che accettano, un pezzo di terra laborativa e arborata posta in Force contrada Tassonarium per Fiorini 49 e mezzo, con 20 fiorini d’anticipo, ricevuti davanti a me (coram me notaro) in 5 piastre fiorentine e uno scudo annuo”.
- Vol. 287, C. 22 del 9 feb. 1609.
“Felix Minissi de Force et Luzio eius filius, constituti coram me, non vi, errore seu machinatione aliqua, rilasciano un censo di Fior. 4 su di una loro possessione posta in Force contrada Lepori, a favore della moglie di Simone Baldassare (ossia Urania Minissi)”.
Tale rogito viene stranamente ripetuto in data 28 luglio 1609 (V. 287, C.37)
- Vol. 287, C. 141 del 22 feb. 1611.
“Felix Minissi di Appoiano, habitator terrae Furcis, imposuit et assignavit unum annuum et perpetuum censum scutorum quator (di 10 pavoli ciascuno) su di una possessione di tre salme lavorative posita in contrada Pennini a favore di Carolo figlio et herede di Rainaldo Ciavattoni”.
- Vol. 199, C.150/v-151, dell’11 sett. 1614. Riportiamo anche l’intestazione standard:
“In Dei nomine amen. Anno Domini 1614, Indizione 12, Pontificatus S.S. in Christo Domini et Domini Nostro Domini, Pauli Divina Providentia Papi Quinto, Die vero 11 mensis 7bris dicti anni. Felix Minissis et Lutius eius filius de Force imposero, costituirono e assegnarono un censo annuale perpetuo di Fior. 4 in moneta corrente in una loro possessione lavorativa e prativa posta in territorio di Force in contrada Faciluno (?) di una salma e mezza, confinante coi beni di Laurenzio e Sulpizio del fu Paolo Minissi a favore di Giovanni Francesco Antonello, in cambio di un prestito di Fior. 50 in Testoni e Paoli d’argento”.
(Per Testone s’intendeva lo Scudo, essendovi raffigurata la testa del Papa).
- Vol 199, C.311 del 5 0tt. 1617
“Felix Minissi, Luzio et Mandolino suoi figli imposero, costituirono e assegnarono un censo di Fior. 16 in ragione di Paoli 10 per Fiorino, su di una possessione lavorativa, prativa e arborativa posta in contrada Ciccone”.
Il più volte citato censo era una rendita annua assicurata sui fondi altrui a tempo od a perpetuità; differisce dall’ipoteca in quanto questa è un diritto reale di garanzia costituito sui beni immobili o mobili registrati, in entrambi a casi a favore del creditore.
- Vol 287, C. 56/v dell’8 ott. 1609
“Lorenzo del fu Paolo Minissi di Force ricevette dal suocero Fior. 50 per la dote di Elisabetta sua moglie, figlia di Francesco Cicchoni, di cui 20 in contanti in tanti testoni e paoli. Pro cautela et securitate dictae Dominae Elisabetta obligavit et ipotecavit unam pectiam terrae, ubi soluto matrimonio -quem Deus avertat- in dictum casum et eventum ut restituens dotem sit”
Non essendo previsto dalla legge il divorzio o la separazione, per matrimonio soluto si intendeva il “regresso” della donna dai suoi genitori.
- Vol. 287, C. 137 del 26 gen. 1611
“Essendo stata contratta parentela il 16.4.1606 con matrimonio tra Laurenzio Minissi di Force ed Elisabetta figlia di Giovanni Francesco Dionisi Cicchoni con dote di Fior. 250 come da Apoca Matrimoniale (ricevuta), il fratello del quondam Giovanni paga la promessa dote, presente il viro di Elisabetta, Laurenzio, di cui una parte con un pezzo di terra che vale Fior. 30 in contrada S. Stefano”.
- Vol. 28, C.61 del 22 gen. 1619
“Laurentius q. Pauli Minissi ricevette da Francesco di Dionisio Cicchone suo suocero e padre di Elisabetta sua moglie pro dote et nomine dotis la cifra promessa di Fior. 108 di cui 58 in pecunia -testoni e paoli- che ricevette manualiter et ad se ipsum transit- e pannorum sine cuniis (cuciture?) e altre cose pretese e concordate pubblicamente. Segue clausola del matrimonio soluto...”.
Dopo Paolo, anche Lorenzo ha quindi sposato una donna benestante; dai soli tre atti precedenti risulta aver ricevuto 408 fiorini di dote (pari a Kg 1,5 di oro...).
Ritornando ora ai figli di Felice I, queste sono le ulteriori notizie anagrafiche che li riguardano:
- Luzio I, si sposa una prima volta a Force il 5 novembre 1595; il Parroco scrisse: “Fu contratto matrimonio tra Luzio di Felice di Minisse di Appiano (sic) et Zita Valentina figlia di Leonoro di Cicchone da Force. Fatte prima le tre solite denunzie per tre giorni festivi secondo il Sacro Consiglio di Trento et non essendosi tra di loro scoperto impedimento alcuno, forno congionti in Matrimonio per mano di Don Leonardo Alfeo Cappellano e testimoni forno Sig. Valente di Stefano et Fulvio figliolo di fu Mastro Gio. Francesco da Force”. In questo atto ecclesiastico viene ancora citato il nome del nonno “Minisse”, mentre negli atti notarili era già stato da tempo recepito come cognome.
La moglie Valentina Ciccone muore ancor giovane il 29.4.1609 e Luzio si risposa, il 24.5.1611, con Palma Bonandi di Jacopo da Force, la quale morirà il 1.1.1630 (circa due anni dopo Luzio).
Da Luzio I con la prima moglie Valentina non si ha notizia di eventuali nascite per i primi dieci anni di matrimonio, anche perché le relative pagine del Liber Baptizatorum N.3 della chiesa di S. Paolo sono per lo più illeggibili . Si sono fortunatamente salvate le due pagine relative alle nascite di Ascenzio e del fratello Gregorio (anello, quest’ultimo, di congiunzione tra i Minissi Forcensi e quelli di Rotella). Queste sono le due nascite rilevate:
a- Ascenzio, nasce a Force il 10.5.1602, m. Force 6.2.1693, sposato con Decimia Valenti, da cui ebbe nove figli. Da notare che è vissuto 91 anni, un record per quei tempi. Vedi appresso per i figli.
b- Gregorio I, nasce a Force il 13.3.1605. Il suo nome è stato certamente ispirato da quello dei numerosi Papi omonimi all’epoca succedutisi. Si trasferisce nella vicina Rotella dove conosce e sposa Cecilia Damiani. Muore a Rotella nel 1675 circa. E’ da Gregorio che prosegue la casata dei Minissi, fino ai nostri giorni (vedere capitolo seguente), mentre degli altri parenti si perdono le tracce nel corso del ‘700.
Con la seconda moglie Palma Bonandi, Luzio ha avuto altri quattro figli:
c- Innocenzia (n. Force 7.3.1612-m. For. 11.1.1620)
d- Lucentia (nata a Force x.x. 1613- m. Force post 1632)
e- Pietro I (n. For. 25.9.1615- m. For. 26.7.1618)
f- Angelo IV (n. For. 14.5.1618).
Infine, dal secondo e ultimo figlio di Felice I, Michelino soprannominato Mandolino I e dalla moglie Maria Annibali, sono nati i seguenti nove figli, tutti battezzati a Force, nella chiesa collegiata di S. Paolo Apostolo:
a- Angelo III (n.21.2.1610-m.4.3.1610), prende il nome del trisnonno e dello zio.
b- Giulia II (n.13.1.1611) prende il nome della cugina, già deceduta
c- Addiana alias Diana (n.23.12.1612-m.8.3.1672), nubile
d- Minisse (n. 24.8.1615-m ?), prende il nome del nonno. Vedi appresso.
e- Antonia (n.29.1.1617)
f- Paolo III (n.1618 c.a-m. 18.11. 1649) celibe. Vedi rogito sotto.
g- Berardino I alias Bernardino detto Mandolino II come il padre (n. 30.1.1620-m.19.4.1686). Si sposa con Girolama (Hyeronima) che muore il 1°.10.1685 e da cui ebbe cinque figli (vedi appresso). Muore anche lui per “morte improvvisa”, dopo sei mesi di vedovanza.
h- Sibilia (n.1.9.1624 -m. 29.7.1629),
i- Felice II (n. 18.4.1628-m. 30.9.1628) e
j- Felice III (n. 27.5.1632- m. ante 1670), che prendono il nome del nonno.
Per quest’ultimo nato il parroco aveva scritto: ”Felice di Mandolino di Felice di Minisse etc...”. Questa preposizione apposta prima del cognome fu da me interpretata a suo tempo come una imprecisione, mentre in reltà era stato indicato il nome (storpiato) del nonno Minisso, lungamente in seguito cercato!.
La conferma si è avuta dal quarto figlio chiamato Minisse (n.24.8.1615), in ricordo del nonno, imputata anche questa inizialmente ad una distrazione del prete.
Dal rogito del notaio De Sanctis (Vol. 155, C.122/v) risulta che in data 9 aprile 1649: “Mandolino(I) Minissi e suo figlio Paolo(III) costituiti di fronte a me impongono un censo di 2 fiorini e 20 bajocchi annui per una possessione lavorativa e arborale con casa, pagliara e colombario e vendono per 30 fiorini un altro pezzo di terra...” Da notare che entrambi i Minissi moriranno lo stesso anno, pochi mesi dopo questo rogito.
Dalla unione di Ascenzio (primogenito di Luzio e Valentina) con Decimia Valenti, sono nati nove figli, anch’essi a Force:
a) Luzio II (n. 13.5.1629). Prende il nome del nonno da poco deceduto,
b) Valentina (n. 6.4.1631). Prende il nome della nonna.
c) Domenico I (n. 9.10.1633)
d) Caterina I (n. 23.4.1636- m. 1640 c.a)
e) Francesco II (n.1638 c.a - cresimato 6.10.1647- m.17.9.1649 )
f) Berardino II (n.14.2.1643- m.1645 c.a)
g) Caterina II (n.11.10.1645-m.11.6.1719) nubile, “...eius cadaver sepultus fuit in Ecclesia S. Francisci Terrae Fortij”.
h) Berardino III (n.17.5.1648)
i) Francesco III (n.16.2.1651, cresimato il 13.10.1658), sposato nel 1670 con Diocrezia, da cui è nato: Giovanni Battista Antonio, il 26.1.1672 (cresimato il 3.9.1679).
Ascenzio era ricco di prole ma evidentemente non di pecunia, se il 28 marzo 1677 la moglie Decimia è costretta a rogare il seguente atto (Not. R. Ruffi. Vol. 224, C.263):
“ Di fronte a me costituita D. Decimia filia q. Valentis de Valentibus ad presens uxor Ascentij Menissis, asserendo che avendo bisogno pro eius et familia victu et vestitu solutione collectarum necessitatibus, determinarono di accendere un censo, col consenso di Ascenzio eius maritus e del padre, e quindi imposero e costituirono un censo perpetuo e redimibile di Fiorini uno a Giuli 5 per ognuno, su di un pezzo di terra arborativa e arativa di capacità di quarte 2 circa in territorio Pallone, confinante a pede cum bona di Paolo di Mandolino e di Pasquale di Laurenzio et a capita cum bona di Gregorio Minissi”. Da notare che sia Paolo che Pasquale erano deceduti da alcuni anni: evidentemente non era stata registrata la successione ereditaria.