Questa tipologia ambientale interessa 13 zone, aventi una superficie complessiva di circa 410 ettari, costituite per la maggior parte da invasi di dighe.
Si tratta sia di bacini di modeste dimensioni, talvolta con buona dotazione di piante acquatiche ma ubicati in contesti geografici e ambientali poco favorevoli per la maggior parte degli uccelli acquatici, sia di bacini estesi più di 40 ettari con acque profonde, sponde ripide e scarsissima presenza di vegetazione palustre lungo le rive che non favoriscono la sosta di molte specie ornitiche e quindi risultano di scarsa importanza a livello regionale.
Gli uccelli acquatici più frequenti in inverno sono costituiti da specie ittiofaghe (Svasso maggiore, Cormorano, Airone cenerino, Gabbiano reale) e poco frequentemente da anatre di superficie (Germano reale, Alzavola).
Benché si tratti di zone umide facilmente censibili e che difficilmente gelano d'inverno grazie alle acque profonde, numerose zone risultano censite irregolarmente a causa della loro scarsa importanza ornitologica e della scarsità di rilevatori nelle zone montane.
Nessuna delle zone censite è interessata da forme di caccia agli uccelli acquatici.