Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Passeriforems
Famiglia: Hirundinidae
Genere e specie: Riparia riparia (Linnaeus, 1758)
Eventuali sinonimi: Hirundo riparia Linnaeus, 1758
Nome italiano: Topino
Questa specie fu descritta per la prima volta da Linneo nella sua decima edizione del Systema Naturae del 1758 e originariamente chiamata Hirundo riparia; la descrizione consisteva nel semplice "H[irundo] cinerea, gula abdomineque albis" ("una rondine grigio cenere, con gola e ventre bianchi") e la località tipo fu semplicemente indicata come "Europa", successivamente perfezionata per riferirsi alla patria di Linneo, la Svezia.
L'epiteto specifico deriva dal latino ripa ("riva del fiume").
Esistono quattro sottospecie debolmente definite:
R. r. riparia (sin. R. r. dolgushini, R. r. innominata, R. r. kolymensis). Presente in Europa, Asia occidentale, Nord America; sverna Africa, Sud America.
R. r. taczanowskii. Dubbiamente distinto da R. r. ijimae e spesso incluso in esso. Nidifica nell'Asia continentale orientale; sverna nell'Asia meridionale.
R. r. ijimae. Nidifica a Sachalin, nelle isole Curili e in Giappone; sverna nell'Asia sud-orientale.
R. r. shelleyi (sin. R. r. eilata). Leggermente più piccolo e più pallido di R. r. riparia. Nidifica in Egitto, durante il passaggio nel sud di Israele; area di svernamento non segnalata, presumibilmente Africa.
Lista Rossa GLOBALE: Least Concern (LC)
Lista Rossa Europa: Least Concern (LC)
Lista Rossa Italia 2022: In Pericolo (EN)
Convenzione sulle Specie Migratrici (CMS): Specie compresa nella Convenzione.
Accordo AEWA: Specie non compresa nell’accordo.
Piano d'azione AEMLAP: Specie compresa nel piano di azione.
Convenzione sul commercio internazionale di specie minacciate (CITES): Specie non CITES.
Direttiva 147/2009/CE ("Uccelli") – Allegato I: Specie non in Allegato I.
L 157/92 - Art. 2 Specie rigorosamente protette: Specie non elencata nell’Articolo 2
Irundinide di piccole dimensioni con coda poco forcuta, becco e tarsi piuttosto corti.
Specie priva di dimorfismo sessuale evidente. Abito dell’adulto caratterizzato da colorazione bruno-grigio uniforme delle parti superiori, comprese coda ed ali; vertice, auricolari e fronte più chiare rispetto alla tinta di fondo scura, gola di color bianco che sfuma anche verso la nuca; parti inferiori bianche ad eccezione della banda scura che attraversa il petto in senso longitudinale congiungendosi al dorso; iride bruno scuro, becco nero e zampe bruno scuro. Giovane con parti superiori di aspetto squamato a causa delle orlature cannella delle penne; parti inferiori bianche come nell’adulto ma con sfumature fulve su gola e petto, nel quale è presente la banda scura anche se meno definita. Ben visibile in volo la presenza della banda scura sul petto in contrasto con la colorazione uniforme bianca; sotto-ala grigio con copritrici ed ascellari scure.
Piuttosto facile il riconoscimento per la caratteristica banda pettorale; le dimensioni sono simili a quelle di Delichon urbicum ma questa differisce per la forma delle ali, la colorazione grigiastra del sotto-ala e macchia bianca sul groppone.
Lunghezza totale 12 cm; apertura alare 26,5-29 cm; peso MF 9,8-19,1 g.
Specie a distribuzione oloartica.
La popolazione europea conta dai 5,4 ai 14 milioni di cp. di cui 3-5 milioni in Russia e importanti popolazioni anche in Ucraina, Armenia, Bielorussia, Polonia, Irlanda e Germania. Meno diffusa nelle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo. Complessivamente i popolamenti appaiono in decremento a partire dalla fine degli anni '60 (Mead 1994) in Europa Occidentale, Italia compresa e Ucraina o stabili in alcune nazioni centroeuropee. Specie migratrice transahariana, sverna in Africa orientale e meridionale.
Specie migratrice e nidificante, principalmente nelle regioni settentrionali e nella fascia costiera del medio e alto Adriatico, scarsa e localizzata nel Centro, apparentemente assente da gran parte del Meridione e dalle Isole. Anche al nord assente in vaste aree coltivate prive di corsi d’acqua naturali.
Attualmente la popolazione italiana è stimata in 6.000-8.000 coppie (Brichetti e Fracasso 2007). Nel 1985-1986 sono state stimate 8.500 coppie in 160 colonie (Mongini et al. 1988). La popolazione è in decremento con contrazione di areale, locali sparizioni, fluttuazioni locali anche sensibili.
La specie nidifica in scarpate o pareti sabbiose o terrose, lungo o nei pressi di corsi d’acqua o bacini lacustri, sia naturali che artificiali. Sempre più spesso utilizza cave di sabbia e frantoi, siti effimeri soggetti a disturbo antropico e a rischio in termini di successo riproduttivo. In Italia il 63% dei nidi è localizzato lungo argini di fiume, il 29% in cave, l'8% in altre tipologie in genere di derivazione antropica (Mongini et al. 1988). Frequenta aree di pianura o collinari sino ad un massimo di 700 m sull’Appennino parmense (Ravasini 1995).
PRESSIONI E MINACCE (IMPATTI nel caso di specie alloctone)
In Emilia-Romagna i fattori limitanti più significativi per la specie sono costituiti da:
- scarsità di sponde subverticali in prossimità dei corsi d’acqua in cui scavare i nidi a galleria,
- mancanza di tutela delle colonie ubicate in cave attive e in cumuli temporanei di inerti,
- scarsità di siti idonei (canneti) come dormitorio e rifugio al di fuori del periodo riproduttivo.
Sicuramente gravano sulla specie anche fattori limitanti quali la trasformazione degli ambienti di svernamento e l’uso massiccio di insetticidi anche nei quartieri di svernamento in Africa la cui entità è però per il momento difficilmente valutabile.
Specie nidificante in Italia. Nidifica in ambienti di pianura e collina con presenza di corpi o specchi d’acqua. I nidi sono costituiti da gallerie scavate dalla coppia su argini o altre strutture sedimentarie fortemente inclinate. La deposizione avviene fra maggio e luglio, anticipi da fine aprile e ritardi ad agosto. Le uova, 3-7, sono bianche. Periodo di incubazione di 14-15 (12-16) giorni.
La longevità massima registrata risulta di 7 anni e 10 mesi.
La possibilità di competizione per i siti di nidificazione con il Gruccione non può essere esclusa (Camoni et al. 1995). Il 5-10% dei nidi viene distrutto da predatori fra cui in particolare il Tasso, la Donnola o serpenti del genere Elaphe (Cramp 1988). Gli adulti possono essere predati da rapaci diurni quali il Lodolaio.
Specie nidificante in Italia. Nidifica in ambienti di pianura e collina con presenza di corpi o specchi d’acqua. I nidi sono costituiti da gallerie scavate dalla coppia su argini o altre strutture sedimentarie fortemente inclinate. La deposizione avviene fra maggio e luglio, anticipi da fine aprile e ritardi ad agosto. Le uova, 3-7, sono bianche. Periodo di incubazione di 14-15 (12-16) giorni.
La longevità massima registrata risulta di 7 anni e 10 mesi.
La possibilità di competizione per i siti di nidificazione con il Gruccione non può essere esclusa (Camoni et al. 1995). Il 5-10% dei nidi viene distrutto da predatori fra cui in particolare il Tasso, la Donnola o serpenti del genere Elaphe (Cramp 1988). Gli adulti possono essere predati da rapaci diurni quali il Lodolaio.
IL VERSO e aspro come lo sfregamento di un una ruvida carta smerigliata se eccitato il richiamo ha un ritmo veloce. Specie gregaria, nidificante coloniale, forma stormi di molte migliaia di individui presso i dormitori, spesso in gruppo con altri Irundinidi. Volo veloce e leggero con traiettorie piuttosto irregolari.