Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Pelecaniformes
Famiglia: Ardeidae
Genere e specie: Ixobrychus minutus (Linnaeus, 1766)
Eventuali sinonimi: Ardea minuta Linnaeus, 1766
Nome italiano: Tarabusino
Il tarabusino è stato formalmente descritto dal naturalista svedese Linneo nel 1766 nella dodicesima edizione del suo Systema Naturae, con il nome binomiale Ardea minuta. La specie è stata poi inserita nel genere Ixobrychus, descritto da Gustaf Johan Billberg nel 1828 che ancora oggi viene accettato da diverse autorità tassonomiche. Nel 2023 uno studio filogenetico molecolare sulla famiglia Ardeidae ha però scoperto come il genere Ixobrychus fosse parafiletico e quindi ha proposto di unire Ixobrychus a Botaurus, a suo tempo introdotto nel 1819 dal naturalista inglese James Francis Stephens. Attualmente è ancora in corso la valutazione di tale proposta che, se fosse accettata, potrebbe far cambiare l'entità specifica in Botaurus minutus (Linnaeus, 1766).
L'epiteto generico deriva dalla combinazione di due termini greco antichi ixias ("pianta simile alla canna") e brukhomai ("muggisco"). L'epiteto specifico deriva dal latino minutus ("piccolo").
Sono riconosciute tre sottospecie:
I. m. minutus (Linnaeus, 1766) – nidifica nell'Europa centrale e meridionale, nell'Asia centrale e nell'India nord-occidentale; sverna in Africa.
I. m. payesii (Hartlaub, 1858) – Africa a sud del Sahara.
I. m. podiceps (Bonaparte, 1855) – Madagascar.
Lista Rossa GLOBALE: Least Concern (LC)
Lista Rossa Europa: Least Concern (LC)
Lista Rossa Italia 2022: Vulnerabile (VU)
Convenzione sulle Specie Migratrici (CMS): Specie compresa nella Convenzione.
Accordo AEWA: Specie compresa nell’accordo.
Piano d'azione AEMLAP: Specie non compresa nel piano di azione.
Convenzione sul commercio internazionale di specie minacciate (CITES): Specie non CITES.
Direttiva 147/2009/CE ("Uccelli") – Allegato I: Specie in Allegato I.
L 157/92 - Art. 2 Specie rigorosamente protette: Specie non elencata nell’Articolo 2
Il Tarabusino è il più piccolo degli aironi europei; presenta una lunghezza di 35 cm., un’apertura alare di 56-58 cm. ed un peso di circa 150 gr. Durante la riproduzione è agevole la distinzione dei sessi. Il maschio è caratterizzato da un dorso nerastro che contrasta vistosamente con il colore aranciato delle parti anteriori; più dimessa la femmina nella quale prevalgono tonalità marroni. Gli occhi sono giallo-arancio mentre il becco è giallo-verdastro con punta scura.
Specie migratrice diffusa con diverse sottospecie in Europa centromeridionale, Asia sud-occidentale, Africa, Madagascar e Australia. La sottospecie nominale è presente come nidificante dall’Europa, ad eccezione delle Isole Britanniche, Scandinavia e Danimarca, alla Siberia, in Nord Africa e India occidentale. Le popolazioni europee svernano in una vasta area dell’Africa sub-sahariana fino al Sud Africa.
Vive nelle paludi, negli acquitrini, nei canneti, nei pantani e nelle risaie.
In primavera, raggiunti i quartieri di nidificazione, il maschio individua nel canneto il proprio territorio, che difende da eventuali altri maschi. Una volta predisposto il nido su ammassi vegetali fluttuanti tra le canne o sui salici, con grida simili al gracchiare di un rospo cerca di attrarre la femmina, giunta nel frattempo anch’essa dai luoghi di svernamento. Dopo un complesso cerimoniale avviene l’accoppiamento. Nell’anno compie una sola covata e la deposizione ha luogo tra la metà di maggio e giugno. Le 5-6 uova sono deposte ad intervalli di un giorno l’una dall’altra e la schiusa è sincrona, per cui i pulcini della nidiata mostrano un diverso grado di sviluppo. L’incubazione dura circa 18 giorni ed è assicurata in genere dalla femmina di notte e dal maschio nelle ore diurne. I pulcini rimangono nel nido per poco meno di tre settimane e nelle sue vicinanze per un’ulteriore decina di giorni, quindi si disperdono. Entrambi i genitori concorrono ad alimentare la prole.
Si ciba di piccole prede acquatiche: insetti, rane, girini, piccoli pesci, molluschi, crostacei, ecc.
In volo emette un improvviso "cvuecvuekvue"; o anche un più breve "cvuer" o "cherak". Canto, emesso durante il giorno, un gracchiante "oogh", ripetuto ogni 2,5 secondi.
Uccello con abitudini crepuscolari o notturne, solitario, svolge tutte le attività al riparo della vegetazione. Si nutre di anfibi, pesci, invertebrati acquatici, larve. In minime quantità si ciba anche di piccoli resti vegetali. I fitti canneti in cui vive e le sue abitudini notturne rendono difficile il suo avvistamento.