Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Pelecaniformes
Famiglia: Ardeidae
Genere e specie: Nycticorax nycticorax (Linnaeus, 1758)
Eventuali sinonimi: Ardea nycticorax Linnaeus, 1758
Nome italiano: Nitticora
La nitticora fu formalmente descritta dal naturalista svedese Linneo nel 1758 all'interno della decima edizione del suo Systema Naturae. La collocò assieme ad aironi, gru e garzette all'interno del genere Ardea e coniò per lei il nome binomiale Ardea nycticorax, basato sulla descrizione di esemplari dell'Europa meridionale. Attualmente è inserito nel genere Nycticorax, che fu descritto nel 1817 dal naturalista inglese Thomas Forster proprio per questa specie.
L'epiteto nycticorax deriva dalla latinizzazione di un termine greco antico che combina nux, nuktos ("notte") e korax ("corvo"). Il termine fu usato da autori come Aristotele ed Esichio di Mileto per definire un "uccello di cattivo auspicio", forse un gufo. Il termine fu poi usato dal naturalista svizzero Conrad Gessner nel 1555 (e poi anche da autori successivi) per indicare proprio esemplari di nitticora.
Lista Rossa GLOBALE: Least Concern (LC)
Lista Rossa Europa: Least Concern (LC)
Lista Rossa Italia 2022: Minor Preoccupazione (LC)
Convenzione sulle Specie Migratrici (CMS): Specie non compresa nella Convenzione.
Accordo AEWA: Specie compresa nell’accordo.
Piano d'azione AEMLAP: Specie non compresa nel piano di azione.
Convenzione sul commercio internazionale di specie minacciate (CITES): Specie non CITES.
Direttiva 147/2009/CE ("Uccelli") – Allegato I: Specie in Allegato I.
Allegato I: Specie che devono essere oggetto di misure speciali di conservazione relative al loro habitat, al fine di garantirne la sopravvivenza e la riproduzione nella loro area di distribuzione. Gli Stati membri classificano i territori come zone di protezione speciale per la conservazione di tali specie.
L 157/92 - Art. 2 Specie rigorosamente protette: Specie non elencata nell’Articolo 2
Airone di medie dimensioni e dalla struttura tozza e arrotondata. Il piumaggio è tendenzialmente bicromatico negli adulti, con ventre grigio striato di bianco, ali grigie e colorazione nerastra su capo e dorso, mentre l’occhio è rosso fuoco e le zampe sono di colore rosso o arancione. I giovani presentano un piumaggio meno variegato, bruno striato, e l’occhio è giallo o arancione. La lunghezza è compresa tra 58 e 65 cm, l’apertura alare tra 105 e 112 cm e il peso tra 380 e 890 grammi.
In Italia la Nitticora è specie migratrice, nidificante e svernante localizzata.
La maggioranza delle colonie di nidificazione è concentrata nel territorio di pianura di Lombardia e Piemonte, in particolare nelle zone con coltivazione a risaia. Altre grandi colonie si trovano lungo i maggiori fiumi e presso le zone umide costiere dell’Italia settentrionale. Colonie minori sono presenti nell’Italia centro-meridionale, in Sardegna e Sicilia, ove siano comunque presenti ampie zone umide d’acqua dolce. In Italia è piuttosto scarsa come svernante, con valori compresi tra 300 e 700 individui dopo il 2000, con forti fluttuazioni di anno in anno.
L’areale di svernamento delle popolazioni europee comprende la regione sub-sahariana dell’Africa occidentale fino all’Equatore. Pochi individui, stimati in meno dell’1% della popolazione complessiva, svernano in Europa meridionale.
La Nitticora occupa ambienti umidi come laghi, stagni, lagune, fiumi, marcite e altre zone umide, anche di origine antropica, come risaie e fossati. È spiccatamente arboricola durante le fasi di riposo e nidificazione, per le quali utilizza spesso salici, pioppi od ontani, solitamente in aree ripariali. Il nido è posto su alberi o cespugli, raramente in canneti, ad altezza compresa tra 2 e 50 m dal suolo. La riproduzione è coloniale, spesso ad elevate densità, frequentemente in garzaie insieme ad altre specie.
In Europa l’areale riproduttivo risulta molto frammentato, con colonie localizzate in tutte le regioni centro-meridionali fino a 50° di latitudine N.
La dieta della Nitticora è molto varia ed è costituita da pesci, anfibi, invertebrati, rettili, piccoli mammiferi.