Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Anseriformes
Famiglia: Anatidae
Genere e specie: Tadorna tadorna (Linnaeus, 1758)
Eventuali sinonimi: Anas tadorna Linnaeus, 1758
Nome italiano: Volpoca
La specie fu formalmente denominata dal naturalista svedese Linneo nel 1758 nella decima edizione del suo Systema Naturae con il nome binomiale Anas tadorna. Linneo basò in gran parte la sua descrizione su "The Sheldrake or Burrough-Duck" che era stato descritto e illustrato nel 1731 dal naturalista inglese Eleazar Albin. Linneo specificò la località come Europa ma la limitò alla Svezia nell'edizione 1761. La specie è ora inserita nel genere Tadorna che fu introdotto nel 1822 dallo zoologo tedesco Friedrich Boie.
Gli epiteti generico e specifico derivano dalla parola francese Tadorne, un nome che fu usato dal naturalista francese Pierre Belon nel 1555 per indicare questa specie. Potrebbe derivare da radici celtiche che significano "uccelli acquatici pezzati".
Tadorna tadorna è specie piuttosto atipica, poco affine alle congeneri e che viene considerata un anello di congiunzione con il genere Alopochen.
La specie è monotipica: non sono riconosciute sottospecie.
Lista Rossa GLOBALE: Least Concern (LC)
Lista Rossa Europa: Least Concern (LC)
Lista Rossa Italia 2022: Vulnerabile (VU)
Convenzione sulle Specie Migratrici (CMS): Specie compresa nella Convenzione.
Accordo AEWA: Specie compresa nell’accordo.
Piano d'azione AEMLAP: Specie non compresa nel piano di azione.
Convenzione sul commercio internazionale di specie minacciate (CITES): Specie non CITES.
Direttiva 147/2009/CE ("Uccelli") – Allegato I: Specie non in Allegato I.
L 157/92 - Art. 2 Specie rigorosamente protette: Specie elencata nell’Articolo 2
La Volpoca è un Anatidae di grandi dimensioni (lungh. tot. 56-67 cm; apertura alare 110-113 cm) che si riconosce per il contrasto tra la testa, il collo ed il corpo.
Nel maschio il capo e la parte superiore del collo hanno colore nero-verde e sono nettamente delimitati da una fascia bianca estesa alla base del collo e sulla nuca. Sull’alto dorso e sul petto è presente un largo anello di colore marrone. Il dorso, il groppone ed il ventre sono bianchi. Scapolari e remiganti primarie sono nere, lo specchio alare è verde. Le zampe sono rosee ed il becco è rosso con un caratteristico tubercolo basale prominente ed un’accentuata concavità della mascella superiore.
Nella livrea eclissale presenta colori più spenti e fasce con limiti meno netti, il tubercolo si riduce ed il becco presenta una colorazione più pallida.
La femmina ha una livrea simile a quella del maschio, ma in genere ha colori meno vivaci e non possiede il tubercolo frontale.
Se osservata posata sull’acqua la Volpoca può essere confusa con il maschio del Mestolone, che presenta anch’esso capo scuro contrastante con le parti superiori bianche, ma è distinguibile da Tadorna tadorna per le minori dimensioni, per il becco appiattito e scuro e per la diversa posizione assunta.
La specie è a distribuzione eurocentroasiatico-mediterranea, presente sulle coste nord-occidentali dell'Europa e in località sparse del bacino Mediterraneo. Ad oriente estende il proprio areale attraverso l'Asia centrale fino alla Cina nord-orientale e a sud all'Iran e all'Afganistan.
In Asia centrale ed in Europa è possibile distinguere tre aree principali: una comprendente la Gran Bretagna, la Francia atlantica e i Paesi attorno al Mare del Nord con oltre 2/3 della popolazione europea, un’altra nella regione Mediterranea e del Mar Nero con 3.000-4.000 coppie e una terza tra la Turchia orientale e il Mar Caspio.
In Italia la specie era segnalata come nidificante in Sardegna, Puglia, Lazio e Toscana fino all’inizio del XX secolo; dagli anni ‘60 del ‘900 in poi l’unica località in cui la Volpoca è stata segnalata regolarmente, anche se con un contingente minimo, era il comprensorio di Comacchio. A partire dagli anni '80 del secolo scorso la situazione è nettamente migliorata nella fascia costiera emiliano-romagnola con un marcato incremento delle coppie nidificanti nelle Valli Comacchio e con la colonizzazione di diversi nuovi siti in aree limitrofe e lungo le coste adriatiche di Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Puglia e Sicilia. Nel 2000 sono state stimate oltre un centinaio di coppie nidificanti, di cui circa l’80% nelle zone umide costiere che si estendono dalla Foce dell’Isonzo alla Salina di Cervia. Durante l’inverno si aggiungono alle popolazioni residenti in Italia individui provenienti dal nord Europa e dall’area del Mar Nero.
Nel periodo riproduttivo predilige i banchi fangosi costieri e gli estuari, frequentando soprattutto ambienti umidi con acqua salata, benché talvolta vada alla ricerca di acque dolci per dissetarsi.
In Italia è stata segnalata in lagune salmastre, stagni, saline e dune sabbiose presenti sulla costa. Solo nel periodo riproduttivo può essere osservata nelle zone umide dell’entroterra: laghi e lanche. Nel periodo estivo inoltre frequenta il medio corso del Po.
La stagione riproduttiva ha una durata piuttosto variabile: in genere inizia tra aprile e maggio, ma in Italia si sono riscontrati ritardi fino a giugno nella deposizione delle uova. Si ha una sola deposizione all’anno, ma se la covata viene distrutta a pochi giorni dal completamento può essere rimpiazzata.
La Volpoca nidifica in ambienti piuttosto vari, prediligendo i banchi di fango e sabbia lungo le coste e sugli estuari.
Il nido viene costruito in una cavità, che può essere rappresentata anche dalla tana di un coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) o da un foro in un argine erboso o in una duna fangosa. Talvolta può utilizzare tronchi cavi o anfratti nascosti tra le rocce. Il nido viene rivestito con materiale vegetale, penne e piumino in larghi ciuffi di colore grigio pallido con sfumature marroni. I pulcini sono accuditi dalla femmina o da entrambi i genitori.
In genere vengono deposte 8-10 uova, raramente 3-12, che vengono incubate al completamento della covata dalla sola femmina, mentre il maschio vigila e difende il territorio. L’incubazione procede per 29-31 giorni e le schiuse sono sincrone.
Alla nascita i pulli sono coperti di piumino bruno-nerastro e bianco e presentano una caratteristica piccola macchia auricolare scura, una macchia chiara sul dorso e grandi chiazze appaiate sul groppone. La prole è precoce ed abbandona il nido quasi immediatamente, seguendo i genitori in acqua. A pochi giorni dalla schiusa i pulcini si radunano in gruppi comprendenti alcune decine di individui.
Il piumaggio viene completato in 7 settimane, ma la prole rimane ancora con i genitori. L’involo avviene all’età di 45-50 giorni.
Si nutre prevalentemente di invertebrati acquatici (molluschi, insetti, crostacei) ai quali si aggiungono piccoli pesci, vermi e materiale vegetale. Non si hanno dati precisi relativi alla dieta degli individui presenti in Italia: in Sicilia nel periodo invernale è stato rilevato un consumo prevalente di materiale vegetale e di crostacei alofili (Artemia salina).
La Volpoca si alimenta scavando nel fango e dissotterrando il cibo nei banchi sabbiosi costieri o immergendo il capo o l'intera parte anteriore del corpo (upending) in acque poco profonde
Ha una voce forte. Durante il corteggiamento primaverile, il ♂ emette una serie di fischi "sliss- sliss-sliss". Il suono sibilante, emesso in volo inseguendo la ♀ , è accompagnato a brevi "piu"; anche un ripetuto "piu-u" La ♀ ha un forte, netto "gagagagagaga ... " ma anche un brontolante " ah-ank" usato come allarme e un rauco "grraah grraah grraah ..."
Specie d’indole gregaria che si concentra in stormi numerosi durante la migrazione, lo svernamento e nel periodo post-riproduttivo, mentre durante la nidificazione sviluppa un comportamento territoriale che perdura fino alla schiusa delle uova. Gli individui non-riproduttivi, in muta e i giovani si riuniscono in “asili”.
Il suo volo è potente ma non molto veloce, con battute piuttosto lente.
La specie viene parassitata dal Mallofago Colpoceohalum quadriseriatum (Amblycera)