Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Charadriiformes
Famiglia: Laridae
Genere e specie: Chlidonias niger (Linnaeus, 1758)
Eventuali sinonimi: Sterna nigra Linnaeus, 1758)
Nome italiano: Mignattino comune
La specie fu formalmente descritta nel 1758 dal naturalista svedese Linneo nella decima edizione del suo Systema Naturae con il nome binomiale Sterna nigra. Il mignattino comune è ora una delle quattro specie inserite nel genere Chlidonias che fu introdotto nel 1822 dal naturalista francese Constantine Rafinesque.
Il nome del genere deriva dal greco antico khelidonios ("simile a una rondine"), da khelidon ("rondine"). Il nome della specie deriva dal latino niger ("nero splendente").
Attualmente sono riconosciute due sottospecie:
C. n. niger (Linnaeus, 1758), distribuito dall'entroterra europeo (tranne le isole britanniche e la Scandinavia settentrionale) all'Asia centrale, alla Russia centro-meridionale e alla Mongolia nord-occidentale.
C. n. surinamensis (Gmelin, JF, 1789), presente nell'entroterra centro-occidentale dei Territori del Nord-Ovest e a est della Columbia Britannica fino a sud della James Bay e a sud-est delle Province Marittime (da nord-ovest a sud-est del Canada) fino alla California centrale, Kansas, Grandi Laghi e Maine (da nord-ovest, centro-ovest a nord-est degli USA).
Lista Rossa GLOBALE: Least Concern (LC)
Lista Rossa Europa: Least Concern (LC)
Lista Rossa Italia 2022: In Pericolo Critico (CR)
Convenzione sulle Specie Migratrici (CMS): Specie compresa nella Convenzione.
Accordo AEWA: Specie compresa nell’accordo.
Piano d'azione AEMLAP: Specie non compresa nel piano di azione.
Convenzione sul commercio internazionale di specie minacciate (CITES): Specie non CITES.
Direttiva 147/2009/CE ("Uccelli") – Allegato I: Specie in Allegato I.
Allegato I: Specie che devono essere oggetto di misure speciali di conservazione relative al loro habitat, al fine di garantirne la sopravvivenza e la riproduzione nella loro area di distribuzione. Gli Stati membri classificano i territori come zone di protezione speciale per la conservazione di tali specie.
L 157/92 - Art. 2 Specie rigorosamente protette: Specie non elencata nell’Articolo 2
Maschi e femmine adulti sono indistinguibili. Hanno le parti superiori grigie, comprese le ali che sono però nerastre verso le estremità. Tutto il capo, il petto e buona parte dell'addome sono neri, mentre il sottocoda e la parte posteriore dell'addome sono bianchi. Becco e zampe sono neri. Nell'abito invernale le parti del corpo diventano tutte bianche ad eccezione di alcune aree del capo e una "spallina" grigia che forma quasi un collare incompleto verso il petto. Alcune parti interne delle ali, superiormente, scuriscono e le zampe diventano rosso scuro. I giovani assomigliano sensibilmente agli adulti in abito invernale avendo però più nero sul capo e il dorso grigio - marrone con orlature delle penne copritrici più chiare.
Questa specie si trova nel vecchio mondo (sottospecie nominale C. n. niger) e nel nuovo mondo (sottospecie C. n. surinamensis).
Nel vecchio mondo l'areale si estende dalla Scandinavia meridionale alla Spagna meridionale, a est attraverso l'Europa e l'Asia occidentale fino alla Mongolia centrale. Gli individui di questa zona svernano prevalentemente sulla costa atlantica dell'Africa, dal Sahara occidentale al Sudafrica. Nel nuovo mondol'areale copre gran parte del Canada fino alle regioni settentrionali degli Stati Uniti, con individui che svernano sulla costa pacifica del Messico, sulla costa pacifica e atlantica dell'America centrale e nel nord dell'America meridionale.
In Italia esistono rare nidificazioni all'interno della Pianura Padana.
Pianure a bassa quota, ricche di acqua, sono il suo habitat prediletto. Predilige acque dolci, piuttosto profonde e non circondate da terreni scoscesi o troppo ricchi di vegetazione d’alto fusto. Piccoli stagni, laghi, fossi e canali con ricca vegetazione acquatica, anse di fiumi, paludi, prati allagati sono il luogo ideale in cui costruire il nido, mentre paludi costiere, foci di fiumi o acque salmastre sono frequentati solamente al di fuori del periodo di nidificazione.
Le coppie sono monogame, e si riformano all'inizio della stagione riproduttiva (o durante la migrazione primaverile) dopo una lontananza di vari mesi. Ci sono prove che le coppie si mantengano a lungo durante l'autunno e talvolta anche durante l'inverno. I casi di divorzio non sono però rari. L'età della prima nidificazione non è conosciuta, ma è verosimilmente 2 anni (immaturi di un anno visitano tuttavia le colonie).
Nidifica vicino, ma non insieme, ad altri Chlidonias, sterne e gabbiani. Il nido viene costruito a terra su terreno asciutto, ma all'interno di zone umide. Le uova vengono deposte da maggio (con notevoli variazioni latitudinali), in colonie poco dense. Viene deposta una sola covata di 2-4 uova, con possibilità di rideposizione in caso di perdita della prima covata. Le uova sono deposte a intervalli di un giorno. L'incubazione dura 21-22 giorni e inizia con il primo uovo. La schiusa è sincrona e i giovani sono precoci e semi-nidifughi; rimangono nel nido 2-3 giorni, per mantenersi nelle vicinanze fino all'età di 14 giorni circa. I giovani si involano dopo 19-25 giorni circa e divengono indipendenti due settimane dopo l'involo. Entrambi i partner collaborano egualmente alla costruzione del nido, all'incubazione delle uova e all'allevamento dei giovani, che si protrae per diverso tempo dopo l'involo. In vari casi, dopo l'involo, i giovani seguono uno solo dei genitori.
La dieta in periodo riproduttivo è composta prevalentemente da insetti (ad esempio chironomidi, odonati, efemerotteri e coleotteri) e da piccoli pesci e anfibi (ad esempio girini e rane). In migrazione e durante lo svernamento, è composta in gran parte da pesci marini, sebbene possano essere catturati anche insetti e crostacei. Anellidi (sanguisughe),pesci
La specie è gregaria durante tutto l'anno (anche durante la riproduzione). Gli adulti si alimentano in gruppi di 2-20 durante la stagione riproduttiva e si radunano in stormi più grandi in mare al largo (durante la migrazione) e sopra banchi di pesci predatori (nelle aree di svernamento).
Caratteristiche sono le “danze d’amore” di questo uccello. Il rituale di corteggiamento viene di solito portato a termine dal maschio portando un pesce nel becco, e danzando – emettendo il tipico richiamo – attorno alla femmina.