Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Charadriiformes
Famiglia: Recurvirostridae
Genere e specie: Himantopus himantopus (Linneo 1758)
Eventuali sinonimi: Charadrius himantopus Linneo 1758
Nome italiano: Cavaliere d'Italia
Il cavaliere d'Italia fu formalmente descritto nel 1758 dal naturalista svedese Carlo Linneo nella decima edizione del suo Systema Naturae. Lo collocò con molti altri scopolacidi all'interno del genere Charadrius e coniò il nome binomiale Charadrius himantopus. Specificò la località tipo come Europa meridionale. Il cavaliere d'Italia è ora spostato nel genere Himantopus, che fu introdotto dal naturalista francese Mathurin Jacques Brisson nel 1760.
Il nome generico e specifico derivano dal greco e significano "piede a cinghia" per indicare il modo caratteristico di camminare dell'uccello, come se i piedi fossero legati.
Parte degli studiosi suddividono il cavaliere d'Italia in 5 sottospecie:
H. h. himantopus (Linnaeus, 1758), presente in Eurasia e Africa fino alla Mongolia a oriente e al Sud Africa a meridione;
H. h. leucocephalus (Gould, 1837) presente in Indonesia, Nuova Zelanda e Australia;
H. h. mexicanus (Muller, 1776) nelle Americhe;
H. h. knudseni (Stejneger, 1887) nelle Isole Hawaii;
H. h. melanurus (Vieillot, 1817) nella parte meridionale del Sud America.
In Italia è presente la sottospecie nominale.
La sistematica della specie resta comunque controversa: diversi ornitologi considerano infatti il genere composto da specie distinte, promuovendo a tale rango le diverse sottospecie indicate.
Lista Rossa GLOBALE: Least Concern (LC)
Lista Rossa Europa: Least Concern (LC)
Lista Rossa Italia 2022: Minor Preoccupazione (LC)
Convenzione sulle Specie Migratrici (CMS): Specie compresa nella Convenzione.
Accordo AEWA: Specie compresa nell’accordo.
Piano d'azione AEMLAP: Specie non compresa nel piano di azione.
Convenzione sul commercio internazionale di specie minacciate (CITES): Specie non CITES.
Direttiva 147/2009/CE ("Uccelli") – Allegato I: Specie in Allegato I.
L 157/92 - Art. 2 Specie rigorosamente protette: Specie elencata nell’Articolo 2
Il Cavaliere d’Italia è un limicolo dalle esili e lunghissime zampe. Becco nero, lungo e affilato; neri sono anche le ali e il dorso, come la calotta scura del maschio, praticamente assente nella femmina; bianco su faccia, collo e nelle parti inferiori.
Il Cavaliere d’Italia è una specie diffusa dall’Europa sudoccidentale alla Mongolia attraverso le regioni balcaniche e medio-orientali, e in Africa fino al Sud Africa. Le popolazioni che nidificano nei settori settentrionali dell’areale sono migratrici, mentre quelle insediate in zone a clima mite sono sedentarie o compiono spostamenti dispersivi. I principali quartieri di svernamento delle popolazioni nidificanti nella Regione Paleartica occidentale si estendono nell’Africa tropicale a Nord dell’Equatore; aree di secondaria importanza si trovano in Medio Oriente, in Africa settentrionale e nell’Europa meridionale. La migrazione post- riproduttiva verso i quartieri di svernamento si svolge tra luglio e ottobre, mentre quella pre-riproduttiva verso i quartieri di nidificazione ha luogo tra la metà di marzo e maggio.
In Italia è nidificante, migratore e svernante regolare in Sardegna, mentre è svernante irregolare nelle zone umide del litorale adriatico e in Sicilia con individui singoli o in piccoli gruppi composti per lo più da individui giovani.
Amplissimo l’areale di nidificazione di questa specie, dall’Asia all’Europa, dall’Africa alle Americhe. Alle nostre latitudini la specie è presente sia come nidificante che, occasionalmente, come svernante: al contingente nidificante, infatti, si aggiunge in estate un limitato quantitativo di individui provenienti dall’Europa centrale, mentre l’Italia è zona di passaggio per tutta una serie di popolazioni che scelgono l’Africa subsahariana per trascorrere l’inverno.
Si riproduce in acque dolci e salmastre, con fondali piatti e bassi, sabbiosi, ghiaiosi o fangosi, condizioni ecologiche talvolta offerte anche da ambienti artificiali, quali aree irrigate, saline, risaie, allevamenti ittici, fitodepurazioni, vasche di zuccherifici.
Si nutre di insetti e piccoli invertebrati, ma anche alghe e resti di vegetazione acquatica, il pulcino di Cavaliere d’Italia esce dal nido molto presto, poche ore dopo la schiusa.
Il verso è molto rumoroso durante stagione riproduttiva, altrimenti silenzioso. Verso comune un penetrante, acuto, stridulo "cii-k cii-k cii-k" velocemente ripetuto. simile all'Avocetta ma meno flautato meno trillato. più C;waliuro d'Italia più ·tspro p netrante. \,, l più fa tidio o. l jm. hanno vcr o molto diffor nte. un ingoio. dolce "gip!". che ricorda un Piro piro bo ·chereccio o un lbasl rello, emesso anche nel _ 0 anno di calendario.
Piuttosto confidente, ha abitudini gregarie e si riunisce in piccole colonie per nidificare. È rumoroso e, se disturbato, agita il capo avanti e indietro. Per levarsi in volo compie una sorta di salto, quindi si porta in aria con rapidi battiti d’ala; in quota il volo è più lento e in parte veleggiato. Sul terreno e nelle acque basse cammina con andatura aggraziata e per raccogliere il cibo flette le zampe.