San Marco d' Alunzio è arroccato alle pendici del massiccio montuoso del Crasto e domina un paesaggio di rara bellezza: davanti il tratto di mare compreso tra Capo d'Orlando e Cefalù, con lo sfondo delle isole Eolie, ai lati le valli formati dai torrenti Rosmarrino e Platanà, e alle spalle la catena montuosa dei Nebrodi.
Il territorio di San Marco d'Alunzio fu abitato fin dall'età del rame come dimostrano gli utensili litici e le ceramiche preistoriche recentemente rinvenute nella grotta di Scodonì. La fondazione in epoca storica viene attribuita ad un mitico Patron Turio venuto in Italia a seguito di Enea dopo la distruzione di Troia. Durante il periodo di dominazione greca fu un centro fiorente col nome di "Alontinon" e battè moneta propria. Sotto i romani si chiamò Haluntium; in epoca normanna San Marco conobbe prosperità grazie alla coltivazione della viola mammola, all'allevamento del baco da seta e alla frequentazione della darsena. Dal secolo XV fu feudo della famiglia Filangeri dei Principi di Mirto che ne conservarono la signoria fino al secolo scorso.
Economia
L’ economia di San Marco si basa sull’agricoltura, grazie a una piana coltivata ad agrumeto e ai pendii delle colline circostanti coperti di vigneti e uliveti; importante anche l’allevamento, dalla quale si ricavano molti prodotti tipici ed artigianali del posto.
Fiorente il turismo, che conta centinaia di persone ogni anno, che vengono a visitare i luoghi storici e ad ammirare la bellezza di essi.
Tradizioni popolari
Una delle tradizioni più caratteristiche di San Marco D’alunzio è la festa di San Marco Evangelista e San Nicola di Bari, patroni della città, e S. Basilio Magno che si svolge dal 30 luglio al 2 agosto. Il simulacro di San Basilio Magno dalla sua chiesa viene traslato nella chiesa Madre e il breve tragitto che separa le due chiese viene percorso in circa due ore.
Si racconta che San Basilio fa "i viaggi", cioè va avanti e indietro in quanto è credenza popolare che, durante questo tragitto, egli compia i miracoli.
Famosa "l'entrata r'addaura", una festa folkloristica alla quale partecipano i ragazzi del luogo che addobbano i così detti rami con nastri colorati, soldi e foulard. Il corteo è preceduto da questi ragazzi che portano i “rami” fino alla piazzola antistante l’antico Monastero; qui a suon di musica i ragazzi scalano i “rami”. Al termine dello spettacolo c’è la premiazione del ramo più bello e, secondo la tradizione, avviene la distribuzione delle “Collure Benedette”.
Dell'antica città greca rimangono alcune strutture del tempio di Ercole, trasformato in chiesa cristiana in epoca medievale e rifatto nella facciata barocca.
Di particolare interesse i ruderi del castello normanno, ormai in rudere, ma ben conservato.
Numerosi e di notevole interesse gli edifici religiosi diffusi per la città: la Chiesa Madre dedicata a San Nicola di Bari e la Chiesa dell'Aracoeli, costruite con pietra e marmo locale; la chiesa di Sant'Antonio, la chiesa di Sant'Agostino, la chiesa di San Basilio, la chiesa di Santa Maria dei Poveri, la chiesa del Crasile, il convento dei Padri Cappuccini, il monastero delle Benedettine.
Il Museo di Arte Sacra, che ha sede nell’antica Chiesa di San Giuseppe, custodisce beni ecclesiastici per lungo tempo lasciati all’interno di edifici di culto non più officiati o in precario stato di conservazione. Si possono ammirare: una statua lignea della Madonna Odigitria, porte di tabernacolo in bronzo e campane fuse nelle fonderie di Tortorici, tronetti, tabernacoli, ostensori, incensieri, reliquiari dei secoli XVI-XIX.
Il Tempio di Ercole
I ruderi del castello normanno
Chiesa Madre
Chiesa dell'Aracoeli
Chiesa di San Basilio
Chiesa di San Giuseppe