Carta Parco dei Nebrodi
I Nebrodi, insieme alle Madonia ad ovest e ai Peloritani ad est, formano l’Appennino Siculo. Essi s’affacciano a nord sul Mar Tirreno, mentre il limite a sud è segnato dall’Etna, dal fiume Alcantara e dal fiume Simeto. I rilievi più alti sono Monte Soro (1847 m), Serra del Re (1754 m), Pizzo Fau (1686 m) e Serra Pignitaro (1661 m). Gli elementi principali che caratterizzano il paesaggio dei Nebrodi sono l’asimmetria dei versanti, l’alternanza di zone aride con altre ricche di vegetazione e con ambienti umidi in altura. Caratteristica dell’andamento orografico è la dolcezza dei rilievi, dovuta alla presenza di rocce argillose e arenarie: le cime più alte hanno fianchi arrotondati che si aprono in ampie vallate percorse da fiumi che sfociano nel Mar Tirreno. Dove, però, ci sono pietre calcaree, il paesaggio ha aspetti dolomitici, con profili irregolari e forme fessurate.
La morfologia dei paesaggi è molto legata alla natura dei terreni presenti, all’evoluzione tettonica che caratterizza da sempre quest’area e al clima, tutti fattori che contribuiscono alle azioni di modellazione dei versanti. Il patrimonio geologico dei Nebrodi trova spesso come elemento principale l’acqua.
Le abbondanti piogge e la presenza di una ricca vegetazione, di sorgenti, di laghi e di cascate preservano gli habitat per il popolamento di molte specie vegetali e faunistiche. I grandi boschi incidono molto sul clima del territorio nebrodense che si caratterizza per avere inverni relativamente lunghi e rigidi con temperature in rari casi inferiori a -10°C, ed estati calde ma non afose.
Parete rocciosa dei Monti Nebrodi
Catena montuosa dei Nebrodi innevata
La vegetazione del Parco dei Nebrodi è caratterizzata da diversi tipi di vegetazione sia in funzione della fascia di altezza sul livello del mare, che da altri fattori fisici e ambientali. Nella fascia litoranea e nelle colline, la vegetazione è rappresentata da boschi di sughera alternata a zone di macchia mediterranea, che comprende specie quali l’Erica arborea, la ginestra spinosa, il corbezzolo, il mirto, il lentisco, l’euforbia e il leccio.
La fascia vegetativa è costituita da boschi caducifogli in cui dominano le quercete e sul versante meridionale, troviamo un particolare tipo di roverella. Nelle aree non boschive troviamo arbusteti come il prugnolo, il biancospino, la Rosa canina, la Rosa Sempervirens e il melo selvatico.
Nella zona montana troviamo estesi boschi di cerrete e faggeta. Il sottobosco rigoglioso presenta diverse specie di piante tra le quali, l’agrifoglio, il pungitopo, il biancospino e il tasso.
I Nebrodi costituiscono la parte della Sicilia più ricca di fauna. Tra i mammiferi si segnala la presenza del suino nero dei Nebrodi, del cinghiale, della volpe, dell’istrice, del riccio, del gatto selvatico, della martora, della donnola, della lepre, del coniglio, del ghiro, del topo selvatico e di molti altri ancora. Tra i rettili troviamo la testuggine comune e la testuggine palustre siciliana, il ramarro occidentale, la luscengola e il gongilo e numerose specie di serpenti tra cui il biacco e la natrice dal collare. Tra gli anfibi sono presenti il discoglosso, il rosso smeraldo siciliano e la rana verde minore. Sono state classificate circa centocinquanta specie d’uccelli, fra i quali alcuni di grande interesse come la Cincia bigia di Sicilia ed il Codibugnolo di Sicilia. Le zone aperte ai margini nei boschi offrono ospitalità a molti rapaci come lo Spaviero, la Poiana, il Gheppio, il Falco Pellegrino, e l’Allocco mentre nelle aree rocciose aspre e fessurate delle Rocche del Crasto troviamo l’Aquila reale. Il Tuffetto, la Folaga, la Ballerina gialla, il Merlo acquaiolo ed il Martin pescatore preferiscono le zone umide, mentre nelle aree da pascolo non è difficile da avvistare la rara Coturnice di Sicilia, la Beccaccia, l’Upupa e il Corvo imperiale. All’interno del territorio del Parco esistono molti esemplari di cavallo sanfratellano, originario di questi monti, una razza preziosa per i caratteri tipici.
Foresta di Faggi
Immagini della tipica flora nebrodense
Mappa delle 4 zone del territorio dei Nebrodi
Suddivisione dei Comuni ricadenti all'interno dei confini del Parco dei Nebrodi
Il Parco dei Nebrodi è stato istituito il 4 agosto 1993 ed è la più grande area naturale protetta della Sicilia, con una superficie di 86000 ettari. E' suddiviso in 4 zone, nelle quali ci sono divieti e limitazioni, funzionali alla conservazione delle risorse che costituiscono il patrimonio dell’area protetta.
La zona A comprende i sistemi boscati alle quote più alte, le uniche stazioni siciliane di Tasso, alcune formazioni rocciose e le zone umide d’alta quota. In tale zona è consentito, oltre che l’escursionismo a piedi e a cavallo ed il traffico motorizzato sulle strade esistenti, esercitare il pascolo, proseguire le attività agricole ed effettuare sul patrimonio edilizio interventi di manutenzione e di restauro.
La zona B include le rimanenti formazioni boscate ed ampie aree pascolative.
La zona C comprende 9 aree, dove si trovano strutture turistico-ricettive e culturali.
La zona D costituisce la fascia esterna dell’area protetta e consente il passaggio graduale nelle zone a maggior valenza naturalistica.
Sono 24 i Comuni il cui territorio ricade all’interno dell’area protetta:
19 in provincia di Messina: Acquedolci, Alcara Li Fusi, Capizzi, Caronia, Cesarò, Floresta, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mistretta, Raccuja, Sant’Agata Militello, Santa Domenica Vittoria, San Fratello, San Marco d’Alunzio, Santo Stefano di Camastra, San Teodoro, Tortorici, Ucria; 3 in provincia di Catania: Bronte, Maniace, Randazzo; 2 in provincia di Enna: Cerami, Troina.
Paesaggi Parco dei Nebrodi
Paesaggi tipici del Parco dei Nebrodi con Laghi, foreste ed elementi naturali tipici di questo territorio.