Raccuja è situato a circa 650 metri sul livello del mare, in posizione dominante la valle del fiume Mastropotimo, che sfocia nel Mar Tirreno, in località Ponte Naso.
Ruderi della Chiesa di San Sebastiano
Il nome del villaggio deriva apparentemente dal francese Roccaille, poiché la città è arroccata su una collina rocciosa. Il paese fu chiamato solo più tardi Raccudia, con le varianti Raccuglia, Recusia, Roccaglia e poi Raccuja.
Le origini del villaggio di Raccuja risalgono al 1091. Nel corso dei secoli il paese fu governato da alcuni dei più importanti signori feudali della Sicilia, come gli Aragona, l'Orioles, i Valdina e i Branciforte.
Economia
L'attività predominante è il settore agricolo, con la coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, viti, oliveti, agrumeti e altri frutteti, nonché con l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli; si pratica anche la silvicoltura.
Un ruolo importante nell’economia locale è occupato dall’attività artigianale, che nel tempo ha sviluppato abili lavoratori impegnati nella realizzazione di manufatti in ferro battuto e in pietra.
Maccherroni a Raccuja
Processione SS. Maria Annunziata
Tradizioni popolari
La sagra dei maccheroni di Raccuja è uno degli eventi gastronomici più attesi del comprensorio nebroideo. La manifestazione richiama visitatori da tutta la Sicilia, che giungono nel piccolo borgo per degustare i maccheroni fatti a mano.
La festa di SS. Maria Annunciazione, patrona di Raccuja dal XVI secolo, si svolge il 21 settembre e rappresenta una delle tradizioni religiose più importanti, poiché coinvolge tutta la comunità.
Chiesa Madre
Castello Branciforte
Raccuja è costituita da vie piccole, strette e tortuose e conserva ancora molto del suo aspetto antico; infatti, si snoda tra la Chiesa Madre e i ruderi del Castello di epoca normanna.
Di epoca cinquecentesca la Chiesa Madre, il cui interno è diviso da due colonnati di sei colonne ciascuno, che segnano tre navate: le laterali sono inferiori per altezza e larghezza a quella centrale e sono coperte da cassettoni lignei.
Il Castello Branciforte presenta all'esterno un massiccio edificio quadrangolare, fiancheggiato da due torri circolari, delle quali una crollata. Diverse porte, aperte nel XIX secolo quando la struttura venne trasformata in carcere, costituiscono l'accesso al piano terra. Imponenti finestroni si aprono nella parte alta, in pietra arenaria. E' stato restaurato restaurato alla fine del Novecento.
Interessanti le tholos, strutture circolari in blocchi di pietra arenaria fissati a secco, alte due metri e che terminano con una copertura a cupola con blocchi aggettanti, che si sostengono a vicenda. Le origini di tali strutture sono incerte e si pensa fossero usate dai pastori come riparo.